Consiglio comunale

Un nuovo Piano delle alienazioni

facciatapalazzocernezziDopo l’esito non troppo soddisfacente per l’Amministrazione delle precedenti revisioni di vendita di immobili Palazzo Cernezzi ci ritenta da qui al 2017.

 

«Riconfermiamo l’orientamento di vendere beni non necessari ai fini istituzionali – precisa l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno –. Le pratiche per le certificazioni adesso sono ormai completate per cui i tempi dovrebbero essere più rapidi. Penso, ad esempio, ai posti auto, tredici, di via Borgovico, e all’ex scuola di via Binda, la cui edificabilità è stata ridotta rispetto alle previsioni iniziali. I bandi partiranno subito dopo l’approvazione del Consiglio comunale».

 

«Beni da alienare nell’anno 2015

Via Milano 242 (uso commerciale, non affittato), prezzo 62.517 euro;

Via Milano 250 (uso commerciale, non affittato), prezzo 66.550 euro;

Via Milano 252 (uso commerciale, non affittato), prezzo 50.417 euro;

Piazza V Alpini/via Bellinzona 143 (farmacia con vani servizio), prezzo 372.866 euro;

Piazza Tessitrice 2 (bar con annessi appartamento e box), prezzo 385.001 euro;

Via De Cristoforis area scoperta, prezzo 29.068 euro;

Via per Brunate area scoperta prezzo, 18.511 euro;

Via Milano 258 (uso commerciale), prezzo 94.783 euro;

Via Binda 10 (ex scuola), prezzo 1.170.000 euro;

Via per Brunate 30 (ex scuola di Garzola), 654.511 euro;

Via Conciliazione 69/71/73 (farmacia con alloggio e box), 333.726 euro;

Via Borgovico (13 posti auto), 390.000 euro;

Anno 2016

Via Milano 248 (uso commerciale, non affittato), prezzo 180.156 euro;

Via Milano 238/40 (uso commerciale), prezzo 198.979 euro;

Via Milano 240a (uso commerciale), prezzo 147.890 euro;

Via Milano 212/14 (uso commerciale), prezzo 174.778 euro;

Via Milano 208/12 (uso commerciale), prezzo 123.689 euro;

Piazza San Rocco 42 (uso commerciale), prezzo 153.267 euro;

Piazza San Rocco 43 (ambulatorio veterinario), prezzo 201.667 euro;

Via C.Cantù 53 (uso commerciale-ristorante), prezzo 1.001.120 euro;

Via C.Cantù 53 (uso commerciale-negozio), 850.952 euro;

Anno 2017

Via Regina 42 (deposito officina), prezzo 111.300 euro;

Via San Bernardino (stabile al rustico), prezzo 556.759 euro;

Piazza Martignoni (uso commerciale), prezzo 475.408 euro;

Via di Lora (ex scuola), 1.000.000 euro;

Ex Orfanotrofio di via Tommaso Grossi, 9.702.620 euro». [md, ecoinformazioni]

Costituita la Commissione per le riforme

8 COMOCOMUNEPalazzo Cernezzi istituisce la Commissione per riformare Statuto e Regolamento e la maggioranza boccia le proposte di modifica degli stessi sui referendum.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 19 gennaio Luca Ceruti, M5s, ha ricordato la partecipazione di Regione Lombardia al convegno omofobo al Pirellone e chiesto perché «sono stati allontanati un bel po’ di ragazzi con cartelli che chiedevano la libertà di espressione contro le sentinelle in piedi» domenica 18 gennaio, chiedendo alla Giunta perché abbia dato il permesso di svolgere la manifestazione delle sentinelle e non solidarizzi con la Giunta di Milano. Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha invece preso posizione contro il prospettato nuovo autosilo in viale Varese: «Basti solo pensare che a pochi metri sono state trovate le mura romane!».

 

Commissione riforme

La seduta è iniziata con il voto delle minoranze per i propri rappresentanti nella istituenda Commissione speciale per la riforma del Regolamento e dello Statuto comunali che hanno nominato Ceruti e Anna Veronelli, Fi. Assente dall’aula, per tutta la sera, la lista Per Como in stallo per l’avvicendamento che dovrebbe definitivamente avvenire lunedì 26 gennaio fra Mario Molteni e Roberta Marzorati.

