Consiglio provinciale

Salvare la scuola in Provincia

Renato Tettamanti (Prc), Rosangela Arrighi (Pd) e Cornelia Borsoi (Lista Territoriale) con una mozione urgente sulla scuola presentata da lunedì 20 ottobre in Consiglio provinciale chiedono che l’Amministrazione provinciale si impegni per limitare i danni ed affrontare i disastri determinati dalla politica del governo sulla scuola.

I capigruppo hanno assicurato che verrà discussa entro metà novembre e l’assessore  si è impegnato a monitorare la ricaduta sul nostro territorio di un’eventuale approvazione dei decreti Gelmini-Brunetta-Tremonti.  Il testo della mozione.

«Il consiglio provinciale premesso che:
i recenti provvedimenti legislativi in materia di istruzione scolastica (art. 64 del D.L n.112/08 convertito dalla legge 6 agosto 2008; disegno di legge di conversione del D.L. n.137/08, con particolare riferimento ai contenuti  dell’art. 4; lo schema  di Piano Programmatico del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, di cui al citato art.64 D.L n.112/08) stanno suscitando proteste e  prese di posizioni da parte di diversi soggetti istituzionali e non, ivi comprese Upi, Anci e conferenza della Regioni;
in particolare per quel riguarda questa Ammistrazione per il vulnus all’autonomia delle Istituzioni Locali, costituito dai vincoli alle operazioni di dimensionamento degli istituti e di razionalizzazione della rete scolastica, già  impliciti  nella manovra finanziaria e nelle indicazioni del piano programmatico;  vincoli che, di fatto, impediscono  la redazione di un piano che tenga conto delle reali esigenze dei territori amministrati, fino al rischio della soppressione delle autonomie scolastiche, faticosamente fin qui garantite nelle situazioni di maggior isolamento o nelle zone a rischio di disagio; vincoli  che possono incidere  anche sulle politiche per l’istruzione degli adulti;
la frettolosità di provvedimenti, che secondo gli obiettivi esplicitati nel piano programmatico, intendono intervenire,  prima delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, sul dimensionamento degli istituti e sulla  ridefinizione dei piani degli indirizzi di studio superiore, ovvero sul segmento del sistema di istruzione a maggior rischio di abbandono e più direttamente collegato ad una scelta che,  in molti casi, determina non solo il successo formativo degli studenti, ma anche il loro futuro percorso di vita;
la riduzione del tempo scuola, soprattutto nella scuola primaria, che  comporterà una  crescita qualitativa e quantitativa  della domanda di servizi alle famiglie, il cui onere,  anche solo organizzativo,  è destinato a ricadere sugli Enti Locali, impattando sulle politiche  sociali; misure   che rischiano di  determinare opportunità diseguali e diverse in ragione della storia e delle caratteristiche economiche e orografiche dei diversi territori, trasformando la ricchezza del tempo scuola destinato alle  attività integrative ed extracurriculari nella povertà del tempo di assistenza e di intrattenimento;
l’innalzamento del rapporto studenti docenti, anche in termini di ricadute organizzative e strutturali, ed il taglio netto dell’orario di  sostegno che interviene ad annullare ogni condizione per una reale integrazione  degli studenti disabili, tanto  dal punto di vista della didattica  quanto in termini di servizi;
le ricadute negative per le scuole e gli Istituti del nostro territorio (rischi chiusura) che dai dati forniti dall’Assessore regionale all’Istruzione risultano interessare diverse sedi e istituti della scuola dell’obbligo e superiore in almeno 15 comuni della Provincia di Como;
Tutto ciò premesso il consiglio provinciale impegna la giunta a:
sostenere le iniziative di già intraprese dai diversi organi istituzionali (Upi, Anci, Conferenza delle Regioni);
convocare rapidamente da parte dell’assessore competente un incontro con i comuni del territorio a rischio chiusura di sedi scolastiche e con i diversi soggetti del mondo della scuola, al fine di predisporre rapidamente iniziative e proposte secondo le indicazioni contenente nelle premessa della presente mozione;
riferire al consiglio provinciale gli sviluppi dell’intera vicenda prevedendo a riguardo una seduta ad hoc dello stesso».

Il Consiglio provinciale di Como del 29 settembre

I progetti di grandi opere della Provincia e la presentazione della verifica del bilancio preventivo nel Consiglio provinciale di lunedì 29 settembre. Il tutto mentre Forza Italia difende l’aumento delle tasse.

