immigrazione

4 aprile/ Accoglienza nostrana

Studenti Senza Frontiere è un gruppo di studenti, provenienti da più scuole del Comasco, formatosi in seguito alle esperienze vissute nell’estate 2016 durante l’emergenza umanitaria di Como San Giovanni.  Lo scopo del gruppo è quello di analizzare il fenomeno dei flussi migratori risalendo alle cause e gli effetti che comportano, ma anche ideare progetti concreti per i migranti e sensibilizzare gli studenti riguardo questo tema.  (altro…)

Sinistra italiana per i diritti dei migranti

Il Congresso territoriale di Sinistra Italiana di Como di sabato 1 aprile ha approvato un ordine del giorno sul tema dei diritti dei migranti particolarmente negati nel nostro territorio. Leggi nel seguito il documento approvato all’unanimità. (altro…)

1 aprile: chiude l’accoglienza

Dal  primo aprile sono ancora più evidenti le colpe delle istituzioni che non hanno svolto il loro compito per assicurare ai migranti i diritti che umanità e leggi assegnano loro. L’idea sbagliata di immaginare che si possa lasciare le gestione del tema epocale del nostro tempo interamente alla buona volontà di privati e impegnarsi solo per nascondere i migranti alla vista dei turisti per evitare contraccolpi agli incassi di alberghi e ristoranti ha prodotto molti disastri, ha colpito la salute e il futuro di migliaia di persone, ha infangato la dignità civile della città.

Più ancora che gli errori commessi da Prefettura e Comune di Como nella gestione della cosiddetta emergenza migranti, nell’analisi anche solo quantitativa di ciò che è stato fatto spicca la sostanziale inattività della parte pubblica che ha si elargito molti milioni di euro (spesso impropriamente) a soggetti privati diversi, ma non ha costruito nulla. Basti pensare che in questo momento non esistono strutture del Comune di Como che fanno accoglienza e anche il cosiddetto  Campo governativo è in realtà appaltato a due soggetti privati Cri e Caritas che lo gestiscono. Ma se ci si affida al mercato e/o si conta solo sul cuore grande della città senza governare il processo accade e sta accadendo che dall’oggi al domani vengano a mancare più di 60 posti per dare rifugio a persone (persone!!!) che da domani sono in strada. Troppo facile e troppo comodo pensare che ancora una volta l'”istituzione” dell’accoglienza che risolve i problemi sia don Giusto della Valle. Anche i miracoli hanno un limite e l’idea di amministrare la cosa pubblica fiduciosi che poi ci sarà un miracolo non solo è improvvida, ma anche vistosamente irresponsabile e ingiusta. D’altra parte il fatto che pervicacemente Como, città di frontiera non dal luglio 2016, ma da millenni, non voglia prendersi cura del problema dei transitanti e abbia saputo solo nasconderli alla vista con una sinergia perfetta con la Prefettura per toglierli dalla Stazione San Giovanni e metterli in parte in strada e  in parte nel Campo governativo,   tuttora oscurato dal controllo democratico, inaccessibile ai media e privatizzato, pone dubbi anche su come le istituzioni saprebbero gestite altre emergenze della città. Se una sciagura colpisse una parte del territorio e si rendesse necessario accogliere per qualche mese 500 cittadini che non hanno più riparo cosa farebbero Comune e Prefettura? direbbero che gli spazi di proprietà comunale sono inidonei e lascerebbero dormire in strada la popolazione confidando che i ragazzi e le ragazze delle Ronde solidali si assumano anche la gestione di questo problema? Almeno in questo caso si dimostrerebbe che non si tratta di razzismo, ma semplicemente di colpevole grave e persistente inefficienza e incapacità. Ma esiste anche una Bella Como (piccola, ma attiva) che ha saputo  supplire all’inesistenza delle istituzioni e talora ha dovuto persino difendersi da esse, esistono reti e associazioni spontanee che si attivano per salvaguardare la vita dei migranti, il loro progetto di vita e la rispettabilità civile dell’intera comunità comasca. È la città che propone al Comune di utilizzare ad esempio l’ex Drop in per accogliere, è la città che ha realizzato la Mensa di Sant’Eusebio e la sua piccola struttura di accoglienza che oggi chiude, è la città delle straordinarie 8 donne di Refugees welcome che si è accorta (le istituzioni no) che quelli buttati fuori dai Cas esistono, è la città che concorda con Flavio Bogani sulla necessità di uno spazio per accogliere quei migranti che non sono aiutati dalle strutture che hanno regole di ammissione segrete e discriminatorie. È la città che si batte contro il decreto Minniti e il suo ritorno alle legislazioni differenziate per etnia di memoria fascista. È la bella Como. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Per i diritti dei migranti serve un’informazione seria

