Approvato l’assestamento di Bilancio

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi ha dato il via libera al documento contabile, su cui Amo la mia città si è astenuta. Passato solo un ordine del giorno del Movimento 5 stelle.

 

In due serate, lunedì e martedì 24 e 25 novembre, il Consiglio comunale comasco ha affrontato emendamenti e ordini del giorno presentati dall’opposizione e la maggioranza, quasi al completo, ha approvato il documento di Bilancio.

Nella prima serata sono stati affrontati gli undici emendamenti proposti otto dei quali discussi assieme perché tutti interessati a spostare la stessa posta dal Bilancio, i fondi per la ristrutturazione del ristorante di Villa Olmo, su altre voci. Le proposte, giunte da più parti dell’opposizione, erano di stornare fondi per la ristrutturazione del Tempio voltiano, per gli impianti di illuminazione, per la ristrutturazione delle case comunali. Tutti gli emendamenti sono stati bocciati dalla maggioranza, sulle case popolari Luigi Nessi, Paco-Sel, si è astenuto, compatta nella difesa del progetto presentato a Fondazione Cariplo per la ristrutturazione e il rilancio di Villa Olmo. «Sono 5 milioni che arrivano per un bando emblematico – ha affermato il sindaco Mario Lucini –, indispensabili per la creazioni di posti di lavoro e di un polo turistico». Un progetto «che sta in piedi se si realizza in modo completo» ha aggiunto ricordando che per il ristorante era stato pensato anche una ristrutturazione a scomputo del canone, ma che poi la scelta è ricaduta sulla ristrutturazione diretta, mentre per il Tempio voltiano sono già in Bilancio 80mila euro e «sarà necessario un monitoraggio di un anno per vedere se c’è la necessità di ulteriori interventi». Motivo per cui sono stati poi bocciati altri due emendamenti presentati dall’opposizione.

Stessa sorte per gli ordini del giorno affrontati nella seconda serata di Consiglio, incentratasi sul primo, presentato da Alessandro Rainese, Adesso Como, sul monumento donato alla città da Libeskind e Amici di Como, l’opportunità di farlo, il luogo dove farlo e il referendum promosso per far decidere alla cittadinanza sull’opera. Una proposta che ha fatto uscire allo scoperto i malumori nella maggioranza «questa scelta non è stata forse discussa in modo adeguato e avrebbe dovuto essere oggetto di discussione qui in Consiglio e all’interno della maggioranza» ha detto Eva Cariboni, Amo la mia città, che ha parlato anche di «imposizioni e di scelte poco rispettose della cittadinanza» schierandosi a favore del referendum per cui è in atto la raccolta firme. «Paco-Sel non è d’accordo per una questione di metodo, prima che di merito – ha aggiunto Luigi Nessi – ed ha delle perplessità sui costi». Una pausa di riflessione è stata chiesta dalle opposizioni «se mi fanno un regalo non mi devono imporre dove metterlo» ha dichiarato Marco Butti, Gruppo misto, «ha senso predisporre l’iter per l’edificazione quando vi è la possibilità di una consultazione popolare?» ha chiesto Mario Molteni, Per Como, «Come per la Ztl si è già deciso, i progetti c’erano già e poi ci sono stati gli incontri» ha concluso Enrico Cenetiempo, Ncd. Al voto la proposta è stata bocciata dalla maggioranza e sostenuta dalle minoranze più amo la mia città, mentre Nessi è uscito dall’aula. Ritirata una proposta di Rapinese e bocciate le altre è passato solo un ordine del giorno di Luca Ceruti, M5s, di stimolo all’amministrazione per recuperare fondi da bandi europei.

Alla fine non del tutto scontate le dichiarazioni di voto sul documento di Bilancio approvato dalla maggioranza. Contrarie le minoranze, Amo la mia città si è espressa per l’astensione rimarcando la propria perplessità sull’opera di Libeskind, inserita nell’assestamento, mentre Paco-Sel ha espresso la propria fiducia, ma con riserva, Nessi ha chiesto l’arrivo in aula al più presto del Bilancio di previsione 2015 e «una rilettura a metà mandato del programma elettorale» per valutare le azioni da intraprendere. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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