Antirazzismo

13 agosto/ Gita a Brunate, Montepiatto e Torno

gitabrunateLa Scuola di italiano per stranieri della  Parrocchia di Rebbio e la Caritas diocesana di Como invitano a partecipare giovedì 13 agosto alla gita  a Brunate, Montepiatto e Torno. Ritrovo alle 9 all’Oratorio di Rebbio in via Lissi. Leggi il programma.

Profughi in rivolta?

salesianum tavernolaUna bufala. Nessuna protesta a Tavernola per i vestiti come scritto dal Giornale d’Italia smentita dall’associazione Il Focolare.

«Nei giorni scorsi Il Giornale d’Italia, giornale on-line fondato e diretto da Francesco Storace, ha pubblicato una notizia intitolata Neanche i vestiti vanno bene. E li gettano in strada. A Como l’ennesima “azione di protesta” dei sedicenti profughi che l’Italia accoglie. I residenti: ‘Potrebbe scoppiare una bomba sociale – precisa il Comune di Como –. Quanto riportato dal quotidiano – che fa riferimento ad una struttura di un ente religioso in un quartiere a nord di Como – è smentito dall’associazione Il Focolare, l’ente che in collaborazione con Caritas Como per conto della Prefettura si occupa della gestione dei profughi e che da sei giorni gestisce la struttura di proprietà dei Salesiani a Tavernola».

«È una notizia falsa e priva di alcun fondamento – dichiara Giovanni Mazzoleni dell’associazione Il Focolare –. Quello che succede da sempre, dappertutto, è che per motivi igienici i vestiti con cui i profughi arrivano, vengono tutti buttati. I sacchi, però, non vengono messi in strada, mai. Qui a Tavernola [dai Salesiani] li abbiamo portati nella nostra area di raccolta rifiuti, che è all’interno del parco. Nessuna azione di protesta, quindi e nessun vestito gettato in strada. Quanto alle persone che sono state viste in giro si recano, a piedi, in Questura per i documenti e all’Asl per le vaccinazioni».

L’assessore alla Politiche sociali di Palazzo Cernezzi aggiunge: «Premesso che la gestione dei profughi è in capo alla Prefettura e non al Comune, l’associazione ci ha confermato che è normale prassi che all’arrivo nei centri di riferimento, accoglienza e smistamento, per motivi igienico-sanitari i vestiti dei profughi siano buttati. Quanto alle bombe sociali, la civiltà, la cultura e il senso di responsabilità dei nostri concittadini non ci lasciano immaginare questi scenari ma piuttosto gesti di attenzione e solidarietà». [md, ecoinformazioni]

Forenza contro Bizzozero/ Non conceda più spazi all’estrema destra

Eleonora_ForenzaCon una lettera indirizzata al sindaco Claudio Bizzozero, Eleonora Forenza, europarlamentare de L’altra Europa con Tsipras, chiede che venga revocata la concessione che permetterà nuovamente all’estrema destra di svolgere un raduno a Cantù.

«Per il terzo anno consecutivo il Sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero concederà spazi pubblici per lo svolgimento del raduno dei nazisti di Forza Nuova. Per il terzo anno consecutivo, in nome di una distorta concezione della democrazia, il sindaco Bizzozero concederà spazi ad una forza i cui principi sono in aperto contrasto con la Costituzione italiana e anche in questa occasione farà una propaganda razzista, sessista, omofoba ed antidemocratica. Offrendo visibilità a queste posizioni politiche il Sindaco Bizzozero viene meno ai suoi doveri istituzionali primo fra tutti quello di garante della Costituzione. Mi associo quindi alla ferma condanna già espressa dalle forze antifasciste di Cantù e della provincia di Como e chiedo al sindaco di revocare la concessione ottemperando quindi con coerenza al dettato costituzionale di cui è custode.» [Eleonora Forenza, Altra Europa con Tsipras/Gue-Ngl]

Io sto con la sposa contro la “Fortezza Europa”

Io-sto-con-la-sposa-2Un centinaio di persone ha gremito il primo appuntamento del cineforum all’aperto organizzato da Arci Xanadù, 35mm sotto il cielo, in piazza Martinelli a Como mercoledì 17 giugno. Introdotto da un breve dialogo fra Michele Donegana, ecoinformazioni, e Valeria Verdolini, sociologa del diritto, ricercatrice, attivista e presidente di Antigone Lombardia che ha partecipato direttamente al progetto ed alle riprese di un film, che, ha ribadito, vuole essere una presa di posizione politica in favore dei diritti delle persone che cercano di trovare un rifugio in Europa.