 

Referendum

La discussione si è così spostata sulla proposta delle minoranze e Amo la mia città di modifica dello Statuto comunale per eliminare il quorum del 40 per cento nei referendum comunali (la proposta di delibera) e l’introduzione di alcuni cambiamenti che vorrebbero rendere più economico lo svolgimento dei referendum (la proposta di delibera). «Si tratta solo di togliere il quorum dai referendum comunali che permettono solo che l’argomento in questione venga trattato in Consiglio» ha detto Eva Cariboni, della lista che siede fra i banchi di maggioranza Amo la mia città, una dei firmatari della proposta assieme agli esponenti dell’opposizione. «State vietando al popolo di portare un tema in aula tramite referendum» ha aggiunto Rapinese. «Sono sempre stato per l’abbattimento del quorum, ma bisogna fare chiarezza, poco fa abbiamo votato la Commissione speciale per la modifica dello Statuto e del Regolamento» ha dichiarato Vincenzo Sapere, Paco-Sel, rimettendo le riforme alla nuova struttura, seguito su questa linea da Marco Tettamanti, Como civica, «bisogna fare un ragionamento sugli strumenti per aumentare la partecipazione, non bisogna fare delibere spot». «Il Regolamento sui revisori dei conti l’avete invece fatto ad hoc» ha replicato Laura Bordoli, Ncd, nel prosieguo della discussione. Entro la fine della serata entrambe le proposte sono state poi bocciate dalla maggioranza. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Palazzo Cernezzi ci riprova

3 COMO COMUNEApprovata una nuova Commissione speciale per riformare Regolamento e Statuto comunale.

 

Preliminari

Sono riprese le sedute del Consiglio comunale comasco e nelle preliminari Luca Ceruti, M5s, ha ricordato la situazione di via S. Bernardino da Siena dove i residenti aspettano la posa di barriere antirumore che blocchino meno la visuale e come verrà costruito il posteggio della nuova stazione prevista da Rfi: «Vorremo conoscere cosa altro arriverà sulla testa di questi sfortunati concittadini, con il rischio di trovarsi con una bella barriera e anche circondati dalla stazione e dal posteggio». Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto di riferire all’aula dell’evoluzione del cantiere per la paratie, del futuro del Politeama e chiesto di riuscire a indire il bando per la prossima Città dei balocchi entro la primavera: «È stato dichiarato che non ci si riuscirà, ma è strategico per Expo!»

Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha annunciato la riuscita della raccolta firme per l’indizione di un referendum per la posa del monumento di Libeskind sulla diga foranea, «ne abbiamo raccolte più di 4.200», e si è scagliato contro l’assessore Spallino e i rappresentanti della lista Como civica per le dichiarazioni contro l’indizione dello stesso definito come uno spreco di soldi «andiamo a vedere chi ha firmato per dei referendum nel corso degli anni». Una presa di posizione per cui ha anche presentato una interrogazione per sapere gli effettivi costi di un referendum con un solo quesito, Como civica parlava di 180mila euro, e se «l’Assessore Lorenzo Spallino e/o altri consiglieri/assessori della maggioranza che sostiene la Giunta Lucini siano mai stati sottoscrittori/richiedenti di “inutili” referendum comunali».

Italo Nessi, Como civica, e Luigi Nessi, Paco-Sel, hanno invece portato in aula le istanze della Pace, ricordando i tragici avvenimenti degli ultimi periodi e ricordato la marcia per la Pace tenutasi in città prendendo posizione contro ogni forma di violenza e chiedendo un minuto di silenzio, poi rispettato dall’aula all’inizio dei lavori, per le vittime. Altra la posizione della Lega che ha ricordato «i cristiani uccisi» e la mancanza di libertà in alcuni paesi musulmani.

 

Commissione consiliare speciale

L’aula ha quindi affrontato il primo argomento all’ordine del giorno l’istituzione della Commissione per la revisione del Regolamento e l’adeguamento dello Statuto del Consiglio Comunale illustrata da Vincenzo Sapere, Paco-Sel. Una proposta che rientra ormai nel solco di una tradizione di lavori in proposito a Palazzo Cernezzi, che non sono però mai riusciti a raggiungere lo scopo. La proposta era di un organo consiliare composto da 5 membri, la presidenza a un membro dell’opposizione, che dovrà portare dei risultati in aula nell’arco di 4 mesi, rifacendosi anche ai documenti prodotti nel corso degli ultimi anni.