L’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti è attivo a Como per dare la corretta informazione e tentare di far riconoscere dalle istituzioni almeno i diritti previsti dalle leggi.  L’azione di informazione è essenziale perché, come sottolinea l’Osservatorio,  è «indispensabile per avviare correttamente la domanda di asilo protezione internazionale». Naturale quindi la critica  a quella spettacolarizzata delle Iene che può risultare controproducente quando banalizza seppur con il fine positivo di denunciare speculazioni . Leggi  il comunicato dell’osservatorio.

[Foto Gin Angri]

Attivismo sociale per l’accoglienza diffusa

Tutte donne, loro dicono casualmente e invitano anche uomini a partecipare, ma forse le esperienze delle otto persone che hanno dato vita al tavolo di Como dell’associazione Refugees welcome sono tipicamente femminili: attivismo sociale fondato sulle relazioni, sulla capacità di tessere fili anche diversi sciogliendo i nodi che inevitabilmente si formano e puntando ad arrivare al risultato con notevoli capacità organizzative e a farlo collettivamente senza quella tendenza a essere “prime donne” che è in realtà tipicamente maschile. (altro…)

A Palazzo Cernezzi il decreto della vergogna

Con una dichiarazione preliminare al Consiglio comunale di Como del 29 marzo Celeste Grossi ha denunciato la gravità delle norme Minniti che hanno avuto la fiducia in Senato: stravolgono il sistema giudiziario italiano creando un canale diverso con meno diritti per i migranti, impongono la criminalizzazione per chi fugge da guerre, violenze e povertà,  aumentano le spese e il migrabusiness e mortificano il ruolo delle forze dell’ordine costrette ad applicare norme inqualificabili e anticostituzionali.

«Fiducia a Minniti 

Nel Mar Mediterraneo si continua a morire. Il sistema di accoglienza è al collasso. L’estate si avvicina  in assenza di una regia sul fenomeno migratorio, un fenomeno strutturale che continuiamo a affrontare con modalità emergenziali.   

In questa situazione caotica il ministro Minniti ha chiesto e ottenuto la fiducia al Senato, ora passerà alla Camera, per l’ultimo voto,  su un Decreto che criminalizza rifugiati e immigrati, con  impatti nefasti sulla vita di migliaia di uomini, donne e bambini, e, lungi dal risolvere i problemi, mette ancora più in difficoltà il sistema di accoglienza, aumentando i tempi di attesa e la spesa pubblica. Pensare che diminuire le garanzie per i più deboli, con il grado unico di giudizio, l’abolizione del contradditorio nella procedura unica per le espulsioni, sia la soluzione alle difficoltà del nostro paese,  è sbagliato. Mortifica la democrazia, limitando per legge i diritti di alcune persone – gli stranieri –. Avalla  implicitamente atteggiamenti xenofobi e razzisti. 

Intanto a Como, i Consiglieri e le Consigliere comunali continuano a non poter entrare nel Campo di via Regina Teodolinda, dove convivono minori non accompagnati, minori accompagnati e adulti, un campo di cui ancora non sappiamo la denominazione formale e, di conseguenza, le normative che ne regolano il funzionamento. La situazione dei minori non accompagnati non affidati al Comune ci preoccupa. E non riusciamo a fugare dubbi e perplessità. Il 27 marzo, in risposta alla richiesta formulata dal presidente della Commissione III di partecipare a una riunione sulla situazione dei minori non accompagnati, “il Prefetto comunica di aver già provveduto a fornire, con nota dell’01.12.2016“, “opportuni elementi informativi in merito all’individuazione di specifiche soluzioni alla problematica dei minori stranieri non accompagnati“. Pertanto, resta a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, limitatamente a specifiche richieste di aggiornamento dei dati già comunicati“».  [Celeste Grossi, consigliera comunale Paco-Sel, Sinistra italiana]

Immigrazione 5 stelle

Luca Ceruti, portavoce e Consigliere comunale del M5s a Como, chiarisce la posizione dei cinque stelle sul contesto generale del tema migranti. Il documento non esamina la situazione a Como, ma fornisce importanti e in parte innovative prese di posizione riguardanti il superamento delle Convenzioni di Dublino, il contrasto alla tratta dei migranti, la lotta al migrabusiness nei finanziamenti all’accoglienza, il tema della distribuzione degli aiuti tra migranti e autoctoni al centro della violenta campagna razzista della Lega, Frontex. Leggi il documento.

