Consiglio comunale

Approvato il Consuntivo 2014

8 COMOCOMUNECome da copione la maggioranza a Palazzo Cernezzi approva il documento economico, contraria l’opposizione, solo Per Como si astiene.

 

Via per Civiglio

Un’unica preliminare al Consiglio comunale di Como di mercoledì 13 maggio, Alessandro Rapinese è intervenuto sui lavori fatti per l’accesso a Civiglio dopo la frana del novembre scorso dopo la risposta a una sua interrogazione. «Sono stati installati tre cancelli e una scala come alternativa per il transito» ha ricordato il consigliere di Adesso Como per una spesa di 7.076 euro, solo i cancelli, 20.740 euro per le opere da fabbro per la scale, 11.468 euro per opere edili di consolidamento della scala, «per un totale di 40mila euro». «Ma i cancelli che dovrebbero impedire l’accesso alla parte pericolosa sono sempre aperti!» ha esclamato e letto la risposta ottenuta su questo punto da parte del dirigente Gilardoni «non si possono chiudere per permettere il pronto passaggio in caso di emergenza». «Perché non è stato messo un semplice cartello di divieto di transito?» si è chiesto infine il consigliere.

 

Bilancio

È quindi iniziata la terza seduta sul Bilancio consuntivo 2014, dopo quella di lunedì, e quella di sabato in cui sono intervenuti i consiglieri comunali. Ha iniziato per primo l’assessore competente Paolo Frisoni con la replica, che ha ringraziato per prime le minoranze «è stato un bel gesto garantire il numero legale [nella seduta precedente], anche se un minuto dopo è stato garantito dalla maggioranza».

L’assessore ha ribadito che è stato per la precisione dei dati che il documento è arrivato in ritardo in aula e annunciato che il nucleo antievasione andrà incontro ad alcuni cambiamenti e, in risposta a Rapinese, che più che perseguire i venditori ambulanti abusi andrebbe fatta un’operazione per individuare chi fornisce loro la merce. «Per l’impegno finanziario in campo sociale siamo al massimo della nostra disponibilità» ha detto rivolto a Roberta Marzorati, Per Como, ha riconosciuto con Luigi Nessi, Paco-Sel, che il problema del lavoro è fondamentale, a chi chiedeva di reprimere il fenomeno dei writer ha risposto che «qualche risultato è stato raggiunto», mentre a chi tirava in causa i raggiungimenti, in percentuale, di diversi obiettivi ha replicato che: «sono stati stabiliti dal nucleo indipendente di valutazione».

Nessun emendamento è stato presentato, il Regolamento lo vieta, e neanche ordini del giorno.

«Questa amministrazione ha aumentato le tasse come nessuna mai» ha dichiarato nelle dichiarazioni di voto Sergio Gaddi, Fi, che ha attaccato «è complicato gestire il Comune, sarebbe stato necessario non fare demagogia all’inizio del mandato». «Mi chiedo che fine hanno fatto le entrate del Comune, quando erano 40 volte quelle attuali» è intervenuto dopo di lui, dalla maggioranza, Italo nessi, Como civica. Per Rapinese non c’è un obiettivo concreto «non c’è organicità negli interventi, non riesco a capire dove vogliate arrivare». «Si potrebbe tagliare i servizi – ha aggiunto Enrico Cenetiempo, Ncd – alcuni non coprono il 6 per cento». «Forse ci si doveva impegnare molto di più si quartieri attorno al centro» ha aggiunto Roberta Marzorati, Per Como.

Al voto il centrosinistra comasco ha approvato compattamente il documento, mentre l’opposizione ha votato contro, salvo Marzorati che si è astenuta. Dopo una riunione dei capigruppo per decidere il da farsi la seduta è stata quindi sciolta anticipatamente. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Inizia la discussione sul Bilancio

3 COMO COMUNEFinalmente parte il dibattito sul documento economico consuntivo 2014 del Comune di Como. Molte le domande di chiarimento.

 

Casette

Praticamente tutte le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 11 maggio sono state incentrate sulle casette, costruite senza tutte le autorizzazioni, sul lungolago riaperto con il contributo degli Amici di Como. Per Ada Mantovani, Adesso Como, non si tratta di un evento che necessita una occupazione di suolo, così come vorrebbe la convenzione, ma di « una vendita di prodotti locali». La consigliera ha anche letto il documento e rilevato l’incongruenza di uno scritto che ammette il mancato rispetto delle norme con una facoltà di proroga «nel caso in cui il Concessionario dimostri di avere ottenuto l’autorizzazione paesaggistica». Anche il suo capogruppo Alessandro Rapinese ha attaccato ricordando gli affitti delle casette della Città dei balocchi nel periodo invernale: «sono ben 9.700 euro».

