Approvata l’espansione della Steriline

3 COMO COMUNESi discute poi del monumento di Libeskind a Palazzo Cernezzi.

 

Via S. Bernardino

Le barriere antirumore di via San Bernardino da Siena sono state al centro delle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 1 dicembre. Luigi Nessi, Paco-Sel, si è felicitato dell’esito positivo del dialogo con Pedemontana, così come il sindaco Mario Lucini che ha ricordato i sopraluogo effettuato e che la società che sta costruendo la tangenziale comasca per cambiare i pannelli «aspetta una sottoscrizione formale da parte dei residenti».

 

Zone non metanizzate

Dopo un minuto di silenzio, chiesto da Nessi, per ricordare l’ex calciatore comasco Piergiorgio Corno l’aula ha affrontato e approvato all’unanimità il primo punto all’ordine del giorno: La consueta lista delle zone non metanizzate o parzialmente metanizzate utile ai cittadini «ai fini delle agevolazioni fiscali sull’uso del g.p.l. e del gasolio, per riscaldamento».

 

Steriline

Immagine2La maggioranza ha approvato, astenute le minoranze, subito dopo un intervento Suap. Una variante urbanistica chiesta da Steriline s.r.l. per nuova edificazione industriale all’interno del complesso immobiliare di via Tentorio per poter ampliare il proprio stabilimento. Si tratta, ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino, di «Una industria all’avanguardia metalmeccanica, una azienda leader nel confezionamento dell’industria farmaceutica, che ha la necessità di ampliarsi». Al Comune spetteranno 184mila euro di monetizzazioni e 152mila di oneri di urbanizzazione e dovrebbero crearsi 30 nuovi posti di lavoro. «Sono felice dell’approvazione da parte del Consiglio, che ringrazio – afferma Spallino sul Notiziario comunale –. E sono altrettanto felice che un’azienda leader nel mondo abbia scelto di sviluppare qui, e non altrove, i suoi impianti produttivi. Credo che la città possa andare orgogliosa della scelta di ieri sera».

 

Life Electric

La discussione è quindi passata alla trattazione congiunta di due mozioni presentate da Alessandro Rapinese sul monumento proposto per la diga foranea comasca regalato da Daniel Libeskind.

Il consigliere di Adesso Como ha chiesto a tutti i presenti di leggere attentamente la relazione presentata dalla Soprintendenza, lamentandosi poi per la mancata presentazione in aula «si è arrivati in Commissione solo dopo la conferenza stampa!» Rapinese ha così presentato entrambe le mozioni, la prima che chiede l’impegno del «sindaco a cercare di persuadere i benefattori che vogliono piazzare un monumento raffigurante una grande M sulla diga foranea di Como a destinare i loro denari, invece che alla realizzazione del discutibile monumento, in favore della manutenzione di quanto di bellissimo ha già la nostra città che però versa in pietose condizioni», la seconda ripercorrendo la genesi del monumento alla Resistenza europea, molto più partecipato, chiede la sospensione del procedimento in corso per l’edificazione del monumento.

Le minoranze hanno quindi attaccato. «Mi sembra che siamo diventati ostaggio degli Amici di Como» ha dichiarato causticamente il leghista Diego Peverelli, mentre il suo collega di partito Giampiero Ajani ha letto stralci della relazione della Soprintendenza di cui ha letto stralci come: «Sarà dunque necessario valutare dei modelli reali significativi». Se «bisogna approfittare del dono è la più bassa e squallida delle motivazioni» ha dichiarato Sergio Gaddi, Fi, che ha attaccato lancia in resta «quel monumento non è un’opera d’arte e nemmeno un intervento urbano», rincarando la dose «il legame tra quell’opera e Volta non esiste». «Perché non sono stati chiesti i pareri degli Ordini degli architetti e degli ingegneri?» ha chiesto Anna Veronelli, Fi. «L’incontro con Libeskind è stato chiesto dalla minoranze e siamo qui a discuterne solo per le mozioni presentate» ha aggiunto Marco Butti, a cui si è aggiunta Ada Mantovani «è una operazione di marketing bella e buona, un’opera autoreferenziale» ha detto la consigliera di Adesso Como dichiarando anche che «stiamo accettando quest’opera come se fossimo una delle città più anonime». Mario Molteni, Per Como, invece ha ricordato la figura di Piero Caldirola a cui la diga è dedicata «di cui fra 4 giorni ricorrono i 100 anni dalla nascita, non mi è arrivato all’orecchio nessuna iniziativa in proposito».

Dai banchi della maggioranza, contro il tono della seconda mozione che chiede una valutazione dell’opera da parte di «persone aventi una specifica formazione» e non «da arroganti politici, magari pure incompetenti» hanno preso posizione Nessi e Eva Cariboni pur ricordando le perplessità sull’iter dell’opera e la non contrarietà al referendum per cui si stanno raccogliendo le firme, «Nel metodo non si è tenuto conto del programma – ha detto la consigliera di Amo la mia città –, non c’è stata informazione, non c’è stato dialogo e nemmeno c’è stata alcun tipo di consultazione». Solo Gianni Imperiali, Como civica, ha preso la parola per sostenere l’opera.

Data l’ora la seduta è stata aggiornata a giovedì 11 dicembre. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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