Molti gli interventi soprattutto sulla tempistica proposta, contraria gran parte dell’opposizione. «Non vorrei che approvata questa delibera vengano automaticamente bocciate quelle in coda – ha dichiarato Ceruti ricordando che l’ala dovrà affrontare poi delle proposte di modifica statutarie e per l’indizione dei referendum cittadini – che poi non si dica che tanto verranno modificate dalla Commissione». Bocciata la proposta delle minoranze di portare a 24 mesi i lavori, ritenuta offensiva dalla maggioranza, «se proprio non si riuscirà nei tempi stabiliti il presidente potrà venie in aula a chiedere ancora del tempo» ha suggerito Sapere, è passata la proposta di posticipare il tempo concesso a 6 mesi. Alla fine della seduta la proposta è stata approvata con il voto favorevole della maggioranza, più Forza Italia, contrari Giampiero Ajani, Lega Nord, e Rapinese, astenuta il resto della minoranza.

Dato l’approssimarsi della mezzanotte solo la maggioranza ha votato i propri rappresentanti Andrée Cesareo, Pd, Gianni Imperiali, Como civica, e Sapere, mentre l’opposizione lo farà nella prossima seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Villa Olmo e The Life Electric

COMO COMUNEBocciate la proposta di rivedere il piano finanziario di Villa Olmo e la sospensione della costruzione del monumento di Libeskind nelle ultime due sedute del Consiglio comunale comasco prima delle vacanze natalizie.

 

Villa Olmo

Giovedì 11 dicembre l’Assemblea di Palazzo Cernezzi ha affrontato una mozione proposta dal’opposizione, esposta da Mario Molteni, Per Como, sulla ristrutturazione e futura gestione di Villa Olmo. L’attenzione delle minoranze si è incentrata sul Piano di sostenibilità finanziaria dell’opera presentato alla Fondazione Cariplo che ha stanziato il finanziamento per la risistemazione del complesso e sulla creazione di un orto botanico «un alter ego di Villa Carlotta?» ha chiesto Molteni che ha sottolineato i costi di gestione «quasi 500mila euro l’anno, mi chiedo se non stiamo facendo il passo più lungo della gamba». U progetto che prevede un forte afflusso di visitatori difficile da ottenere per Marco Butti, Gruppo misto, «non c’è sostenibilità! Anche se si trasferissero i visitatori di tutti gli eventi degli altri spazi espositivi cittadini, per cui bisognerebbe anche pensare quale futuro si vuol dare».

Di «scelta fatta per convinzione, come prospettiva strategica per la città» ha parlato invece il sindaco Mario Lucini, ricordando che si tratta di fondi Cariplo per interventi emblematici «che abbiano un aspetto di prospettiva per il territorio». Dal punto di vista delle spese poi, per il primo cittadino, sono assolutamente sostenibili e la previsione di 50mila visitatori è ragionevole, «visiti i 200mila visitatori di Villa Carlotta e gli 80mila di Villa Balbianello», e in più si creano posti di lavoro. «Sono fiero che siamo riusciti ad arrivarci – ha concluso –, non era scontato». Sulle cifre è intervenuto anche Giorgio Selis, Como civica, i costi saranno di 290mila euro, e attualmente sono di 185mila, il costo quindi sarebbe di 100mila», mentre il dibattito si è inasprito.

Una intesa sembrava essere stata raggiunta fra maggioranza e opposizione su un emendamento che avrebbe portato all’accettazione della mozione, ma, dopo gli accordi presi fuori dal’aula, in aula le interpretazioni letterali o meno del testo hanno portato ad una diatriba che ha allontanato sempre più le posizioni portando alla bocciatura sia dell’emendamento che di un subemendamento proposto da Molteni e poi della mozione. «Il piano di sostenibilità economica c’è e non andremo a predisporne uno alternativo – ha detto il capogruppo di Amo la mia città Marco Tettamanti – il modello gestionale dovremo andarlo ad elaborare».