Il consiglio provinciale di lunedì 29 settembre è stato aperto dalle comunicazioni dell’assessore alla viabilità e ai lavori pubblici Pietro Cinquesanti su una serie di accordi di programma stipulati tra la Provincia e i Comuni interessati per la realizzazione di nuove varianti stradali.
La prima in ordine cronologico riguarda la variante di Parravicino e interessa i Comuni di Albavilla e Erba. Il progetto preliminare risale al 2001, ma si era arenato perché la vecchia amministrazione di Erba non aveva approvato la variante urbanistica. Ora che le elezioni del 2007 hanno cambiato il colore politico erbese l’accordo è stato riproposto e sembra che la nuova strada, dal costo di 2 milioni e 314 mila euro, possa venire alla luce. Ma non sarà tutto così facile. Il consigliere Renato Tettamanti (Prc) ha infatti riportato le osservazioni fatte al progetto da un privato, fondamentalmente due: il costo previsto è sottostimato perché la perizia è datata, in più la nuova strada entrerebbe in contrasto con il Ptcp, approvato solo due anni fa dall’amministrazione Carioni. Cinquesanti ha fatto sapere che il progetto definitivo dovrà essere riapprovato dal Consiglio provinciale e in quella fase si rivaluteranno i costi dell’opera e si proporrà una variabile urbanistica al Ptcp.
Altre perplessità sono stata espresse sempre da Tettamanti sul progetto di variante di Pusiano. «La valutazione di impatto ambientale ha dato esito positivo – ha chiesto l’esponente comunista – ma trattandosi di un territorio di grande pregio, possiamo liquidare così facilmente le critiche delle associazioni ambientaliste contrarie all’opera?».
«La progettazione esecutiva dell’opera sarà demandata all’impresa, ma in ogni caso terremo un incontro pubblico dove risponderemo a tutte le osservazioni sull’opera, che è interamente finanziata da Regione Lombardia» ha risposto Cinquesanti.
Nulla da eccepire invece per la variante a Casnate con Bernate, pronta nel 2013,con una spesa complessiva di 5 milioni e 200 mila euro, e per quella di Cadorago, che verrà consegnata nel 2012 per la cifra 6 milioni di euro.
L’ultima opera pubblica annunciata dall’assessore riguarda invece il Museo della seta: 2 milioni e 300 mila euro saranno spesi per aprire un nuovo ingresso al museo, ampliare la superficie espositiva e collegare il museo alla futura piazza situata tra Setificio e Università.
Secondo tema della seduta è stata la relazione finanziaria, ad opera dell’assessore al bilancio Patrizi Tambini, sulla verifica degli equilibri di bilancio 2008.
Per il capitolo delle entrate l’ex capogruppo forzista ha sottolineato il ritardo nel pagamento dell’imposta sulle assicurazioni che avviene tramite apposite agenzie. Il gettito sarebbe anche in calo del 2 per cento rispetto allo scorso anno.
In flessione anche l’Ipt (tassa che ogni autoveicolo paga per registrarsi al Pra) di circa 8 punti percentuali. L’assessore ha individuato nella contrazione del mercato automobilistico la principale causa dei mancati introiti che, secondo stime, si potrebbero attestare tra gli 1,3 e 1,7 milioni a fine anno.
A “pareggiare i conti” arriva in soccorso dell’amministrazione provinciale l’addizionale sul consumo dell’energia elettrica, in crescita di circa un milione a causa del contributo ministeriale per le province confinanti con la Svizzera e della sottostima («prudenziale» secondo l’assessore) dei consumi. Il risultato è di tenuta complessiva per i tributi di Villa Saporiti.
Al capitolo delle spese si registra la realizzazione finanziaria del 75 per cento delle risorse preventivate come spesa corrente, mentre la sezione delle spese a conto capitale si ferma al 34 per cento.
L’intervento dell’assessore ha reso noti anche alcuni punti critici del bilancio corrente: le entrate derivanti dalla partecipazione alla società Serravalle s.p.a. passano da un milione previsti a 320 mila euro perché la società ha preferito effettuare nuovi investimenti piuttosto che distribuire i dividendi. L’assessore ha fatto un appello, non nuovo, al presidente perché riconsideri la partecipazione provinciale alla società.
Confermando i 526 mila euro persi per gli swap, Tambini ha infine comunicato dei 456 mila euro che dovranno tornare nelle casse nazionali entro ottobre a causa della prima finanziaria del governo Berlusconi. Sommati agli 8,8 milioni previsti il «federalismo alla rovescia» presenta un conto di ben 9,3 milioni di euro.
Il primo ad intervenire nel dibattito sul provvedimento è stato Renato Tettamanti, che dopo aver chiesto di presentare lo stato di attuazione dei programmi assieme alla verifica («l’abbiamo sempre fatto in fase di assestamento di bilancio» la risposta di Tambini) ha cercato di sviscerare punto per punto le storture di questo primo rendiconto finanziario: il contratto integrativo per i dipendenti provinciali non è stato ancora formalizzato, il mancato incasso degli oneri del Ministero degli interni («presidente chiami il suo amico Maroni»), le grosse differenze tra importi stanziati, impegnati e liquidati a favore delle scuole pubbliche, il bonus malus per la raccolta differenziata ai Comuni virtuosi scomparso, l’intermezzo delle agenzie per la riscossione dei tributi sulle assicurazioni («chi controlla che arrivino tutti i soldi?») e infine la preoccupazione, espressa ad agosto da Tambini e ora scomparsa, di uscire dal patto di stabilità.
Chiara Braga ha rincarato la dose sottolineando come il bando per la stesura dei Pgt e delle Vas sia andato ad esclusivo appannaggio dei Comuni di Como e Turate (di cui è sindaco Carioni), «mentre Como non ne ha certo bisogno rispetto ad altri». Altri due i temi lanciati dalla parlamentare comasca: lo sviluppo del progetto di Agenda 21 e il Piano triennale del trasporto pubblico locale. In ultimo anche Rosangela Arrighi ha espresso perplessità sull’aumento della spesa per i grandi eventi (più 109 mila euro), sul probabile utilizzo dell’avanzo di bilancio per coprire spese correnti e per la grossa differenza tra stanziato e impegnato.
L’assessore Tambini ha dapprima scaricato alcune delle risposte sui colleghi («ne parleremo in fase di assestamento quando verrà presentato lo stato di attuazione dei programmi»), poi ha difeso la stabilità e la solidità economica ricordando che la Provincia ha ottenuto la migliore valutazione possibile dalle agenzie di rating (come fu per Lehman Brothers e Parmalat prima di fallire), prima di rassicurare il Consiglio sul rispetto, almeno temporaneo, del patto di stabilità.
Ultima nota di colore: un consigliere di Forza Italia, Paolo Frigerio, ha difeso l’aumento delle tasse, «visto che il gettito complessivo non è aumentato, abbiamo fatto bene a farlo, altrimenti ne avremmo risentito sul bilancio». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

 

Il consiglio provinciale di lunedì 22 settembre 2008

Primo giorno in aula per Mascetti come vicepresidente provinciale. Critiche dalla minoranza che svela i “mandanti” della defenestrazione di Cattaneo e denuncia la guerra di potere tra la maggioranza, che invece lascia correre confermando la mancanza di fiducia per l’ex che ha parlato troppo come unica causa.

