teatro

22 aprile/ Come farfalle… quando la vita diventa un volo

L’Associazione artistica orizzonti inclinati presenta Come  farfalle … quando la vita diventa un volo,  Storia teatrale di Miriana Ronchetti  In collaborazione con Club 74   Club Socioterapeutico dei pazienti OSC L’evento è finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche relative alla demenza senile e la malattia di Alzheimer. Sabato 22 aprile ore 20,30 al Teatro Centro Sociale OSC via A. Maspoli, Casvegno – Mendrisio.  Con Miriana Ronchetti e Anna Lucati. Voci di Alessandro Quasimodo – Anna Scialoja. Testo e regia: Miriana Ronchetti. (altro…)

Liberi tutti, tutti liberi – “Sconfinati destini” conquista il Teatro sociale

DSCN9995Chiunque abbia esperienza diretta di arte drammatica si sarà accorto che un palcoscenico teatrale non è perfettamente orizzontale: reclina leggermente verso la platea, consentendo a tutti gli spettatori una completa visione della scena.
Eppure, in un senso diverso, un palcoscenico – nella fattispecie, quello del Teatro sociale di Como, la sera di domenica 9 aprile, può creare una condizione di orizzontalità, nel mettere tutti quanti – attori, musicisti, organizzatori e pubblico, per non parlar del regista  – allo stesso livello. (altro…)

24 marzo/ Come ne venimmo fuori: Sabina Guzzanti al Sociale

Venerdì 24 marzo alle 20.30 Sabina Guzzanti sarà sul palco del Teatro sociale di Como per incontrare il pubblico con un monologo satirico esilarante. Uno spettacolo essenziale ed incisivo, nato da approfondite ricerche sul sistema economico post-capitalista o neoliberista su cui l’autrice sta lavorando già da qualche anno. Anche in questo testo, come nei suoi precedenti, l’intento è di affrontare questioni complesse e riflessioni importanti attraverso la comicità e la satira, mettendo il pubblico nella condizione di divertirsi e capire qualcosa in più.

«Ci troviamo nel futuro. Un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo. Una donna, SabnaQƒ2, ha ricevuto l’incarico di pronunciare il discorso celebrativo sulla fine del periodo storico più buio che l’umanità abbia mai fronteggiato: il periodo che va dal 1990 al 2041. SabnaQƒ2 ha preparato una ricerca accurata sull’argomento, ha esaminato la televisione dell’epoca, i suoi leader, le convinzioni economiche e politiche, i passaggi storici nodali: per restituirci una imperdibile conferenza spettacolo sull’attualità politica e sociale, anche attraverso l’interpretazione di una galleria di personaggi contemporanei… consentendo agli spettatori di farsi belle risate, salutari e liberatorie!»

Come ne venimmo fuori
di e con Sabina Guzzanti
Regia Giorgio Gallione
Musiche originali Paolo Silvestri
Scenografia Guido Fiorato

Durata 120 minuti senza intervello
Biglietti da 13,00 euro più prevendita. Info www.teatrosocialecomo.it

18 marzo/ Tgp: Il postino di Salinas

Per la Giornata mondiale della poesia, sabato 18 marzo alle 21, il TeatroGruppo Popolare presenta il recital Il postino di Salinas. Da un’idea di Pietro Berra. Drammaturgia e regia di Giuseppe Adduci,  con Cosetta Adduci e Olga Bini.

Sul palco della Piccola Accademia di via Castellini 7 a Como, si alterneranno le poesie di Pedro Salinas e le risposte di cinque poetesse contemporanee, Donatella Bisutti, Flaminia, Isabella Leardini, Mirna Ortiz Lopez, Carla Saracino che hanno dato voce alle risposte di Katherine R. Whitmore, l’amore clandestino e epistolare del poeta spagnolo Salinas . Le poesie saranno inserite in una storia ispirata al portalettere del racconto Ricordo di un poeta di DinoBuzzati e da spezzoni cinematografici e teatrali.

Ingresso a offerta libera.