 

Bilancio consuntivo

Dopo l’appello l’assemblea ha iniziato la discussione sul Bilancio consuntivo 2014 presentato dall’assessore competente Paolo Frisoni, in ritardo rispetto ai termini di legge. «Se esiste una responsabilità è sicuramente politica e deve essere riferita alla mia persona, come assessore, perché ho condiviso con gli uffici la linea del massimo rigore nella applicazione delle norme rispetto ad un altro tipo di impostazione che magari ci avrebbe fatto guadagnare qualche giorno» ha rivendicato, ricordando anche che, dall’inizio dell’anno, sono in vigore nuove regole e nuovi principi contabili, per cui «il ritardo è pienamente giustificato». Palazzo Cernezzi sta continuando ad abbassare l’indebitamento, e dal 2012 ha smesso di accendere mutui, ma c’è anche un avanzo di bilancio di quasi 14 milioni di euro, 9,4 dalla pate corrente e 3 da competenze, però 12 bloccati e non utilizzabili.

Molte, come di consueto, le domande di chiarimento da parte dell’opposizione, che hanno portato alla sospensione dei lavori per tre quarti d’ora per permettere le risposte da parte dei diversi assessori competenti.

L’assessore al Bilancio Frisoni, a chi chiedeva cosa intendesse prospettando «scelte rigorosose in futuro», ha replicato: «per il 2014 abbiamo ricevuto 3,4 milioni, ma per quest’anno non ci sono e non ci saranno altre voci». Bruno Magatti, attaccato da più consiglieri di minoranza sull’aumento del costo dei servizi di raccolta dei rifiuti, ha replicato che «con la differenziata sono diminuiti i costi di smaltimento all’inceneritore di circa 2 milioni, ma aumentano i servizi e verranno fatte anche nuove assunzioni». Sulle minori entrate dalle rette per gli asili la vicesindaca Silvia Magni ha spiegato che si è passati da 900 a 700mila euro «a causa della diminuzione del reddito delle famiglie dovuto alla crisi e alla presenza di 6 bambini disabili, che comportano la posibilità di avere 18 posti disponibili in meno». Savian Marelli, per le partecipate, ha spiegato la risoluzione della pendenza con Como servizi urbani, che chiedeva 134mila euro per le grandi mostre a Villa Olmo dal 2007, con un accordo trovato recentemente per 59.914,13 euro e ha spiegato che il Comune ha chiesto, dopo due aste deserte, la liquidazione della piccola partecipazione dell’Amministrazione nella Milano-Serravalle. «Le minori entrate dalle società sportive – ha aggiunto l’assessore Luigi Cavadini – sono dovute al fatto che le entrate delle strutture sono lasciate a loro, ma ora pagano le utenze, infatti vediamo la diminuzione di quest’ultime in un altro punto del Bilancio». Per ultima sulla Ztl Daniela Gerosa ha spiegato perché la sua applicazione è stata valutata come applicata la 90 per cento: «Non è stata ancora aggiudicata la gara per l’installazione dei varchi».

È così iniziata la discussione del documento, subito interrotta dallo scoccare della mezzanotte, e l’aggiornamento quindi della seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Mondi possibili a Como/ l’incontro e il dizionario (di un nuovo centrosinistra)

politicampUna parola per ogni relatore, un dizionario di possibilità per il presente e, perchè no, anche per il futuro della città e del suo territorio. Si può riassumere così Politicamp, l’incontro organizzato presso il Palazzo del Borgo nel pomeriggio di sabato 9 maggio. Già disponibili sul canale e sul blog di Ecoinformazioni i video della giornata.

Introdotti dal trio degli organizzatori, Guido Rovi, Paolo Sinigaglia e Giuliana Casartelli, i vari ospiti hanno portato così un’ampia panoramica di tematiche ed esperienze, molte di queste contrassegnate da un termine ad indicare il leit motiv dei vari interventi: dalla “legalità” di Stefano Tosetti alla “rappresentanza” di Giacomo Licata, passando per la “pace” di Francesco Vignarca e l “Europa” dello stesso Sinigaglia, non dimenticando l'”ambiente” dell’assessore Magatti, la “felicità” di Riccardo Gagliardi, responsabile formazione del Pd comasco, e i contributi tra i tanti altri di Mirko Baruffini (“ferrovia”), Edoardo Pivanti (“start up”), Antonio Femia (“svalutation”), Celeste Grossi (“carovane”) ed una pimpante Letizia Marzorati (“sanità”) senza dimenticare l’introduzione del presidente/a delle Acli Luisa Seveso.

Un’occasione di confronto, per usare una classica formula giornalistica, ma anche un punto di partenza per un percorso reso ancora più “piccante” dalle breaking news degli ultimi giorni, come l’abbandono di Filippo Civati dal Pd nazionale (sì, lo stesso Civati riferimento di molti dei protagonisti di Palazzo del Borgo), e le convulsioni interne ai democratici di ogni dove, compresa la piccola Como, tanto da far mobilitare tra il pubblico di sabato anche il segretario provinciale Savina Marelli, il deus ex machina Luca Gaffuri, il suo quasi omonimo Alberto Gaffuri in missione stealth e la presidente della Provincia Maria Rita Livio, collega di Rovi tra gli impoveriti scranni di Villa Saporiti.