30 marzo/ Refugees welcome a Como

Il neo costituito Tavolo di Como dell’Associazione Refugees welcome invita giovedì 30 marzo alle 21 all’Accademia Galli, in via Petrarca 9 a Como, alla Serata di presentazione delle sue attività. Dopo una breve introduzione sul tema, verranno spiegate la storia di Refugees welcome e le modalità operative sul territorio di Como. Seguiranno testimonianze di famiglie che hanno già accolto rifugiati e che riporteranno le loro esperienze.  Ci sarà spazio per domande e curiosità e per proporre la propria candidatura, sia come volontari sia come famiglie ospitanti.

Binari di confine

 

giocodellocaEsplicitati i termini della nuova politica di blocco alla frontiera sulla linea ferroviaria per Chiasso: «Gli individui dalle fattezze africane o nord-orientali sprovvisti di documenti saranno prelevati dai vagoni, tradotti negli uffici della polizia di frontiera e sottoposti a interrogatorio e perquisizione integrale». Così un documento firmato Regione Lombardia, Trenord, Rampinini, Tilo e Canton Ticino che precisa: «Le operazioni di rastrellamento prenderanno alcuni minuti, Ci scusiamo per il disagio e ringraziamo per la cortese indifferenza».

 

Finalmente delle scuse per i disagi che i pendolari subiscono sulle tratte per la Svizzera. Il consueto gioco di guardie e ladri con inseguimenti vari nei vagoni a ridosso del confine; il pittoresco giocare a nascondino con anche l’utilizzo dei tetti, come sui caratteristici treni indiani; l’esperienza quotidiana di chi prende i treni diretti verso la Confederazione elvetica, sono finalmente esplicitati. I volantini plastificati, appesi con fascette su poltrone e appendini sui treni locali fra Ticino e Lombardia, precisano che i fermati: «Una volta riconsegnati alle autorità italiane, verranno rilasciati a Ponte Chiasso con un decreto di espulsione o caricati sui pullman forniti dalla ditta Rampinini S.r.l. e deportati a Taranto». E come il Gioco dell’oca ci insegna: «Da lì potranno riprendere il viaggio verso nord per ripresentarsi nell’arco di pochi giorni oppure essere sfruttati nelle colture locali».

Niente “buonismo”, alla fine le autorità hanno esplicitato la politica ufficiale nei confronti dei disperati che premono sulla frontiera svizzera. Basta con intellettualismi vengono disvelate le reali condizioni e da ultimo viene riconosciuto l’impiccio che lo stato attuale delle cose crea ai poveri pendolari.

Ma davvero? Fortunatamente no. Si tratta di una provocazione di un gruppo denominato 6 senza frontiere che, copiando la grafica ufficiale e unendo enti pubblici e società private, ha voluto scuotere le coscienze di chi prende i treni fra Milano e la Svizzera, destando dal torpore e dall’indifferenza chi ormai si è assuefatto alla situazione drammatica di chi cerca, rischiando anche la vita e a volte perdendola, di passare il confine sperando in un futuro migliore.

Frontiera assassina e decreti Minniti a Palazzo Cernezzi

Nelle dichiarazioni preliminari del Consiglio comunale di Como del 20 marzo Luigi Nessi e Celeste Grossi, esponenti delle sinistre comasche che si riconoscono nel percorso unitario de La prossima Como, hanno denunciato che sono già due i ragazzi africani fulminati (uno morto, l’altro in fin di vita)  dopo avere tentato di passare la frontiera italo-svizzere sul tetto di un vagone ferroviario e come con i decreti del ministro dell’interno Minniti si aggraverà ulteriormente la già tragica situazione dei migranti perseguiti, isolati, emarginati, puniti per la colpa stessa di esistere.  (altro…)

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