immigrazione

Sgomberato il Centro per minori di Tavernola

bruno magattiIn alto mare l’accoglienza degli stranieri a Como. Il campanello d’allarme, suonato mercoledì 30 settembre nella terza Commissione consiliare che ha preso atto della complessa fase in corso,  ha avuto un’evidente conferma nello sgombero del Centro per i minori non accompagnati di Tavernola affidato a una cooperativa che non ha rispettato le indicazioni dell’Asl e gli inviti del Comune a mettersi in regola. La decisione  ha determinato il trasferimento dei minori in parte in città,  in parte fuori provincia.

Nel seguito le dichiarazioni dell’assessore alla Politiche sociali, l’esponente di Paco-Sel Bruno Magatti, che aveva nei giorni scorsi lanciato un altro segnale di allarme sul comportamento di alcune strutture private di accoglienza dei profughi che si sentivano esentate dal dovere del pagamento dei tributi comunali. Sempre più forte la necessità di cambiare passo e strategia evitando di affidare senza garanzie settori essenziali. Sempre più necessario uscire da un’emergenza che è strutturale e, come proposto dalla Marcia delle donne e degli uomini scalzi, prendere atto che le istituzioni, vista la palese inadeguatezza e talora illegalità di tanti privati che si avvantaggiano dei  drammi dei migranti, devono gestire direttamente la partita. (altro…)

Diritti migranti/ Sel: rispondere insieme a una situazione nuova

sel-genericoLa proposta fu già avanzata qualche hanno fa dall’Arci nel consiglio direttivo dell’Avc (Associazione del volontariato comasco che gestisce il Csv): costituire una Tavola dei diritti dei migranti. Una tavola, non un tavolo perché esso troppe volte è stato sinonimo di luogo di spartizione di fondi pubblici. Sia chiaro non un “cabina di regia”, altro termine spesso usato per nascondere un nulla tanto costoso quanto lottizzato.
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Video/ 1000 scalzi a Como/ Un passo di civiltà

marciapercorsowebSnobbata dalla stampa tradizionale locale – troppo legata forse all’idea che il tema migranti sia interessante solo se si parla di accoglienza  (di cuore) e non quando è in campo una strategia non emergenziale ma risolutiva (di testa e di cuore insieme)- diffusa dai mille canali del web e dall’informazione partecipata, la notizia della straordinaria manifestazione (a piedi nudi) è arrivata, ha coinvolto uomini e donne e un numero grandissimo di organizzazioni, culturali, sindacali, di promozione sociale, politiche (praticamente mancava solo la Caritas). Mille persone hanno percorso la città da piazza San Fedele a piazza Duomo, con loro anche un bel pezzo della politica locale dall’assessore alle Politiche sociali al presidente del Consiglio comunale a consiglieri e consigliere della maggioranza di centrosinistra. E alla fine, in piazza Duomo, la gioia di  essere in tanti in cammino sulla giusta strada della libertà e dei diritti per tutti si è espressa con la  musica meticcia multietnica e multigenerazionale,  naturalmente scalza, de Il baule dei suoni. Già  on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa, presto su questo sito l’articolo di Stefano Zanella.

Già  on line sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa, presto  su questo sito l’articolo di Stefano Zanella.

M5s alla Marcia scalza

marciascalzaL’adesione del M5s di Como alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi è stata per molti una piacevole sorpresa che mette in luce come il pensiero del leader supremo Grillo non abbia più la forza di condizionare l’azione politica di tutti gli attivisti.

Abbiamo chiesto a Luca Ceruti di illustrarci i motivi della scelta coraggiosa del movimento comasco. La risposta del consigliere M5s è stata pronta e rappresenta un pensiero condiviso con gli attivisti del M5s di Como e non solo. In essa il consigliere nega l’esistenza di fratture tra esponenti locali e nazionali. (altro…)