Un percorso si diceva, che al di là di parole e dizionari mira a proporre un’ idea di schieramento politico non proprio allineata (un eufemismo buono per tutte le stagioni) all’idea di questo attualmente inquilina a Palazzo Chigi, e che arriva come occasione fondativa a pochi mesi dal raduno della Lariopolda, in un’ideale “contrapposizione” tra i due eventi che rimanda a precisi riposizionamenti politici. Sommovimenti in vista per il principale stakeholder partitico di Palazzo Cernezzi quindi, tra l’altro assente nella sala di via Borgovico come dotazione di bandiere e stemmi, esattamente come la “cugina” di Villa Olmo? (coincidenze?). E con quale orizzonte temporale, ossia con quale obiettivo alla fin fine? Dopotutto il 2017, anno di uscita non solo dell’episodio VIII di Star Wars ma anche del nuovo giro elettorale per il Comune, non è troppo lontano. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

Argomenti vari a Palazzo Cernezzi

8 COMOCOMUNECasette sulla passeggiata, tutela del tondello della diga, nuove tariffe per la rimozione, cittadinanza onoraria a Cohen Tannoudji.   Casette del lungolago Polemiche per le casette sulla passeggiata Amici di Como sul lungolago nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 4 maggio. Per prima Eva Cariboni, amo la mia città, ha attaccato l’installazione «a mio a parere sono brutte» e non servono. «Come è possibile nel 2015 autorizzare cose del genere?» si è chiesta spiegando la normativa di tutela paesaggistica e chiedendone la rimozione. Con lei Ada Mantovani, Adesso Como, «come si è potuto dare uno spazio pubblico senza la necessità di fare un bando? Forse vale la legge del più forte? – ha aggiunto –. Siamo grati agli Amici di Como, ma le regole devono essere uguali per tutti».   Preliminari varie Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la Giornata mondiale per la vita indipendente, mentre Alessandro Rapiense, Adesso Como, ha espresso contrarietà per il rinvio della discussione del Bilancio consuntivo 2014 «andava approvato entro il 30 aprile, non ci sono deroghe. A Cantù è stato approvato due mesi fa!» «Abbiamo perso il lodo arbitrale con uno dei revisori di ComoDepur – ha ricordato Laura Bordoli, Ncd, chiedendosi come viene amministrato il Comune –. Uno delle persone cacciate dalle partecipate senza giusta casa a cui il comune dovrà pagare 25mila euro. L’Amministrazione non ha opposto il lodo, sono scaduti i termini per fare opposizione e continua a non pagare e i comaschi dovranno così pagare gli interessi».   Monumento di Libeskind Fatto l’appello la seduta è ripresa sulla discussione della mozione di Luca Ceruti, M5s, per l’amovibilità del monumento sulla diga foranea. È passato un emendamento dello stesso proponente per correggere alcuni errori materiali e aggiornare il documento. Il documento finale ha visto l’approvazione dei soli primi tre punti del deliberato con l’appoggio di parte della maggioranza. Quelli per la tutela del tondello, ma non quelli che chiedevano la rimozione dell’opera dopo i 5 anni previsti dalla convenzione e l’utilizzo del tondello della diga come luogo di esposizione (la mozione).   Revisione Statuto Anna Veronelli, Fi, ha quindi presentato una delibera «per ampliare le competenze» della Commissione speciale da lei presieduta per la revisione e aggiornamento dello Statuto comunale. Una proposta appoggiata da tutti, tranne Rapinese. «Non ho stima e fiducia nella maggioranza – ha affermato –, mi spiace non condividere in questo caso le opinioni delle minoranze».   Tariffe rimozioni Il Consiglio è quindi passato alle tariffe sulle rimozioni forzate. Per l’assessore Paolo Frisoni «un passaggio propedeutico all’affidamento a gara del servizio». Le nuove tariffe costeranno il 20 per cento in più «per dieci anni non sono state toccate», ora si adeguano alla tariffa ministeriale e «quelle di quasi tutti i capoluoghi». «State chiedendo altri soldi ai cittadini» ha dichiarato Francesco Scopelliti, Ncd. Bocciato un ordine del giorno presentato da Bordoli, la proposta è passata con l’appoggio della maggioranza, più Lega e Per Como, contrarie le altre opposizioni.   Cittadinanza onoraria Come ultimo argomento della serata il sindaco Mario Lucini ha presentato la proposta di concessione di cittadinanza onoraria, approvata a grande maggioranza, al Nobel per la fisica Claude Cohen Tannoudji in visita in città per il Festival della luce. Bocciate le proposte di modifica del documento presentate da Giampiero Ajani, Lega, per citare il fatto che il Nobel è stato consegnato ex equo anche a altri due studiosi. «Mi pare inopportuno» ha spiegato il sindaco. Mentre Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha chiesto di affrontate nella Commissione Statuto l’assegnazione delle cittadinanze onorati «che ora sono senza nessun regolamento». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Niente Bilancio: delibere, mozioni, interrogazioni

COMO COMUNE 3Palazzo Cernezzi approva le linee guida per il Sistema bibliotecario, approva una mozione per raccogliere dati sull’immigrazione per combattere il razzismo, discute della amovibilità o meno del monumento di Libeskind e fa scalpore il reintegro delle farmaciste di Muggiò.

