Consiglio comunale

Como civica per The Life Electric

comocivicalogoDopo le dichiarazioni alla stampa di Amici di Como, che garantiscono di accollarsi anche le spese per l’Iva, Como civica sostiene la costruzione del monumento a Volta.

 

«Adesso è ufficiale, il costo per il Comune sarà 0 (zero) euro. Il problema dell’Iva è stato risolto come previsto (gli Amici di Como se ne sono fatti carico). Neanche un euro sottratto alle casse del Comune o distolto dalla manutenzione ordinaria – affermano nella propria newletter gli esponenti della lista civica che sostiene la Giunta Lucini a Palazzo Cernezzi –. Prima dell’installazione partiranno i lavori di consolidamento della diga, danneggiata anni fa e mai completamente riparata. Lavori che resteranno e per i quali finora i finanziamenti non erano stati mai trovati. Il tondello verrà allargato e la base dell’installazione sarà una seduta vista lago e città (ai privati quindi spese di progettazione, sistemazione tondello, installazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, Iva)».

«Considerazioni estetiche: difficili e soggettive. Solo serve ricordare il valore dell’architetto (magari citando il rifacimento di Ground Zero a New York e il museo dell’Olocausto a Berlino) e che l’architettura moderna sempre genera polemiche (esempi quasi abusati il Pompidou di Renzo Piano a Parigi e la piramide di vetro di Pei al Louvre, prima portatrici di grande discussioni, adesso entrati nell’immaginario parigino) – prosegue la nota sottolineando il favore alla edificazione del nuovo monumento –. Nessun danno irreversibile al paesaggio, non sbancamenti di colline, non deturpazioni permanenti. Se l’opera non dovesse piacere (ma non accadrà) fra cinque anni potrà essere spostata».

«Con che diritto decidiamo? – si chiedono gli esponenti di Como civica – Giusto: il decidere non è un diritto, ma un dovere verso chi ci ha dato il voto perché appunto decidessimo (e che ce lo toglierà se non sarà soddisfatto). In coda, il referendum».

«Per chiarire: nessuna critica allo strumento, ma al suo utilizzo in questo caso – termina recisamente lo scritto –. La valutazione dei costi (poco meno di 200mila euro, unica spesa per l’Amministrazione – perché questi no, nessun privato ce li regalerà!) e la tempistica poco congrua (voto a giugno con Expo che apre a maggio) potrebbero indurre i proponenti a qualche riflessione». [md, ecoinformazioni]

Inizia la discussione sul Bilancio

8 COMOCOMUNEPalazzo Cernezzi affronta, come ogni anno, l’assestamento dei propri conti economici.

 

Preliminari

Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto di avere il punto sulla situazione degli stabili comunali dopo le precipitazioni degli ultimi giorni, la scuola Massina di monte Olimpino in particolare, e, nuovamente, l’accesso a diversi atti, per cui non ha avuto risposta, «se non sapete ditemelo, non è un problema?», sempre sull’accesso agli atti è intervenuto anche Francesco Scopelliti, Ncd, su BeCome e la Cooperativa Corto circuito per cui ha avuto come risposta solo la stampa dei siti Internet.

 

Bilancio

L’assessore competente Paolo Frisoni ha quindi presentato l’assestamento di Bilancio, annunciando di voler portare in aula il Preventivo entro i primi 3 mesi del 2015. L’assessore ha ricordato le nuove entrate derivate dai ristorni dei frontalieri, molto utili anche a fronte delle minori entrate 4 milioni in meno dalle alienazioni, 2,2 milioni in meno dalle monetizzazioni, 1 milione in meno fra forno crematorio, 800mila del Codice della strada, piani di zona. Un problema poi è dato dall’Iva sul monumento di Libeskind, un punto su cui molti consiglieri di opposizione hanno chiesto chiarezza: «Per ora non si pone il problema, che potrebbe sorgere al ricevimento della fattura per il monumento e quando emetteremo la fattura per le sponsorizzazioni. Ma non è un problema per l’assestamento attuale». Come sempre molte le domande di chiarimento dell’opposizione per cui l’assessore si è ritirato in consulta con i tecnici e gli altri assessori per tre quarti d’ora. Le risposte si sono articolate in un passaggio fra diversi assessori e il sindaco, ma non hanno soddisfatto le minoranze. Ai fondi tolti a diverse opere Daniela Gerosa ha replica che si è deciso di portare avanti «solo alcuni progetti da chiudere entro fine anno» e per quanto è in sospeso l’obiettivo è «di impegnare tutto entro fine anno e chiudere la parte di progettazione». Lorenzo Spallino ha ricordato che i fondi della ex Trevitex entreranno nel Bilancio 2015, mentre l’unico intervento importante, come oneri di urbanizzazione che sono leggermente aumentati rispetto alle prospettive, è quello dell’ex S. Gottardo. Per ultimo Mario Lucini ha ribadito di ritenere adeguato il fondo rischi, la paura dell’opposizione è di una vertenza con Sacaim per il blocco cantiere, ha confermato 1,8 milioni di euro dalla Regione nel 2015 per il cantiere, e riepilogato l’esito delle alienazioni «560mila euro per lo stabile di viale Geno, 80mila per quello di via Milano, si è alla seconda asta per piazza della Tessitrice e alla terza per gli altri stabili di via Milano».