 

Una scelta, quella di documentare questo viaggio attraverso il continente da Sud a Nord, che potrebbe avere anche ripercussioni per i promotori visto il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il viaggio si conclude in Svezia data la possibilità, per chi viene riconosciuto come profugo in quel paese, di avere un ricongiungimento familiare allargato. Un viaggio per poter scegliere il paese in cui essere accolti e non essere obbligati a fermarsi nel primo in cui si viene fermati così come deciso dall’Unione europea. «Questo è anche il motivo della protesta politica dei migranti al confine fra Italia e Francia che rivendicavano la possibilità di scelta» ha spiegato legandosi all’attualità, sempre più drammatica, Verdolini, che ha ricordato anche come uno degli stimoli alla produzione del film sia stata una delle tragedie avvenute in mare nel 2013 «allora sono morte 600 persone, i numeri attuali ormai sono molto più alti».

Un applauso ha salutato la fine della pellicola e il pubblico, nonostante l’ora, si è fermato per porre alcune domande di chiarimento e approfondimento. Una protesta contro la Fortezza Europa, che porta a continue tragedie lungo i suoi confini e a una disumanizzazione delle persone che cercano di entrarvi con la speranza di una vita migliore. E la speranza non va persa, come si legge sul sito del crowdfunding (riuscito), del film: «Vogliamo credere che esista una comunità di persone, in Europa e nel Mediterraneo, che come noi sognano che un giorno questo mare smetta di ingoiare le vite dei suoi viaggiatori e torni ad essere un mare di pace, un mare dove tutti siano liberi di viaggiare, e dove nessuno divida più gli uomini e le donne in legali e illegali».

Edit/ Prima le persone poi i muri

498Se davvero un piccolissimo gruppo di migranti, in fuga da guerre, violenze e povertà in buona parte determinate dai governi “democratici” dei paesi ricchi, arriverà per essere accolto nella ex caserma dei Carabinieri di via Borgovico, l’antica tradizione di ospitalità di Como avrà l’occasione di superare la vergogna di un’ancora sensibile presenza leghista e razzista, imbarazzante e indecente, dimostrando di essere un territorio civile di un continente civile. Ma non si tratta solo di tamponare i problemi di ordine pubblico posti da razzisti ancora purtroppo a piede libero e con ampie capacità di azione delinquenziale.
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Francesca Chiavacci: dalla Lega solo un’accozzaglia strumentale e pericolosa di messaggi razzisti

Francesca ChiavacciFrancesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci, commenta le dichiarazioni di esponenti della Lega sull’emergenza profughi e sulla proposta avanzata dal presidente della Lombardia Maroni dopo l’aggressione di Milano.

«La Lega, i suoi dirigenti e rappresentanti istituzionali pretendono di farci vivere sotto il ricatto della paura. In nome del consenso, propinano una accozzaglia razzista di messaggi e non-soluzioni che fanno leva sulle incertezze e la sfiducia di tante persone, senza mai offrire un contributo al superamento dei problemi.
Urla, grida, generalizzazioni, individualismo, rifiuto dell’accoglienza e di un piano di azione serio per governare i flussi migratori o le emergenze umanitarie sono utilizzate come scorciatoie per conquistare nuovo elettorato, ma sono purtroppo  armamentari sottoculturali che devastano la già fragile coesione sociale nel paese e dilatano all’inverosimile le tensioni.
Siamo convinti che il nostro paese non sarà mai più sicuro se continuerà a rinunciare a governare i fenomeni che i tanti volti dell’immigrazione producono nella nostra società.
Si risolva l’emergenza nelle stazioni, tutte le Regioni non si sottraggano all’accoglienza, la Lega la smetta di soffiare sul fuoco a fini elettorali ed eviti di ricondurre meschinamente alla questione immigrazione il tragico caso di violenza che si è verificato nella serata di ieri sul passante ferroviario di Milano. È da irresponsabili confondere le preoccupazioni e le esigenze di sicurezza di cittadini e lavoratori con le questioni legate all’immigrazione e all’integrazione» [Francesca Chiavacci, presidente nazionale Aci]

Razzisti in casa nostra/ Orrore al Nord

Vauro_immigratiarci«Le prese di posizione dei tre presidenti di regione del centro destra sul tema accoglienza possono apparire forti e dure. Sono in realtà l’ennesima presa in giro per l’opinione pubblica e, soprattutto, l’ennesimo esercizio di demagogia e razzismo che piace agli italiani di questi tempi. (altro…)

Niente Bilancio: delibere, mozioni, interrogazioni

COMO COMUNE 3Palazzo Cernezzi approva le linee guida per il Sistema bibliotecario, approva una mozione per raccogliere dati sull’immigrazione per combattere il razzismo, discute della amovibilità o meno del monumento di Libeskind e fa scalpore il reintegro delle farmaciste di Muggiò.