La preliminare di Renato Tettamanti (Prc) ha aperto il consiglio provinciale di lunedì 22 settembre. L’esponente comunista comasco ha voluto commemorare la scomparsa del professor Marco Riva avvenuta lo scorso 25 agosto, ricordandolo come persona di grandi e diversi interessi, impegnato da sempre in politica (molto attivo nel consiglio della circoscrizione 8) e prorettore dell’università di Slow Food, insomma «un intellettuale organico e di grande senso civile» come definito dallo stesso Tettamanti. All’encomio si è associato anche l’assessore Alessandro Fermi, che lo ha ricordato anche per il suo impegno nel Cfp di Como.
Ma il tema scottante della giornata è stata la presentazione del nuovo vicepresidente Paolo Mascetti, subentrato a Francesco Cattaneo nell’ambito della nota “staffetta” tra i due esponenti di Alleanza Nazionale, scambiatisi di ruolo dopo il defenestramento di Cattaneo da parte di Carioni. Le preliminari di rito hanno visto il presidente elogiare le qualità professionali e politiche di Mascetti, definito «uomo dalla signorilità comportamentale» in evidente contrasto con il compagno di partito, «con cui si era rotto il rapporto di fiducia avendo offeso me e un ministro della repubblica». Mascetti non ha nascosto le difficoltà da lui incontrate nel prendere questa scelta, ma si è dichiarato fiducioso e speranzoso di costruire un rapporto amichevole con tutti i consiglieri.
Di diverso respiro l’intervento del capogruppo Pd Mauro Guerra: «Nulla di personale, tutto di politico – ha esordito l’esponente democratico – Perché ora nelle sue mani ci sono partite scottanti (Servizio idrico integrato, Piano cave e politiche ambientali), questioni su cui la maggioranza a giuda leghista non è mai stata “padrona a casa sua”, dato che ogni decisione era sottesa alla volontà di Milano o Roma. Gli stessi luoghi dove è stata decisa questa staffetta per cui il sindaco di Rovellasca diventa vicesindaco di Como. Occorre ridare dignità alle istituzioni altrimenti genereremo solo disprezzo e il primo modo per farlo è smetterla di trattarle come un affare privato o di partito, logica che giustifica questo scambio. E se questa maggioranza non riesce a governare abbia il coraggio di parlarne in consiglio o di andarsene se non trova un’intesa politica».
Tocca invece a Renato Tettamenti ripercorrere la cronistoria del defenestramento del sindaco di Rovellasca e provare ad individuarne i mandanti: «Pochi giorni dopo la visita di Bossi a Como, Cattaneo vicepresidente, Tambini assessore al bilancio, Cattaneo capogruppo di An e Grassi capogruppo di Fi firmano una nota in cui criticano la gestione della visita del ministro, a cui non furono invitati tutti le forze politche, accusando Carioni di un uso personale delle istituzioni. Le indiscrezioni dicono che tutti tranne Cattaneo chiesero scusa e nel frattempo Minotti, capogruppo della Lega, scrisse a Carioni chiedendo di prendere provvedimenti. Nella lettera di “licenziamento” infine, non si cita nemmeno quella famosa nota firmata dai quattro esponenti. Dobbiamo forse dedurne che è Minotti il vero capo della Provincia?».
Fabio Moltrasio (Pse) ha invece definito la vicenda «un tentativo di ridurre una crisi politica ad affari di calciomercato a campionato iniziato» e ha presentato una mozione di sfiducia, che necessiterà però la firma di 12 consiglieri. Enfatizzando la legittimità del provvedimento di “espulsione” Minotti si è sottratto all’analisi nel merito dell’argomento, ma ha ricordato che «la maggioranza ha una propria linea politica in cui la Lega è adeguatamente rappresentata e se su alcuni provvedimenti come l’approvazione dei piani integrati di recupero ci sono state divisioni è normale su un argomento così grosso». Un’altra esponente della Lega, Claudia Lingeri, si è detta fiera di un presidente «fiero e giusto che non permette offese a se e a Bossi.
E mentre Rita Livio ha definito lo scambio «indegno», tutti i capogruppo della maggioranza hanno testimoniato con interventi la propria fiducia nel presidente Carioni, minimizzando il problema a fatto personale e attaccando un’opposizione che «alimenta la soap opera mediatica».
Il gran finale è stato lasciato ovviamente al presidente Carioni, che dopo aver ribadito la rottura del rapporto di fiducia con Cattaneo, a spiegato che quel giorno in cui bossi venne a Como «ero in buona fede e cercavo di stabilire un rapporto con Roma per le esigenze del territorio come il secondo lotto della tangenziale di Como. Mi sto impegnando, in questa situazione difficile a contattare vari ministri di questo governo (tra cui Tremonti) e prometto che organizzererò meglio le prossime visite ufficiali e che entro quindici giorni riassegnererò la delega al turismo». Mauro Guerra è quindi insorto per quello che ha definito «un finale da Libro cuore» ma il presidente del consiglio gli ha tolto la parola accusandolo di «ripetere le stesse cose» [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di giovedì 18 settembre

Riaprono i lavori del Consiglio provinciale e le opposizioni attaccano sulla gestione degli Swap. È necessario data la perdita già registrata di 800 mila euro cambiare rotta.

Con una mozione urgente i consiglieri Renato Tettamanti, Prc, Mauro Guerra e Cornelia Borsoi, Pd, hanno chiesto al Consiglio provinciale di impegnare la Giunta provinciale comasca a «esplicitare le motivazioni con cui si utilizzò il ricorso agli Swap non con finalità speculativa, ma per copertura da rischi (quali?)», di chiarire se si ritengano «le professionalità presenti nell’ente ancora adeguate alla gestione dell’operazione» e di «avvalersi di una consulenza esterna indipendente dal sistema bancario, per valutare anche l’esistenza di eventuali costi impliciti nelle operazioni non rese trasparenti a suo tempo dalle banche e la possibilità di eventuali azioni legali».
«Sullo stesso argomento, nel marzo 2008, era stata presentata interpellanza dai consiglieri d’opposizione a cui era seguita una risposta-discussione in sede di bilancio consuntivo 2007 non soddisfacente» dichiarano i firmatari che ricordano anche che «l’utilizzazione dei derivati finanziari da parte degli Enti locali era consentita solo in relazione alla gestione delle effettive passività con finalità di copertura dei rischi e non con finalità speculative» tanto più che queste operazioni speculative hanno comportato «per l’anno in corso una perdita di circa 800 mila euro».

Il consiglio provinciale di martedì 1 luglio 2008

Meno investimenti di quelli previsti e un avanzo d’amministrazione da dividere tra Swap, finanziamento di impegni di spesa e incertezze sulla Serravalle s.p.a. Il bilancio consultivo 2007 viene approvato nel consiglio di martedì 1 luglio, riaprendo le polemiche sui rimborsi della giunta.

