Mese: Agosto 2016
2 agosto/ memoria della strage di Bologna/ il video
Il 2 agosto 1980, alle 10.25, una bomba fascista collocata nella sala d’aspetto della stazione di Bologna uccideva 85 persone e ne feriva 200. Tre di queste, Carlo Mauri, Annamaria Bosio e il loro piccolo figlio Luca, erano di Como, in viaggio verso una vacanza che non avrebbero mai trascorso.
Attraverso di loro, ogni anno, Como ricorda tutte le vittime della strage.
Oggi, alla manifestazione a Bologna, la città di Como sarà rappresentata dai consiglieri comunali Luigino Nessi e Elide Greco.
NodoLibri ha dedicato alla memoria della strage di Bologna e della famiglia di amici di Carlo, Anna e Luca un video, tratto dal libro Diario doloroso di Gerardo Monizza.
Il cibo, la musica, la città
Alle 18.30 alla stazione e sul prato del piccolo giardino antistante è tutto tranquillo. Le persone arrivate da lontano per cercare di varcare la frontiera e ultimare il proprio viaggio fino in Germania sono molte, di più degli ultimi giorni, e si capisce che sono di più quelle che ci sono rispetto a quelle che si vedono.
Sono quasi tutte molto giovani. I ragazzi giocano: qualcuno tira un paio di calci al pallone, gli altri giocano a pallavolo (o qualcosa di simile); le ragazze sono per lo più sedute sul prato a chiacchierare, a riposarsi, a mettere in ordine le poche, pochissime cose che hanno.
In molti, semplicemente, aspettano.
Roberto Maggioni di Radiopopolare intervista i volontari, racconta la situazione in diretta, prepara il pezzo per il giornale della sera.
Nel frattempo alla mensa di S. Eusebio, in via Volta, a poche centinaia di metri, si prepara la cena. Ieri sera sono stati quasi 250 i pasti distribuiti, questa sera probabilmente di più.
Alle 19 è quasi tutto pronto. A piccoli gruppi, arriva chi ha bisogno di un pasto. Ormai hanno imparato la strada – dicono. Ci mancherebbe altro: hanno fatto migliaia di chilometri per arrivare qui, senza perdersi, nonostante traversie drammatiche e blocchi di tutti i tipi… e si dovrebbero perdere per pochi centinaia di metri…
Il clima generale è sereno. L’organizzazione quasi naturale. Non c’è efficientismo esagerato ma nemmeno approssimazione. Tutti hanno un ruolo, chi arriva al momento e non sa ancora cosa deve fare, chiede e ottiene risposta.
Il salone del “ritrovo giovanile” di S. Eusebio (così recita l’insegna) dove si mangia è in realtà una sorta di teatrino. Lì si sistema la maggior parte delle persone; al piano inferiore in una sala più piccola si raccolgono bambini e bambine con le madri.
La sala si riempie in fretta e in fretta si crea la coda di attesa. Tutti sono ordinati, educati, pazienti. Le pentole vuote si sostituiscono, le brocche d’acqua si riempiono, i pezzi di pane continuamente ridistribuiti.
Sul palco del teatrino una giovane donna con la chitarra elettrica suona e canta: è Fatoumata Diawara, star della musica maliana. Si ha l’impressione che la maggior parte dei presenti quasi non se ne accorga, l’esigenza di una cena calda è ben più impellente che quella di ascoltare della buona musica. Lei non sembra proprio offendersene: il suo sorriso è smagliante e la sua musica è convinta; è il sottofondo giusto per questa situazione singolare: un’assurda commistione di diritti negati, di umanità riaffermata, di esigenze materiali e di aspirazioni ideali, di ingiustizia e di serenità; non è una musica rasserenante, per i toni acidi della chitarra, eppure fa quasi da ninna-nanna per il ritmo ribattuto di questo blues delle origini.
Intanto la coda aumenta, ma sempre senza nervosismo. Qualcuno trova modo di ingannare il tempo con una partita a calciobalilla.
Tutte le persone e le realtà presenti, la Caritas, i volontari e le volontarie, stanno facendo quello che è giusto fare. La speranza è che questo impegno non venga inteso dalle istituzioni che dovrebbero fare la loro parte come un alibi per tardare ancora.
Questa parte di umanità non è qui per caso. Dovrebbe bastare un giro alla mensa di S. Eusebio (ma anche in altri posti) per capirlo.
[Fabio Cani, ecoinformazioni]
Guarda la galleria delle foto di Andrea Rosso, ecoinformazioni.
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