11 settembre/ Marcia da piazza San Fedele a piazza Duomo

marciascalzaNell’incontro di martedì 8 settembre della Marcia delle donne e degli uomini scalzi  i promotori dell’iniziativa comasca hanno preso atto con soddisfazione che l’elenco delle organizzazioni che hanno aderito  raccoglie una parte vastissima e significativa del mondo politico, sindacale, associativo e sociale della provincia di Como, con un unico elemento di delusione: la mancata partecipazione della Caritas. Definito il percorso della Marcia da piazza San Fedele a piazza Duomo, confermato l’orario di inizio fissato per le 20,30 di venerdì 11 settembre, si è scelto di evidenziare il valore dell’unità nella diversità tra tanti gruppi e persone che marceranno insieme puntando sull’Appello nazionale per la Marcia che sarà letto all’inizio e alla fine dell’iniziativa e diffuso durante il percorso. Presto on line su ecoinformazioni il comunicato stampa degli organizzatori con tutti i dettagli dell’iniziativa che si svolgerà in ogni caso anche se piove. Di seguito l’elenco aggiornato a martedì 9 settembre delle prime adesioni. (altro…)

Sel/ Giornata mondiale del rifugiato

sel comoAnche Sel celebra il 20 giugno la Giornata mondiale del rifugiato indicando i molti motivi che richiedono un cambiamento di ritta nelle politiche nazionali e internazionali sulle migrazioni per garantire a tutti e tutte diritti fondamentali se si vuole restare umani. Leggi nel seguito il testo del comunicato.
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Interrogazioni, Resistenza e immigrazione

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi approva la riqualificazione del Monumento alla Resistenza europea e discute dei centri di accoglienza di Sagnino e Tavernola. La richiesta di Butti di non riattivarli non passa.   Preliminari Su problemi viabilistici è intervenuto, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 18 maggio, Giampiero Ajani, Lega, che affermato ironicamente «io non voglio pensare che il limite a 30 chilometri orari in viale Giulio Cesare e via Bellinzona serva solo a far cassa». Di diritti ha parlato invece Luca Ceruti, M5s, ricordando la manifestazione delle sentinelle in piedi che si terrà in città il 23 maggio, «tanto silenziosa e tanto devastante», rilevando l’incongruenza della adesione agli inviti europei per la lotta all’omofobia e poi la concessione di spazi a manifestazioni oscurantiste.   Monumento alla Resistenza «Abbiamo cercato di discuterne prima del 25 aprile, per il 70° della Liberazione, ma l’inversione non venne accettata e il sindaco ha risposto che si stava già facendo quanto proposto» ha esordito Ceruti sulla mozione per la riqualificazione e valorizzazione del Monumento alla Resistenza europea, firmata anche da Luigi Nessi, Paco-Sel, Andrée Cesareo, Pd, e Eva Cariboni, Amo la mia città. Un inizio polemico stemperato dall’intervento di Luigi Nessi, che ha ricordato le parole di Pier Amato Perretta sulla «educazione profonda e costante», invitando ad attualizzare i valori espressi dal monumento. Quasi tutti i consiglieri hanno poi votato a favore del documento, salvo Sergio Gaddi, Fi, contrario, e alcune astensioni nella maggioranza Marco Tettamanti, Como civica, e nell’opposizione il Nuovo centro destra.   Interrogazioni Si è così passati all’esposizione di alcune interrogazioni la cui risposta, da parte di assessori e uffici, non ha soddisfatto i consiglieri. Per prima quella di Ajani sugli effetti conseguenti alla frana di Civiglio, portata in aula, come ha chiarito il consigliere, perché non ha avuto risposta entro i termini prescritti. «È vero c’è stato un po’ di ritardo hanno fatto un pasticcio nelle segreterie» ha ammesso l’assessora Daniela Gerosa che ha ribadito l’obiettivo di riaprire la strada entro l’inizio del prossimo anno scolastico e annunciato un incontro pubblico con il progettista e il direttore dei lavori prossimamente nella frazione comasca. Molto più tesa l’esposizione delle due interrogazioni di Alessandro Rapinese, Adesso Como, la prima sull’aggiudicazione dell’appalto per le paratie con l’importo dei lavori: «Non sono più 12 ma 33 milioni di euro. Non mi rallegro per la città bloccata, ma ben vengano le indagini». La seconda sull’ampliamento della Ztl «l’assessore Gerosa aveva detto che il provvedimento avrebbe azzerato la lista d’attesa per posti auto dei residenti, ma mi risponde di non averlo detto». «Sono passati mesi e non me lo ricordo – ha risposto la diretta interessata –, ma tendenzialmente concordo con questa affermazione. I posteggi per residenti sono funzionali per il mantenimento della residenza nel centro storico». Ma il consigliere di Adesso Como ha poi attaccato il sindaco sulla prevista eliminazione del pergolato nella riqualificata piazza Volta, «così si vede subito lo sportello della banca», insinuando un rapporto con Fondazione Cariplo, «che non ha mai dato così tanti soldi in città», socia di Banca Intesa. Affermazioni che hanno portato ad un acceso dibattito fuori dall’aula fra il consigliere e il primo cittadino.   Immigrazione L’aula ha quindi discusso della mozione, proposta da Marco Butti, Gruppo misto, sulla destinazione degli stabili comunali di via Tibaldi e via Ferabosco. Il consigliere ha ripercorso la storia delle due strutture come centri di accoglienza per rifugiati e ricordato l’accordo con cui l’Amministrazione, in cambio di 450mila euro per la ristrutturazione, cederebbe per 20 anni l’edificio di Tavernola alla Prefettura. In passato ha ricordato il consigliere «si è permesso agli ospiti di fare il bello e il cattivo tempo e bisogna dirlo c’è stato qualche caso di cattiva convivenza sia a Tavernola che a Sagnino». «La struttura è stata distrutta da chi è stato accolto» ha aggiunto dal Gruppo di Nuovo centro destra Francesco Scopelliti, «venti anni sono troppi» si è espressa la capogruppo Laura Bordoli. Di qui la proposta, supportata da più di 700 firme, di non riaprire la struttura di via Tibaldi ai profughi ma destinarla a scopo sociale e di destinare quella di via Ferabosco a associazioni culturali. «L’accoglienza è una tradizione positiva della città» ha replicato Luigi Nessi che ha rammentato come a Tavernola siano passate 5mila persone e si è detto d’accordo con la mozione proposta «quando si dice che qualsiasi accoglienza vada fatta al meglio» e che non bisogna lasciare soli i residenti dei quartieri. «Il quartiere chiede di essere continuare a essere generoso e – ha affermato il consigliere tavernolese Giorgio Selis, Como civica –, ma anche di essere informato e coinvolto». L’assessore Bruno Magatti ha quindi spiegato che la proposta su via Tibaldi porterebbe alla liberazione, ora sono 60 le persone accolte, del centro di via Sacco e Vanzetti a Prestino. Una struttura destinata all’accoglienza di persone in difficoltà ora utilizzata per ospitare richiedenti asilo. «Non si creda ci sia incuria o indifferenza» ha aggiunto Magatti a proposito della gestione e conservazione delle strutture per cui Italo Nessi, Como civica, ha chiesto attenzione nell’affidamento con «progetti seri, monitorati». La maggioranza ha quindi chiesto una sospensione per trovare un accordo che ha prodotto una proposta di stralcio di alcuni punti del documento. Una modifica solo in parte accettata dal proponente, 2 su 4 punti, «penso sia sciocco negare che in passato ci siano stati problemi di convivenza». Votata per punti, su proposta di Roberta Marzorati, Per Como, la mozione è stata perciò bocciata dalla maggioranza e la seduta è finita. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Cercano la felicità, trovano la morte