«I ristorni sono come una partita di giro, servono a far quadrare il mancato incasso della vendita degli immobili» ha detto Mario Molteni, Per Como, negli interventi, che ha poi chiesto chiarimenti sulla risistemazione di Villa Olmo, «senza fondi per la scalinata a lago, la darsena e l’immobile, è così necessario un orto botanico?». «Perché inserire il monumento di Libeskind quando per ora c’è solo una manifestazione di interesse?» ha chiesto poi Scopelliti, mentre Luca Ceruti, M5s, reduce da un incontro a Bruxelles ha chiesto maggiore attenzione nella ricerca di fondi europei. Data l’ora la seduta è stata quindi aggiornata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Nessuna sfiducia per Iantorno

COMO COMUNE 3La maggioranza sostiene il proprio assessore. Nasce la Fondazione Alessandro Volta.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 17 novembre Luca Ceruti, M5s, ha ringraziato l’assessore Frisoni per le scuse per la posa delle luminarie che hanno ingolfato il traffico in città, mentre Mario Molteni, Per Como, ha segnalato buche e lampioni guasti in via Bontempelli e via Segantini, nei cui giardinetti «sono stati avvistati topi, ci sarebbe la necessità di una derattizzazione», oltre a furti in via Ennio Ferrari e le code «anche di 40 minuti che si formano in via Rienza». La proposta di un nuovo autosilo da 10 milioni di euro, in viale Varese da 394 posti, 164 in superficie e 230, presentata dall’impresa Nessi e Majocchi, che lo gestirebbe per 30 anni, al Comune è piaciuta a Giampiero Ajani, Lega, che ha proposto che se dovesse comparire qualche reperto archeologico «di fare come a Roma quando hanno fatto la metropolitana, prendiamo i sassi e li buttiamo via».

L’assessore Gerosa e il sindaco Lucini hanno quindi fatto il punto sulla situazione del maltempo e delle emergenze in città, ringraziando tutti quelli che hanno lavorato per limitare i danni e i disagi.

 

Sfiducia a Iantorno

La discussione è così ripresa sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizione contro l’assessore Iantorno con la replica di Diego Peverelli. «Lei ha parlato per 14 minuti e non ha detto nulla né ai consiglieri di minoranza, né a quelli di maggioranza – ha attaccato l’esponente leghista all’indirizzo dell’assessore, replicando anche alle accuse mossegli – non è una mozione ideologica o politica, ci sono i dati tecnici». Tutto è nato da dei lavori irregolari in un centro culturale islamico e dalla volontà leghista di non permettere l’apertura di nuovi luoghi di culto, «il Pgt non lo prevede».

Con voto segreto tutto i membri della maggioranza hanno bocciato la proposta di sfiducia, con 17 voti, sostenuta dai soli membri dell’opposizione, 10 voti.

 

Fondazione Alessandro Volta

L’assessora Marelli ha quindi presentato la delibera di fusione fra UniverComo e Centro Volta che confluiranno nella nuova Fondazione Alessandro Volta, operativa dal primo gennaio prossimo, con sede a Villa del Grumello in via per Cernobbio a Como. Una realtà a cui contribuiranno, come nelle due associazioni preesistenti, Ance, Camera di commercio, Confartigianato, Unindustria di Como, Comuni di Como e Campione d’Italia, Cassa rurale ed artigiana di Cantù, Banca di credito cooperativo Alta Brianza, Cgil e Cisl. Gli organi componenti la Fondazione saranno un Consiglio di amministrazione, composto da 11 membri «diminuendo così dai 19, 33 potenziali attuali», tra cui il presidente, 3 del Comune di Como, 3 della Camera di commercio e 5 dall’assemblea, il collegio dei revisori, l’assemblea e il consiglio scientifico: «Che dureranno in carica per tre esercizi – spiega il Comune – e ai quali non sarà corrisposto alcun compenso, ad eccezione dei revisori e dell’eventuale rimborso delle spese sostenute nell’esercizio del mandato». Marelli ha ricordato anche il personale, il Centro Volta ha 4 persone part-tim e 2 a tempo pieno, UniverComo 2 part-time, che non verrà toccato dalla fusione.

«Non è un punto di arrivo, ma di partenza – ha affermato l’assessora alle Partecipate – prendendo atto di un contesto che si è modificato e in cui bisogna trovare sinergie». Uno degli obiettivi della Fondazione sarà quello di promuovere la presenza delle università come ricordato dalla vicesindaca Silvia Magni.

