Solidarietà

24 settembre/ La nuova Ciclofficina Par Tucc

inaugurazionecicloffaSabato 24 settembre verrà inaugurata la sede della Ciclofficina Par Tucc, a Como, in via Milano al civico 250. Dalle 11 alle 22 saranno esposte fotografie e ciclo-mezzi. Alle 16 è previsto un workshop di riparazioni basilari, seguito da un rinfresco.

L’inaugurazione della sede in via Milano rappresenta un importante momento di svolta per le attività della Ciclofficina Par Tucc, ma sarà anche l’occasione per festeggiare, a poco più di un anno dalla nascita dell’associazione di promozione sociale Ciclofficina Par Tucc, la riuscita di un progetto perseguito per anni e innovativo in città: la sede di via Milano sarà il primo spazio aperto alla cittadinanza, in cui chiunque potrà usufruire delle postazioni, delle attrezzature e delle conoscenze messe a disposizione dai soci dell’associazione – che offrono gratuitamente il proprio tempo per la gestione della ciclofficina – per la riparazione e la manutenzione delle biciclette.

I locali di via Milano saranno inoltre sede di un infopoint dedicato agli amanti della bicicletta e in modo particolare ai cicloturisti; l’allestimento dell’infopoint sarà a cura dell’Associazione Ciclofficina Par Tucc e verrà in parte finanziato grazie a un contributo di De.Com tramite il bando Meet.

Gli ideatori del progetto credono fortemente nel valore pubblico e sociale che tale servizio offre alla cittadinanza, soprattutto in un quartiere della città oggetto di significative dinamiche sociali che negli ultimi anni ne hanno modificato il tessuto sociale e su cui intervengono progetti come Radici e Ali. Con le attività proposte nella nuova sede seguiranno le finalità sociali sottoscritte nello statuto dell’associazione: diffondere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano e sensibilizzare alla tematica della tutela ambientale promuovendo un modello di mobilità sostenibile e una cultura inclusiva che favorisca l’aggregazione e l’integrazione sociale. Sempre nell’ottica del perseguimento degli obiettivi statutari la Ciclofficina fa parte di una rete di associazioni (Como Ciclabile – Coordinamento provinciale ciclabilità) – tra i cui scopi fondanti c’è, in primo luogo, l’impegno per la mobilità sostenibile e ciclabile – come Fiab Como Biciamo, La Città Possibile, Legambiente, Como a Ruota Libera e Iubilantes. Inoltre, e per il perseguimento di obiettivi più prettamente sociali collabora anche con altre realtà del territorio quali L’isola che c’è, Caritas, Associazione par Tucc, Artificio e Arci. Info: ciclofficinapartucc@gmail.com

Sant’Eusebio con la Caritas nel Campo governativo

volontarie-santeusebioFlavio Bogani, ideatore e guida della Mensa di Sant’Eusebio, con una lettera ai volontari e alle volontarie invita a continuare l’attività al Campo governativo di via Regina Teodolinda. La proposta intende soddisfare la richiesta della Cri che ha invitato la Caritas a mettere a disposizione i volontari della mensa di Sant’Eusebio per servire il pranzo e la cena.

Bogani è consapevole che l’iniziativa anima la contrarietà di chi ritiene non opportuno collaborare a un Campo governativo dando di fatto un contributo non retribuito a esso, ma afferma la positività dell’accoglimento dell’invito fatto da Cri a Caritas: «Entrare nel campo di accoglienza aiuta a relazionarsi con le persone, migliora la vita del campo stesso e agevola altri servizi che andremo a proporre, come quello con gli avvocati e il personale medico/infermieristico (work in progress con gli psicologi), la scuola di italiano e l’animazione. Tutti questi progetti sarebbero al di fuori del campo stesso, per non relegare San Rocco ad un ghetto; abbiamo chiesto al Comune la possibilità di accedere alla Circoscrizione di via Grandi, prospiciente al campo. Siamo in attesa di conferme sugli orari, il parere è già positivo in tutti i casi. Oltre a via Grandi abbiamo disponibili altre aree che fino a quando non avremo proposte concrete e dirette non saranno ufficializzate, per non generare confusioni. Cerchiamo il più possibile comunicazioni certe e favoriremo momenti di condivisione e programmazione comunitari»

Coloro che vorranno accogliere l’invito potranno contattare Mariateresa Carminati (responsabile di settore) scrivendo a eusebio.accoglienza@gmail.com e segnalando la propria disponibilità  (pranzo o cena, giorno).