 

Monumento di Libeskind

Lunedì 15 dicembre è invece ripresa la discussione sulle mozioni presentate da Alessandro Rapinese, Adesso Como, sul monumento a Volta ideato da Daniel Libeskind per la diga foranea. Dalla maggioranza sono state ricordate esperienze del passato comasco: Dalla fontana, «ora simbolo della città di New York» ha ricordato il capogruppo del Pd Andrea Luppi, fatta smontare e poi venduta dalle passate amministrazioni, al Novum Comun, «per cui venne presentato da Terragni un progetto differente da quanto si voleva realizzare e fece scalpore tolte le impalcature» ha aggiunto Patrizia Lissi, Pd.

Molteni ha diffuso i dati di un sondaggio svolto sul sito della propria lista, a cui hanno partecipato 152 votanti (poco più della metà comaschi), quasi il 54 per cento a favore del monumento e per il 60 per cento contro il posizionamento sulla diga foranea, mentre Enrico Cenetiempo, Ncd, ha attaccato chi prospettava l’idea di un possibile spostamento dell’opera dopo 5 anni «a quale prezzo?» «Se lo metti, poi lo togli a spese tue» ha concluso.

Nella replica Rapinese ha attaccato a spada tratta la maggioranza «a casa vostra non tutto ciò che è gratis lo accettereste» e a chi presenta l’opera come una novità positiva ha risposto «anche le paratie erano qualcosa di nuovo». Il capogruppo di Adesso Como ha quindi ricordato la raccolta firme per il referendum cittadino sull’opera «il 22 ottobre avete dato l’autorizzazione per la raccolta firme e il 28 la Giunta ha deciso di procedere come se nulla fosse!» Referendum che si fa sempre più probabile dato che «ad oggi abbiamo raccolto 3.600 firme» ha annunciato il consigliere. Al voto le mozioni sono state bocciate, la prima dalla maggioranza compatta, mentre la seconda, che chiedeva la sospensione del procedimento in corso, ha visto qualche tentennamento con l’astensione di Paco-Sel, Amo la mia città e di tre consiglieri del Partito democratico.

 

Mozioni

La seduta è proseguita con la discussione di una prima mozione presentata dalla Lega contro l’utilizzo del termovalorizzatore per smaltire i rifiuti di altre regioni, ma data la rilassatezza del clima in aula, dopo diversi interventi, il proponente Diego Peverelli, indispettito «questa è la vostra democrazia» ha urlato, l’ha ritirata insieme con altre due in calendario e i lavori si sono conclusi. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Chiarezza sull’immigrazione contro il razzismo

como a 5 stelleIl Movimento 5 stelle presenta una mozione a Palazzo Cernezzi per chiedere: «Trasparenza verso i cittadini in merito agli aiuti materiali ed economici forniti alle persone di nazionalità straniera residenti od ospitate sul territorio comunale».

 

Contro le “leggende metropolitane” «che vorrebbero i cittadini italiani in situazioni di svantaggio lavorativo, economico e/o abitativo messi in subordine nella ricezione di aiuti materiali ed economici erogati dagli enti (Stato, Regioni, Provincie, Comuni) rispetto alle persone di nazionalità straniera recanti le medesime condizioni di disagio» i rappresentanti pentastellati comaschi vogliono fare chiarezza e chiedono i dati al Comune di Como: «Il miglior strumento per evitare l’insorgere di derive razziste e xenofobe alimentate dalla frustrazione di sentirsi sorpassati nei diritti civili, compresi quelli di accesso a forme di aiuto nelle situazioni di grave disagio economico e residenziale».

«Riteniamo fondamentale informare tutti i residenti comaschi sulle procedure di aiuto fornite ai soggetti destinatari di forme di assistenza materiale erogate dai servizi sociali del Comune – spiegano – al fine di mostrare oltre ogni ragionevole dubbio che non vengono perpetrate discriminazioni a svantaggio di qualsivoglia gruppo sociale, etnico o religioso, in ottemperanza con le disposizioni della nostra Costituzione Repubblicana».

