Antirazzismo

Il Comune di Como contro il razzismo/ Accendi la mente, spegni i pregiudizi

ACCENDI-quadrato-ok-300x300Accendi la mente, spegni i pregiudizi. Questo lo slogan che campeggia Sul manifesto affisso all’ingresso del Comune di Como campeggia lo slogan Accendi la mente, spegni i pregiudizi dell’XI settimana di azione contro il razzismo organizzata dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) del Dipartimento per le pari opportunità in collaborazione con Anci e Miur, in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali che si celebra in tutto il mondo il 21 marzo.Lo slogan nasce sulla scia della recente campagna di comunicazione del Contact center Unar dove ad accendersi e spegnersi erano i diritti e le discriminazioni, questa volta l’invito è ad accendere la mente per aprirsi all’altro/ a, imparare a conoscersi per superare i propri pregiudizi.

 

Donne resistenti/ Dalla Cuba post rivoluzionaria all’Italia partigiana

cubaDalla Cuba post rivoluzionaria all’Italia partigiana, passando per il Donbass e la linea del fronte curda. Situazioni e tempi molto diverse tra loro, ma accomunate da un dato importantissimo: il decisivo ruolo delle donne. Si è aperta così Donne resistenti, l’incontro organizzato dal circolo comasco di Italia Cuba presso il salone Bertolio di via Lissi, nella giornata di sabato 7 marzo, e ha ha visto tra i suoi ospiti Maria Giovanna Tamburello ed Inna Mashkarova, esponente del comitato Ucraina antifascista di Milano e del gruppo Global rights of peaceful people. Tra il pubblico anche l’assessore Marcello Iantorno e l’ex deputata Rosalba Benzoni.

Le due relatrici hanno quindi affrontato il tema del ruolo della donna in due momenti storici molto precisi, quali la Cuba negli anni successivi alla rivoluzione castrista e l’attuale est Ucraina. Maria Giovanna in particolare ha tratteggiato l’importanza della presenza femminile nel lungo processo di alfabetizzazione delle campagne caraibiche, una “guerra” dura e non meno pericolosa di quella armata, e che ha visto personalità come Vilma Espin in prima linea. La Espin, moglie di Raul Castro ed a cui è intitolato il gruppo cittadino dell’associazione, è stato a lungo presidente dell’organizzazione Donne di Cuba oltre che una figura importantissima nella rivoluzione del ‘59, in prima linea nel processo che ha portato l’isola ad avere un’altissima percentuale di donne laureate, attive nel campo della sanità e dell’insegnamento, oltre che una presenza oggi maggioritaria nel parlamento di L’Avana.

Molto diverse le coordinate geostoriche dell’intervento della Mashkarova, nativa di Sloviansk, a pochi chilometri da quella Donetsk teatro dei più terribili scontri nell’attuale conflitto ucraino. Inna ha infatti parlato della disastrata situazione della sua terra d’origine, stretta tra l’”operazione antiterrorismo” del nuovo governo di Kiev e condizioni di vita sempre più difficili, verso cui i continui sforzi delle diverse associazioni di aiuto e dei comitati sorti anche nel nostro Paese svolgono un ruolo importante nel portare aiuti, nonostante le crescenti difficoltà date da una situazione internazionale estremamente difficile e non semplice. A riprova delle sue parole l’attivista di origine russa ha mostrato al pubblico una serie d’immagini e video dalle principali città del Donbass, vittime negli ultimi tempi di ingenti bombardamenti da parte delle forze regolari del presidente Poroshenko.

Due testimonianze estremamente vivide, a cui ha fatto seguito un contributo scritto della storica dell’istituto Peretta Patrizia Di Giuseppe, assente dall’incontro per motivi di salute, che ha richiamato il ruolo di partigiane come Carla Capponi e Giuliana Gadola Beltrami. A questo ha fatto seguito la proiezione del documentario “Le donne nella resistenza curda”, sugli sforzi del battaglione denominato YPG nel contrastare nel nord Kurdistan l’avanzata dell’Isis, altra ed incredibile prova della forza dell’”altra metà del cielo” in uno dei contesti attuali più drammatici.

