immigrazione

8 maggio/ Migrazioni e politiche di accoglienza

migrantinowA Now a Villa Erba a Cernobbio domenica 8 maggio alle 16 nella Sala blu dalle 14 alle 16 è in programma l’incontro Migrazioni e politiche di accoglienza, parte di un percorso che continuerà in una serie di altre iniziativa sviluppate dal Coordinamento comasco per la Pace preparatorie del convegno sul tema che si svolgerà a Como negli ultimi mesi del 2016. (altro…)

Generi a colori/ Lui e lei Nord Africa

generi_a_colori.jpg-copGeneri a colori è il progetto per conoscere e approfondire le pari opportunità nei contesti multiculturali ampiamente diffusi alle nostre latitudini, sviluppato con la collaborazione dei comuni di Como, Fino Mornasco, Cantù, Olgiate Comasco, Cernobbio, dell’Università dell’Insubria, Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, di Avc-Centro servizi per il volontariato e della rete di associazioni rappresentative delle comunità di stranieri del territorio. Il 14 aprile nella Sala consiliare di Palazzo Volta a Olgiate Comasco si è svolto l’incontro, introdotto da Paola Vercellini,  Lui e lei: Nord Africa con la mediatrice culturale Noura Amzil e l’avvocato Antonio Angelucci che all’Università dell’Insubria si occupa di diritti, religioni, associazionismo e integrazione. (altro…)

Letteratura e migrazione/ Per non farsi governare dalla paura

giovioletteratura e migrazioneDi umanità e accoglienza, di vita e rinascita e lettere e parole e gesti: di mani tese l’una verso l’altra; di questo si è parlato con Eraldo Affinati e don Giusto della Valle lunedì 18 allo Spazio Gloria, il tema la migrazione, la speranza, la letteratura; questo il filo conduttore della giornata che ha visto testimonianze di vita e di viaggio creare un tutt’uno con la parola scritta di Affinati, con le storie narrate nei suoi romanzi e con l’appello all’introspezione di don Giusto. (altro…)

Video/ Letteratura e migrazione

giovioletteratura e migrazioneSi è svolta il 18 aprile allo Spazio Gloria la giornata  Letteratura e migrazione. Il convegno si è sviluppato con una serie di relazioni svolte da Marzio Caggiano, Bruno Magatti, Eraldo Affinati, Don Giusto. E’ seguito il dibattito al quale hanno partecipato gli studenti del Giovio. Nel pomeriggio l’iniziativa è proseguita con la proiezione di Timbuctù e l’intervento di Claudio Fontana. Già on line l’articolo di Marisa Bacchin e tutti gli altri video di Vanessa Magni.

Guarda tutti gli altri video di Vanessa Magni dell’iniziativa sul canale di ecoinformazioni.

Cimiteri marini/ Il piano di Renzi contro i migranti

barconeMigration Compact: il piano italiano proposto all’Unione Europea per militarizzare la migrazione nei paesi africani. Alla tragedia di un anno fa, in cui più di 800 migranti perdevano la vita in mare, si aggiungono quelle di oggi: circa 400 persone, perlopiù somale, sono annegate durante la traversata dall’Egitto all’Italia e altre sei sono state trovate morte in un gommone in avaria proveniente dalla Libia.

Eppure non bastano. Non scioccano, non indignano. In questo triste anniversario, anziché offrire vie d’accesso legali e sicure, unico mezzo per fermare le stragi e i trafficanti, l’ossessione dei governi europei ed italiano resta quella di fermare le persone che vogliono varcare le nostre frontiere.

Una ossessione che si basa essenzialmente su due assunti.  Il primo tutto politico e legato alla ricerca del consenso (o, meglio, all’ansia di perderlo): dimostrare che si fa sul serio nel voler fermare il flusso dei migranti, alimentando esplicitamente l’idea che l’invasione ci sia e che quindi siano necessarie misure di protezione. Il secondo, legato al primo, è l’idea che l’arrivo di poco più di un milione di persone in un anno per un continente (l’UE a 28) con più di 500 milioni di abitanti, rappresenti un numero troppo alto, un’invasione appunto.

A partire da queste due ‘verità’, la soluzione che emerge dal Consiglio degli Affari Esteri iniziato in Lussemburgo e dal Migration Compact proposto dal Governo Italiano è solo quella di  sigillare le frontiere, respingere, bloccare prima degli arrivi.

Con questo intento, Renzi invia una lettera a Tusk e alla Commissione dove si propone di assumere a modello il vergognoso accordo Ue-Turchia per il piano di gestione della migrazione: accordo con i paesi di origine e transito africani per bloccare i migranti. Il piano – denominato dal premier ‘Migration compact’-  sposa in pieno l’idea dell’accordo con Erdogan di delegare a terzi la responsabilità di gestione delle nostre frontiere, senza alcuna attenzione al rispetto dei diritti umani, facendo una pericolosa amalgama tra sicurezza e immigrazione, ed alimentando pericolose e opache collaborazioni con dittature.

Nel Migration Compact l’interesse è rivolto ai paesi Africani che verranno scelti sulla base del loro ruolo nelle rotte migratorie. L’UE proporrebbe di istituire un fondo europeo per gli investimenti nei paesi terzi, prevedendo una stretta collaborazione con le imprese italiane ed europee. Sul piano delle offerte c’è anche quello della collaborazione al rafforzamento della sicurezza delle frontiere africane.