Di qui l’invito al sindaco a «fornire, al più presto possibile, tutti i dati utili al fine di informare i cittadini riguardo al trattamento delle situazioni di disagio a cui la legge concede tutela in forma di aiuti economici» e a «porre in essere tutti gli strumenti atti a rimuovere concretamente, se ve ne sono, disparità di trattamento riferite alle note categorie aventi diritto di tutela», oltre che «informare chiaramente, in modo efficace e utilizzando tutti gli strumenti comunicativi a disposizione dell’amministrazione i cittadini sulla reale situazione al fine di porre termine alla montante ondata di razzismo strisciante alimentato da notizie di fonte incerta e ambigua» (la mozione). [md, ecoinformazioni]

Approvata l’espansione della Steriline

3 COMO COMUNESi discute poi del monumento di Libeskind a Palazzo Cernezzi.

 

Via S. Bernardino

Le barriere antirumore di via San Bernardino da Siena sono state al centro delle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 1 dicembre. Luigi Nessi, Paco-Sel, si è felicitato dell’esito positivo del dialogo con Pedemontana, così come il sindaco Mario Lucini che ha ricordato i sopraluogo effettuato e che la società che sta costruendo la tangenziale comasca per cambiare i pannelli «aspetta una sottoscrizione formale da parte dei residenti».

 

Zone non metanizzate

Dopo un minuto di silenzio, chiesto da Nessi, per ricordare l’ex calciatore comasco Piergiorgio Corno l’aula ha affrontato e approvato all’unanimità il primo punto all’ordine del giorno: La consueta lista delle zone non metanizzate o parzialmente metanizzate utile ai cittadini «ai fini delle agevolazioni fiscali sull’uso del g.p.l. e del gasolio, per riscaldamento».

 

Steriline

Immagine2La maggioranza ha approvato, astenute le minoranze, subito dopo un intervento Suap. Una variante urbanistica chiesta da Steriline s.r.l. per nuova edificazione industriale all’interno del complesso immobiliare di via Tentorio per poter ampliare il proprio stabilimento. Si tratta, ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino, di «Una industria all’avanguardia metalmeccanica, una azienda leader nel confezionamento dell’industria farmaceutica, che ha la necessità di ampliarsi». Al Comune spetteranno 184mila euro di monetizzazioni e 152mila di oneri di urbanizzazione e dovrebbero crearsi 30 nuovi posti di lavoro. «Sono felice dell’approvazione da parte del Consiglio, che ringrazio – afferma Spallino sul Notiziario comunale –. E sono altrettanto felice che un’azienda leader nel mondo abbia scelto di sviluppare qui, e non altrove, i suoi impianti produttivi. Credo che la città possa andare orgogliosa della scelta di ieri sera».

 

Life Electric

La discussione è quindi passata alla trattazione congiunta di due mozioni presentate da Alessandro Rapinese sul monumento proposto per la diga foranea comasca regalato da Daniel Libeskind.

Il consigliere di Adesso Como ha chiesto a tutti i presenti di leggere attentamente la relazione presentata dalla Soprintendenza, lamentandosi poi per la mancata presentazione in aula «si è arrivati in Commissione solo dopo la conferenza stampa!» Rapinese ha così presentato entrambe le mozioni, la prima che chiede l’impegno del «sindaco a cercare di persuadere i benefattori che vogliono piazzare un monumento raffigurante una grande M sulla diga foranea di Como a destinare i loro denari, invece che alla realizzazione del discutibile monumento, in favore della manutenzione di quanto di bellissimo ha già la nostra città che però versa in pietose condizioni», la seconda ripercorrendo la genesi del monumento alla Resistenza europea, molto più partecipato, chiede la sospensione del procedimento in corso per l’edificazione del monumento.

Le minoranze hanno quindi attaccato. «Mi sembra che siamo diventati ostaggio degli Amici di Como» ha dichiarato causticamente il leghista Diego Peverelli, mentre il suo collega di partito Giampiero Ajani ha letto stralci della relazione della Soprintendenza di cui ha letto stralci come: «Sarà dunque necessario valutare dei modelli reali significativi». Se «bisogna approfittare del dono è la più bassa e squallida delle motivazioni» ha dichiarato Sergio Gaddi, Fi, che ha attaccato lancia in resta «quel monumento non è un’opera d’arte e nemmeno un intervento urbano», rincarando la dose «il legame tra quell’opera e Volta non esiste». «Perché non sono stati chiesti i pareri degli Ordini degli architetti e degli ingegneri?» ha chiesto Anna Veronelli, Fi. «L’incontro con Libeskind è stato chiesto dalla minoranze e siamo qui a discuterne solo per le mozioni presentate» ha aggiunto Marco Butti, a cui si è aggiunta Ada Mantovani «è una operazione di marketing bella e buona, un’opera autoreferenziale» ha detto la consigliera di Adesso Como dichiarando anche che «stiamo accettando quest’opera come se fossimo una delle città più anonime». Mario Molteni, Per Como, invece ha ricordato la figura di Piero Caldirola a cui la diga è dedicata «di cui fra 4 giorni ricorrono i 100 anni dalla nascita, non mi è arrivato all’orecchio nessuna iniziativa in proposito».