18 marzo, 8 aprile e 27 maggio/ Rassegna teatrale a Mirabello

arcimirabello

Dal 18 marzo, e per tre serate, il circolo Arci Mirabello ospiterà la piccola rassegna teatrale Spettacolo!!! organizzata da Libera officina, tre istantanee di momenti fra loro distanti accomunate dalla forza di aprire sguardi su altri mondi e tempi. Gli spettacoli andranno in scena alle 21 di sabato 18 marzo, sabato 8 aprile e sabato 27 maggio, in via Tiziano 5 a Cantù.
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5 febbraio/ “Aria per La domenichina dei piccoli”

aria2Alle 16 di domenica 5 febbraio, primo appuntamento del 2017 per La domenichina dei piccoli, la rassegna teatrale della Teatro Gruppo popolare alla Piccola accademia di via Castellini a Como dedicata a bambini e famiglie.  Lo spettacolo Aria è il primo della trilogia che la compagnia  dedica agli elementi per raccontare ai più piccoli la realtà che si apprestano a vivere. (altro…)

5 febbraio/ Nano nasaccio al Sociale

naso-nasaccioDomenica 5 febbraio alle 16, il Teatro Sociale di Como – sala bianca – propone lo spettacolo per bambini e famiglie Nano Nasaccio. Una fiaba in grammelot. Lo spettacolo è liberamente tratto dall’omonimo racconto di Wilhelm Hauff. Scritto e recitato da Carla Giovannone con la regia e icostumi Francesca Palenzona.

Nano Nasaccio è uno spettacolo di teatro di narrazione, riscritto interamente in grammelot, un linguaggio teatrale, inventato arbitrariamente dall’attore che lo recita o dal drammaturgo che scrive il testo. Generalmente il grammelot prende le mosse da un linguaggio o da un dialetto, di cui ricalca i suoni onomatopeici, li mischia con altri linguaggi o altri nonsense, ricavandone una forma espressiva completamente nuova, ma dal potente impatto emotivo. L’idea di raccontare una fiaba classica in grammelot nasce dalla volontà di proporre una narrazione che utilizzi un registro espressivo lontano dagli schemi consueti, e permetta di focalizzare l’attenzione sull’universalità del linguaggio gestuale e del nonsense.

A fine spettacolo una golosa sorpresa, merenda del Granduca!
Consigliato per bambini dai sei anni.

Biglietti: adulto 10 euro, bambini 8 euro. Info www.teatrosocialecomo.it

 

 

“Di Notte” – Il giardino delle ore all’Excelsior di Erba per la Giornata della Memoria

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In occasione della Giornata della Memoria – 27 gennaio –  la compagnia teatrale Il giardino delle ore ha portato sul palcoscenico del teatro Excelsior di Erba una tripla rappresentazione dello spettacolo Di notte (in mattinata e nel pomeriggio per le scuole medie ed elementari, in serata dalle 21 per il pubblico).

Basato su una storia vera, riadattata da Valentina Papis, che dello spettacolo è co-protagonista insieme a Benedetta Brambilla e Matteo Castagna (quest’ultimo, affiancato da Filippo Antonio Prina, si è occupato della regia), “Di Notte” racconta il doppio intreccio della vita delle sorelle Rachele (Brambilla) e Rebecca Stern (Papis) con quella del giovane Karl Meier (Castagna) sullo sfondo della Germania nazista.
Come spesso accade nella rappresentazione dello sterminio programmato nazista, assistiamo al progressivo, inarrestabile declino di un’idilliaca situazione iniziale, a cui le due sorelle reagiscono diversamente: la realista, ma sensibile Rachele non sa mentire a se stessa e difendersi dalla tragedia che coinvolge lei, la sorella e tutti gli ebrei in Germania. Al contrario, Rebecca, da subito definita “un po’ matta” dalla sorella, forse proprio a causa della propria eccentricità riesce a cogliere aspetti romantici e fiabeschi perfino nell’internamento nel ghetto (“è come stare in una fortezza in cui uscire è difficile ed entrare è impossibile!”).  