Dal canto loro  gli Stati Africani si dovrebbero impegnare a controllare le proprie frontiere terresti e marittime, partecipando anche alle operazioni di salvataggio. Ritorna poi l’idea dei centri di selezione tra migranti e richiedenti asilo quando sono ancora lontani dalle coste italiane.

Asse portante del piano italiano anche la politica di rimpatri, con un coordinamento e finanziamento europeo.  Un capitolo a parte è dedicato alla Libia. A un Paese con campi di detenzione in cui si pratica la tortura, l’UE dovrebbe affidare lo screeening tra migranti economici e richiedenti asilo.

L’Arci, che opera un costante monitoraggio delle politiche di esternalizzazione italiane verso i paesi di origine e transito dei migranti, denuncia l’idea base del  Migration Compact e i rischi che comporta una militarizzazione della gestione della migrazione che moltiplicherà le violazioni dei diritti fondamentali, senza fermare le morti alle frontiere. L’Italia si allinea così ai governi che hanno scelto la chiusura e l’intolleranza,  con un cinico piano di esternalizzazione delle frontiere e di ricerca del consenso sulla pelle di migliaia di persone. [Arci Report]

Video/ Di ritorno da Idomeni: dalle migrazioni all’accoglienza

Incontro Da Como a Idomen tuttowebi

Nella sala del cardinal Ferrari gremita da cittadini e cittadine, si è svolta , il 15 aprile, con l’introduzione di Anna Merlo  e la testimonianza sulla drammatica situazione nella “Rotta balcanica” di MIchele Luppi,  l’iniziativa Da Como a Idomeni. Sono seguiti   gli interventi di Roberto Bernasconi e di Emanuele Cantaluppi e la presentazione della Carta dell’accogienza di Caritas-Acli, illustrata da Marco Servettini e da Luisa Seveso. Alle relazioni è seguito un partecipato dibattito nel quale è intervenuto anche don Giusto Della Valle.

Già on line alcuni video dell’iniziativa, presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri.

Accoglienza vera, non sfruttamento/ Ecco la Carta

Nondisolopane

Non basta sfamare e dare un giaciglio. C’è da cominciare a accogliere davvero, c’è da ragionare sul come farlo, c’è da prepararsi a farlo per molte più persone di quelle fino a ora arrivate, in realtà ancora pochissime. E c’è da contrastare il malaffare e l’abuso di chi si arricchisce speculando su chi fugge da guerre, violenze e povertà, spesso alla radice della nostra stessa ricchezza. (altro…)

5, 6 e 9 marzo/ Fuocoammare e storie di migranti allo Spazio Gloria

FuocoammareÈ un Orso d’oro meritato a un film decisamente attuale, quello vinto da Gianfranco Rosi al Festival del cinema di Berlino 2016. Fuocoammare racconta di Lampedusa, dalla terraferma al mare; racconta di quest’isola nel Mediterraneo, vissuta da pescatori e da migranti in fuga da guerre, terrore e fame, di chi ce l’ha fatta e di chi si è perso in mare. Un film che tutti dovrebbero vedere e su cui tutti dovrebbero riflettere, in un momento storico dove l’intolleranza e la paura rischiano di sopraffare, questo film è un invito a ripartire dai diritti e dalle libertà contro chi pensa di ricostruire le frontiere. Come ha dichiarato lo stesso Rosi alla premiazione di Berlino: «Per la prima volta l’Europa sta discutendo seriamente alcune regole da fissare, io non sono contento di ciò che stanno decidendo. Le barriere non hanno mai funzionato, specialmente quelle mentali. Spero che questo film aiuti ad abbattere queste barriere».

Arci Xanadù ha quindi deciso di portare Fuocoammare nella sala dello Spazio Gloria a Como alle 21 di sabato 5, domenica 6 e mercoledì 9 marzo.

Nella serata di sabato 5 marzo inoltre, la proiezione sarà preceduta dall’intervento di don Giusto Della Valle, parroco del quartiere di Rebbio a Como, un passato da missionario in Africa, sacerdote da sempre impegnato sui temi dalla solidarietà e dei diritti, che ha da tempo aperto la porta della sua casa e della sua parrocchia “all’accoglienza”; e dalla testimonianza di Stephen Asare (Ghanese), di sua moglie Beatrice (Nigeriana) e dei figli Margaret e Micheal arrivati qualche anno fa a Lampedusa dalla Libia, dove hanno sostato per qualche settimana e che ora vivono insieme a molti altri profughi della comunità di Rebbio.

Nella stessa serata interverrà per l’Arci Walter Massa, coordinatore commissione nazionale Arci diritti migranti, richiedenti asilo e politiche antirazziste; e verrà presentato l’opuscolo realizzato da Arci e Rete della conoscenza Saperi di frontiera.

L’opuscolo mira a decostruire i “luoghi comuni” sui migranti, i cui arrivi vengono sempre più rappresentati in maniera distorta e strumentale, creando ostilità nei confronti dei profughi, e più in generale degli stranieri, peggiorando continuamente il clima delle relazioni all’interno delle comunità.

Info www.spaziogloria.it

[Jlenia Luraschi, per Arcireport]

Cesareo/ Attenzione e controlli su chi fa accoglienza

cesareoAncora una volta il Consiglio comunale affronta (come dire di striscio, svogliatamente) temi rilevanti, che invece sarebbero la priorità assoluta della sua azione politica, nell’inconsueta e inadatta cornice delle dichiarazioni preliminari, svolte spesso a sala vuota e incomprensibilmente marginalizzate e tenute fuori dal Consiglio comunale vero e proprio dal bizzarro regolamento vigente.

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