Un incontro sentito quindi, alla vigilia della simbolica data dell’8 marzo, “ricordata” dalle mimose lasciate sul banco delle relatrici. Quest’ultime hanno voluto fare in chiusura un augurio per una festa delle donne di pace, vedendo molti dei contesti che hanno descritto, e che possa far valere il suo messaggio originario, visto le perversioni “pop” che ne  hanno caratterizzato gli ultimi anni. [Luca Frosini, ecoinformazioni, foto Italia Cuba Como]

Stragi europee nel Mediterraneo/ Ve la diamo noi la foto

logo ecopop

Su Radio popolare (e su ecoinformazioni) tutti i dettagli della manifestazione contro i massacri nel Mediterraneo indetta da Radio popolare per sabato 14 febbraio alle 16 in piazza Duomo a Milano (con un lenzuolo bianco e una radio). Sarà possibile fornire una foto realistica con la quale finalmente gli altri media potranno riportare la notizia della guerra dell’Europa e del governo Renzi ai migranti.

Il Pd europeo contro l’assoluzione incivile di Calderoli

jscalderoliLa scandalosa assoluzione di Roberto Calderoli anima la protesta anche nelle sedi europee del Partito democratico. Il fisico comasco Stefano Vaccaro, segretario del Pd del Lussemburgo ha sottoscritto, insieme ai segretari del Pd di Berlino e di Bruxelles, il documento del segretario del Pd di Londra e Regno Unito ai senatori del Partito democratico che hanno votato nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del 4 febbraio contro la ministra Kyenge non comprendendo il tenore razzista e incivile degli insulti a lei rivolti dall’esponente del partito di estrema destra Lega Nord. Leggi nel seguito il testo della lettera.

«Gentili Senatore Moscardelli e Senatore Cucca,

Mi chiamo Roberto Stasi e sono il segretario del Circolo PD Londra & UK.

Vi scrivo questa mia, a nome di tutti gli iscritti ed amici del Circolo PD Londra & UK e di altri circoli PD in Europa, per esprimervi il nostro rammarico, disappunto e vergogna per la decisione che la Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari ha adottato, in data 4 febbraio 2015, in merito alle “opinioni” espresse dal Senatore Roberto Calderoli nei confronti dell’allora Ministro On. Kyenge.

Sapere, che all’interno dell’organo di decisione, si sono pronunciati senza esprimere una posizione di dissenso, alcuni senatori eletti nelle file del nostro partito, quel Partito Democratico che anche noi, qui da Londra, rappresentiamo, ci amareggia non poco.

E ancor più ci amareggia, leggendo i resoconti della seduta, che di quelle espressioni, considerate ovunque offensive e razziste, non sia stata menzionata nessuna parola di condanna o di stigmatizzazione.

Mi permetto di aggiungere inoltre che questo fatto assume connotazione maggiormente negativa se si pensa che a pronunciale sia stato un senatore, un uomo delle istituzioni, prima che un cittadino.

Entrambi voi, Senatori, difendete le “opinioni” del Senatore Calderoli, giustificandole come “presenti all’interno di un contesto politico”. A quale contesto politico fate riferimento? Non e’ forse quello di attacchi razzisti, di minacce che un Ministro, nel pieno delle sue funzioni, ha ricevuto dal primo giorno del suo mandato?

Vorrei ricordarvi che a seguito di altre simili minacce, l’allora Ministro Kyenge e’ stata sottoposta a delle misure di protezione, ha intrapreso cause legali a titolo personale (senza il sostegno legale del PD), per chiedere la condanna soprattutto di coloro che, come rappresentanti di Istituzioni nazionali e locali in tutta Italia, si sono scagliati contro di lei con epiteti e frasi violenti e razziste. La stampa del Regno Unito in quei giorni stigmatizzava il comportamento e le dichiarazioni del Senatore Calderoli verso un membro del Governo: per l’Europa intera leggere quelle parole è stato un vero schock.

