immigrazione

Accoglienza vera/ Drop in al Municipio

È cominciato questa mattina il presidio di informazione al Municipio di Como, per sollecitare una risposta positiva da parte dell’amministrazione comunale di Como alla disponibilità offerta dalla Bella Como per trasformare la struttura comunale inutilizzata dell’ex Drop in un luogo di accoglienza urgentemente necessario per chi è costretto a dormire in strada. La richiesta, presentata ormai alcune settimane fa, non ha ricevuto finora alcun tipo di risposta.

Del resto, anche il nome della struttura comunale (scelto in tempi “non sospetti”) dovrebbe indirizzare all’utilizzo per l’accoglienza: “drop in” in inglese significa infatti “cadere dentro” (basta andare su un qualsiasi traduttore gratuito on line per assicurarsene); una traduzione più aulica e politically correct potrebbe essere “includere” ma anche “essere accolti”. Non è difficile, basta capirlo e volerlo.

Il presidio si tiene in via Bertinelli oggi (venerdì 28 aprile) fino alle 20 e domani (sabato 29 aprile) pure dalle 8 alle 20.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

[FC, ecoinformazioni]

Connessioni controcorrente / Una giornata di teatro civile / “Immigrazione, teatro, scuola”

Dalle 18.30 di mercoledì 26 aprile, la Giornata di teatro civile promossa da Teatrogruppo popolare, Arci Xanadù e Arci ecoinformazioni è proseguita con un dibattito tra l’immigrazione, la scuola e il teatro. Proprio migrazione, accoglienza e inclusione sono infatti le tematiche caratterizzanti di questa iniziativa, giunta quest’anno alla sua terza edizione. Il dibattito è stato introdotto e moderato da Pino Adduci, regista della compagnia teatrale e autore degli spettacoli proposti nel corso della giornata; hanno partecipato (in ordine d’intervento) Olivia Molteni Piro (Kibaré Onlus), Letizia Torelli (Fata Morgana), Anna Ostinelli (Ic Borgovico), Betti Bordoli (Scuola primaria di Argegno), Alessandro Delcaro (Scuola diritti umani del Coordinamento comasco per la pace).

In apertura, Adduci ha sottolineato l’importanza della realtà scolastica come veicolo di accoglienza e di inclusione. Quando si considera l’immigrazione come questione di (in)sicurezza politica e sociale, si tende in effetti a dimenticare la dimensione quotidiana del fenomeno, fatta di piccole e grandi incomprensioni, difficoltà e fraintendimenti. L’intervento del teatro, più in generale dell’arte, intende proprio colmare queste lacune offrendo a tutti e a tutte un linguaggio universale che, a parte risolvere le difficoltà iniziali, può avviare un percorso di formazione condivisa. Da qui il coinvolgimento della “pluriclasse” multietnica della scuola primaria di Argegno – sedici alunni, tre continenti, diverse nazionalità – nella messa in scena del più italiano dei racconti, quello di Pinocchio, portato sul palcoscenico del circolo Arci Xanadù in mattinata (qui gli articoli e le foto ; i video di Dounia Arrafi e Luca Bedetti sono online sul canale Youtube di ecoinformazioni ).

