Anno: 2022

Cgil, Cisl, Uil/ Attuare davvero l’accoglienza

Per uno scherzo crudele e tragico del potere europeo si decide giustamente di dare accoglienza europea alle vittime dell’invasiona russa dell’Ucraina ma si fanno nella direttiva vergognosi distinguo tra loro per evitare che persone non di nazionalità ucraina colpite dalla guerra in Ucraina possano avere protezione e diritti in Europa. La fortezza Europa non si smentisce e non applica il diritto internazionale né l’umanità, ma si fa almeno carico dell’accoglienza di una parte delle vittime. Ma, se la Direttiva europea pur con grevi limiti segna almeno un passo avanti che supera per molti Ucraini l’assurdo e iniquo sistema ancora in vigore per tutti gli altri migranti provenienti da altre guerre non meno sanguinose e costretti dalle leggi europee e italiane a morire in mare o nelle tante rotte della disperazione, c’è anche il rischio che nppure la parte positiva delle nuove norme trovi in Italia applicazione concreta e celere e che con questa nuova “emergenza” si reiterino le procedure irrazionali e oppressive che già adottate per altre crisi perpetrino un sistema dell’accoglienza disorganico, costoso, ingiusto e causa di sofferenze per tanti. Per questo Cgil, Cisl e Uil chiedono, con una puntale lettera che pubblichiamo integralmente, una serie di richieste al Prefetto di Como, rappresentante del governo.

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5 e 6 marzo/ Arte per le donne alla Lissi

Il 5 e il 6 marzo, l’associazione Alfonso Lissi organizza, presso la propria sede di via Ennodio 10 a Como, l’esposizione Arteamoreperledonne. Questo evento si inserisce nel contesto di Spazio Lissi, precedentemente inaugurato alla mostra Lis-piazza di settembre del 2020 e seguito da Crisic. Il punto svolta a dicembre 2021.

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Depositata a Erba la petizione per dire stop al consumo di suolo

Presentata la raccolta firme per dire stop al consumo di suolo! Oltre 200 le firme raccolte per la petizione con cui si chiede al Consiglio Comunale di azzerare la cementificazione a Erba.

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5 marzo/ Pace a Cantù

Vi invitiamo a un presidio pacifista contro le guerre sabato 5 marzo 2022 in pazza Garibaldi a Cantù (Co) dalle 10 alle 12. Si tratta di un’inziativa “aperta” che non presenta il logo di nessun partito e/o associazione. Ovviamente ciascuno potrà poi portare le proprie bandiere e aderire alla manifestazione con i propri simboli. È necessario gridare a gran voce No alla guerra, in Ucraina come nel resto nel mondo.

Castellina/ Ricostruire un movimento pacifista ancora più forte

Il movimento  pacifista è contro la guerra, che considera un retaggio medioevale. È convinto che anche col peggiore nemico, in un’epoca in cui le armi nucleari possono causare la fine dell’umanità, sia necessario cercare un dialogo per giungere a un compromesso. Per questo ha fatto proprio lo slogan: “I patti non basta farli fra amici, occorre cercare di farli con gli avversari”.

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Video / terzo settore e pubblica amministrazione

Nel webinar di Cantiere terzo settore, Luca Gori e Gianfranco Marocchi ci introducono al grande cambiamento che ci attende nel rapporto tra enti pubblici e “terzo settore”, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 2020, che favorisce l’amministrazione condivisa.

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L’Arci alla manifestazione del 5 marzo a Roma

L’Arci conferma tutti gli obiettivi della mobilitazione pacifista unitaria del 5 marzo a Roma compreso il rifiuto della fornitura italiana di armi invece di aiuti per la popolazione ucraina aggredita dall’esercito russo e la necessità di fermare l’allargamento della Nato.

Fermare la guerra in Ucraina. Fermare tutte le guerre in tutto il mondo.

No all’invasione russa dell’Ucraina. Ritiro delle truppe. Aprire un negoziato condotto dall’ONU.

Solidarietà alla popolazione civile, agli sfollati e ai profughi. Accoglienza in tutta Europa, aiuti umanitari in Ucraina.

Protezione, assistenza, diritti alla popolazione di tutta l’Ucraina, senza distinzione di lingua e cultura.

Aprire corridoi protetti per le agenzie internazionali e le organizzazioni umanitarie per soccorsi e aiuti, in sicurezza.

Siamo al fianco di chi manifesta in Russia contro l’invasione e il regime. E con chi in Ucraina continua a opporsi alla guerra con forme di difesa civile non armata e nonviolenta.

Solidarietà alle comunità di lavoratrici e lavoratori ucraini in Italia, che tanto lavoro di cura svolgono nel nostro Paese, angosciati da quello che accade e preoccupati per parenti e amici sotto le bombe.

Dall’Italia, dall’Europa, dalla comunità internazionale devono arrivare soluzioni politiche, non aiuti militari.

Ridare all’ONU un ruolo forte e decisivo: disarmo, risoluzione dei conflitti, cooperazione internazionale.

Basta competizione per il dominio economico, energetico, militare di cui anche l’Ucraina è vittima, contesa fra Est e Ovest.

Basta blocchi militari, no agli imperialismi uguali e contrapposti: nessun allargamento della NATO a Est.

Fine al commercio di armi senza limiti e senza controlli. Si impieghino le risorse per le armi a favore della sanità, istruzione, sicurezza sul lavoro, attuazione di tutti i diritti per tutti.

Vogliamo una Europa di pace, senza armi nucleari, che fondi le sue relazioni internazionali sulla sicurezza comune e condivisa, sul disarmo, sulla neutralità attiva.

Costruiamo ponti e solidarietà tra i popoli, non con le armi ma con la democrazia, i diritti, la pace. Educazione alla pace, alla Costituzione, alla cittadinanza attiva.

Basta armi, basta violenza, basta guerra!

Scendiamo in piazza in tante e tanti per ridare fiato alla pace

Sabato 5 marzo ARCI promuove e partecipa alla manifestazione nazionale a Roma

[Arci nazionale]

Studiare con il cuore

Nella serata di mercoledì 2 marzo presso la basilica di Sant’Abbondio e l’Aula studio Edith Stein, si sono svolti – organizzati da don Michele – una preghiera per la pace e un incontro di ascolto e dialogo dei giovani e delle giovani universitari/e con don Nikola, prete ucraino della comunità greco cattolica di rito bizantino a Como.

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Ma cosa c’entra la cultura con la guerra?

La questione ormai è nota: tra gli effetti “collaterali” dell’ultimo tragico conflitto alle porte d’Europa c’è anche un ostentato ostracismo nei confronti di tutto ciò che proviene dalla superpotenza colpevole dell’aggressione, la Russia.

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