[Foto Claudio Fontana, per ecoinformazioni]

Assemblea in mensa il 3 settembre/ la bella Como si interroga sul futuro

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L’assemblea che sabato 3 settembre ha riunito le persone che hanno prestato la propria opera volontaria presso la mensa di S. Eusebio e le altre strutture di servizio per i migranti bloccati alla stazione di Como San Giovanni ha rappresentato un momento importante nella riflessione su questa fase drammatica della situazione internazionale e nazionale che ha coinvolto anche Como.

Importante intanto per i numeri (non meno di duecento persone hanno partecipato all’incontro), ma soprattutto per il livello del confronto e della consapevolezza.

Primo scopo dell’incontro era quello di fare una fotografia della situazione. All’appello della mensa di S. Eusebio hanno risposto almeno 417 persone registrate e ancora un’altra ottantina che, pur avendo dato il proprio continuo contributo, non è entrata nel conteggio ufficiale; a queste vanno poi aggiunte le circa 30 persone che hanno lavorato alle docce del Gallio finché sono state attive. Ancora vanno aggiunti tutti coloro che sono stati presenti alla stazione fin dai primi momenti, attivandosi per soddisfare il più possibile le esigenze del gruppo di persone lì bloccate. Ma più ancora dei numeri, conta la varietà di questo pezzo di società che si è messa a disposizione (e che è stata più volte ricordata e valorizzata nel corso dell’incontro): persone giovani e giovanissime, mature, anziane, gente che offriva le proprie competenze professionali specifiche e la voglia di stare insieme, animata dalle più diverse ispirazioni ideologiche e culturali (fatto salvo ovviamente il comune, profondo sentimento solidale e antirazzista), religiose e laiche, parte della comunità locale e a volte di passaggio, e conta la qualità della relazione, volta non tanto a dare un semplice servizio, ma in primo luogo a restituire dignità alle persone.

La varietà è stata, in un certo senso, terreno di incontro con la comunità migrante, difficile da fotografare perché fluida e in continua evoluzione (anche se la valutazione, proprio a partire dal servizio svolto alla mensa, parla di un picco di presenze a metà agosto con 530 pasti serviti, e di una divisione tra maschi e femmine di circa due terzi e un terzo).

Al lavoro della mensa, altri servizi si sono affiancati: il presidio sanitario, pur attivato con un certo ritardo, ha operato grazie sia all’intervento istituzionale che al contributo volontario di personale medico e infermieristico. Le visite effettuate sono state oltre un migliaio, alla media di 70/75 al giorno in diverse ore di attività.

Anche l’assistenza giuridica ha svolto un ruolo importante perché la precisa informazione ha un’importanza fondamentale in condizioni di fragilità.

Un’attenzione particolare è dedicata al problema ai casi dei minori, che sono stati finora 457 (398 maschi e 59 femmine); transitati temporaneamente dalle strutture di assistenza, solo 16 hanno chiesto di restare e sono stati collocati in comunità.

È una situazione estremamente complessa, con molti elementi di contraddizione e, dunque, oltre alla fotografia, conta anche l’interpretazione. Vengono così in primo piano le sensibilità, e perché no, anche i progetti politici. Ma un elemento che alla riunione è risultato estremamente importante è proprio quello di mettere avanti la consapevolezza del proprio ruolo: nel “lavoro” con le persone migranti conta anche questo e conta anche il rapporto con la situazione generale, con le regole, con le scelte e anche con le imposizioni che vengono dall’alto.