Farmacie

La vendita, nel 2013 delle farmacie comunali è tornata alla ribalta, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 27 aprile, dopo la vincita della causa intentata contro il Comune di due farmaciste della struttura di Muggiò. Le due lavoratrici dovranno essere reintegrate nel personale del Comune, che potrebbe fare ricorso, con ruolo dirigenziale, avendo vinto a suo tempo un concorso pubblico per tale qualifica, sono poi state trasferite in capo a Csu, che gestiva le farmacie comunali, e poi “cedute” alla nuova proprietà della struttura di Muggiò venduta dall’Amministrazione. Per prima Ada Mantovani, Adesso Como, ha chiesto di «affrontare le questioni con maggiore attenzione dal piano giuridico», ricordando l’affaire concessioni dei cimiteri, «in primis l’applicabilità retroattiva della delibera del 1972», pasando di qui alla questione farmacie. «Vendere è stata una scelta sbagliata, sono state svendute e incassavano 280mila euro all’anno – ha aggiunto Laura Bordoli, Ncd –. Avevamo chiesto garanzie per il personale e il Comune è andato avanti con arroganza. Di fatto il personale è stato trattato malissimo. Due signore a cui mancavano due anni per andare in pensione». «Dite sempre che non ci sono mai soldi, mai fondi, che siete pieni di buone intenzioni – ha rincarato Alessandro Rapinese, Adesso Como –, siete degli incapaci, ora si vedrà anche per la Ztl. Fate degli errori da dilettanti, voglio che qualcuno qui paghi – ha proseguito –, avete fatto uno sconto di 150mila euro per una clausola di salvaguardia dei posti di lavoro, quando ora viene imposto il reintegro, andrò alla Corte dei conti!»

Biblioteca

Dopo un minuto di silenzio per la tragedia del Nepal e la morte di Giovanni Lo Porto, si è insediata l’Assemblea che ha affrontato, saltate le sedute programmate per affrontare il Bilancio consuntivo 2014, non ancora pronto, il Piano triennale del Sistema bibliotecario intercomunale di Como. Tutti d’accordo sulle linee guida con qualche timore per il futuro del prestito interbibliotecario «siamo in un limbo legislativo in Provincia e la Regione ha tolto il finanziamento» ha ricordato Guido Rovi, Pd, «bisogna spingere perché non ci siano riduzioni di fondi» ha sottolineato Luigi Nessi, Paco-Sel, mentre Sergio Gaddi, Fi, ha posto il problema della gestione dei siti riguardanti la cultura di Palazzo Cernezzi «erano vivi e attivi attualmente sono inermi cadaveri» e Rapinese ha chiesto con forza la nomina della Commissione biblioteca «sono tre anni che non c’è più». «La Consulta andava a superare le funzioni della Commissione biblioteca – ha replicato l’assessore alla Cultura Luigi Cavadini – e da quando sono arrivato la Regione deve emanare una legge su quest’ambito, che stiamo aspettando». Tutti d’accordo, salvo qualche sparuta astensione, sulla proposta, un ordine del giorno presentato da Nessi, di valutare la possibilità di qualche apertura serale nel periodo estivo, lo stesso, tranne qualche voto contrario in maggioranza, per la proposta di Rapinese, di arrivare il prima possibile alla costituzione della Commissione biblioteca. La delibera è quindi passata con il voto della maggioranza, astenuta l’opposizione.

Immigrazione e razzismo

Luca Ceruti, M5s, ha quindi presentato una mozione «contro la deriva razzista, per dare chiara, esplicita, documentata informazione, che sia inconfutabile» sul fenomeno migratorio nel Comune di Como e l’utilizzo dei servizi sociali da parte dei nuovi cittadini comaschi «per porre termine alla montante ondata di razzismo strisciante». Una proposta che ha trovato il consenso della maggioranza «siamo in sintonia con lo spirito della mozione – ha dichiarato Andrea Luppi, Pd –, la conoscenza è l’arma migliore per combattere il pregiudizio e le troppo frequenti speculazioni politiche». Perplessa Stefania Soldarini, Como civica, che si è poi astenuta: «Penso sia ingenuo pensare che su un tema de genere le informazioni possano ridurre il razzismo strisciante». Anche Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha espresso delle riserve e chiesto di votare per punti perché in uno si chiedeva «di togliere eventuali disparità. Ma non è possibile che gli uffici facciano disparità e atti illegittimi!» L’assessore alla partita Bruno Magatti ha ricordato quali sono i beneficiari dell’assistenza pubblica comasca, cittadini italiani, dell’Unione europea, e profughi, rifugiati, richiedenti asilo, detentori di permessi umanitari, «ma il fatto di avere diritti non necessariamente implica la capacità di poterli esigere», e l’impegno del Comune «spendiamo 212 euro all’anno per cittadino per la spesa sociale. Al voto la proposta, salvo il punto contestato da Sapere, bocciato, è passata con il voto trasversale di maggioranza e opposizione.