«È triste pensare che questa sia solo una presa d’atto, che non possiamo modificare, per oltre un anno siamo stati all’oscuro di quanto si stava decidendo» ha detto Anna Veronelli, Fi, lamentandosi anche di un mancato incontro fra la commissione competente e le due realtà comasche che convergono nella nuova struttura «così come avevo chiesto». Le minoranze hanno espresso perplessità sul futuro del nuovo ente vista le diminuzione di contributi pubblici, tra cui lo stesso Comune di Como «se è solo per razionalizzare ditelo chiaramente – ha preso la parola Laura Bordoli, Ncd –, e finiamo tutto in 5 minuti, se no bisognerebbe parlare di progettualità e indirizzo politico».

Un ordine del giorno, proposto da Marco Butti, Gruppo misto, perché venga discusso nelle Commissioni competenti l’indirizzo da dare ai futuri consiglieri in rappresentanza di Palazzo Cernezzi è quindi passato all’unanimità, mentre la delibera ha visto il favore di 20 consiglieri, maggioranza, Per Como, e Bordoli, con 6 astenuti. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

3 milioni di ristorni per Como

FRONTALIERI ALTRIPalazzo Cernezzi riceverà, per la prima volta, i ristorni dei frontalieri.

 

L’aveva chiesto il consigliere comunale della lista civica di opposizione Per Como Mario Molteni, «Quanti sono i frontalieri residenti del nostro comune? Il Comune di Como incassa i famosi ristorni dalla svizzera? A quanto ammonta tale cifra?», all’inizio di settembre non riuscendo ad avere una risposta certa. Ma la macchina comunale deve essere partita data anche la necessità stringente di trovare fondi dato che i ristorni, che spettano ai Comuni di frontiera con un numero di lavoratori frontalieri pari o superiore al 4% della popolazione residente, fanno gola a Palazzo Cernezzi per sostenere il proprio Bilancio.

«Visto l’aumento del numero dei frontalieri residenti a Como, stiamo verificando e siamo in attesa di una risposta dal Ministero (dell’Economia e delle Finanze, ndr) perché c’è la possibilità che per la prima volta possano arrivare anche a Como i ristorni dei frontalieri» ha dichiarato il sindaco Mario Lucini.

E gli uffici hanno recuperato i dati e avuto un parere positivo da Roma: «Per la prima volta, nel 2012, il numero dei cittadini che lavorano in Svizzera ha superato la soglia del 4% e con 3.506 frontalieri il Comune di Como si è garantito il diritto di accedere ai ristorni e di incassare 3 milioni e 200mila euro (per l’esattezza 3.211.414,82). L’importo è determinato dal Ministero dell’economia e delle finanze in applicazione dei criteri di ripartizione, moltiplicando la quota pro-capite di 915,9768 euro per il numero dei frontalieri risultati residenti a Como alla data del 31 agosto 2012, ossia 3.506».

«Così come previsto dalla normativa i ristorni potranno essere impiegati per i seguenti interventi – spiega l’Amministrazione –: viabilità, trasporti pubblici, opere sistemazione agraria, forestale e bonifica connesse alla viabilità, edilizia scolastica, edilizia residenziale pubblica, edilizia ospedaliera assistenziale, edilizia pubblica, strutture sportive e ricreative, acquedotti, fognature ed altre opere igieniche, servizi relativi ad opere realizzate con precedenti erogazioni (max 30%)».

«Questi soldi ora devono essere spesi per la manutenzione ordinaria – ha chiesto Molteni – asfalti, impianti sportivi, scuole, dissesti idrogeologici, che non pensino di spenderli in orchidee o altri amenicoli vari, il passato insegna, tutto per i quartieri disastrati».

«Incasseremo tre milioni di euro – spiega l’assessore al Bilancio del Comune di Como Paolo Frisoni –. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ce lo ha confermato. Per noi si tratta di un’ottima notizia, tanto più che è possibile che anche per il 2013 la percentuale dei frontalieri residenti a Como abbia superato la quota del 4% e che quindi anche l’anno prossimo beneficeremo dei ristorni».

Una boccata d’ossigeno quindi per le casse comunali che vedono ora approdare in aula l’assestamento di Bilancio: «I ristorni ci consentono di mantenere le uscite vicine a quelle previste e riusciamo a compensare gli introiti più contenuti derivanti dal piano delle alienazioni – spiega Frisoni –. I ristorni, del resto, coprono servizi e interventi che sono sempre stati erogati dal Comune di Como e finanziati con mezzi di bilancio». [md, ecoinformazioni]

Molte mozioni

8 COMOCOMUNEPalazzo Cernezzi affronta molte proposte delle minoranze e inizia a discutere di Villa Olmo.

 

Preliminari

Al Consiglio comunale di Como di giovedì 30 ottobre Luigi Nessi, Paco-Sel, è tornato a parlare dei camper a Muggiò prendendo posizione a favore di chi non avendo una casa vive in roulotte, ha ricordato la resistenza di Kobane alle truppe dell’Isis, l’uccisione di Reyhaneh Jabbari e citato Nichi Vendola sulle cariche della polizia contro gli operai di Terni. Un tema ripreso anche da Giampiero Ajani, Lega, per cui si è di fronte a «un Governo di destra incapace di governare». Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha invece aspramente contestato i dati diffusi dal Comune sul traffico in città: «Semplicemente a Como arriva meno gente, avete aumentato le tariffe dei posteggi e si incassa uguale».