Che la creazione e l’espressione artistica possano creare un’armonia di arrivo (e di partenza) lo conferma il secondo spettacolo rappresentato mercoledì, Sconfinati Destini. Storie di vite in cammino, che ha debuttato lo scorso 9 aprile sul palco del Teatro sociale. A parte l’indubbio, giustamente apprezzatissimo valore artistico, il punto di forza di Sconfinati destini sta nell’avere dato, o restituito, la possibilità di esprimersi in modo forte e chiaro agli otto giovani richiedenti asilo che hanno preso parte alla rappresentazione.
E quale luogo migliore per raccontare la propria storia del palco più bello della città di Como, quello di un teatro che si chiama “Sociale”, quindi “di tutti”? ha osservato Piro, alla cui Onlus, Kibaré – attiva su diversi progetti di cooperazione allo sviluppo in Burkina Faso – sono stati devoluti i fondi raccolti al debutto dello spettacolo.
Che un’associazione attiva nello sviluppo in loco – in linea con la dottrina dell’ “aiutiamoli a casa loro” di padana memoria, se vogliamo – si sia attivata dall’estate scorsa nel percorso di accoglienza spontanea e trasversale che ha portato all'”assemblaggio” della Bella Como. Una definizione che tuttavia non convince Piro, poiché gli oltre quattrocento soggetti coinvolti, pur generosi e disposti ad accantonare le reciproche divergenze, non hanno fatto nulla più di quanto fosse giusto e doveroso fare.
Lo stesso scetticismo di Piro si estende al concetto di “integrazione”, un termine associato al modello assimilativo di convivenza interetnica: se noi vi ospitiamo, voi accettate e adottate i nostri valori, senza se e senza ma. Piro preferisce far riferimento all'”interazione”, in cui ognuno può sì mostrarsi ricettivo verso il proprio interlocutore, ma senza per questo rinunciare alla propria specifica identità.
Imporre forzatamente un modello culturale “altro” può portare a gravi distorsioni e crisi individuali e sociali, specie se entrano in gioco lunghe e complicate trafile burocratiche che marginalizzano ulteriormente migranti e richiedenti asilo, vittimizzandoli o rendendoli invisibili agli occhi della legge, della politica e della società. Se alcuni centri di accoglienza mostrano attenzione verso le specifiche necessità della persona, questa situazione non si verifica sempre, e soprattutto non si verifica nelle strutture “ghettizzanti” che impediscono interazioni simmetriche tra i migranti e la comunità locale. Qui entra in gioco il contributo di Refugees Welcome, rete di accoglienza nata a Berlino nel 2014 e recentemente introdotto anche a Como, in cui richiedenti asilo con permesso di soggiorno possono essere ospitati da famiglie del posto, mettendo in moto un modello di accoglienza diffusa.

Dimmi se cerchi bellezza / anche quando tutto sembra, sembra soffocarti l’anima, recita Dimmi, una delle canzoni più note dei Sulutumana. Letizia Torelli di Fata Morgana è di questo parere, nel portare l’esperienza della propria associazione: su iniziativa della Rete per la grave marginalià, Fata Morgana e Luminanda hanno infatti offerto a tutte e tutti un laboratorio di teatro al chiostrino di Sant’Eufemia (piazzolo Terragni, 4), sede di Artificio. Il percorso teatrale si basa in questo caso su una delle massime celebrazioni cinematografiche degli “invisibili”: Miracolo a Milano, pellicola neorealista firmata da Vittorio de Sica. In tali situazioni, l’arte non è però fine a se stessa: essa serve innanzitutto a creare “relazioni a catena” tra i soggetti coinvolti, soddisfando il bisogno di bellezza, armonia e comprensione che è connaturato in ognuno. Scattando fotografie nel corso dei laboratori, Torelli ha registrato un progressivo percorso di crescita e di avvicinamento, che accomuna questa iniziativa al progetto I canti della seta, proposto in questi mesi alla città da Virgilio Sieni, noto e acclamato coreografo.