L’approvazione del bilancio consultivo 2007 è stata per il consiglio provinciale di martedì 1 luglio l’occasione per un ampia riflessione – sull’onda delle denunce svolte dalla stampa locale – sui costi di funzionamento dell’ente comasco e sulle prospettive future.
Ha aperto la discussione l’assessore al bilancio Patrizio Tambini che ha sottolineato il buon risultato finanziario dello scorso anno, che fa registrare un avanzo di oltre sette milioni di euro. «Purtroppo quasi cinque milioni di questi sono però fondi vincolati, soldi ricevuti da amministrazioni superiori per progetti specifici – ha continuato l’assessore – e poco meno di un milione sono fondi per il finanziamento di spese in conto capitale. Ne rimangono quindi un milione e 700 mila. Ribadendo la volontà di utilizzare questi fondi per spese in conto capitale come prevede la legge, ci sono però almeno due problemi: il primo riguarda i famosi Swap, che potrebbero portare a costi aggiuntivi non previsti perché ancora non documentati, per cui accantoneremo nel fondo di riserva circa 550 mila euro. D’altra parte non è ancora chiara la situazione di Serravalle s.p.a. che forse non distribuirà i dividendi tra gli azionisti».
Gli ha fatto eco una vera e propria bordata di numeri di Mauro Guerra (Pd): «La somma delle spese correnti e dei rimborsi prestiti è superiore alle entrate correnti di 4 milioni e 110 mila euro, così dobbiamo applicare l’avanzo per spese correnti per 5 milioni 900 mila euro, mentre ne utilizziamo solo 750 mila euro per spese in conto capitale. L’inverso di quanto affermano i principi classici della finanza pubblica. Se confrontiamo poi le spese reali rispetto alle previsioni per il 2007, registriamo un 19,8 per cento in meno, abbiamo quindi fatto il venti per cento in meno degli investimenti previsti. Allo stesso tempo la spesa corrente è aumentata dell’11 per cento rispetto alle previsioni, salendo da 91 milioni a 100. Ciò denota un peggioramento della qualità della spesa. Come se non bastasse assistiamo a una pesante caduta dell’autonomia tributaria: a parità di tasse riscosse, nel 2007 la spesa corrente è quasi doppia rispetto a quella del 2004».
Secondo l’esponente democratico il trasferimento avvenuto negli ultimi anni di molte funzioni dalla regione non basta a spiegare la difficile situazione finanziaria: «Sono state fatte scelte politiche che non condividiamo, perciò dovremmo di nuovo ripensare al modo di essere e operare dell’ente, che vada nella direzione di una provincia più snella, di maggior coordinamento dei comuni e di minor amministrazione diretta».
Plaudendo alla puntuale analisi di Guerra, Renato Tettamanti, Prc, ha aggiunto altri due argomenti di critica: la vertenza aperta con il personale provinciale per il contratto territoriale che ha avuto momenti di tensione e l’aumento (più 10 per cento) dell’indennità di giunta. «Ora si vuole proporre come contentino l’aumento anche ai consiglieri, nonostante siano state fatte nel 2007 più sedute di quante previste».
Entrambi gli esponenti delle minoranze hanno concluso i loro interventi dichiarando voto contrario.
Concorde con le critiche e le preoccupazioni anche il capogruppo di Forza Italia Serafino Grassi, che esprime preoccupazione anche per il trend storico che conferma il quadro economico evidenziato. «Forse c’è stato poco controllo negli anni passati, ci impegneremo ad invertire la tendenza e contenere le spese»
Rosangela Arrighi, Pd, ha invece proposto un fiabesco confronto: «Sotto elezioni eravate tutti cicale, per voi tutto andava bene e non esitavate a vendere il patrimonio così da assicurare ad ognuno la sua parte di profitto. Ora che i nodi sono venuti al pettine siamo tutti formiche. In questo quadro mi amareggia l’aumento dell’indennità di giunta e la stessa proposta per quella dei consiglieri». Arrighi ha poi ricordato le considerazioni redatte dai revisori dei conti: limitare i rimborsi spese, recuperare tutti i crediti prima che vengano prescritti, affinare i controlli interni e in ultimo «compilare specifici conti di dettaglio per centri di spesa», cioè scrivere meglio il bilancio così da poter individuare gli importi erogati per ogni singolo servizio.
Sia dai banchi della maggioranza che dell’opposizione è arrivato l’invito ad un ripensamento generale delle funzioni dell’ente, perché una limatura, seppur doverosa, alle spese di funzione non è sufficiente a risolvere la critica situazione finanziaria.
Approvato con i soli voti della maggioranza il bilancio consultivo si è passato all’esame di due ordini del giorno: l’opposizione ha proposto, richiamando il suggerimento del revisore dei conti una razionalizzazione delle spese di rimborso, al centro in questi giorni di un’accesa polemica sulla carta stampata. Giordano Minotti, capogruppo della Lega nord, ha difeso l’operato della giunta, ricordando l’importanza della presenza degli assessori sul territorio in occasioni di sagre e feste, ma ha poi suggerito il taglio o la riduzione delle auto blu, da sostituire con un noleggio o con i mezzi propri. Un altro esponente leghista, Ivano Bianchi si è invece scagliato contro l’opposizione incolpandola di aver fornito ai giornali i dettagli di costo per i rimborsi della giunta. Gli ha risposto stizzito Mauro Guerra: «I dati sono pubblici, quindi i giornali ne sarebbero comunque venuti a conoscenza. In ogni caso non è nascondendo le cifre che si risolvono le questioni». La proposta è risultata comunque indigesta alla maggioranza, che l’ha bocciata. Approvato invece l’ordine del giorno della maggioranza che riprendeva il discorso della razionalizzazione dei costi degli organi istituzionali, aggiungendo un impegno a lavorare nel campo dell’energia e della banda larga.
Per ultimo si è quindi arrivati per la concessione a titolo gratuito di 400 metri quadri di terreno in via Castelnuovo all’Università dell’Insubria. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di lunedì 30 giugno 2008

Sarà la segreteria tecnica a valutare l’inversione di percentuali dell’area Sant’Anna. Un altro tecnico per valutare lo Swap provinciale e la possibilità di eliminarlo.