 

No Ogm

Iniziata la seduta Luca Ceruti, M5s, ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno, bocciata dalla maggioranza, per discutere la mozione sulla trasparenza per la gestione dei fondi Cariplo per la risistemazione di Villa Olmo. Il consigliere pentastellato ha quindi presentato una prima mozione contro l’utilizzo di Ogm sul territorio comunale (la mozione). «Dato il principio di precauzione è in parte accoglibile» ha dichiarato il capogruppo del Pd Andrea Luppi, ma il sindaco Mario Lucini ha chiuso ogni possibilità per la proposta dichiarando, in maniera quanto meno irrituale, che fossa stata approvata dall’aula «non ci sentiamo di prenderci l’impegno di osservarla, dato che non ne condividiamo il contenuto, essendo un provvedimento draconiano che finisce di essere controproducente». La contrarietà maggiore del primo cittadino era sul divieto di utilizzare prodotti Ogm per il rifornimento delle mense scolastiche, «non così stringente» per Ceruti, ma la proposta, salva qualche astensione, è stata poi bocciata dalla maggioranza.

 

Interrogazioni

Rapinese, dopo aver ritirato una interrogazione ne ha presentata un’altra sulla viabilità all’incrocio fra via della Bastiglia e via Varese, una domanda già fatta in diverse preliminari, «perché è diventata una priorità, mentre fino all’anno scorso non lo era?», non avendo ritenuto soddisfacente la risposto dell’assessora Daniela Gerosa.

 

Migliorare la viabilità

Tutti d’accordo sulla proposta di Ajani «per la risoluzione ed il miglioramento delle condizioni di sicurezza veicolare e pedonale degli incroci tra le vie Oltrecolle, Quadrio e Palazzetto in località Muggiò», «abbiamo raccolto 106 firme a favore» ha ricordato il proponente.

 

Dote scuola, ambiente alpino

Ceruti ha quindi presentato una mozione sui dote scuola regionali che chiede a sindaco e Giunta «di attivarsi per avanzare formale richiesta alla Giunta della Regione Lombardia, nonché al Consiglio regionale, una correzione della normativa risultando, il provvedimento, pregiudizievole e discriminante per gli studenti delle scuole statali residenti nel nostro comune» (la mozione). Una proposta condivisa dalla maggioranza tranne che per la parte che avrebbe voluto far attivare il Comune per il sostegno per eventuali ricorsi al Tar, contrari Ncd, Fi e Gruppo misto, «è una presa di posizione politica, come ha ricordato il proponente, contro la Regione» ha affermato Anna Veronelli, Fi . Il consigliere pentastellato ha poi proposto all’aula una mozione, approvata, per la Tutela dell’ambiente alpino (la mozione), contro la possibilità di svolgere manifestazioni con mezzi a motore.

Villa Olmo

Il consigliere a quindi presentato un’ultima mozione per sulla Trasparenza nella gestione dei fondi per la riqualificazione di Villa Olmo (la mozione) «perché non diventi una nuova Ticosa o Trevitex» ha detto Ceruti.

Una proposta non condivisa dalla maggioranza soprattutto per la costituzione di una nuova commissione ad hoc, «non so se si può fare» ha detto il presidente Legnani, «non riesco a capire di cosa si tratti – ha aggiunto il sindaco – no penso sia immaginabile una commissione esterna». Il sindaco ha ricordato quindi le tempistiche e la complessità degli interventi all’interno di un bando europeo.

«L’orto botanico sarà bellissimo, ma come lo manterremo? Da mesi cerco di avere accesso agli atti che non mi vengono consegnati. Verrà introdotto un biglietto?» è intervenuto Mario Molteni, Per Como, durante il dibattito che si è protratto fino alla mezzanotte e proseguirà nella prossima seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Sì agli incentivi

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi approva la proposta di Ajani per l’introduzione permanente di un incentivo per le migliorie energetiche.

 

Preliminari

Molte le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 27 ottobre, Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la manifestazione a Roma del 25 ottobre, sull’assegnazione degli Abbondini intervenuto Raffaele Grieco, Pd, che ha annunciato una mozione, per l’introduzione di «regole pi stringenti» dato che per ora «sono stati assegnati più per equilibri politici e vicinanza amicale». Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto di ripensare le tariffe dell’autosilo di via Auguadri, agevolate per i residenti della Città murata, ma non per chi risiede poco distante in via Milano o viale Lecco. Di Parolario hanno parlato Giampiero Ajani, Lega, «spero non debba andare via dalla città», e Luca Ceruti, M5s, che ha proposto l’utilizzo di Villa Geno. Il consigliere penta stellato ha poi ricordato il problema del ripensamento della viabilità in viale Giulio Cesare, che eliminando i posteggi non regolamentari prima di via Leoni ha messo in difficoltà la pasticceria Vago di cui una decina di dipendenti si sono presentati in aula, per parlare con l’Amministrazione, per paura di perdere il posto di lavoro.

