Mese: Gennaio 2016

ecoinformazioni 520/settimanale/ No tox area

520Basta tosse, no tox area. Questo nostro primo numero del 2016 cerca di uscire dallo smog, convinto che tale viaggio non possa essere fatto solo con danze della pioggia e della neve. In primo piano quindi l’inquinamento dell’aria, i provvedimenti presi e non presi dal Comune di Como impegnato acnhe in un difficile fine anno caratterizzato dallo stop inevitabile al progetto di concentrare in un solo luogo la preparazione di tutti pasti delle mense scolastiche.

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15 gennaio/ De Sfroos alla Feltrinelli

dvds-cover-synfuniiaVenerdì 15 gennaio alle 20.30, Davide Van De Sfroos incontra il pubblico alla libreria Feltrinelli di via C. Cantù a Como e presenta il nuovo lavoro discografico Synfuniia [Batoc67,Universal Music]. Il nuovo disco, contiene quattordici brani storici del cantautore comasco, riarrangiati dal M° Vito Lo Re per la Bulgarian National Radio Simphony Orchestra. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Eventuali cambiamenti di orario, spostamenti di sede e inserimenti di nuovi eventi sono verificabili in negozio o sulla nostra pagina facebook La Feltrinelli Como, telefonando allo 031278109 o scrivendo a como@lafeltrinellli.it.

Aria tossica/ Polveri sottili senza limiti

aria 2 gennaio 2015Va male, va ancora male, troppo male l’inquinamento dell’aria. Come è noto per la fisiologia del sistema respiratorio e in generale per la biologia umana le soglie fissate da leggi non hanno grande significato. In realtà le sostanze tossiche e nocive fanno male a qualsiasi concentrazione e non esiste un livello minimo prima del quale una sostanza pericolosa possa essere accettabile. (altro…)

XXCO – Un quartiere popolare a Como – 001

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Ingiustamente poco indagata, la tipologia delle “case popolari”, o anche delle “residenze operaie”, ha dato un grande contributo al panorama contemporaneo di Como e della provincia.

Tra gli innumerevoli esempi presenti sul territorio, abbiamo scelto per iniziare uno dei più precoci, e certo uno di quelli con una più alta consapevolezza di sé e sella sua importanza politica; altri ne seguiranno, anche fuori.

Fabio Cani

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On line nel  blog di ecoinformazioni dedicato all’iniziativa, giorno dopo giorno  tutte le schede di XXCO.

2 gennaio/ La pioggia non è un intervento strutturale, ma è miracolosa

aria1gennaioÈ iniziato male il 2016 con un picco di inquinamento davvero pericoloso. Evidentemente i fuochi artificiali che avrebbero dovuto, secondo antiche e del tutto arbitrarie teorie, tenere lontani i guai o sono stati insufficienti o non sono stati offerti alle giuste divinità. Forse gli dei e le dee del consumismo e della distruzione della natura non sono così efficaci o sono semplicemente malvagi, insensibili alle offerte votive. Certamente l’omaggio di tanti balocchi scintillanti di “successo”, “creatività massificata”, “sperpero finalizzato all’investimento a vantaggio di pochi” non è servito a far scendere né le polveri sottili, né la percezione di essere in gabbia in una camera a gas. (altro…)

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como – 000

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Introduzione

Nell’ormai lontano 2007 le amiche dell’Università popolare di Auser mi chiesero il tema per un nuovo corso da tenere per le associate e gli associati. Avventatamente e quasi provocatoriamente, dato il carattere assolutamente non specialistico di quel pubblico, proposi tre incontri sull’architettura contemporanea in provincia di Como e un titolo – che una di loro definì in seguito una sciarada -: 100XXCO, ovvero 100 edifici per il XX secolo in provincia di Como. Allora lo sforzo, per me abbastanza divertente, fu quello di riuscire a stare dentro quel numero 100, assomigliando il gioco sempre di più a quello “della torre”, dove si deve decidere chi tenere su e chi buttare giù. Dopo di allora, quel numero è progressivamente cresciuto e oggi ripropongo il gioco adattandolo alla lunga distanza: un intero anno – 366 giorni (il 2016 è bisestile!) – un edificio al giorno.
Oltre a questa, le regole sono poche:
– le schede sono di grandezza modulare (1, 2 o 4 paginette) e basate su uno schema uguale per tutte
– le schede sono presentate in ordine assolutamente sparso, senza ordine di data, di autore, di tipologia o di chissà che altro (ci sarà tempo, semmai, alla fine, di riproporle in insiemi organizzati e metodologicamente avvertiti…)
– le schede sono quasi esclusivamente dedicate a edifici esistenti e visibili (e, nel migliore dei casi, parzialmente visitabili); sono esclusi i progetti; costituiscono invece eccezione alcuni edifici demoliti (e comunque documentati), il cui ruolo nel Novecento architettonico comasco è troppo importante per essere messo da parte (ma sono comunque poche eccezioni, che staranno sulle dita di due mani, forse una sola)
– le schede sono relative a edifici localizzati nel territorio della (già) provincia di Como; sono quindi esclusi gli edifici del Lecchese e della Brianza (e, a maggior ragione, del Cantone Ticino), anche se è data per scontata l’osmosi culturale fra tutte queste aree
– infine, le schede sono relative a costruzioni “praticabili”, cioè ne sono escluse i monumenti (anche quelli funebri) salvo qualche rarissima eccezione motivata, e “complete”, cioè ne sono escluse le parti non autosufficienti di organismi più ampi.
Si intende che, come tutte le regole, anche queste sono discutibili, ma – una volta dichiarate – sono date per assodate.
Così come sarà discutibile, ma inevitabile, la scelta, per quanto ampia e indirizzata – poteva essere altrimenti? – a dar conto della complessità di questa storia.

Si comincia con la scheda “numero zero”.
Il perché dovrebbe essere evidente: è l’unica fuori del XX secolo, ma è imprescindibilmente alla sua origine.
Per una volta in controtendenza rispetto al mondo, e non in ritardo bensì in anticipo, il Novecento comasco, lungi dall’essere un “secolo breve”, cominciò prima: nel 1899, con l’Esposizione Voltiana dedicata a uno degli “eroi fondatori” della modernità.
Da qui prendiamo le mosse per questa labirintica escursione sul e nel territorio. Ed è l’unica cosa al suo posto (comunque scomparsa!).

(I ringraziamenti, esageratamente numerosi, e i riferimenti – anche bibliografici – saranno esplicitati solo alla fine; tra un anno esatto.)

Fabio Cani

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On line nel  blog di ecoinformazioni dedicato all’iniziativa (attivo dal 2 gennaio), giorno dopo giorno  tutte le schede di XXCO

 

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