«Allora, cominciamo o no? Che alle otto dobbiamo andare». Sono le 17.15 e il presidente Ferdinando Mazara richiama all’ordine la truppa leghista che, facendo il suo ingresso in aula, permette l’avvio della seduta consiliare di lunedì 30 giugno.
Sembrava un quisquilia burocratica, di quelle che inevitabilmente occupano i primi minuti di ogni Consiglio, ma la nomina del rappresentante provinciale nel consiglio direttivo del Museo della seta ha scatenato un piccola polemica. All’annuncio che il prescelto sarà Mario Cantaluppi, Rosangela Arrighi (Pd) ha chiesto la parola sottolineando «che lo statuto prevede le pari opportunità anche nella rappresentanza. Invece la nomina è caduta su un uomo, neanche troppo giovane». Ha continuato poi la Arrighi rivolgendosi al presidente: «Spero di non dover più sottolineare questi fatti in futuro».
Come previsto dalla finanziaria, il Consiglio ha poi deliberato la definizione degli organi collegiali indispensabili: confermati quelli degli anni passati è stato proposto un emendamento che consenta la creazione di Commissioni consiliari specifiche qualora ce ne fosse la necessità. Sia la delibera che l’emendamento sono stati votati all’unanimità.
Si è giunti quindi ai punti più salienti iscritti all’ordine del giorno: ha aperto le danze Renato Tettamanti (Prc) presentando l’interpellanza urgente sulla questione dei contratti di swap sottoscritti dalla Provincia, che hanno sottotratto alle casse provinciali circa 600 mila euro nel 2007, tra debiti e mancati introiti previsti. I firmatari, tutti delle minoranze, chiedono di informare il Consiglio dei dettagli contrattuali: previsioni triennali, numero di rilevazioni, costo di risoluzione e propongono di avvalersi di una consulenza esterna per valutare l’opportunità di mantenere il contratto. Concludendo l’intervento Tettamanti ha sottolineato le scelte di molte amministrazioni locali che si stanno disfando degli swap sottoscritti, e il trend internazionale, portando ad esempio Germania e Inghilterra, paesi dove è proibito alle amministrazioni pubbliche usare questi strumenti di “finanza derivata”.
Gli ha risposto l’assessore al bilancio Tambini, sottolineando dapprima gli introiti derivati dal contratto negli anni 2005 e 2006. Entrando nel merito della questione, l’assessore ha chiarito che «si può risolvere il contratto ora, ma non è conveniente. Banca Intesa ci ha dato comunque la sua disponibilità a rivedere i termini del contratto e per questo sto valutando l’ipotesi di avvalerci di un soggetto terzo, svincolato da istituti di credito, così da avere un parere più oggettivo possibile». Assessore e firmatari hanno convenuto sull’opportunità della consulenza esterna, che dovrebbe avvenire in tempi rapidi e sottostare al monitoraggio della commissione bilancio.
Ivano Bernasconi (Fi) ha poi presentato la mozione a nome del gruppo di Forza Italia sulla repressione operata in Tibet dalle autorità cinesi. La mozione denuncia il silenzio della comunità internazionale e propone che questa avvii un processo di pressione diplomatica sul governo cinese che possa anche sfociare nell’applicazione di «severe sanzioni internazionali». Tutti i consiglieri si sono trovati d’accordo con il dispositivo della mozione, ma non sono mancati i distinguo: Giordano Minotti (Lega nord) ha azzardato un paragone tra il «popolo padano» e quello tibetano, entrambi negati della propria libertà, scatenando qualche sobbalzo dalle comode poltrone e qualche risata a denti stretti. Mauro Guerra, capogruppo del Pd, ha sottolineato la sordità della comunità internazionale a molte istanze che somigliano alla causa tibetana, come la tragedia dello Zimbawe e, concludendo, ha aggiunto: «Dovremmo discutere dei limiti della comunità internazionale, altrimenti ad ogni consiglio ci troviamo a esprimere solidarietà verso questo o quel popolo». Infine Renato Tettamanti ha invocato prudenza nel richiedere l’attuazione di sanzioni internazionali perché queste «colpiscono sempre i popoli e quasi mai la classe dirigente, come nel caso degli embarghi». Il consigliere di Rifondazione ha poi ricordato che proprio in questi giorni la comunità internazionale sta chiedendo all’Italia di non mettere in pratica la proposta di schedatura dei bambini Rom. «Da molte parti del mondo – ha concluso Tettamanti – sta arrivando la solidarietà al popolo Rom italiano». Le minoranze si sono astenute sulle premesse della mozione, che è stata invece votata all’unanimità.
Sempre una mozione, questa volta ben più concreta, ha tenuto banco fino al termine dei lavori. Si tratta di quella presentata il 17 marzo da Fabio Moltrasio (Pse) e sottoscritta da tutta la minoranza sulle percentuali di destinazione d’uso dell’area dell’attuale Sant’Anna: un piano redatto dal Comune di Como che intende invertire le percentuali destinate ai servizi alla persona (da 60 a 40 per cento) e all’edificazione (da 40 a 60 per cento) su un’area definita nel Ptcp come «strategica di importanza sovracomunale». Il primo firmatario ha chiesto al Presidente Carioni le motivazioni di questa variazione «come se i soldi dei comaschi, a cui spesso vi appellate, non bastassero per costruire l’ospedale dei comaschi. La variante non è uno strumento accettabile per fare cassa. Tanti sono i problemi di quell’area, come la carenza di classi del liceo Giovio, si tratta solo di capire quali sono i bisogni del territorio».
Una prima risposta, strettamente tecnica, è giunta dall’assessore Valli: «Il Collegio di vigilanza ha proposto la modifica, ora la segreteria tecnica valuterà la proposta, che tornerà al Collegio di vigilanza e quindi all’accordo di programma, che per essere modificato necessita del voto del Consiglio. Vincolare il 60 per cento ai servizi alla persona è un preconcetto prematuro. Occorre una valutazione sulla base di dati precisi». Il Presidente Carioni si è appellato alla segreteria tecnica affinché valuti la variante e spieghi perché i bisogni del pubblico sono diminuiti. «Dopo queste valutazioni possiamo capire il senso della richiesta del Comune di Como».
Fabio Moltrasio ha quindi ricordato che spetta alla Provincia definire i bisogni su un’area sovracomunale come quella in discussione. Ha rincarato la dose Mauro Guerra: «l’amministrazione dovrebbe avere l’ambizione di un’idea per le potenziali funzioni pubbliche di un’area così importante. I privati, i veri fautori della proposta di variante, cercano giustamente il profitto e i loro tecnici li supportano in questo scopo. Noi dobbiamo fare altrettanto: essendo la nostra missione la ricerca dell’interesse pubblico, i nostri tecnici dovranno difendere questa convinzione». Anche Serafino Grassi (Fi) ha riconosciuto l’intento speculativo della modifica, ma a suo avviso «fissare dei paletti oggi è prematuro, prima di capire bene quali benefici ci saranno e a favore di chi».
Il consiglio ha quindi approvato la mozione senza il “paletto” del 60 per cento. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di lunedì 26 maggio 2008

La Garibaldina bis si farà. Il consiglio provinciale respinge la mozione che chiedeva un ripensamento sull’opera. Carioni continua a tacere sull’aumento di stipendio al presidente della Spt Holding.