 

Detrazioni fiscali per il risparmio energetico

Insediatasi l’assemblea Ajani ha presentato una mozione per l’introduzione permanente delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico, una proposta che, modificata nella parte delle percentuali, è passata all’unanimità, salvo un’astensione.

 

Bagni pubblici

Ceruti ha quindi provato a invertire l’ordine del giorno chiedendo di parlare della mozione che ha presentato sulla trasparenza nella gestione dei fondi Cariplo per la ristrutturazione di Villa Olmo e del parco. Ma solo tre consiglieri di maggioranza hanno approvato la proposta che quindi è stata bocciata. «Ci si lamenta delle “mozioncine” e quando si chiede di discutere di Villa Olmo…» ha detto il consigliere del Movimento 5 stelle, «la maggioranza non è interessata a parlare di Villa Olmo, ma dei bagni pubblici!» ha aggiunto Laura Bordoli, Ncd.

Si è discusso così della proposta di introduzione di bagni pubblici in città, con anche zone per l’allattamento e fasciatoii per i bambini, una proposta passata con anche l’appoggio di parte della maggioranza (molti si sono astenuti e altri hanno votato contro), con le precisazioni del sindaco Mario Lucini: «abbiamo rifatto i bagni in via Vittorio Emanuele, del sottopasso di piazza Vittoria, di Villa Olmo e in settimana apriremmo quelli di piazza Matteotti, e ho qualche perplessità di creare spazi per l’allattamento nei bagni pubblici».

Un’altra proposta di Ceruti per l’introduzione di bagni chimici nei dintorni di piazza del Duomo è stata invece bocciata da praticamente tutta l’aula.

 

Viabilità via Varesina

Stessa sorte per la mozione di Alessandro Rapinese, Adesso Como, per l’eliminazione della corsia dei bus in via Varesina, dopo l’incidente mortale all’incrocio con via Bastiglia. «Cosa cambia se togliamo la corsia preferenziale e rimangono due corsie per le auto? – ha chiesto il sindaco – La pericolosità c’è se non si rispetta il codice della strada, è stato pure cambiato il senso di marcia in via della Bastiglia».

 

Acqua pubblica

Ceruti ha chiesto poi cosa è stato fatto della mozione, approvata, per l’introduzione delle casette dell’acqua, con una interrogazione portata in aula data la mancanza di una risposta. «È vero non ho risposto – ha ammesso l’assessore competente Bruno Magatti, che ha riconosciuto anche la lentezza nell’applicazione – chiuderemo la settimana prossima e poi faremo i capitolato per la gara». Le casette saranno posizionate in piazzale Anna Frank a Ponte Chiasso, ad Albate in via S. Antonino, in piazza duca D’Aosta, in via Ennodio a Rebbio e al posteggio del Pulesin a Villa Olmo.

 

Stalking

Francesco Scopelliti ha presentato una mozione per attivare il Comune nella ricerca di fondi regionali per interventi a sostegno delle associazioni che combattono lo stalking, una proposta appoggiata anche dalla maggioranza. che è stata quindi approvata dall’aula, anche se contrariata, per voce di Andrée Cesareo, dalla presentazione dell’esponente del nuovo centro destra.

 

Interrogazioni

Prima della chiusura dei lavori Rapinese ha presentato infine due interrogazioni per cui non si è ritenuto soddisfatto delle risposte degli assessori competenti. La prima sui camper in via Sportivi comaschi l’ultima sul suo mancato ricevimento della bolletta per la Tares. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Vigile di quartiere, traffico zero

COMO COMUNEComo dice sì, la maggioranza a Palazzo Cernezzi appoggia le mozioni del’opposizone.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 20 ottobre Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ripreso l’accenno e ribadito la propria contrarietà all’accordo di libero scambio fra Stati uniti e Unione europea che rischia di rivelarsi «un attacco ai servizi sociali, con l’omologazione a quelli statunitensi e la perdita di garanzie ora esistenti nell’Unione europea», mente Mario Forlano, Como civica, ha ricordato la partecipazione alla Marcia della Pace. Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto di sollecitare Enel per poter terminare i lavori in via San Giacomo a Sagnino e riportato i dati sull’affluenza alla mostra di Villa Olmo: «In picchiata dal 7 di settembre quando avrebbe dovuto salire data l’affluenza delle scuole». Sulla trasparenza è invece intervenuta Eva Cariboni, Amo la mia città, per quanto riguarda «il bando sprint per gli eventi natalizi», dichiarando di non avere intento polemico la consigliera della lista civica ha chiesto retoricamente se i poteva fare meglio.