cercavanolafelicitàjpg“Cercavano la felicità” e hanno trovato la violenza assassina di chi preferisce che muoiano prima ancora di arrivare sulla sponda africana del Mediterraneo o se arrivano ad imbarcarsi si augura muoiano in mare. “Cercavano la felicità” fuggendo guerra, fame e povertà e c’è chi riesce a non accorgersi delle colpe degli stati e dei governi che mortificano l’umanità, i diritti umani per sottometterli alla follia della sicurezza delle frontiere. “Cercavano la felicità” e trovano chi pensa ancora a bombardamenti, a “guerre per la Pace” sporcando il termine “umanitario” per associarlo alla mortifera violenza bellica. Questo hanno raccontato le testimonianze di chi è riuscito fortunosamente ad arrivare in Italia ed è stato accolto anche nel territorio lariano. Questo hanno raccontato i migranti ai quali ha dato voce l’iniziativa di martedì 28 aprile organizzata in piazza Duomo a Como,  per Intrecci di popoli,  da Migrantes, Caritas, Centro missionario e ufficio per il dialogo interreligioso della Diocesi di Como, Acli, Coordinamento comasco per la Pace, Assiratt, Chiese pentecostali ghanesi e nigeriane, Mani unite per l’umanità, Associazione San Lorenzo dei romeni, Chiesa ortodossa patriarcato di Mosca, con l’adesione dell’Arci provinciale, delle Donne in nero. di Garabombo e di tante altre realtà del territorio. La manifestazione nella quale è confluita anche l’iniziativa dei Giovani democratici sullo stesso tema  ha raccolto davanti al Duomo, nella piazza spazzata dal vento un centinaio di persone, molti tra loro i migranti, scarsa nonostante il numero e la varietà dei promotori la partecipazione della città. Tra i partecipanti anche la vicesindaca di Como Silvia Magni, gli assessori Iantorno e Magatti, il presidente del Consiglio comunale  Stefano Legnani, consiglieri di maggioranza del Pd e di Paco-Sel. Guarda i video dell’iniziativa.

