marciascalzaL’adesione del M5s di Como alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi è stata per molti una piacevole sorpresa che mette in luce come il pensiero del leader supremo Grillo non abbia più la forza di condizionare l’azione politica di tutti gli attivisti.

Abbiamo chiesto a Luca Ceruti di illustrarci i motivi della scelta coraggiosa del movimento comasco. La risposta del consigliere M5s è stata pronta e rappresenta un pensiero condiviso con gli attivisti del M5s di Como e non solo. In essa il consigliere nega l’esistenza di fratture tra esponenti locali e nazionali.

«Come Movimento 5 Stelle di Como, abbiamo ritenuto di aderire a questa iniziativa che ribadisce come sia un dovere basilare e di umanità, la solidarietà con le persone che si trovano in situazioni disperate e sono costrette a mettere a rischio la loro stessa esistenza per provare a cercare una vita migliore.

Appare evidente che sia in corso un risveglio delle coscienze dei paesi europei che sembra abbiano finalmente capito di non trovarsi di fronte a un problema contingente, ne ad un’emergenza con una durata limitata.

Questo problema grave è purtroppo destinato a durare per decenni.

Ribadiamo però con forza che il M5s lavora per il rispetto delle regole e per la tutela di tutti, e quindi questa nostra scelta non è affatto in contrasto con la posizione nazionale, ma anzi ci da l’occasione di ribadire quali siano le reali posizioni del Movimento 5 Stelle al di là delle strumentalizzazioni operate da numerosi media.

[si legga il post del M5s camera del 2014 (16/10/2014: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/esteri/2014/10/immigrati-le-7-proposte-del-m5s-per-fermare-lemergenza.html]

Il rispetto delle regole comporta anche il tentativo di fermare qualsiasi sbarco illegale, cercando di tutelare e se possibile salvare tutti: gli italiani, troppo spesso dimenticati nelle povertà e nei disagi che questa perdurante crisi ha prodotto, e i rifugiati costretti.

Noi siamo per il superamento della Convenzione di Dublino, accordo che sfavorisce i paesi di frontiera tra cui l’Italia, perché essa è si il primo approdo, ma molti dei migranti la considerano solo una tappa per il viaggio che li porterà nei paesi del Nord Europa.

Noi siamo per promuovere iniziative nei paesi di origine e di transito contrastando le organizzazioni criminali che lucrano sul traffico degli esseri umani.

Noi siamo per istituire delle quote massime di migranti per paese in base agli indici economici e demografici ottenendo un’equa distribuzione, favorendo i ricongiungimenti famigliari.

Noi siamo per l’istituzione di punti di richiesta d’asilo, finanziati dalla Comunità Europea anche al di fuori del territorio nazionale e della comunità stessa, allo scopo di contenere i flussi migratori indistinti.

Noi siamo per il controllo e contro il fenomeno del caporalato, che consente il lavoro in nero, nei campi agricoli al sud come al nord, in condizioni di quasi schiavitù, per stipendi da fame che impediscono l’integrazione e tolgono dignità alla persona.

Noi siamo per la concessione di strumenti di supporto economici in forma di beni e servizi per le famiglie Italiane in modo da evitare tensioni tra Italiani e migranti.

L’Italia lotta da tempo con una crisi economica grave e dove c’è una difficoltà economica si innescano tensioni sociali che limitano drasticamente la capacità di accoglimento della persone.

Non si può che essere solidali con chi lascia tutto per disperazione, ma il concetto stesso di solidarietà non deve mai prescindere dal rispetto delle regole fondanti di una società equa e ordinata.

Como, città di frontiera è punto di passaggio quasi obbligato.

Speculare sui numeri che riguardano il nostro Comune o la nostra Provincia, gridare al pericolo dell’invasione è solo ottusità, quando non spietato calcolo politico.

Abbiamo chiesto ufficialmente con una mozione, approvata in Consiglio comunale, che si rendesse trasparente il rapporto che il nostro Comune ha con la migrazione, con i residenti stranieri, con l’uso delle case comunali, cioè che tutti i dati utili a contrastare speculazioni indegne e “leggende metropolitane” fossero diffusi.

Tutto ciò lo abbiamo chiesto per poter comprendere la reale portata della situazione, per togliere appigli a chi in modo bieco può sfruttare l’ignoranza dei fatti.

La risposta ufficiale dell’Amministrazione a questa nostra iniziativa è stata finora assai insoddisfacente e limitata a pochi dati, peraltro già noti.

Desideriamo proseguire nella nostra azione di contrasto al razzismo perseguendo il metodo del Movimento Cinque Stelle, basato sulla trasparenza e sulla democrazia diretta, certi che la popolazione comasca, avendo chiara visione della reale situazione sul nostro territorio, saprà mostrare quelle doti di solidarietà e di equilibrio che da sempre, se correttamente informata, ha saputo prendere». [Luca Ceruti, portavoce Movimento 5 Stelle di Como]

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