Bisogna confrontarsi con l’Europa delle regole e delle frontiere (scomparse solo nei sogni disattenti dei politici e negli affari delle grandi multinazionali), bisogna fare i conti con un governo che stipula accordi con questi stati (come il Sudan) che sono tra le cause scatenanti del fenomeno e a cui invece si affida (dietro enorme compenso) il compito di fermare i movimenti migratori (e verso  cui, tragicamente, sono già state deportate alcune persone che erano riuscite ad arrivare fino in Europa), bisogna ricordare che oltre all’“emergenza” del momento c’è la realtà di lungo periodo dei richiedenti asilo, “parcheggiati” anche a Como (don Giusto Della Valle ricorda che sono circa 900 nel territorio e che, in alcuni casi, sono semplicemente “massa” per piccoli e grandi affari, per i quali non si vuole e non si sa mettere in campo alcuna formazione e alcuna opportunità reale, e – come viene più volte sottolineato – a cui spesso alla fine dell’iter burocratico si risponde semplicemente “no”, in quasi il 70% dei casi), bisogna chiedere alle istituzioni locali non solo di fare tutto quello che per legge devono fare (e che faticano a ottemperare), ma di fare di più e meglio (come riaprire il centro di accoglienza per minori di Tavernola, chiuso nei mesi scorsi, e il cui ruolo appare oggi importantissimo).

È una situazione in cui il mondo del volontariato e dell’attivismo non può sottrarsi alla discussione della prossima spada di Damocle che pende sulle teste di tutti (ovviamente, in primo luogo, delle persone migranti): l’apertura del campo dei container presso S. Rocco, prevista intorno alla metà del mese di settembre (Flavio Bogani riferisce nei dettagli gli incontri con il prefetto di Como e con il suo capo di gabinetto). Un’apertura che cambierà tutto perché a quel punto la realtà non potrà più essere fluida e variabile, ma sarà, in notevole misura, regolamentata e irrigidita. Una realtà da cui anche la “società civile” che ha risposto alla gravità della situazione con la propria azione volontaria sarà ufficialmente esclusa.

L’assemblea discute di questo con molta attenzione e con molta passione. Emergono le differenti valutazioni, i differenti progetti, ma il confronto è sereno e ha, in tutti gli interventi, al primo posto la preoccupazione per il futuro delle persone migranti. Si mettono a punto alcune idee, e si fa riferimento a un possibile ruolo di coordinamento organizzativo del Centro Servizi per il Volontariato (una prima riunione è già convocato per giovedì 7 settembre alle ore 14 nella sede di via Col di Lana 5a).

Ma se la discussione è difficile, non si sottrae all’entità del problema, è cosciente anche del mutamento nei confronti delle persone migranti, con cui forse si dovrà spendere la “fiducia” acquisita in un modo o nell’altro (magari per cercare di convincerli a passare per il campo).

Il confronto con le voci delle più alte cariche istituzionali è stridente. Dal basso ci si interroga, con sincerità, su cosa e come fare, e dall’alto si dichiara quasi negli stessi momenti, in modo sprezzante, che «spetta a noi decidere dove e come collocare» questa gente, oppure si invoca in luogo dei campi di accoglienza (che non sono propriamente paragonabili a grand hotel) i rimpatri immediati e senza discussione. Mettendo avanti, incredibilmente, ancora la distinzione tra profughi “politici” e migranti “economici”, come se i secondi fossero un’invenzione di alcune “belle menti” (e cos’erano mai i migranti italiani dei decenni passati?).

Se, come è stato ripetuto più volte nel corso della discussione di sabato, questo incontro con la comunità migrante ha arricchito non poco una parte almeno della comunità del territorio, il confronto con il mondo istituzionale è stato in buona parte deludente.

[Fabio Cani – ecoinformazioni]

La galleria di foto di Claudio Fontana per ecoinformazioni

3 settembre/ Mensa Sant’Eusebio: Non fermarti volontario!

mensasant'eusebiocfSabato 3 settembre i volontari e le volontarie della mensa di Sant’Eusebio si incontreranno alle 21.15 per una riunione straordinaria della Mensa migranti Como.  Sarà condiviso quanto  fatto, ma soprattutto si analizzerà  come la  presenza solidale realizzata rimarrà a servizio della Comunità migrante anche quando il Campo di accoglienza sarà operativo. Nell’occasione sarà proposta una Colletta per i nostri concittadini colpiti dal terremoto. [Foto Claudio Fontana per ecoinformazioni]

30 agosto/Con l’Arci e Como senza frontiere, Lamerica in piazza Martinelli

lamericaL’Arci provinciale di Como e la rete Como senza frontiere danno appuntamento martedì 30 agosto alle 21 in piazza Martinelli a Como per la proiezione gratuita de Lamerica di Gianni Amelio Piazza Martinelli (Via Bonanomi) a Como.