Farmacie

La vendita, nel 2013 delle farmacie comunali è tornata alla ribalta, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 27 aprile, dopo la vincita della causa intentata contro il Comune di due farmaciste della struttura di Muggiò. Le due lavoratrici dovranno essere reintegrate nel personale del Comune, che potrebbe fare ricorso, con ruolo dirigenziale, avendo vinto a suo tempo un concorso pubblico per tale qualifica, sono poi state trasferite in capo a Csu, che gestiva le farmacie comunali, e poi “cedute” alla nuova proprietà della struttura di Muggiò venduta dall’Amministrazione. Per prima Ada Mantovani, Adesso Como, ha chiesto di «affrontare le questioni con maggiore attenzione dal piano giuridico», ricordando l’affaire concessioni dei cimiteri, «in primis l’applicabilità retroattiva della delibera del 1972», pasando di qui alla questione farmacie. «Vendere è stata una scelta sbagliata, sono state svendute e incassavano 280mila euro all’anno – ha aggiunto Laura Bordoli, Ncd –. Avevamo chiesto garanzie per il personale e il Comune è andato avanti con arroganza. Di fatto il personale è stato trattato malissimo. Due signore a cui mancavano due anni per andare in pensione». «Dite sempre che non ci sono mai soldi, mai fondi, che siete pieni di buone intenzioni – ha rincarato Alessandro Rapinese, Adesso Como –, siete degli incapaci, ora si vedrà anche per la Ztl. Fate degli errori da dilettanti, voglio che qualcuno qui paghi – ha proseguito –, avete fatto uno sconto di 150mila euro per una clausola di salvaguardia dei posti di lavoro, quando ora viene imposto il reintegro, andrò alla Corte dei conti!»

Biblioteca

Dopo un minuto di silenzio per la tragedia del Nepal e la morte di Giovanni Lo Porto, si è insediata l’Assemblea che ha affrontato, saltate le sedute programmate per affrontare il Bilancio consuntivo 2014, non ancora pronto, il Piano triennale del Sistema bibliotecario intercomunale di Como. Tutti d’accordo sulle linee guida con qualche timore per il futuro del prestito interbibliotecario «siamo in un limbo legislativo in Provincia e la Regione ha tolto il finanziamento» ha ricordato Guido Rovi, Pd, «bisogna spingere perché non ci siano riduzioni di fondi» ha sottolineato Luigi Nessi, Paco-Sel, mentre Sergio Gaddi, Fi, ha posto il problema della gestione dei siti riguardanti la cultura di Palazzo Cernezzi «erano vivi e attivi attualmente sono inermi cadaveri» e Rapinese ha chiesto con forza la nomina della Commissione biblioteca «sono tre anni che non c’è più». «La Consulta andava a superare le funzioni della Commissione biblioteca – ha replicato l’assessore alla Cultura Luigi Cavadini – e da quando sono arrivato la Regione deve emanare una legge su quest’ambito, che stiamo aspettando». Tutti d’accordo, salvo qualche sparuta astensione, sulla proposta, un ordine del giorno presentato da Nessi, di valutare la possibilità di qualche apertura serale nel periodo estivo, lo stesso, tranne qualche voto contrario in maggioranza, per la proposta di Rapinese, di arrivare il prima possibile alla costituzione della Commissione biblioteca. La delibera è quindi passata con il voto della maggioranza, astenuta l’opposizione.

Immigrazione e razzismo

Luca Ceruti, M5s, ha quindi presentato una mozione «contro la deriva razzista, per dare chiara, esplicita, documentata informazione, che sia inconfutabile» sul fenomeno migratorio nel Comune di Como e l’utilizzo dei servizi sociali da parte dei nuovi cittadini comaschi «per porre termine alla montante ondata di razzismo strisciante». Una proposta che ha trovato il consenso della maggioranza «siamo in sintonia con lo spirito della mozione – ha dichiarato Andrea Luppi, Pd –, la conoscenza è l’arma migliore per combattere il pregiudizio e le troppo frequenti speculazioni politiche». Perplessa Stefania Soldarini, Como civica, che si è poi astenuta: «Penso sia ingenuo pensare che su un tema de genere le informazioni possano ridurre il razzismo strisciante». Anche Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha espresso delle riserve e chiesto di votare per punti perché in uno si chiedeva «di togliere eventuali disparità. Ma non è possibile che gli uffici facciano disparità e atti illegittimi!» L’assessore alla partita Bruno Magatti ha ricordato quali sono i beneficiari dell’assistenza pubblica comasca, cittadini italiani, dell’Unione europea, e profughi, rifugiati, richiedenti asilo, detentori di permessi umanitari, «ma il fatto di avere diritti non necessariamente implica la capacità di poterli esigere», e l’impegno del Comune «spendiamo 212 euro all’anno per cittadino per la spesa sociale. Al voto la proposta, salvo il punto contestato da Sapere, bocciato, è passata con il voto trasversale di maggioranza e opposizione.