 

Vigile di quartiere

Insediata l’Assemblea è quindi ripresa la discussione sulla mozione delle opposizioni per la introduzione del vigile di quartiere presentata da Mario Molteni, Per Como. Quasi tutti d’accordo da maggioranza a opposizione. Solo Luigi Nessi ha fatto dei distinguo sulla concezione di sicurezza, ricordanza l’importanza di quella sociale, Italo Nessi, Como civica, ha invece chiesto di non illudere i cittadini, non essendoci abbastanza personale e un contesto atto a supportare effettivamente la cittadinanza, un problema quello della mancanza di personale ribadito anche dall’altro consigliere di Paco-Sel Vincenzo Sapere. Possibilista il capogruppo del Pd Andrea Luppi che ha proposto di provare qualche intervento solo in qualche quartiere, mentre il neo assessore Paolo Frisoni, competente anche per il Bilancio, ha ricordato le ristrettezze economiche dell’Amministrazione e la mancanza di personale «qualche anno fa i vigili erano 120 ora sono circa 80», ma prospettato la possibilità di aumentare le pattuglie notturne; ora nel capoluogo da mezzanotte alle 6 del mattino non è attiva nessuna presenza di polizia locale. Molteni nella replica ha ricordato l’aumento dei furti in appartamento e auspicato la tolleranza zero contro i writers. Al voto maggioranza, salvo qualche astensione, e opposizione hanno votato a favore della proposta, contraria solo la maggioranza di Como civica (Forlano, Selis, Tettamanti, Soldarini) e Sapere.

 

Traffico zero

Luca Ceruti, M5s, ha poi presentato una mozione dal titolo Obiettivo traffico zero per il miglioramento della qualità della vita cittadina (il volantino per la raccolta firme collegata alla mozione). Una proposta che nonostante alcune riserve iniziali della maggioranza, che per bocca di Andrée Cesareo, Pd, e dell’assessora Daniela Gerosa ha ribadito le iniziative proposte per arrivare a questo obiettivo, dalla chiusura mattutina di via Milano Alta, al tentativo di Park & Ride con il coinvolgimento di aziende cittadine (e sottolineato un errore nella mozione, il calo della qualità della vita è riferito alla provincia e non alla città di Como) è stata approvata a larga maggioranza, con solo 4 voti contrari della maggioranza e qualche astensione. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Como aderisce a Como acqua servizi Srl

3 COMO COMUNEIl Consiglio comunale approva l’adesione alla società per la gestione del servizio idrico integrato.

 

Como acqua servizi

Nessuna preliminare al Consiglio comunale di Como di giovedì 17 ottobre la discussione è ripresa sull’adesione a Como acqua servizi Srl, la società che gestirà l’ambito territoriale ottimale della provincia di Como per i servizi idrici integrati di proprietà pubblica.

Il sindaco aveva già presentato la proposta di delibera e i consiglieri hanno chiesto qualche chiarimento. Ai consiglieri della Lega il sindaco Mario Lucini ha risposto che gli investimenti della nuova società in costituzione saranno finanziati con le tariffe, che potranno anche subire un aumento, mentre uno dei problemi della nuova società sarà dato dalla gestione degli impianti, non tanto per quegli enti, come per il Comune di Como, proprietari degli stessi che ne daranno la gestione in comodato d’uso, ma per quelli di proprietà mista pubblico, privato, dove in via di principio il pubblico dovrebbe riscattare la parte privata, «ma gli enti locali non hanno a breve le disponibilità necessarie», per cui sono in corso ragionamenti su possibili convenzioni a breve e lungo termine.

Dalle opposizioni si è chiesto conto della mancata adesione alla società sin dalla sua costituzione, «avremmo potuto entrare 6 mesi fa ed essere nel Cda» ha detto Laura Bordoli, Ncd, seguita da Ada Mantovani, Adesso Como, e il primo cittadino ha risposto che, date le modifiche che si sarebbero dovute apportare allo statuto societario avrebbe dovuto avere un mandato pieno dal Consiglio per aderire e poi attuare le modiche: «Una facoltà che non sarebbe stata bene accetta a buona parte dei consiglieri».

«L’adesione alla società – a cui hanno già aderito 50 comuni della Provincia di Como – consentirà al Comune di conseguire obiettivi di qualità ambientale e un miglioramento della fornitura all’utenza, di garantire una gestione priva di fini di lucro e la progressiva attuazione del Piano d’ambito previsto dalla normativa per la gestione del servizio idrico integrato – spiega Palazzo Cernezzi –. Per l’ingresso nella società, il Comune verserà una quota capitale e una quota riserva che in totale ammonta a 10mila 344,33 euro».

«Non stiamo facendo una scelta di parte, c’è stato il referendum e la scelta della Provincia, all’unanimità, per la gestione sul nostro territorio con una società a capitale completamente pubblico che copra il costo del servizio con le tariffe», il sindaco ha cercato di convincere le minoranze, che però al voto si sono astenute, salvo Bordoli a favore con la maggioranza.