La preliminare di Renato Tettamenti (Prc) sull’aumento di stipendio al presidente di Spt spa Holding ha aperto il consiglio provinciale di lunedì 26 maggio: «Non più di tre mesi fa questo consiglio deliberò la riduzione del consiglio di amministrazione della Spt Holding, e Carioni ci ricordò che il presidente della società era espressione dell’amministrazione provinciale. Ora, in virtù del nuovo incarico di amministratore d’esercizio, lo stipendio di Gandola raggiunge i 71 mila euro lordi l’anno, e lei, presidente, non ha ancor rilasciato dichiarazioni a proposito sulla stampa locale. Credo sia suo dovere esprimersi in questa sede e sia nostro diritto saperlo, dato che oltre all’aumento, Gandola occupa sia la posizione di direttore che di diretto». Il presidente Leonardo Carioni si è detto «d’accordo con molte delle questioni evidenziate da Tettamanti», ma non si è sentito in dovere di esprimersi in consiglio, preferendo rimandare il suo giudizio all’assemblea dei soci di Spt Holding, a sua detta «la sede opportuna per pronunciarsi».
«Finalmente – ha preso la parola Maria Rita Livio (Pd) illustrando la mozione all’ordine del giorno – il consiglio prende in considerazione l’argomento Garibaldina bis (il tracciato nell’immagine), dando una risposta anche ai comitati – presenti con una cinquantina di attivisti – che da due sedute ci fanno visita inutilmente. Presentando questa mozione chiediamo all’amministrazione un ripensamento su una grande opera che trova contrari tutti i sindaci e i cittadini del territorio. La prima richiesta degli abitanti dell’Olgiatese è infatti il completamento della variante alla Briantea, strada che assorbe la maggior quota del traffico tra Como e Varese, anche perché la più vicina alle attività industriali. Come se non bastasse la linea rossa che individua il tracciato della nuova strada corre parallela alla ferrovia Grandate-Malnate, mandando in fumo il progetto di pista ciclabile adiacente ai binari, che a Villa Guardia è già quasi realtà».
«Occorre anche un accordo quadro di programma – ha aggiunto Mauro Guerra, capogruppo del Pd – con Regione, Anas e Fs per definire le priorità viabilistiche del territorio in un’ottica unitaria».
Pietro Cinquesanti, assessore alla viabilità, dichiara di voler realizzare le strade di sua competenza in tempi ragionevoli, e non importa se è lui stesso a ricordare che l’iter della Garibaldina bis è partito nel lontano 1999. «Abbiamo sottoscritto negli anni – continua l’assessore – accordi di programma con i sindaci dell’olgiatese, che non sono mai stati revocati da atti ufficiali dei nuovi sindaci».
Riappare anche l’ipotesi autostradale per il collegamento tra Como e Varese. A sponsorizzarla, come riferisce Carioni, sarebbero questa volta le associazioni di categoria di Como, Lecco e Varese. Il presidente si è detto comunque contrario a questa ipotesi, almeno finché non venga redatto un serio studio di fattibilità, che prenda in considerazione il flusso di veicoli che verrà dirottato sulla Pedemontana. Prima di cedere la parola il presidente ha ricordato che «finché l’ipotesi autostradale sarà all’ordine del giorno, l’Anas non finanzierà di sicuro la variante alla Briantea».
Giordano Minotti (Lega nord) ha accusato la minoranza di strumentalizzare la protesta dei comitati, opponendo una «sterile e intransigente opposizione» ad un’opera fondamentale per rilanciare il rapporto Como-Varese, i due poli dell’università dell’Insubria. Anche l’esponente leghista ha ribadito la volontà di «spendere i soldi della Provincia per opere provinciali». Giancarlo Galli (Popolari) ha invece giustificato la realizzazione dell’opera con la crisi permanente del sistema viabilistico lombardo «che non garantisce la mobilità, ma bensì l’immobilità. In un contesto del genere quindi anche le opere meno suggestive vanno supportate». Sostegno che si è concretizzato nei voti contrari alla mozione, bocciata senza appello. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di lunedì 12 maggio 2008

Comitati pro e contro Garibaldina si fronteggiano nel cortile di Villa Saporiti, ma il consiglio non prende una decisione perché Cinquesanti esce dall’aula. Approvata invece con emendamenti la costituzione della patrimoniale idrica nel consiglio provinciale di lunedì 12 maggio.

La preliminare di Mauro Guerra sui costi della politica ha aperto la seduta consiliare di lunedì 12 maggio. Il capogruppo del Partito democratico ha denunciato l’incoerenza dell’amministrazione che ha aumentato del 10 per cento le indennità della giunta pochi mesi dopo aver alzato le imposte provinciali e aver approvato un bilancio “stretto” che vede ridursi del 30 per cento gli impegni di spesa per istruzione, servizi sociali e cultura.
Nel frattempo fuori dall’aula i comitati anti Garibaldina non si sono trovati soli: ha fatto la sua apparizione anche il Comitato pro Albiolo, capitanato dall’ex sindaco Romano Civelli, con le sue 800 firme pro Garibaldina. Nel cortile di Villa Saporiti il clima si è fatto teso e i comitati non si sono risparmiati nello scontro dialettico. «La Garibaldina bis è un’opera fondamentale per la viabilità del territorio! – ha esordito l’ex sindaco di Albiolo, ora capogruppo di minoranza del Comune – Da sindaco avevo dato il mio benestare, ora la nuova amministrazione non può pensare di bloccare il progetto». La risposta non si è fatta attendere, Lorenzo Ceolin, dei comitati anti Garibaldina ha tuonato contro chi «vuole fare campagna elettorale sulle spalle dei cittadini. In più non è chiara la modalità di raccolta firme». In effetti nelle “osservazioni” sul Piano di governo del territorio non di sola Garibaldina si parla: oltre all’ok per la costruzione della nuova strada i cittadini hanno firmato un appello per non vendere a privati le aree dell’attuale scuola e campo sportivo, il tutto condensato nello stesso documento.
Ma mentre in cortile le voci si sono fatte urla e Civelli è stato chiamato a colloquio dall’assessore alla viabilità Pietro Cinquesanti, in aula è ripresa la discussione sullo statuto della patrimoniale che gestirà la rete idrica comasca. In un intervento dai toni accesi l’assessore all’ecologia Francesco Cattaneo ha ricordato che «la patrimoniale si aprirà ai privati solo in una terza fase, mentre ora non abbiamo ancora superato il primo step, cioè la sua creazione. È comunque importate che la gestione dell’acqua rimanga in mano pubbliche, mentre il servizio di erogazione necessita di un modello industriale per funzionare al meglio. Utilizzando appalti a breve termine, il gestore sarà costretto a lavorare in una logica di rientro economico veloce, facendo investimenti ragionevoli. Con l’assessore Saladini stiamo anche valutando l’ipotesi di donare una percentuale (1 centesimo/m3) delle tariffe ai paesi del terzo mondo per costruire infrastrutture idriche».
Gli emendamenti proposti dalla minoranza sono stati poi illustrati da Mauro Guerra (Pd): «chiediamo che nell’oggetto sociale della patrimoniale venga inserita la possibilità che la società possa anche svolgere l’erogazione del servizio. Il Tar si è già pronunciato in questa direzione e tra qualche mese i cittadini lombardi potranno dire la loro con un referendum. Dato che l’oggetto sociale esprime anche gli obiettivi di una società è giusto tenere aperta questa ipotesi». In disaccordo linguistico l’assessore Cattaneo che propone una dicitura più morbida, cioè la «possibilità che la patrimoniale gestisca ogni altra attività compatibile con le norme». Messe ai voti è stata approvata solo la proposta della giunta.
Prima di passare all’esame del secondo emendamento, con l’aula gremita di cittadini dei comitati anti Garibaldina, colpo di scena: Cinquesanti, assessore alla viabilità, abbandona il Consiglio. Il presidente Ferdinando Mazara comunica la defezione dell’assessore, motivata da un’improvvisa corsa all’ospedale, e chiede al consiglio di pronunciarsi sull’ordine dei lavori: «i cittadini aspettano già da tre ore la discussione sulla Garibaldina, se non si ha intenzione di esaminare l’argomento che almeno venga loro comunicato subito, così da poter rincasare». Scelta che appare scontata a Giornano Minotti (Lega nord): «se manca l’assessore competente non si può discuterne». Dai banchi della minoranza qualcuno fa notare che ci sarebbe Carioni in rappresentanza della Giunta, lo stesso che durante un sopralluogo di qualche mese fa definì l’opera viabilistica «uno scempio». Obiezione respinta, e il consiglio da l’ok al rinvio dell’argomento per la seduta del 26 maggio.
La serata è stata quindi chiusa con l’approvazione del secondo emendamento che consegna più poteri decisionali all’assemblea dei Comuni e l’avvallo definitivo alla costituzione della patrimoniale. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di lunedì 5 maggio 2008