Dai banchi della maggioranza, contro il tono della seconda mozione che chiede una valutazione dell’opera da parte di «persone aventi una specifica formazione» e non «da arroganti politici, magari pure incompetenti» hanno preso posizione Nessi e Eva Cariboni pur ricordando le perplessità sull’iter dell’opera e la non contrarietà al referendum per cui si stanno raccogliendo le firme, «Nel metodo non si è tenuto conto del programma – ha detto la consigliera di Amo la mia città –, non c’è stata informazione, non c’è stato dialogo e nemmeno c’è stata alcun tipo di consultazione». Solo Gianni Imperiali, Como civica, ha preso la parola per sostenere l’opera.

Data l’ora la seduta è stata aggiornata a giovedì 11 dicembre. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Provincia: si riunisce la commissione statuto

Villa SaporitiLa prima seduta è fissata per mercoledì 3 dicembre alle 17. Ne fanno parte quattro consiglieri: Guido Rovi (Verso una nuova Provincia), Maria Grazia Sassi (presidente,Forza Italia), Giovanni Rusconi (vice presidente, Lega Nord), Emanuele Mambretti (Provincia Civica). La commissione era stata nominata nel consiglio provinciale di giovedì 27 novembre

Approvato l’assestamento di Bilancio

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi ha dato il via libera al documento contabile, su cui Amo la mia città si è astenuta. Passato solo un ordine del giorno del Movimento 5 stelle.

 

In due serate, lunedì e martedì 24 e 25 novembre, il Consiglio comunale comasco ha affrontato emendamenti e ordini del giorno presentati dall’opposizione e la maggioranza, quasi al completo, ha approvato il documento di Bilancio.

Nella prima serata sono stati affrontati gli undici emendamenti proposti otto dei quali discussi assieme perché tutti interessati a spostare la stessa posta dal Bilancio, i fondi per la ristrutturazione del ristorante di Villa Olmo, su altre voci. Le proposte, giunte da più parti dell’opposizione, erano di stornare fondi per la ristrutturazione del Tempio voltiano, per gli impianti di illuminazione, per la ristrutturazione delle case comunali. Tutti gli emendamenti sono stati bocciati dalla maggioranza, sulle case popolari Luigi Nessi, Paco-Sel, si è astenuto, compatta nella difesa del progetto presentato a Fondazione Cariplo per la ristrutturazione e il rilancio di Villa Olmo. «Sono 5 milioni che arrivano per un bando emblematico – ha affermato il sindaco Mario Lucini –, indispensabili per la creazioni di posti di lavoro e di un polo turistico». Un progetto «che sta in piedi se si realizza in modo completo» ha aggiunto ricordando che per il ristorante era stato pensato anche una ristrutturazione a scomputo del canone, ma che poi la scelta è ricaduta sulla ristrutturazione diretta, mentre per il Tempio voltiano sono già in Bilancio 80mila euro e «sarà necessario un monitoraggio di un anno per vedere se c’è la necessità di ulteriori interventi». Motivo per cui sono stati poi bocciati altri due emendamenti presentati dall’opposizione.

