2 febbraio/ Undicesima marcia Csf/ Sono persone non numeri
Giovedì 2 febbraio dalle 16.30 alle 17.30 la rete Como senza frontiere invita a Como in via Cesare Cantù, davanti al Liceo Volta, per l’undicesima marcia per i Nuovi desaparecidos. Siamo esseri umani non possiamo restare indifferenti a un’Europa che sostiene il proprio benessere con lo sfruttamento del Terzo mondo trasformando il Mediterraneo in una gigantesca fossa comune a cielo aperto, in un cimitero liquido. E se vogliamo restare umani non possiamo che resistere ed esserci, riportando la riflessione politica alle piazze e alla vita reale.
A Csf hanno già aderito: Aifo Como, Anpi Monguzzo, Anpi provinciale Como, Arci Como, Arci-ecoinformazioni, Associazione artistica Teatro Orizzonti inclinati, Associazione Par Tüc, Associazione Luminanda, Casa d’Arte asd Unione Sportiva Acli, Cgil Como, Comitato Cantù antifascista, Comitato Como Possibile Margherita Hack, Consulta provinciale degli studenti Como, Cooperativa Garabombo, Coordinamento Arte migrante Como, Coordinamento comasco per la Pace, Coordinamento comasco contro l’omofobia, Donne in nero Como, Emergency Como, Giovani comunisti/e Como, I Bambini di Ornella, Il baule dei suoni, L’altra Europa Como, L’isola che c’è, Libera Como, Missionari comboniani di Como e Venegono, Paco-Sel, Parrocchia di Rebbio, Prc/ Se provinciale Como, Scuola di italiano di Rebbio, Scuola serale di italiano di Rebbio, Sel provinciale Como, Sprofondo, Unione degli studenti Como, il consigliere comunale Luigi Nessi e la consigliera comunale Celeste Grossi, tante persone.

Interagire, Costituenda comunità pastorale di Lurate Caccivio, Coordinamento comasco per la Pace, Semm dréé a laurà invitano, mercoledi 1 febbraio alle 20,45 in via Volta 3 a Lurate Caccivio (Co), all’iniziativa Migranti: ogni uomo è mio fratello.
Filippo Miraglia, vicepresidente dell’Arci, denuncia in un post l’avvio della caccia ai nigeriani tramite un incredibile telegramma emanato dal Ministero dell’interno alle Prefetture. Il pericolo di gravissime violazioni dei diritti umani è evidente anche nel territorio lariano. Se il Ministero compie atti di questo tipo, le Forze dell’ordine, che spesso tamponano con la loro umanità, attenzione ed elasticità l’effetto di normative ingiuste e potenzialmente assassine, non potranno che eseguire il diktat del governo.
Venerdì 3 febbraio alle 20.45 si terrà nell’oratorio di Sant’Eusebio in via Volta 10, a Como, un incontro per organizzare un gruppo di volontari che si occupino della gestione di quindici posti letto destinati ai migranti.
C’è un limite anche all’abnegazione di chi sceglie di definirsi “cameriere del sorriso” e alla fine non resta che andarsene quando le condizioni sono contrarie al fine stesso per cui si fa volontariato. In tantissimi/ e vanno via dal Campo e lo scrivono in un documento denuncia che pubblichiamo interamente perché la voglia di essere al servizio confligge con le loro profonde convinzioni etiche e con il desiderio di essere d’aiuto al riconoscimento di diritti umani e non comoda foglia di fico alle inefficienze costose e ingiuste di chi avrebbe il compito di gestire con professionalità, umanità e correttezza l’accoglienza al Campo governativo ricevendo per questo ingentissimi finanziamenti statali.

























Non è un buon segnale il fatto che neppure sul tema epocale dei diritti dei migranti la città di Como non solo non trovi unità, ma neppure capacità di costruzione di sedi democratiche nelle quali i diversi attori si confrontino alla luce del sole. La deleteria tendenza a costruire tavoli separati e riservati, nicchie spesso opache nelle quali alcune delle diverse opzioni si confrontano rifiutando la trasparenza che nelle tematiche dei diritti e della democrazia è vitale.