È questo sdoppiamento di prospettiva il fil rouge di uno spettacolo i cui primi destinatari sono bambini di otto-dieci anni, i più piccoli dei quali si sono appena affacciati alla tematica della Shoah.
Come “spiegare” loro la portata di tale tragedia in modo che possano comprendere una situazione che pare impossibile, ma che impossibile – purtroppo – non è, ora come allora? La risposta di Rebecca è l’ironia, un tipo di umorismo basato sul capovolgimento, sulla sottrazione, sul non-detto, che la ragazza insiste a distinguere dal più amaro e pesante “sarcasmo” di chi non ha praticamente più niente da perdere. Un’ironia controllata ma anche ardita, che arriva perfino a presentare le leggi razziali naziste a ritmo di charleston, un attimo prima che le sorelle si trovino una stella  – Stern, in tedesco –  cucita sul petto.

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Narrare la Shoah con ironia si può – entro certi limiti, ovviamente – ma non è certo facile, per ammissione degli stessi attori. Il protagonista maschile ha rivelato al giovanissimo pubblico quanto sia difficile recitare le battute razziste che facevano ridere il giovane ufficiale Karl e i suoi contemporanei come se fossero davvero divertenti, peraltro indossando la svastica al braccio. Eppure, soprattutto tra gli adulti, un umorismo razzista era ed è ancora diffuso e apprezzato, forse più di quanto non fosse dieci, venti anni fa. Certamente, il boicottaggio da parte di svariati personaggi politici di una comunicazione politically correct non ha molto aiutato in questo senso; bisogna aggiungere che un umorismo “nero” aiuta a ridimensionare una paura onnipresente, sia pure con effetti devastanti.

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Comunque, l’umorismo da solo non basta a capire cosa sia effettivamente successo. La narrazione di Rachele, e i dialoghi dei personaggi, fanno riferimento agli aspetti più oscuri delle persecuzioni antiebraiche: i divieti, la miseria, la deportazione, fino alla morte. Certo non si dice e non si mostra “tutto”: una scenografia semplice, ma versatile funziona a patto di usare un po’ di immaginazione, e si intuisce soltanto l’orrore svelato da innumerevoli fotografie, documenti e testimonianze, che coinvolge e “corrompe” il personaggio di Karl, giovane ufficiale, senza tuttavia privarlo di un piccolo, ma decisivo barlume di umanità.
Mentre la Storia con la S maiuscola si muove “di notte”, al riparo dagli occhi, ma inesorabile e spesso spietata, Rachele si rivolge al pubblico chiedendo che la storia sua, di Rebecca e di Karl possa essere ricordata e condivisa, così che quanto accaduto possa non ripetersi mai più. [articolo e foto di Alida Franchi,
ecoinformazioni]

28 gennaio/ Teatro Sociale/ La traviata delle camelie

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Il Teatro Sociale di Como, in collaborazione con L.A.L.T.R.O. e At Home Como propone sabato 28 gennaio alle 20.30 La Traviata delle Camelie di e con David Riondino e Dario Vergassola. Lo spettacolo è un viaggio attraverso musica e letteratura, da La traviata di Giuseppe Verdi a La dama delle camelie di Alexandre Dumas, quello che porta sulle scene l’ormai collaudata coppia di attori. Il tutto si snoda sull’interazione tra Riondino (il fine dicitore della storia), Vergassola (l’incredulo spettatore di tanta vicenda), la cantante (una Traviata che si racconta attraverso le famose arie) e la musica originale di Giuseppe Verdi arrangiata per ensemble da camera, attraverso una serie di situazioni drammatiche, ma anche dissacranti. Colpa, peccato, gelosia, redenzione, felicità, sono e ancor per molto, saranno, i motori dei principali comportamenti umani, ma sono anche sentimenti spesso eccessivi sui quali può scivolare certa satira leggera. La musica (originale dell’opera verdiana) è fortemente coinvolgente grazie anche all’ esecuzione ad altissimo livello dell’ensemble musicale.

Marguerite e Violetta: donne sull’orlo di una crisi respiratoria
con David Riondino e Dario Vergassola
Soprano Beibei Li
Clarinetto Fabio Battistelli
Violino Augusto Vismara
Violoncello Riviera Lazeri
Adattamento musiche Pietro Paolo Vismara
Collaborazione ai testi Dario Tiano, Marco Melloni

I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria del Teatro Sociale di Como. Speciale under 30 spettacolo e drink 15 euro.
Info http://www.teatrosocialecomo.it/events/event/la-traviata-delle-camelie/

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