Quando parlate di contesto politico, dovreste ricordare la storia, cari Senatori! Erano forse “opinioni” quelle espresse da parte di partiti e movimenti antisemiti prima della seconda guerra mondiale nei confronti degli ebrei, definiti e raffigurati come ratti, oppure caricature, non molto dissimili da quelle di cui anche la nostra On. Kyenge e’ stata vittima? Pensate, Senatori, gli anni dell’apartheid del Sud Africa e negli Stati Uniti, oppure alla più vicina propaganda fascista verso i territori africani colonizzati. Anche quelle erano “opinioni” dunque, alla luce dei recenti fatti.

Ogni qualvolta intervenite in aula, cari Senatori, vorrei che pensaste a quello che la storia ci ha insegnato e lasciato. Vorrei che capiste che non potete permettervi di essere come la pancia molle della società, come dei goliardici al bar. Piuttosto dovreste dare l’esempio. A noi tutti.

Come Senatori e come senatori del PD voi avete il dovere di fare la differenza; lo dovete anche in base al codice etico del PD, la carta dei valori di questa nostra comunita’, dove diciamo che “Le donne e gli uomini del Partito Democratico considerano il pluralismo una ricchezza e scelgono il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise. […] Si impegnano perché […]  i diritti e le libertà si impongano sul razzismo e sulla violenza. Contrastano ogni forma di discriminazione nel nome dell’uguaglianza sostanziale. Il contributo delle donne e degli uomini immigrati è caratteristica propria dell’identità del Partito Democratico, che con loro si propone come un’esperienza politica aperta ed interculturale. “

Come vi sentireste se i cittadini o altri politici si rivolgessero a voi con epiteti simili, e i vostri colleghi lo giustificassero? Non dovreste sentirvi offesi, visto che queste sono opinioni giustificate dal contesto politico, no? Che brutto precedente, che occasione mancata per mostrare la nostra diversita’.

Spero che tutto il Partito Democratico, che tutto il gruppo PD al Senato, decidano di ritornare su questa decisione, per il rispetto alle tante donne e uomini immigrati nel nostro Paese e per il rispetto a tutta la comunita’ del Partito Democratico in Italia e all’estero.  

Vi ringrazio per la vostra attenzione».

[Roberto Stasi, Segretario Circolo Pd Londra & Regno Unito, Francesco Cerasani Segretario Circolo PdBruxelles, Federico Quadrelli, Segretario Circolo Pd Berlino, Stefano Vaccaro, segretario del Circolo Pd Lussemburgo].

Arci/ Calderoli assolto/ La Giunta del Senato approva l’odio razziale

Arci KyengeCalderoli assolto per le parole razziste contro Cecile Kyenge. Siamo sbalorditi dalla decisione della Giunta per le autorizzazioni del Senato che, quasi all’unanimità, ha ritenuto che le parole di Calderoli contro l’allora Ministra Kyenge sono insindacabili e quindi che il senatore leghista non è perseguibile per istigazione all’odio razziale.

Facciamo appello al Presidente del Consiglio nonché al presidente del Senato affinché intervenga per fermare una decisone sbagliata e pericolosa.

Chiediamo ai partiti di prendere le distanze da questa decisione che alimenterà il ricorso al razzismo come strumento di propaganda elettorale e moltiplicherà la popolarità di predicatori d’odio come Calderoli

comunicato stampa Arci qui: http://tinyurl.com/k59uyh4

Sel/ Vietare la manifestazione di Militia

nazicestinoSinistra ecologia libertà  chiede al prefetto e al sindaco di Como di vietare la manifestazione di Militia del 7 febbraio. Per Sel «Militia mette in contrapposizione il giorno del ricordo con la giornata della memoria della Shoah, incita alla violenza e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa e nazionale, propaganda valori nazifascisti che la legge Mancino 205/93 condanna e punisce». Leggi la lettera.