Stessa sorte per gli ordini del giorno affrontati nella seconda serata di Consiglio, incentratasi sul primo, presentato da Alessandro Rainese, Adesso Como, sul monumento donato alla città da Libeskind e Amici di Como, l’opportunità di farlo, il luogo dove farlo e il referendum promosso per far decidere alla cittadinanza sull’opera. Una proposta che ha fatto uscire allo scoperto i malumori nella maggioranza «questa scelta non è stata forse discussa in modo adeguato e avrebbe dovuto essere oggetto di discussione qui in Consiglio e all’interno della maggioranza» ha detto Eva Cariboni, Amo la mia città, che ha parlato anche di «imposizioni e di scelte poco rispettose della cittadinanza» schierandosi a favore del referendum per cui è in atto la raccolta firme. «Paco-Sel non è d’accordo per una questione di metodo, prima che di merito – ha aggiunto Luigi Nessi – ed ha delle perplessità sui costi». Una pausa di riflessione è stata chiesta dalle opposizioni «se mi fanno un regalo non mi devono imporre dove metterlo» ha dichiarato Marco Butti, Gruppo misto, «ha senso predisporre l’iter per l’edificazione quando vi è la possibilità di una consultazione popolare?» ha chiesto Mario Molteni, Per Como, «Come per la Ztl si è già deciso, i progetti c’erano già e poi ci sono stati gli incontri» ha concluso Enrico Cenetiempo, Ncd. Al voto la proposta è stata bocciata dalla maggioranza e sostenuta dalle minoranze più amo la mia città, mentre Nessi è uscito dall’aula. Ritirata una proposta di Rapinese e bocciate le altre è passato solo un ordine del giorno di Luca Ceruti, M5s, di stimolo all’amministrazione per recuperare fondi da bandi europei.

Alla fine non del tutto scontate le dichiarazioni di voto sul documento di Bilancio approvato dalla maggioranza. Contrarie le minoranze, Amo la mia città si è espressa per l’astensione rimarcando la propria perplessità sull’opera di Libeskind, inserita nell’assestamento, mentre Paco-Sel ha espresso la propria fiducia, ma con riserva, Nessi ha chiesto l’arrivo in aula al più presto del Bilancio di previsione 2015 e «una rilettura a metà mandato del programma elettorale» per valutare le azioni da intraprendere. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Dubbi sulla sostenibilità della nuova Villa Olmo

villa olmoMolteni attacca sulle spese di gestione dell’orto botanico e le mostre «Hanno previsto biglietti di ingresso a villa e parco, 55mila visitatori alle mostre, mentre la media delle ultime due è di 20mila.

 

«Leggendo il documento redatto dall’Amministrazione comunale che presenta il progetto di Villa Olmo continuiamo a scoprire dati interessanti sui quali riflettere – scrive Mario Molteni della lista civica Per Como nella propria newsletter –. Una domanda prima di tutto: a Como, considerata la situazione disastrosa delle case comunali (lo dimostrano i 100 appartamenti vuoti da ristrutturare, il Palazzetto di Muggiò in attesa di demolizione e ricostruzione con società costrette a migrare altrove, scuole e impianti sportivi in stato penoso, strade piene di buche, famiglie in stato di necessità, ecc.) la priorità è spendere 3.370.000 euro per Orto botanico, parco e serre di Villa Olmo? In particolare come faremo a mantenere queste opere?»

«Ricordo anche che nel progetto troviamo tra le opere non finanziate dalla Fondazione e quindi a carico delle casse comunali e dei cittadini – prosegue la nota –: Ristorante 950.000; Teatro pulsante 325.000; riqualificazione ex alloggio custode 300.000; riqualificazione casa giardinieri 120.000 euro. Mentre non si fa cenno alla darsena e scalinata a lago (vuol dire che le lasciano in questo stato penoso?)».

Ma il consigliere di Per Como è preoccupato soprattutto del mantenimento della nuova struttura: «Consideriamo che nel piano di sostenibilità economica (qui sotto alcuni spunti) sono stati inseriti anche i costi e le entrate generati dalle mostre e gestione della Villa con ingressi a pagamento, leggete bene i costi del personale che servirà per mantenere orto botanico, parco:

Struttura organizzativa e personale

Spese organizzative per mostre e allestimenti 600.000,00;

Promozione (comunicazione, sito web) 200.000,00;

Direttore (orto botanico e centro di documentazione) 45.000,00;

Responsabile scientifico (orto botanico e centro di documentazione) 35.000,00;

Coordinatore operativo (orto botanico e centro di documentazione) 30.000,00;

Collaboratori occasionali e stagisti 30.000,00;

Tavolo di coordinamento 3.000,00;

Comitato tecnico scientifico 5.000,00;

Spese generali 25.000,00;

Conservatore (in condivisione con la Pinacoteca) 15.000,00;

Segreteria amministrativa 30.000,00;

Responsabile organizzazione mostre 35.000,00;

Responsabile comunicazione 35.000,00;

Personale biglietterie e info point 100.000,00;

Personale di custodia 75.000,00;

Giardinieri (orto botanico) 90.000,00».