Monumento a Volta

Il dibattito si è così spostato su una interrogazione e una mozione, sempre di Ceruti, sul monumento a Volta di Daniel Libeskind posizionato sul tondello della diga foranea.

Il consigliere pentastellato ha chiesto una inversione dell’ordine dei lavori per illustrare per prima all’aula una interrogazione con cui aveva chiesto i costi della eventuale rimozione del monumento, ora la concessone prevede una esposizione per 5 anni, «è astrattamente possibile rimuoverlo, ma non sono stati quantificati» gli ha risposto l’assessore competente Lorenzo Spallino. Ceruti ha quindi presentato la mozione in cui chiede che il «fissaggio dell’opera non sia di tipo permanente» per «potere ospitare in futuro altre opere d’arte che si riterranno meritevoli di questa così pregiata collocazione».

Una proposta che non è piaciuta a Rapinese, «quello non è uno spazio espositivo» e, ha aggiunto, dopo la nuova palificazione «non abbiamo già più quello che era il tondello originario, è un’isola di fatto due dinamiche diverse dalla diga». Data l’ora la seduta è stata poi aggiornata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Finita la presentazione delle paratie

3 COMO COMUNEIl progetto andrà all’anticorruzione. Palazzo Cernezzi approva il nuovo piano delle alienazioni, stralciata solo via S. Bernardino da Siena.

 

Preliminari

Diverse le preliminari al Consiglio comunale di Como di giovedì 16 aprile Luca Ceruti, M5s, ha chiesto la sistemazione di una lapide per i caduti della Prima guerra mondiale in via Canturina, e chiesto lumi sulla consegna della Tangenziale comasca a settembre-ottobre. Ha confermato le tempistiche il sindaco Mario Lucini «dovranno essere installate le barriere, se no si potrebbe andare gratis fino a Milano». Il primo cittadino ha anche ricordato l’udienza avuta in Parlamento su Schengen, dove ha sottolineato il problema dei minori non accompagnati. Sempre sulla Tangenziale è intervenuto Diego Peverelli, Lega, inalberatosi per le lamentele sul pagamento della tratta «la Regione ci dà 15 milioni per le paratie e noi ci lamentiamo per 60 centesimi». La vicesindaca Silvia Magni ha ricordato le iniziative organizzate dal Comune per il settantesimo anniversario della Liberazione.

 

Paratie

La seduta è incominciata con la ripresa del dibattito sull’ultima variante del progetto delle paratie, come ultimo intervento previsto prima della replica, Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha preso la parola e chiesto «una squadra per controllare i lavori e i materiali» e oltre di informare costantemente i cittadini e la città sui lavori.

Lucini ha quindi replicato a tutti gli interventi e dichiarando però che il progetto dovrà fare un passaggio all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, che «ha l’obbligo di unire tutte le perizie di variante, le riceve e le analizza» e quindi «i nostri tecnici andranno a Roma».

A chi ha chiesto della vertenza con la gelateria battello ha ricordato che l’amministrazione ha vinto il ricorso Tar ed ora ci sarà il passaggio al Consiglio di stato, invece a Ceruti che ha chiesto dei livelli del lago una volta approntate le difese ha risposto «il Consorzio dell’Adda non può muoversi dai livelli di contratto, non potranno per scelta superare l’1.30».

 

Liberazione

Ceruti ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno per discutere una mozione per la promozione e la pulizia del Monumento alla Resistenza europea, «giusto per arrivarci prima del 25 aprile», «perché non ne dà lettura in aula, così prendiamo atto che lei voleva fare quello che si sta già facendo» ha replicato il sindaco. Al voto la proposta è stata bocciata dalla maggioranza, tranne un paio di astensioni e il voto favorevole di Luigi Nessi, Paco-Sel, e Eva Cariboni, Amo la mia città.

 

Alienazioni

Si è quindi ripresa la discussione sugli emendamenti al Piano delle alienazioni tutti bocciati tranne quello per lo stralcio di uno stabile in via S. Bernardino, approvato anche dalla maggioranza. Una situazione che ha indispettito le minoranze, tanto che Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha smesso di presentare le proposte di modifica, e Enrico Cenetiempo, Ncd, ha invece esclamato rivolto all’assessore al Patrimonio Marcello iantorno «io faccio quello che faceva lei nella passata amministrazione, non è possibile che dia solo un parere negativo senza neanche argomentare!» «Non ho spiegato ora perché era stato già detto precedentemente il contesto in cui operiamo» di dismissione dei beni anche da parte di tutte le altre amministrazioni pubbliche. «Senza l’alienazione di questi immobili che non sono funzionali all’attività del Comune non potremmo finanziare nessuna opera pubblica, asfalti, scuole…» ha aggiunto il primo cittadino, ricordando la fortuità dell’entrata dei ristorni dei frontalieri che non può essere però sicura. «Non è vero poi che non siamo stati attenti alle proposte fatte dalle minoranze – ha aggiunto Nessi – infatti abbiamo approvato l’emendamento su via S. Bernardino».