Monumento a Volta

Il dibattito si è così spostato su una interrogazione e una mozione, sempre di Ceruti, sul monumento a Volta di Daniel Libeskind posizionato sul tondello della diga foranea.

Il consigliere pentastellato ha chiesto una inversione dell’ordine dei lavori per illustrare per prima all’aula una interrogazione con cui aveva chiesto i costi della eventuale rimozione del monumento, ora la concessone prevede una esposizione per 5 anni, «è astrattamente possibile rimuoverlo, ma non sono stati quantificati» gli ha risposto l’assessore competente Lorenzo Spallino. Ceruti ha quindi presentato la mozione in cui chiede che il «fissaggio dell’opera non sia di tipo permanente» per «potere ospitare in futuro altre opere d’arte che si riterranno meritevoli di questa così pregiata collocazione».

Una proposta che non è piaciuta a Rapinese, «quello non è uno spazio espositivo» e, ha aggiunto, dopo la nuova palificazione «non abbiamo già più quello che era il tondello originario, è un’isola di fatto due dinamiche diverse dalla diga». Data l’ora la seduta è stata poi aggiornata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Cercano la felicità, trovano la morte

cercavanolafelicitàjpg“Cercavano la felicità” e hanno trovato la violenza assassina di chi preferisce che muoiano prima ancora di arrivare sulla sponda africana del Mediterraneo o se arrivano ad imbarcarsi si augura muoiano in mare. “Cercavano la felicità” fuggendo guerra, fame e povertà e c’è chi riesce a non accorgersi delle colpe degli stati e dei governi che mortificano l’umanità, i diritti umani per sottometterli alla follia della sicurezza delle frontiere. “Cercavano la felicità” e trovano chi pensa ancora a bombardamenti, a “guerre per la Pace” sporcando il termine “umanitario” per associarlo alla mortifera violenza bellica. Questo hanno raccontato le testimonianze di chi è riuscito fortunosamente ad arrivare in Italia ed è stato accolto anche nel territorio lariano. Questo hanno raccontato i migranti ai quali ha dato voce l’iniziativa di martedì 28 aprile organizzata in piazza Duomo a Como,  per Intrecci di popoli da Migrantes, Caritas, Centro missionario e ufficio per il dialogo interreligioso della Diocesi di Como, Acli, Coordinamento comasco per la Pace, Assiratt, Chiese pentecostali ghanesi e nigeriane, Mani unite per l’umanità, Associazione San Lorenzo dei romeni, Chiesa ortodossa patriarcato di Mosca, con l’adesione dell’Arci provinciale, delle Donne in nero. di Garabombo e di tante altre realtà del territorio. La manifestazione nella quale è confluita anche l’iniziativa dei Giovani democratici sullo stesso tema  ha raccolto davanti al Duomo, nella piazza spazzata dal vento un centinaio di persone, molti tra loro i migranti, scarsa nonostante il numero e la varietà dei promotori la partecipazione della città. Tra i partecipanti anche la vicesindaca di Como Silvia Magni, gli assessori Iantorno e Magatti, il presidente del Consiglio comunale  Stefano Legnani, consiglieri di maggioranza del Pd e di Paco-Sel. Guarda i video dell’iniziativa.

Viaggio per la Memoria

viaggiomemoria19marzo2È partito giovedì 19 marzo da Milano – prima tappa Cracovia –  il Viaggio per la Memoria che ripercorre in treno il viaggio della deportazione nazista e prevede la visita a campi di concentramento e laboratori di approfondimento e confronto sull’esperienza della visita. Il Viaggio è un’iniziativa dei sindacati Cgil e Cisl  con l’alto patronato del presidente della Repubblica alla quale stanno partecipando anche le e gli studenti delle classi seconde di Arte e musica del Liceo Terragni di Olgiate Comasco, accompagnati dai docenti Laura Roncoroni e Vittorio Liberti. Tutte le informazioni sul sito del progetto.

 

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