Anna Ostinelli, responsabile dell’integrazione degli alunni stranieri nell’Istituto comprensivo Borgovico di Como, ha ricordato che la realtà dell’integrazione in sede scolastica è assai più complessa di quanto si pensi “dall’esterno”. Anziché considerare gli e le studenti stranieri come “immigrati”, sarebbe forse più utile ribaltare la prospettiva e vederli come e-migranti, ciascuno con la propria cultura d’origine, il proprio vissuto e le proprie aspirazioni. Ci sono degli aspetti comuni, o delle tendenze – l’80% delle e degli alunni stranieri in Italia si orienta verso una formazione di tipo professionale, perché si sentono più motivati – sia pure per necessità –  ad acquisire competenze pratiche che non a perseguire una carriera accademica. Ciò non significa però che vadano accantonate le specificità individuali, né sottovalutare gli ostacoli di tipo burocratico, legale e psicologico di cui cadono vittima i giovani stranieri e i migranti di seconda generazione, che spesso soffrono della propria posizione intermedia tra la cultura familiare e quella del paese in cui sono nati e cresciuti. Il lancio della “pluriclasse” multietnica di Argegno asseconda questa volontà di valorizzare la diversità delle e degli alunni, ma tale progetto sottintende un altro, amaro aspetto della multiculturalità contemporanea, osserva Betti Bordoli, docente della classe: quello di genitori che, temendo la “ghettizzazione” della scuola come effetto di una diffusa presenza straniera, iscrivono i figli in altri istituti. Sembra una profezia che si autoavvera: e in effetti, nonostante l’esito positivo dell’esperimento condotto per due anni con Teatrogruppo Popolare (che ha effettivamente creato una maggior coesione tra i piccoli partecipanti), la scuola primaria di Argegno si avvia alla chiusura. Bordoli ha peraltro confermato le difficoltà nella gestione di una micro-comunità interetnica già evidenziate da Ostinelli, ricordando che il razzismo non è un’esclusiva euro-occidentale e che non sempre la scuola è avvertita come priorità dagli alunni e dalle loro famiglie, nonostante il suo importante ruolo nel processo di inclusione (specie quando essa non è percepita come un ambiente sereno!).
Quest’ultimo aspetto è stato portato alla luce anche da Alessandro Delcaro, educatore della Scuola per i Diritti Umani, progetto del Coordinamento Comasco per la Pace che dal 2005 è aperto alle classi quarte di diversi istituti superiori di Como e provincia. La dimensione migratoria – si è visto anche a Como – coinvolge soprattutto persone di giovane età, sia che arrivino da soli sia che seguano le famiglie. All’esperienza del trasferimento e dello shock culturale, si sommano difficoltà di ordine psicologico e “socio-economico” che possono portare a considerare la formazione scolastica come una vera e propria perdita di tempo, tutt’al più come l’opportunità per acquisire i rudimenti della lingua locale, quanto basta per mettersi a lavorare ed acquisire uno status indipendente. Questa esigenza si fa ancora più acuta quando, con il conseguimento della maggior età, i giovani migranti devono abbandonare le (già poche) strutture di accoglienza per minorenni non accompagnati e cercare sistemazione in proprio.
L’alta frequenza di abbandoni scolastici da parte di studenti (non solo) stranieri è un dato, che è però direttamente connesso alle limitate possibilità di inserimento armonioso e funzionale nella società italiana.

Le difficoltà integrative che si incontrano a livello locale in sede scolastica non sono certamente un’esclusiva italiana e tantomeno di Como. Dall’incontro di mercoledì pomeriggio emergono però chiaramente alcuni spunti di riflessione: la necessità di un maggior coinvolgimento diretto e costante della comunità ospitante nell’interazione con i nuovi arrivati, siano essi in transito o in arrivo; il bisogno di valorizzare l’esperienza e i bisogni dell’individuo lavorando sugli elementi comuni, o costruendone con l’aiuto dell’arte, la presa d’atto che l’inclusione è “il percorso” prima ancora che “il traguardo”, e che come tale va affrontata in modo organico, mettendo in relazione ogni soggetto coinvolto, sia da parte di chi è accolto, sia da parte di chi accoglie. [Alida Franchi, ecoinformazioni].

Guarda il video di Luca Bedetti

Terroni uniti a Pontida


Sono più di 3000 i terroni del nord e del sud Italia, antirazzisti e antifascisti, che sabato 22 aprile hanno pacificamente invaso Pontida per gridare il proprio no alle politiche populiste di Salvini e della Lega Nord e ad ogni tipo di discriminazione.

Nella Giornata dell’orgoglio antirazzista, migrante e meridionale, realtà di tutta Italia si sono radunate nel prato di proprietà delle Ferrovie dello Stato per un lungo concerto, durante il quale si sono alternati diversi gruppi e cantanti portatori di un unico messaggio: la vera Italia non è quella leghista, non è quella voluta da Salvini, bensì quella che accetta la diversità e non discrimina in base alla provenienza o alla condizione economica.