«Con l’adesione alla società, abbiamo fatto un passo avanti verso la gestione unica del Servizio Idrico Integrato per i prossimi 20 anni – dichiara

Lucini in una nota –. Ora dobbiamo completare il cammino con l’approvazione del Piano d’Ambito. Conseguentemente l’Ato (Ufficio d’ambito della Provincia) potrà affidare la gestione del servizio alla Como Acqua srl. È chiaro che ogni passaggio va affrontato con la massima prudenza e perizia e con la condivisione del territorio».

 

Como nuoto

Alessandro Rapiense ha quindi presentato una per il riconoscimento di un contributo in favore della Como nuoto, una proposta che non ha convito la stragrande maggioranza dell’Assemblea, maggioranza e opposizione, che ha riconosciuto i meriti dell’associazione sportiva comasca, ma non ha voluto dare un contributo specifico al di fuori dei normali canali utilizzati dal’ente per sostenere l’attività sportiva in città. Al voto, contraria la maggioranza, astenute le minoranze, Adesso Como si è trovata sola a sostenere la mozione con Per Como e il consigliere leghista Giampiero Ajani.

 

Vigile di quartiere

Mario Molteni, Per Como, ha invece presentato una mozione di opposizione dal titolo Sicurezza cittadina ed istituzione del vigile di quartiere. Il consigliere ha ripercorso la genesi della proposta, nata come delibera, poi mutata in mozione per cui sono state raccolte 500 firme in città, per cui era stata chiesta l’urgenza, «ma arrivata in aula con 10 mesi di ritardo, data l’insensibilità del presidente che no ha colto il senso di insicurezza in città», ha attaccato.

Non c’è il personale per farlo è stato l’intervento di Vincenzo Sapere, Paco-Sel, che ha sciorinato i numeri e le mandioni del personale del corpo di polizia locale che dovrebbe effettuare il servizio: «Chi non vuole i vigili di quartiere? Noi non abbiamo i vigili che possono intervenire in un incidente di notte». Dopo gli interventi di Marco Butti, Gruppo misto, che ha rilevato l’assenza dell’assessore competente dall’aula, e di Enrico Cenetiempo, Ncd, entrambi a favore, la seduta è stata aggiornata data l’ora. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Anche Como per la Zes

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi approva la mozione Butti per l’istituzione di una Zona economica speciale sulla fascia di confine.  [Sulla questione rimpasto e interventi sulle dimmissioni Gisella Introzzi vai all’articolo Amo la mia città libera]

 

Preliminari

Vari gli argomenti nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 13 ottobre, mentre Marco Butti, Gruppo misto, ha ricordato la bassa affluenza alla mostra di Villa Olmo, «avevate detto che sarebbero saliti gli ingressi con le scolaresche, ma non è avvenuto», Luca Ceruti, M5s, è intervenuto sulle elezioni provinciali, «è stato tutto un pasticcio se dobbiamo ricorrere al Tar per sapere come sono andate», e Ada Mantovani, Adesso Como, ha chiesto regole più dettagliate per la concessione dei patrocini comunali dopo quelli concessi a corsi di chitarra a pagamento e per la mostra su Pasolini al Broletto con biglietto di ingresso. Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha annunciato le sue proposte di candidatura per l’Abbondino: QuiComo, l’associazione Per Como più pulita e Comense scherma, e annunciato una interrogazione sulla posa del nuovo monumento a Volta sulla diga foranea, chiedendo dall’altezza del monumento rifiutato dall’ex sindaco Spallino proprio sulla diga, al posizionamento del faro d’ingrasso al porto.

 

Acqua

A cavallo fra preliminari e inizio dell’assemblea si sono esplicitati i nuovi rapporti fra le forze che compongono la maggioranza che sostiene il sindaco Mario Lucini dopo il rimpasto in Giunta, presentato dallo stesso primo cittadino, con l’annuncio all’aula del’insediamento dei due nuovi assessori. Amo la mia città ha preso le distanze e si è sciolta dai vincoli più stretti con la compagine che guida Palazzo Cernezzi ritenendosi ora libera, al di fuori del programma di mandato, di fare scelte in autonomia. Lucini ha quindi presentato la delibera per la partecipazione del Comune di Como a Como Acqua s.r.l. la nuova società per la gestione del servizio idrico integrato, per cui Palazzo Cernezzi ha già contribuito con un po’ più di 10mila euro di capitale sociale e che vedrà un futuro aumento di capitale con l’inizio del’anno prossimo. La proposta però, dopo la presentazione, non è stata affrontata dall’assemblea date le lamentele del consigliere leghista Diego Peverelli: «Non è a prima volta, non ho ricevuto i documenti!» I capigruppo hanno così deciso di rinviare tutto alla seduta di giovedì 16 ottobre.