Come è profondo il male/ Verso la guerra tra disinformazione e cialtroneria

quartomareIl criminale dilettantismo di una parte non piccola dei professionisti dell’informazione italiana (nazionale e locale) tenterà da oggi di convincere il paese che per chiudere i rubinetti di sangue che irrorano senza sosta il Mediterraneo con scie di morte e di disperazione si debbano fare le seguenti cose: 1- bloccare le partenze, 2 – colpire le barche, 3 – bombardare gli scafisti, assicurarli (i sopravvissuti) alla giustizia.

Non tutti coloro che scriveranno tali strupidagini sono prezzolati dai trafficanti di morte o dai loro consapevoli o inconsapevoli complici nei governi. Molti di questi “giornalisti” che rifuggono dallo studio dei problemi come dalla libertà di opinione sono così incompetenti, inesorabilemnte cialtroni, imbecilli fino al paradosso da credere davvero a ciò che scrivono. Maledetti! Intanto di questa vergognosa bufala vanno convincendosi anche i governi europei e c’è da chiedersi dove sia Tsipras se anche il responsabile europeo (un greco) condivide l’idea che la soluzione sia fare la guerra agli scafisti. [mi auguro che tale notizia verrà smentita e sia frutto solo della cialtroneria di alcuni cronisti].
Intanto il 22 aprile il Guardian ha pubblicato la proposta del mediatore Onu in Siria che dice: 1 – c’è circa un milione di persone pronte per sfuggire alla morte a salpare, 2 – l’unica soluzione è organizzare un piano razionale di divisione dei profughi tra i paesi ricchi gestendo il trasporto dei disperati verso la salvezza evitando così che lo spargimento a ettolitri del loro sangue sia l’effetto della criminalità dei governi che affida alle mafie il compito di massacrare – dopo averli depredati, tenuti in campi di concentramento, torturati e violentati – milioni di persone in fuga da guerre, violenze e povertà. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

21 aprile/ Mobilitazione nazionale: Fermare la strage. Subito!/ A Como alle 17 davanti alla Prefettura

MEDIT
L’Arci ha indetto per martedì 21 aprile la Giornata di mobilitazione nazionale Fermare la strage. Subito! All’iniziativa stanno aderendo molte altre realtà, associative, sindacali, politiche impegnate per i diritti umani contro il genocidio. A Como l’Arci invita a partecipare al presidio davanti alla Prefettura in via Volta alle 17 in concomitanza con iniziative analoghe in altre provincie. L’iniziativa sarà accolta anche al Gloria dedicandole una parte dell’incontro già previsto a sostegno del circolo Arci Xanadù alle 21.  Nel seguito il documento dell’Arci che indice la mobilitazione. Tutte le informazioni sui media di ecoinformazioni. Scarica e diffondi il volantino.

«In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate.

Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE (compreso quello italiano) che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte.

Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi come dimostra quest’ultima tragedia, in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire in mare.

Non c’è più tempo da perdere.

Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte. Il governo italiano, in attesa che sia la Ue a farsene carico, riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio  in tutta l’area del Mediterraneo.

Chieda contemporaneamente all’UE di farsi carico di un programma di ricerca e salvataggio europeo. Si sospenda il regolamento Dublino e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi.

Questi morti non consentono a nessuno di perdere tempo e continuare a pronunciare parole vuote. Sono persone in carne e ossa. E invece sembrano fantasmi.

Martedì  21 aprile 2015 Mobilitazione nazionale in tutta Italia.

A Roma appuntamento a partire dalle 14,30 davanti a Montecitorio. Nelle altre città appuntamenti saranno articolati secondo quanto deciso dalle organizzazioni locali». [Arci nazionale]

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