Il Piano finanziario, deifnito dal consigliere di opposizione come «dei sogni», invece prevede:

«Entrate derivate da mostre e attività Biglietti mostra + villa (55000 visitatori) 660.000,00;

Canoni di concessione per eventi, cerimonie, mostre, convegni 40.000,00;

Royalties bookshop 40.000,00;

Visite guidate e audio guide 40.000,00;

Sponsorizzazioni 300.000,00;

Biglietti di ingresso alla villa (10.000 visitatori) 50.000,00;

Ingressi con card integrata (20.000 visitatori) 200.000,00;

Biglietti per orto botanico e centro di documentazione (12.000 visitatori) 60.000,00;

Parcheggi 60.000,00».

Ma proprio sul Piano finanziario sorgono i dubbi per Molteni: «Hanno previsto biglietti di ingresso a villa e parco, 55.000 visitatori alle mostre (hanno considerato l’ultima di Gaddi 2012 e la prima di Cavadini 2013 mentre la media delle ultime due 2013/2014 è di 20.000), parcheggi (?). L’assessore dice che sono solo ipotesi… Ha ragione sono solo ipotesi perché l’unica certezza sono i soldi che spenderemo, c’è da riflettere bene… Se non riusciremo ad incassare quanto ipotizzato sopra, il parco e l’orto diventeranno solo erbaccia e avremo buttato milioni di euro». [md, ecoinformazioni]

Prosegue il dibattito sul Bilancio

3 COMO COMUNEPalazzo Cernezzi ha concluso la prima parte della discussione sull’assestamento di Bilancio.

 

Preliminari

Mario Molteni, Per Como, ha chiesto un intervento su Enel da parte dell’Amministrazione per risolvere il problema del black out che ha colpito la parte Nord della città, ricordando anche l’illuminazione pubblica che non funziona in alcune vie.

 

Bilancio

Insediata l’Assemblea la discussione è ripresa sull’assestamento di Bilancio. Molte le perplessità espressa sull’inserimento del monumento a Volta, donato da Libeskind alla città, anche dalla maggioranza «avrei preferito un dibattito più aperto sulla decisione del luogo dove metterlo con maggiore condivisione». «Bisogna deciderne la giusta collocazione» ha incalzato Marco Butti, Gruppo misto, «c’è Volta che si gira nella tomba come un kebab!» ha aggiunto Alessandro Rapinese, Adesso Como, ricordando il referendum contro il monumento di cui è uno dei promotori.

Delle tempistiche dei lavori consiliari si è lamentata Laura Bordoli, Ncd, «abbiamo affrontato la delibera in Commissione ieri pomeriggio, abbiamo iniziato in Consiglio ieri sera…», e in più si è dichiarata insoddisfatta per gli stanziamenti del fondo rischi per il cantiere della paratie «del tutto insufficiente». Per Francesco Scopelliti, Ncd, sono invece insufficienti i fondi per la sistemazione della soletta del Cosia, delle rogge e delle rive a lago, Enrico Cenetiempo, Ncd, ha invece attaccato sulle alienazioni del patrimonio comunale «sembra un suicidio, perdere incassi sicuri come quelli delle farmacie», mentre per Sergio Gaddi, Fi, «possiamo annunciare il funerale di Villa Olmo dopo il risultato dell’ultima mostra, con la nascita del Lac (Lugano arte cultura) a Lugano».

«Non credo se ne debba celebrare il funerale – ha dichiarato nella replica l’assessore Frisoni – ora provvederemo con l’intervento finanziato dalla Fondazione Cariplo». Insoddisfatte delle risposte le minoranze, che hanno presentato 11 emendamenti e 4 ordini del giorno. L’assessore ha comunque ribadito per l’anno prossimo l’intenzione di portare il Bilancio di previsione entro fine marzo: «Se non ci riusciamo è la sconfitta dei nostri uffici, noi come parte politica spingeremo in tal senso». [Michele Donegana, ecoinformaizoni]

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