 

Mozioni

Si è quindi passati alla discussione delle mozioni. La prima di Rapinese su uno dei temi a lui cari da anni la chiusura dell’autosilo Valmulini. Il rappresentante di Adesso Como, ricordando i bassissimi incassi, proponeva il trasferimento di tutte le convenzioni per posteggi in auto nella struttura vicina al Fiume Aperto, e, se neanche questo riuscisse a rivitalizzare l’autosilo, la chiusura. Contraria la maggioranza. Il sindaco ha ricordato di avere avuto un incontro in Regione per sollecitare la partenza della cittadella sanitaria e ricordato che l’ultimo piano serve per i mezzi sequestrati, mentre tra gli altri Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha ricordato il costo di costruzione della struttura. Ceruti si è lamentato invece della mancata sistemazione del passaggio ciclopedonale con piazzale Monte Santo. La proposta è stata quindi bocciata dalla maggioranza (la mozione). Non è passata neppure la mozione, sempre di Rapinese, per la pubblicazione mensile sul sito del Comune delle fatture passive dell’ente dìimporto superiore a 500euro. L’assessore Lorenzo Spallino ha ricordato che l’Amministrazione pubblica già quelle superiori a 1.000 euro e che gli appalti sono tutti on-line, e che si è ancora in una fase di transizione verso la fatturazione elettronica, che dovrebbe entrare in vigore con l’inizio dell’anno prossimo (la mozione). Bocciata anche l’ultima proposta del capogruppo di Adesso Como per l’eliminazione delle medaglie d’oro consegnate al conferimento dell’Abbondino da sostituirsi con stampe per risparmiare sui costi «si spendono 4.356 euro per le targhe d’oro e l’incisione di S. Abbondio» ha ricordato Rapinese (la mozione).

 

Zona economica speciale

Approvata invece la proposta di Butti, dopo il referendum del febbraio scorso in Svizzera contro i frontalieri, per la richiesta di istituzione di una Zona economica speciale nella zona di confine, come proposto anche dalla Regione, comprendente anche il Comune di Como. Nella prima stesura della mozione il documento parlava di Zona franca e Lucini, a titolo personale, si è detto contrario, il proponente ha emendato in Zona economica speciale lo scritto, comunque utopistica per il primo cittadino, e la maggioranza, dopo un consulto, si è espressa a favore, salvo qualche astensione (la mozione). [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Amo la mia città libera/ La dichiarazione di Eva Cariboni



consiglio13ottobremodNel primo Consiglio comunale di Como dopo l’inserimento in giunta di Frisoni e Marelli e la decurtazione delle deleghe a Iantorno e Introzzi che si è dimessa, Eva Cariboni, Amo la mia città, : «Ci sentiamo liberi di decidere di volta in volta la nostra posizione» [leggi la dichiarazione]. Critiche di Paco-Sel alla gestione del rimpasto e solidarietà a Gisella Introzzi.

 

Dopo la nuova composizione della Giunta a Palazzo Cernezzi decisa dal sindaco Mario Lucini la lista civica che si è presentata nella coalizione che ha vinto le elezioni, Amo la mia città, si smarca dalla maggioranza.

Già nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 13 ottobre Ada Mantovani, Adesso Como, ha ringraziato per il lavoro svolto l’assessora dimissionaria di Amo la mia città Gisella Introzzi, mentre Luca Ceruti, M5s, ha attaccato: «Sono uscite due donne e sono entrati un uomo e una donna, ma allora tutta questa attesa per rispettare la differenza di genere in Giunta in realtà non era un problema». Piena anche da Paco-Sel la solidarietà a Introzzi e ferma la presa di distanza anche sui modi con i quali è stato gestito il rimpasto espressa dal capogruppo Luigi Nessi.

La rappresentante della lista civica, Eva Cariboni, ha preso la parola [leggi la dichiarazione] per definire la posizione della lista nei confronti della maggioranza. Ha ricordato la difesa dell’assessora dimissionaria dagli attacchi negli ultimi mesi e rilevato che il «depotenziamento delle deleghe è una sfiducia nei nostri confronti», così come ha scritto l’interessata in una lettera aperta. Una sfiducia che è arrivata attraverso un «metodo non crediamo rispettoso per degli alleati». Di qui la sensazione che «la nostra presenza in maggioranza non più ritenuta importante» e la decisione, su temi specifici al di là di quello che era il programma elettorale, di sentirsi «liberi di decidere di volta in volta la nostra posizione».

Amo la mia città si è presentata in aula con alcuni sostenitori tra i quali l’ex consigliere Marco Servettini e l’ex assessora Introzzi in un clima comunque sereno, con tanto di saluti da parte di consiglieri e assessori di maggioranza e dello stesso sindaco che si è detto rammaricato delle dimissioni e ha ribadito che non c’è nessuna relazione fra il passaggio di deleghe e la lettera, «assolutamente non condivisibile», delle organizzazioni sindacali contro l’ex assessora al Personale. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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