«Egr. sig. prefetto dott. Bruno Corda

Egr. sig. sindaco dott. Mario Lucini

 Apprendiamo dal sito dell’associazione culturale Militia di Como che sabato 7 febbraio questa organizzazione neofascista organizzerà un gazebo con una mostra sulle foibe in via Boldoni a Como. Chiediamo al sig. Prefetto e al sig. Sindaco con quale motivazione e’ stato concesso uno spazio pubblico ad una forza che, in più occasioni, ha mostrato la propria matrice neofascista. Il giorno del ricordo delle foibe e’ un momento importante per non scordare i tragici eventi che costrinsero centinaia di migliaia di italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia a lasciare e loro case. Gli storici si stanno interrogando e stanno studiando quei fatti tragici per trasformarli in memoria collettiva condivisa. Militia mette in contrapposizione il giorno del ricordo con la giornata della memoria della Shoah, incita alla violenza e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa e nazionale, propaganda valori nazifascisti che la legge Mancino 205/93 condanna e punisce. Chiediamo quindi a codeste istituzioni di vietare la manifestazione pubblica di Militia. Cordiali saluti». [Marco Lorenzini, coordinatore della Federazione provinciale di Sel]

Facciamo partire Iolanda!

250x250È cominciata lunedì 2 febbraio la campagna di crowfunding che permetterà la partenza al progetto Clandestine integration. Fra i promotori, anche il blog Africauropa, curato dal giornalista comasco Michele Luppi. Già, ma cos’è Iolanda, e in cosa consiste il progetto?

 

É un progetto umanamente ambizioso il cui scopo è favorire il dialogo tra Africa ed Europa attraverso due strumenti: il viaggio e l’arte. Teatro di tutto questo sarà, appunto, il motoveliero Iolanda.

«Integrazione clandestina/Clandestine integration – scrivono in un comunicato gli organizzatori – è un viaggio in barca a vela della durata di due mesi, dal IMG-20130711-WA000115 giugno al 15 agosto, che avrà inizio a Siviglia per poi raggiungere e incontrare le comunità di Tangeri, Algeri, Tunisi e Mazara del Vallo, in Sicilia. Il progetto si concluderà a dicembre 2015 in Sardegna.
Integrazione clandestina/Clandestine integration è arte in quanto a bordo di Iolanda verranno ospitati 8 artisti, (scrittori, illustratori, bloggers), provenienti da entrambe le sponde del Mediterraneo il cui compito sarà confrontarsi, discutere e interagire, al fine di produrre un’opera letteraria scritta a più mani e unica nel suo genere.
La raccolta fondi si svolgerà dal 2 febbraio al 18 marzo tramite il portale Produzioni dal basso, dove il progetto è inserito all’interno del network di Banca Etica. La campagna mira a raccogliere 10.600 euro, il budget base per far partire il progetto. La cifra raccolta attraverso Produzioni dal basso sarà impiegata per ultimare i lavori di messa in sicurezza e restyling di Iolanda, per finanziare l’accoglienza a bordo dell’equipaggio e sostenere i costi di copertura assicurativa e quelli necessari per trasferire l’imbarcazione fino al luogo della partenza».

Per effettuare la donazione, è necessario collegarsi al link  nella home page del sito ufficiale del progetto. Le donaziani vanno dai  5 ai 500 euro, così  «la raccolta potrà essere veramente popolare e alla portata di tutti».
Sarà inoltre possibile effettuare donazioni anche sul c/c dedicato di Banca Popolare Etica intestato a: Abracadabra Onlus IBAN: IT22H0501803200000000196349

«Perchè è importante permettere a Iolanda e Integrazione clandestina/Clandestine integration di partire?Perché è necessario che il Mediterraneo torni ad essere elemento d’unione tra le terre che la racchiudono, perchè è necessario che le sue genti s’incontrino e si conoscano, perché è da tali processi che nasce la ricchezza e il progresso dell’essere umano. “Vogliamo dimostrare che l’integrazione è possibile e non va confusa con l’omologazione. Integrazione significa accettarsi, rispettarsi senza pensare che il proprio modo di vivere sia l’unico valido. Il nostro progetto nasce per dimostrare che il dialogo è possibile e costruttivo”.
Integrazione clandestina/Clandestine integration è un progetto promosso, ideato e coordinato da Abracadabra Onlus, cooperativa sociale di Sassari.
Partners del progetto sono: il Dipartimento di Storia e Scienze dell’Uomo dell’Università di Sassari, l’Università di Siviglia, il Centro Escapes sulle migrazioni forzate dell’Università di Milano, la Fondazione Sevilla Acoge, la testata giornalistica Africaeuropa, l’associazione Culture Vultures di Fez in Marocco, la casa editrice Edes Edizioni.Integrazione clandestina/Clandestine integration è portato avanti in collaborazione con il Servizio Affari Internazionali della Regione Sardegna e patrocinato dall’Unione dei Comuni del Logudoro». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