Due faccendieri italiani, Fiore e Gino, comprano un calzaturificio in Albania. Trovano anche un “uomo di paglia” come socio locale, un vecchio con problemi mentali, Spiro. Quando questi si volatilizza, Gino lo cerca e lo trova, ma l’affare va a monte. Per tornare in Italia, Gino è costretto a imbarcarsi su una nave zeppa di disperati che vengono da noi, illusi di trovare “lamerica”. Italiani cinici corruttori in un paese allo sfascio, un’odissea nell’inferno della miseria e nell’utopia di un vicino paese di bengodi. Amelio descrive con secca incisività e realizza un intenso messaggio di portata civile. Squarci di grande cinema.

Prima del film sono previsti racconti e testimonianze di alcuni dei migranti che hanno trovato rifugio alla Stazione San Giovanni di Como. Sarà proiettato anche il video Bread and roses di Arci ecoinformazioni.

La serata sarà anche occasione per sostenere, con un contributo libero, l’attività della parrocchia di Rebbio di don Giusto Della Valle, luogo d’accoglienza attivo nelle politiche di Pace dal basso.

Solidarietà e vicinanza dell’Anpi agli abitanti delle zone colpite dal terremoto

Anpi-COPL’Anpi comasca si associa all’Anpi Nazionale nell’ esprime «Forte solidarietà e vicinanza agli abitanti delle zone colpite dal violentissimo terremoto di questa notte. L’ennesima catastrofe naturale per cui si attiveranno, ne siamo certi, tutte le sensibilità e competenze necessarie per risollevare materialmente e moralmente l’esistenza di questa sfortunata porzione d’Italia. Le locali Sezioni dell’Anpi, cui va il nostro pieno sostegno, non faranno mancare la loro fattiva collaborazione.»

 

Terremoto/ Raccolta generi prima necessità e fondi

mappa_opcm3519Tutti sanno che il territorio italiano è quasi interamente a rischio sismico. E quindi ci sarebbe bisogno di una grande opera di messa in sicurezza delle case dei cittadini, del “pavimento del Paese”. Ricerca, investimenti, occupazione, benessere. Invece abbiamo le miserabili polemiche, le riforme strampalate, le promesse con proroga, i piagnistei sui calcinacci del giorno dopo. La verità è orribile ma va detta: ai cittadini qui nessuno ci pensa veramente.
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Emergenza umanitaria/ Colletta alimentare straordinaria per sfamare i profughi

coletta alimentare straordinariacoopMentre il governo non si accorge dell’emergenza umanitaria di Como e preferisce, tradendo la Costituzione,  partecipare alla nuova guerra in Libia, a Como non si sa più cosa inventare per evitare il disastro e per scongiurare il pericolo che  ci siano i primi morti. Anche il Comitato soci Lega Coop in collaborazione con l’associazione Incroci  fa la sua parte e organizza sabato 6 e domenica 7 un’edizione straordinaria della Colletta alimentare al Supermercato Coop di via Giussani a Como per dare alimenti alla mensa della parrocchia di Sant’Eusebio che si avvia a dover garantire 500 pasti a sera. 

5 e 20 agosto/ A Cernobbio il cinema all’aperto di CoInVolGi

coinvolgiVenerdì 5 e sabato 20 agosto alle 21.30 Villa Bernasconi  a Cernobbio ospiterà il Cinema Sotto le Stelle promosso da CoInVolGi, il progetto di lambienteinvita, OSHa-ASP ASD, Enpa Como, Albate Calcio, Coordinamento Comasco Pace, Associazione Mani Aperte e CSV Centro Servizi per il Volontariato di Como.

Venerdì 5 verrà presentato Il volontariato si fa giustizia, documentario che mette in relazione il mondo del volontariato e il lavorvo di pubblica utilità.
A seguire sarà proiettato il film Le nevi del Kilimangiaro di R. Guèdiguian. Sabato 20 sarà invece proiettato Welcome di P. Lioret.

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