La riqualificazione di Cermenate spacca la maggioranza nel consiglio provinciale di lunedì 5 maggio: la Lega e Carioni votano contro ma il progetto viene approvato. E mentre nell’aula viene presentato lo statuto della patrimoniale idrica, nel cortile prima uscita pubblica per i comitati anti Garibaldina Bis.

Hanno aperto il consiglio provinciale di lunedì 5 maggio le congratulazioni bipartisan ai neoeletti Chiara Braga e Armando Valli, deputata Pd e senatore Lega nord, «sarà importante avere interlocutori a Roma a prescindere del loro colore politico» ha dichiarato Alberto Bartezaghi (Fi).
Due le nomine successivamente approvate: Elio Rimoldi, sindaco di Veniano, siederà nel consiglio di amministrazione dell’Aler di Como, mentre Andrea Racheli, consigliere di Acsm s.p.a., sostituirà Luciano Scalora nella Commissione elettorale circondariale di Como.
Sbrigate le formalità e fatto un minuto di silenzio per la scomparsa di Antonio Tagliaferri, impiegato in Provincia per diversi anni, il consiglio è passato ad esaminare il primo ordine del giorno, che è poi stato l’unico affrontato: un progetto di riqualificazione di alcune aree di Cermenate ripresentato con alcune modifiche dopo che era già stato bocciato dal consiglio provinciale nello scorso novembre. Il progetto deve passare per il consiglio perché costituisce variante al Ptcp ed è proprio su questo punto che la maggioranza non ha trovato una linea comune.
Sia Mauro Guerra (Pd) che Giordano Minotti (Lega nord) hanno sottolineato come il nuovo progetto «insiste nella variazione della rete ecologica provinciale, motivo per cui era stato precedentemente respinto». «Abbiamo faticosamente approvato un Ptcp – ha aggiunto l’esponente leghista – che è espressione perfetta della pianificazione territoriale, non possiamo ora relegarlo in un angolo concedendo deroghe di edificazione». Al centro del dibattito un’area agricola di 11 mila metri quadri che il Comune di Cermenate vorrebbe trasformare da «zona tampone», cioè area verde protetta perché utile all’equilibrio ecologico di un territorio, a zona commerciale con la costruzione di una struttura di vendita e una di produzione.

A difesa dell’edificazione si è invece schierato Serafino Grassi (Fi): «L’area in questione è degradata e non è ricca di biodiversità. Non è accettabile che in nome della tutela del territorio bocciamo le istanze che aiutano lo sviluppo del territorio».
È entrato nel dibattito anche Renato Tettamanti (Prc) che ha fatto notare «le contraddizioni di un’amministrazione che mentre promuove l’agricoltura e i prodotti locali (vedi Agrinatura) vuole eliminare un’area agricola che, seppur povera di biodiversità, non sarà compensata da altri interventi. Senza contare che questo sarebbe contrario alle norme del Ptcp». E quando Fabio Moltrasio (Pse) sottolinea il disaccordo fra i due maggiori partiti della maggioranza e invita la Lega a dialogare con le altre forze politiche, gli esponenti di Fi e An fanno a gara a sottolineare che «la questione è marginale per cui non si può parlare di divisione della maggioranza». La votazione ha infine sancito il parere favorevole al progetto, nonostante il voto contrario delle minoranze e di tutto il gruppo della Lega nord, presidente Carioni compreso.
Prima della cena consiliare ad Agrinatura, l’assessore Francesco Cattaneo ha trovato il tempo per illustrare lo statuto di ComoAcqua s.r.l., la società patrimoniale che, come da legge regionale, gestirà la rete idrica della provincia. «Alla base del “Modello lombardo” – ha spiegato Francesco Cattaneo – c’è la filosofia di separare il servizio di erogazione dalla proprietà delle reti, che è appunto affidata alla patrimoniale. Questa società ha come unico socio fondatore la Provincia, ma è ovviamente aperta alla partecipazione dei Comuni, che possono entrare direttamente o tramite le società da loro controllate. Almeno nella fase iniziale non è prevista la partecipazione di soggetti privati». La Provincia, per statuto, manterrà comunque la partecipazione nella società con una quota di un punto percentuale maggiore rispetto a quella del Comune più rappresentato, mentre il diritto di voto sarà riconosciuto a tutti i Comuni della provincia in base all’estensione territoriale e alla popolazione residente. Lo statuto dovrebbe essere votato nell’assemblea provinciale di lunedì 12 maggio.
Fuori dall’aula invece, prima uscita pubblica dei comitati anti Garibaldina Bis. Una trentina di persone si sono date appuntamento nel cortile di Villa Saporiti per contestare il progetto della nuova strada provinciale che collegherebbe Como con Varese, monetizzata con il recente bilancio provinciale. «Quest’opera è innanzitutto uno scempio ambientale, perché taglia un’area boschiva che rimane l’unico polmone verde dell’olgiatese – ha dichiarato Lorenzo Ceolin, portavoce dei comitati – viene poi spacciato per risolutivo un progetto che prevede un collegamento di soli 7 km, da Albiolo a San Salvatore, quando invece basterebbe collegare tre rotonde della Briantea e il collegamento sarebbe compiuto, per davvero». I comitati aprono anche a soluzioni alternative, come il ripristino della ferrovia Grandate-Malnate o l’apertura della pista ciclabile che corre parallela ai binari «per cui abbiamo già un progetto che svilupperemmo autonomamente, senza chiedere soldi a nessuno» aggiungono.
Emblematici i cartelli che i manifestanti hanno mostrano ai fotografi, in particolare uno che recitava «stanchi di una politica che non ci vuole ascoltare», mentre l’assessore Cinquesanti liquidava le loro proposte: «La Garibaldina bis s’ha da fare». I cittadini, sempre più delusi, per bocca del portavoce dei comitati, hanno così attaccano una classe politica «che non è pronta per scelte moderne, cioè levare le macchine dalle strade favorendo il trasporto pubblico». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il Consiglio provinciale di mercoledì 2 aprile 2008