 

Braga e Guerra contro il razzismo a Guanzate

razzismoAlla proposta indecente della la lista paraleghista Guanzate viva che vuole una dscriminatoria e aberrante schedatura degli immigrati rispondono i due parlamentari comaschi del Pd. Chiara Braga e Mauro Guerra hanno dichiarato che «Iniziative del genere non fanno altro che favorire e caricare il clima sociale di tensione e di “caccia al nemico”, di cui non c’è nessun bisogno, tantomeno in questo momento, e che offendono prima di tutto la comunità guanzatese». Leggi la dichiarazione di Braga e Guerra.

L’Arci con la Cgil contro la violenza razzista e fascista

arcicomoL’Arci provinciale di Como con un comunicato ha espresso alla Cgil di Como la sua solidarietà riconfermando l’impegno per la legalità costituzionale contro ogni razzismo e fascismo: «Ogni attacco al sindacato che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici è un attacco alla Costituzione. Ogni razzismo attacca le radici civili del paese e le libertà di tutti. L’Arci sente l’oltraggio fatto nella notte tra il 17 e il 18 dicembre alla Cgil di Como come un attacco diretto anche alla propria associazione che con la Cgil condivide l’impegno per la piena applicazione della Costituzione e per l’estensione dell’universalità dei diritti. Troppi sono ormai i segnali di una recrudescenza di rigurgiti fascisti nel nostro territorio. Insieme alla Cgil chiediamo un più deciso intervento delle forze dell’ordine a salvaguardia delle libertà e della civiltà e ci impegneremo con ancora maggiore lena per l’affermazione di quella cultura della legalità costituzionale che è l’antidoto principale alla violenza razzista».

Chiarezza sull’immigrazione contro il razzismo

como a 5 stelleIl Movimento 5 stelle presenta una mozione a Palazzo Cernezzi per chiedere: «Trasparenza verso i cittadini in merito agli aiuti materiali ed economici forniti alle persone di nazionalità straniera residenti od ospitate sul territorio comunale».

 

Contro le “leggende metropolitane” «che vorrebbero i cittadini italiani in situazioni di svantaggio lavorativo, economico e/o abitativo messi in subordine nella ricezione di aiuti materiali ed economici erogati dagli enti (Stato, Regioni, Provincie, Comuni) rispetto alle persone di nazionalità straniera recanti le medesime condizioni di disagio» i rappresentanti pentastellati comaschi vogliono fare chiarezza e chiedono i dati al Comune di Como: «Il miglior strumento per evitare l’insorgere di derive razziste e xenofobe alimentate dalla frustrazione di sentirsi sorpassati nei diritti civili, compresi quelli di accesso a forme di aiuto nelle situazioni di grave disagio economico e residenziale».

«Riteniamo fondamentale informare tutti i residenti comaschi sulle procedure di aiuto fornite ai soggetti destinatari di forme di assistenza materiale erogate dai servizi sociali del Comune – spiegano – al fine di mostrare oltre ogni ragionevole dubbio che non vengono perpetrate discriminazioni a svantaggio di qualsivoglia gruppo sociale, etnico o religioso, in ottemperanza con le disposizioni della nostra Costituzione Repubblicana».

Di qui l’invito al sindaco a «fornire, al più presto possibile, tutti i dati utili al fine di informare i cittadini riguardo al trattamento delle situazioni di disagio a cui la legge concede tutela in forma di aiuti economici» e a «porre in essere tutti gli strumenti atti a rimuovere concretamente, se ve ne sono, disparità di trattamento riferite alle note categorie aventi diritto di tutela», oltre che «informare chiaramente, in modo efficace e utilizzando tutti gli strumenti comunicativi a disposizione dell’amministrazione i cittadini sulla reale situazione al fine di porre termine alla montante ondata di razzismo strisciante alimentato da notizie di fonte incerta e ambigua» (la mozione). [md, ecoinformazioni]

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