Scontate le dichiarazioni di voto e il voto stesso con il parere favorevole della maggioranza e l’opposizione delle opposizioni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Non basta una serata per le paratie

COMO COMUNE 3Consiglio comunale speciale a Palazzo Cernezzi per presentare l’ultima variante al progetto di difesa dal lago. Una lunga introduzione e riepilogo dello stato dell’arte e una carrellata sul futuro del fronte lago della città.

 

È stata presentato in aula a Palazzo Cernezzi lunedì 14 aprile la terza variante al progetto di difesa dalle esondazioni del lago, tappa terminale di un percorso ormai ventennale. I costi sono in continua espansione arrivati, dai 15-16 milioni di dieci anni fa, ai 33 milioni di euro attuali, per una sistema che costerà 40-50mila euro per ogni esondazione con costi di gestione annui sui 25mila euro (4mila solo di elettricità per le idrovore in un anno medio a cui aggiungere il costo del sistema di controllo ha ricordato Anselmo Capsoni, uno dei progettisti della nuova variante). E per controllare la funzionalità del sistema ogni due anni dovrà essere provato il sistema antiesondazione.

Ma come mai questi costi ormai fuori controllo?

Per il sindaco Mario Lucini, che ha ripercorso la genesi del progetto sino ad oggi, è tutta colpa del progetto originale che non teneva conto di moltissimi aspetti, con lui anche il responsabile del procedimento Antonio Ferro «il sistema di telecontrollo era pressoché assente, inoltre non c’erano l’arredo urbano e l’illuminazione pubblica», «il progetto originale mancava di una serie di elementi assolutamente necessari, ora ci sono – ha precisato il direttore dei lavori Pietro Gilardoni –, ma non è l’opera di un pazzo, 20 anni fa si diceva: Questi sono i soldi poi si vedrà».

«C’è capitata la ventura di dovercene occupare» ha affermato il primo cittadino comasco che ha sottolineato la necessità del blocco del cantiere nel 2012, ma già sostanzialmente fermo dall’anno precedente, «l’abbiamo fatto non a cuor leggero», dati i rischi per la stabilità dell’area. La subsidenza si è accelerata di 3-4 volte rispetto al normale che come ha ricordato il geologo Fabio Brunamonte è normalmente di 3-4mm l’anno. Per questo si è dovuto aggiungere molti più pali per la fondazione delle nuove vasche verso S. Agostino, addirittura 10 chilometri in più.

E le varianti precedenti? «È la numero 3, ma le prime due sono state solo parzialmente attuate» ha precisato Ferro, la prima, nel 2010, non è stata attuata pienamente per motivi di bilancio, la seconda prevedeva già una terza modifica ed era stata sottoscritta con riserve da Sacaim, la ditta esecutrice dei lavori, che non la riteneva pienamente attuabile.

I nuovi progettisti hanno quindi spiegato come sarà il nuovo lungolago, con le strutture tecniche, la nuova biglietteria della Navigazione, il nuovo bar Al molo, una centrale elettrica e un edificio polifunzionale (seconda biglietteria da utilizzare quando dovesse presentarsene la necessità e locale tecnico). «Con grandi vetrate e lamiere metalliche – ha precisato l’architetto Lorenzo Noè – in una lega speciale che varieranno colore con il cambiamento del tempo richiamando il lago e il cielo». Sono previsti anche due ponti sul collegamento fra il lago e la darsena e una gru verrà posizionata in riva davanti alla stazione di Como Lago, per ricordare la vecchia zona di carico portuale, anche la locomotiva, ora ai giardini a lago, verrà riposizionata per ricordare la stazione a lago delle ferrovie dello stato. L’architetto Angelo Dal Sasso ha spiegato precisamente il progetto con le 9 connessioni previste con la città, «dei cannocchiali visivi», che prevedranno l’apertura di spazi all’interno del viale dei tigli da S. Agostino alla Ca’ Bianca e i due bastioni di fronte a piazza Cavour.

Un problema di non facile soluzione che non potrà essere risolto a breve sarà, come ricordato da Capsoni, quello della regimentazione delle acque chiare che confluiscono nel torrente Valduce e nella roggia Brambilla a S. Agostino per cui sarà necessario il rifacimento della rete fognaria bianca e il controllo di tutte le immissioni nei due corsi d’acqua.

Ma le paratie?