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28 e 29 aprile/Ancora nessuna risposta sul Drop in/ La Como solidale per l’Accoglienza vera

Lo avevano detto nella precedente assemblea e lo hanno riconfermato nell’incontro della Como solidale del 21 aprile: non è possibile lasciare che la disponibilità offerta dalla Bella Como per trasformare la struttura comunale inutilizzata dell’ex Drop in un luogo di accoglienza urgentemente necessario per chi è costretto a dormire in strada non abbia risposta da parte del Comune. Per sostenerla è stato deciso un presidio di 24 ore dalle 8 alla 20 venerdì 28 e sabato 29 aprile in via Virginio Bertinelli avanti a Palazzo Cernezzi. Se infatti sono in strada persone che non trovano un’accoglienza vera la Bella Como, che già nell’estate scorsa ha saputo offrire anche insieme a Firdaus e ad altre organizzazioni svizzere solidarietà e accoglienza, sarà in strada tutto il tempo necessario per avere risposte dalle istituzioni. Il documento, che riportiamo integralmente, non lascia dubbi sulla volontà della Como solidale di collaborare con il Comune e neppure sul fatto che sia richiesta con forza una risposta concreta e in grado di affrontare il problema prima che «malfattori politici, criminali e razzisti» strumentalizzino la sofferenza di tante persone. Leggi nel seguito il testo già sottoscritto da Como senza frontiere, Gruppo volontari Sant’Eusebio, Migranti e sanità, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti.
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Connessioni controcorrente/ Una giornata di teatro civile / “Nel mio paese”: ribaltare le prospettive per fare chiarezza

DSCN0557Dalle 14.30 di mercoledì pomeriggio, la III Giornata di teatro civile, parte del progetto Connessioni Controcorrente (che vede impegnati Teatrogruppo Popolare, Arci Xanadù e Arci ecoinformazioni con il contributo di Fondazione Cariplo e il patrocinio del comune di Como e della regione Lombardia) al circolo arci Xanadù è proseguita con uno spettacolo a cui hanno assistito alcune classi di scuola secondaria di secondo grado: Nel mio paese, versione integrale del monologo di Gianpietro Liga che è parte della sceneggiatura di Sconfinati destini. (altro…)

27 aprile/ Agli occhi dell’altro/ Informazione e malainformazione: come evitare le bufale

 

Giovedì 27 aprile, al Chiostrino artificio di Como in via Terragni 4 dalle 14 alle 16, ci sarà il sesto e ultimo incontro del ciclo Agli occhi dell’altro, organizzato dagli Studenti senza frontiere.. Questo sesto incontro parlerà di come la stampa affronta la questione dell’immigrazione e di come alcune notizie false possano cambiare radicalmente le idee dei cittadini. Interverrà sul tema Andrea Quadroni, giornalista de La provincia. [Luca Bedetti, Dounia Arrafi, ecoinformazioni]

 

26 aprile/ una maratona di teatro e musica al Gloria

Mercoledì 26 aprile l’appuntamento è allo Spazio Gloria per una maratona di teatro civile e musica a ingresso libero dalle 9.30 alle 24. Immigrazione e integrazione multietnica il filo conduttore della giornata, con l’obiettivo di mettere in contatto il pubblico con il concetto di cooperazione.

Alle 9.30 lo spettacolo “Pinocchio a colori”, per le scuole primarie, vedrà i bambini della scuola elementare di Argegno, una pluriclasse composta da alunni provenienti da diversi paesi del mondo, interpretare e mettere in scena il testo di Collodi adattato teatralmente per un gruppo attorale multietnico. Gli studenti spettatori saranno coinvolti durante lo spettacolo con il canto di una canzone e la gestualità che la accompagna.

Alle 11.30 con lo spettacolo “Storie di vite in cammino”, per scuole medie e superiori, attori del TeatroGruppo popolare e giovani stranieri richiedenti asilo a Como metteranno in scena sogni e aspettative di chi fugge dalla propria terra e approda in un paese straniero; con il testo e la regia di Giuseppe Adduci.

Alle 14.30 “Nel mio paese”, uno spettacolo per adulti e ragazzi, guarderà la realtà degli immigrati da un punto di vista nuovo: le paure e le diffidenze degli autoctoni vedranno il loro percorso evolversi fino a divenire amicizie. Con Gianpietro Liga e il coinvolgimento degli studenti e delle studentesse del laboratorio teatrale.

Agli spettacoli seguirà, alle 18, il dibattito “Immigrazione teatro scuola” aperto a tutti, interessati e curiosi, docenti, e operatori del settore per un confronto di esperienze tra operatori del territorio che operano nell’ambito del teatro, della scuola e dell’accoglienza.