Approvato il bilancio provinciale 2008, ed esaminati gli ordini del giorno proposti a margine del documento finanziario, nel consiglio provinciale di mercoledì 2 aprile: l’amministrazione si apre alle richieste della minoranza e insiste sul federalismo fiscale.

Approvato il bilancio provinciale 2008 nella seduta consiliare di mercoledì 2 aprile, nonostante il voto contrario dell’opposizione.
Mauro Guerra ha ricordato le lacune di un bilancio «di sofferenza, che tende a peggiorare in prospettiva se non si inverte la rotta. A questo proposito è emblematica la bocciatura dell’emendamento che incentivava l’associazionismo comunale, cercando di restituire alla Provincia il suo ruolo di coordinatrice delle realtà territoriali».
Il capogruppo del Partito democratico ha anche sottolineato l’aumento delle aliquote sulle imposte provinciali invocando una presa di responsabilità da parte dell’amministrazione: «è impensabile attribuire solo a Roma la colpa di un bilancio stretto. Il meccanismo di perequazione fiscale per cui dobbiamo restituire 9 milioni di euro allo Stato è certamente iniquo e non va nella direzione del federalismo fiscale, ma questa amministrazione ha compiuto delle scelte a nostro avviso sbagliate. Non ha saputo individuare le infrastrutture di cui realmente necessita il territorio, ha mantenuto un’altissima spesa corrente e ha utilizzato strumenti finanziari discutibili di cui stiamo da quest’anno pagando il conto».
Anche Fabio Moltrasio (Pse) si è detto concorde con Guerra nelle critiche al documento finanziario, ma ha chiesto che l’amministrazione ed il suo Presidente siano cabina di regia per l’Expo 2015, per non perdere una grande occasione di sviluppo per il territorio.
Votato il bilancio sono stati approvati tutti gli ordini del giorno presentati, ad eccezione della proposta di finanziamento per la manutenzione della Sp 27 di Cucciago.
Sul primo ordine del giorno, proposto dalla minoranza per incentivare la rete di servizi di trasporto pubblico, l’assessore al bilancio Patrizio Tambini ha espresso parere favorevole con riserva: «Stiamo già lavorando per potenziare il servizio pubblico nella direzione espressa dalla proposta. Non credo sarà però possibile istituire la card provinciale di circolazione così come intesa. Al massimo la si potrà concedere a studenti, pendolari e pensionati».
È invece spettato al vice presidente e assessore all’ecologia Francesco Cattaneo esprimersi sulla proposta di un piano quinquennale per la ristrutturazione energetica degli edifici pubblici. L’assessore ha ricordato le iniziative già intraprese dalla Provincia, tra cui il bando per l’adeguamento dei regolamenti edilizi comunali verso una maggiore sostenibilità energetica.
«Più impegnativa» è stata invece definita da Tambini la proposta di istituzione di un Piano provinciale per i trasporti e la mobilità, in cui la Provincia indichi, di concerto con Regione e Anas, le priorità riguardo gli interventi infrastrutturali da realizzare sul territorio. La valutazione dell’assessore è stata motivata dalla difficoltà di lavorare con così tanti soggetti, ma l’ordine del giorno è stato comunque approvato.
Impegnativa anche la discussione sull’ordine del giorno che chiedeva alla Provincia di chiudere le vertenze sindacali aperte e stabilizzare i precari assunti dall’amministrazione. L’assessore Cattaneo ha voluto subito chiarire che «ad oggi non esiste nessuna vertenza sindacale aperta. Abbiamo fatto la nostra proposta ai sindacati il 7 di febbraio e attendiamo ancora una risposta».
«Negli ultimi anni – ha continuato l’assessore – è anche cambiato il nostro ruolo, che è passato da burocratico-amministrativo a tecnico. Nel futuro alcuni servizi potranno essere coperti dall’esterno tramite l’assegnazione di appalti, perché per esempio abbiamo più bisogno di un ingegnere che di un giardiniere. Per quanto riguarda i precari che lavorano per l’amministrazione abbiamo stabilizzato tutti i contratti che le scorse finanziarie ci hanno imposto di sanare, ora stiamo valutando quali altre figure sarà possibile assumere a tempo indeterminato».
L’ordine del giorno ha trovato parere favorevole, a differenza del successivo che richiedeva l’avvio delle procedure per definire un accordo di programma con il Comune di Cucciago per la manutenzione della Sp27.
«Gli accordi di programma si possono fare solo con i soldi in tasca!» ha chiarito l’assessore alla viabilità Pietro Cinquesanti, a cui ha risposto Mauro Guerra: «Ma vi chiediamo solo di iniziare a definire l’operazione!». Nulla di fatto.
Approvati all’unanimità anche gli altri due ordini del giorno dell’opposizione. L’amministrazione sarà chiamata quindi a sollecitare la Regione per ottenere maggiori finanziamenti a fronte delle sempre maggiori funzioni delegate alla Provincia negli ultimi anni ed a potenziare l’ufficio legale interno, abilitandolo alle funzioni di rappresentanza in sede di giudizio e stipulando una convenzione con i piccoli Comuni che avessero bisogno di assistenza legale senza sborsare cifre esagerate.
Hanno infine trovato il voto favorevole i tre ordini del giorno proposti dai capigruppo di maggioranza. Il primo impegna i rappresentanti provinciali nelle società partecipate a relazionare semestralmente in consiglio sui risultati di gestione, il secondo sollecita l’amministrazione ad un’azione politica che porti a riconoscere il federalismo fiscale, cioè a non dover più far tornare allo Stato i 9 milioni annuali. In ultimo è stata approvata la richiesta di reperire i fondi necessari alla messa in sicurezza delle strade di montagna lariane. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

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