Saranno semiautomatiche, da terra, una striscia continua rossa ne segnalerà la presenza quando saranno chiuse, al di sotto della quale sarà presente un alloggiamento per le stesse, «non ci saranno panconi da portare via e poi da stoccare» ha spiegato Gilardoni.

La seconda parte della serata si è risolta invece in un confronto serrato fra maggioranza e opposizione, con screzi sulle tempistiche, mentre Laura Bordoli, Ncd, ha chiesto di prevedere un’altra seduta per poter discutere e sentire meglio gli esperti, «la scelta delle tempistica è stata fatta in conferenza di capigruppo» ha replicato Marco Tettamanti, Como civica, Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto cosa fosse intenzionato a fare il presidente del Consiglio Stefano Legnani, che ha cercato di far rispettare i tempi a tutti gli intervenuti pur di chiudere in una serata, ma a ridosso della mezzanotte ha annunciato il prosieguo della stessa giovedì 16 aprile.

«Lei ha voluto fermare il cantiere delle paratie per una ragione politica, per lasciare il suo segno» ha attaccato il sindaco Sergio Gaddi, Fi, non trovando sponde però neanche fra gli altri membri dell’opposizione, «dal 2008 al 2010 la subsidenza ha fatto sprofondare la zona di 4 centimetri – ha contrattaccato Andrée Cesareo, Pd –, sospendere i lavori è stato un atto responsabile», per la sicurezza pubblica e evitare danni ingenti ha aggiunto. «Non l’abbiamo fermato noi – ha detto Gianni Imperiali, Como civica – il problema è strutturale». «Il centrodestra che ha governato la città per due decenni ha deciso l’operazione paratie – è intervenuto Italo Nessi, Como civica –, una spesa ingente, al posto della quale avremmo ora potuto sistemare scuole e strade». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Le associazioni in aiuto al Comune per il Monumento alla Resistenza Europea

MonumentoResistenza-BMPNell’anno in cui ricorre il settantesimo anniversario della Liberazione d’Italia, il Comune di Como sarà affiancato da un gruppo di associazioni nei lavori di manutenzione straordinaria che interesseranno il Monumento alla Resistenza Europea. Il comitato provinciale dell’Associazione nazionale Partigiani d’Italia, capofila del gruppo composto da Associazione nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, Centro Studi Schiavi di Hitler, Cgil-Camera del Lavoro, Comitato Soci Coop Lombardia, Istituto Storia Contemporanea Pier Amato Perretta e Anpi sezione di Como, ha, infatti, contattato l’amministrazione, nei mesi scorsi, e proposto una serie di interventi. Risolti gli aspetti burocratici e definita insieme la progettualità dei lavori, l’Anpi ha comunicato lo stanziamento a titolo di donazione di semila euro da parte delle associazioni coinvolte. Con il finanziamento saranno eseguiti alcuni interventi per il ripristino della pavimentazione adiacente al Monumento, per la pulizia delle lastre di acciaio e delle parti lapidee del Monumento. Tali lavori si affiancheranno a quelli già predisposti dal Comuneche prevedono, tra l’altro, la posa di una lapide commemorativa in ricordo degli Schiavi di Hitler. La targa sarà collocata, entro il 25 aprile. Tra gli interventi previsti, sono in programma anche la posa di un nuovo cartello turistico che spiega il significato del Monumento e il rifacimento dell’impianto elettrico per l’illuminazione.

«A nome di tutta la città esprimo gratitudine per l’importante contributo di Anpi e delle associazioni coinvolte in questa iniziativa – commenta il sindaco Mario Lucini – Il Monumento alla Resistenza è dedicato a tutti coloro che lottarono per la difesa della democrazia e della libertà, valori che dobbiamo continuare a sostenere e diffondere».

Nel frattempo, il consigliere comunale Cinque Stelle Luca Ceruti, annuncia che nella luca cerutiseduta del consiglio prevista per giovedì 16 aprile, chiederà l’inversione dell’ordine del giorno, affinchè venga discussa entro il 25 aprile la mozione presentata in data 24 febbraio da Ceruti, Nessi (Paco-Sel), Cesareo (Pd) e Carboni (Amo la mia città), dove viene chiesto l’impegno del Sindaco e dalla Giunta comunale alla riqualificazione ed alla valorizzazione culturale e turistica del Monumento alla Resistenza Europea. [jl, ecoinformazioni]

Paco-Sel/ Paratie: responsabilità dirette politiche e tecniche e di tanti maitres a penser


paco selNon sarà forse mai possibile dimenticare l’oltraggio alle vittime, alle leggi e all’ambiente per aver destinato fondi stanziati per il risanamento idrogeologico (legge Valtellina) alla più grande opera di sperpero di denaro pubblico (33 milioni di euro) determinata dalle destre a Como con l’affare paratie. Contro  per decenni si è battuta la sinistra comasca e la lista della rondine che organizzò dieci anni fa persino spettacolari manifestazioni con un’esondazione simulata da uno striscione di duecento metri per dare il segno di quanto folle fosse l’idea di fermare le acque col malaffare. Giorgio Fontana di Paco-Sel esprime, in preparazione del Consiglio di lunedì 13 aprile, la soddisfazione per l’operato del sindaco Lucini e la richiesta: «mai più opere straordinarie che sono tali solo per le mostruosità che generano».
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Surroghe e camper