Dalle 21 “Musica civile” con la partecipazione dei Modena City Ramblers e Gian Battista Galli dei Sulutumana.

Per informazioni o prenotazioni: 348 3629564; info@teatrogruppopopolare.it

La giornata è organizzata da TeatroGruppo popolare in collaborazione con arci Xanadù e arci ecoinformazioni nell’ambito del progetto “Connessioni controcorrente”, con il contributo di Fondazione Cariplo e il patrocinio del Comune di Como e di Regione Lombardia.

La quattordicesima marcia di Csf, dedicata a Gabriele Del Grande, si è chiusa con Bella ciao

Un bel gruppo di persone ha dato corpo alla quattordicesima marcia per i desaparecidos di Como senza frontiere il 22 marzo in piazza della Pace (già nota come piazza Vittoria). Ester Francescato ha letto un documento di denuncia delle illegalità commesse dal governo turco, di richiesta alle autorità italiane di un impegno reale per la liberazione di Gabriele Del grande ingiustamente detenuto, di invito al governo italiano a non sottoscrivere con la dittatura di Erdogan accordi commerciali. La manifestazione ha nuovamente denunciato l’attacco ai poveri decretato dai provvedimenti ingiusti e illiberali di Minniti-Orlando e ha soprattutto ribadito l’orrore verso politiche che hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero marino. La manifestazione si è conclusa con Bella ciao. [Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

Cause e effetti delle migrazioni

L’11 aprile al Chiostrino Artificio di Como c’è stato il quinto incontro del ciclo Agli occhi dell’altro, organizzato da Studenti senza frontiere. Questa volta si è parlato di cause ed effetti delle migrazioni in Europa e nel resto del mondo. Ha parlato per primo Carlo Antonio Barberini, descrivendo gli effetti economici delle migrazioni sui paesi europei, definendo i migranti un importantissima e necessaria risorsa economica in particolare per l’Italia. L’Italia, essendo un paese vecchio ha assoluto bisogno di migranti, in Italia i lavoratori che vanno in pensione sono più del doppio dei giovani che entrano a far parte del mondo del lavoro, di conseguenza i migranti costituiscono per l’economia italiana ed europea un ondata di forza lavoro mediamente giovane. Inoltre, è stata sfatata l’idea secondo cui i migranti vivono a spesa degli italiani e siano quasi tutti malintenzionati, dato che il tasso di criminalità è praticamente identico tra reati compiuti da extracomunitari e dai cittadini italiani, inoltre è grazie ai piccoli contributi dei migranti che più di seicento mila anziani italiani hanno una pensione. Barberini ha parlato anche della futura integrazione dei migranti nella società, le prospettive sono negative e positive allo stesso tempo. Il governo non sta indicando le giuste normative per far sì che l’integrazione avvenga, ma, allo stesso tempo, il contesto per l’integrazione nelle future generazioni migliora dato che i giovani, crescendo in una società già ampiamente formata da culture differenti, è molto più semplice l’integrazione. Ha proseguito Claudio Fontana, che ha intrattenuto un discorso riguardo l’atteggiamento della popolazione nei confronti dei migranti e in particolare del fatto che molti stereotipi o problemi riguardanti i migranti sono solo frutto di paure infondate o di autoconvinzioni dovute al fatto che ognuno preferisce credere alla verità che si aspetta piuttosto che a quella reale. Già on line sul canale di ecoinformazioni i video di Luca Bedetti e Dounia Arrafi. [Luca Bedetti, Dounia Arrafi, ecoinformazioni]

Guarda sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video di Luca Bedetti e Dounia Arrafi dell’iniziativa.

Prc/ All’ex Stecav accoglienza, non parcheggi

Il Prc conferma l’adesione al progetto di dormitorio nell’area ex-Stecav e contesta la proposta di Magatti di realizzare in quell’area un parcheggio. Leggi nel seguito il testo del comunicato. «Apprendiamo dall’intervista al quotidiano La Provincia che l’attuale assessore e candidato sindaco di Civitas Bruno Magatti intende trasformare l’area ex-Stecav in un’area di sosta. (altro…)

Ecoinformazioni è un circolo Arci

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