8 COMOCOMUNECambia l’ordine del giorno e per un poco Palazzo Cernezzi accantona le alienazioni. Preliminari Giovedì 9 aprile nelle preliminari al Consiglio comunale comasco Italo Nessi, Como civica, ha ricordato la figura di Giovanni Berlinguer, mentre Mario folano, Pd, ha citato il referendum per la difesa civile e Francesco Scopelliti, Ncd, si è invece scagliato contro l’iniziativa beCOMe «non c’è nessuna nota spese». Ada Mantovani, Adesso Como, ha proposto l’apertura nei festivi dei musei cittadini, dopo gli ultimi successi nelle aperture straordinarie, Laura Bordoli, Ncd, ha chiesto di poter vedere i documenti sul Bilancio consuntivo, «da approvare entro il 30 aprile. Per non fare come sempre di arrivare all’ultimo minuto. Come possiamo valutare l’operato della Giunta?» Alessandro Rapinese, Adesso Como, si è invece scagliato contro il monumento di Libeskind, denunciando la mancanza di misure di sicurezza nel cantiere: «Vi manderò le foto per segnalare le mancanze agli uffici competenti», Andrea Luppi, Pd, invece ha ricordato la strage al campus universitario keniota. Surroghe Dopo un minuto di raccoglimento per Ermanno Pizzotti, chiesto da Luigi Nessi, Paco-Sel, la strage in Kenya e al Tribunale di Milano, Andrée Cesareo, Pd, ha chiesto di invertire l’ordine del giorno e sospendere la discussione sul Piano delle alienazioni per discutere della surroga di uno dei revisori dei conti e di una modifica al Pgt per la creazione di un’area per camper a Tavernola. Una proposta che ha indispettito le opposizioni «le dimissioni dal Collegio dei revisori sono state fatte 45 giorni fa e noi non ne abbiamo saputo niente e vanno approvate entro domani» ha esclamato Bordoli, «si poteva far sapere prima, anche solo per educazione e rispetto» ha aggiunto Rapinese. La maggioranza ha approvato l’inversione e la surroga. Camper Sull’area camper di Tavernola si è accesa un po’ la discussione. Si tratta di uno modifica dal Pgt preliminare al progetto di sistemazione di un’area camper in via Brennero, vicino al campo sportivo, «poi per realizzarlo ci vorranno 30-45 giorni più i tempi tecnici per i premessi – ha affermato l’assessora Daniela Gerosa –, per un costo di circa 100mila euro». Il sindaco Mario Lucini ha ribadito la propria soddisfazione per l’intervento che corona i tentativi di avere uno spazio per i camperisti al centro di diversi emendamenti presentati nel corso degli anni quando era ancora all’opposizione, Marco Butti, Gruppo misto, ha espresso qualche perplessità sulle tempistiche, Rapinese ha invece presentato un ordine del giorno, approvato poi all’unanimità, per controllare «la legittimità delle occupazione in essere sul suolo adiacente al centro sportivo» ovvero gli orti che da anni insistono sull’area. Alienazioni Il dibattito è ripreso quindi con gli emendamenti al Piano delle alienazioni. Approvato quello di maggioranza che prevede lo stralcio di un immobile di via Milano Alta, al 250, per darlo al progetto Le radici e le ali per la coesione sociale dei quartieri di Como Borghi. Contraria la maggior parte dell’opposizione, per Rapinese «perché dare solo a questa associazione uno spazio?», «faccio fatica a capire, ad altre associazioni come la Croce azzurra che ha chiesto uno spazio in più a Camerlata non è stata data risposta». Roberta Marzorati, Per Como, ha, in risposta, elencato tutte le realtà che hanno aderito al progetto Le radici e le ali, il cui operato è stato ricordato da Luigi Nessi, e il ruolo, preponderante del Comune di Como, da Italo Nessi. Al voto la proposta è passata con il voto favorevole di maggioranza, Adesso Como e Movimento 5 stelle. Bocciate invece le proposte dell’opposizione per stralciare la vendita dei muri delle farmacie di Tavernola e Monte Olimpino, ma anche dell’ex scuola all’aperto di via Binda, proposta da Marzorati, «l’ultima possibilità che avete per ripensarci» ha ricordato Butti, su cui anche i malumori della maggioranza sono quasi del tutto, solo Italo Nessi si è astenuto, rientrati: «Purtroppo ci sono delle spese e dobbiamo sostenere questo sacrificio» ha detto Luigi Nessi. La discussione sugli emendamenti riprenderà dopo la prossima seduta di lunedì 13 aprile che sarà dedicata al cantiere delle paratie. [Michele Donegan, ecoinformazioni]

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