Solidarietà

ecoinformazioni on air/ Emergenza coordina il Comune

profugjhistazione sangiovanniIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 21 luglio alle 19,15 su Radio Popolare. Ascoltalo nel  sito di Radio Popolare nelle pagine di Metroregione.

Como come Ventimiglia, questa sembra la prospettiva. La città risponde con generosità agli appelli della rete Como senza frontiere che tenta di dare soccorso a centinaia di migranti che sistematicamente respinti alla dogana elvetica sperano di riuscire prima o poi a passare il confine per arrivare nell’agognata Germania.

Sono in massima parte eritrei giovani, molti i minori, le donne incinte e persino un neonato, e vivono nel giardino della stazione da settimane. Caritas, Croce rossa e parrocchia di Rebbio fanno il possibile per offrire almeno un pasto al giorno, ma sono sempre più urgenti un presidio sanitario, mediatori culturali per esporre ai profughi i loro diritti, un riparo notturno al coperto e prima ancora bagni e docce. Le tante organizzazioni della rete della solidarietà che raggruppa dai ragazzi e ragazze della scuola di italiano per stranieri all’Arci, dai partiti di sinistra, alla Cgil, dal Coordinamento comasco per la Pace all’Isola che c’è ha chiesto un intervento urgente e affermano di non poter reggere più a lungo. La soluzione decisa oggi dalla prefettura è affidare il coordinamento delle attività al Comune di Como, affidare alla Cri la gestione degli aspetti sanitari, d’intesa con le Ferrovie installare servizi igienici, affidare alla Caritas la gestione dei pasti e la distribuzione di vestiario e generi di prima necessità. Intanto stasera alle 21,30 in Stazione ci sarà il parlamentare di Sinistra Italiana Franco Bordo per incontrare i profughi, gli attivisti della solidarietà e affermare la rilevanza politica nazionale della questione.  [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

 

Emergenza diritti umani/ Le docce promesse attive solo tra qualche giorno

via BarelliLa buona notizia è stata data il 18 luglio nella Commissione terza del Comune di Como: saranno a disposizione dei profughi che hanno trovato rifugio (ma non riparo) nella stazione di Como San Giovanni i servizi e le docce del Collegio Gallio. Stamattina padre Giovanni rettore del Collegio ci ha confermato la notizia, ma ci ha detto che la struttura non è ancora disponibile e ci vorrà qualche giorno (verosimilmente una settimana) per renderla operativa. In sostanza si tratterà di due spogliatoi distinti per maschi e femmine  con complessivamente quattro docce e altrettanti bagni. L’ingresso sarà da via Barelli. Si attende con ansia l’effettiva disponibilità della struttura che potrà in ogni caso essere utilizzata solo fino a settembre.

Sfamati dalla solidarietà Svizzera/ Firdaus: reggiamo ancora per una settimana

firdaus sangiovanniA dare il pranzo lunedì 19 luglio ai profughi che hanno trovato rifugio alla stazione di Como ha provveduto la solidarietà svizzera. Intervista a Lisa Bosia Mirra, deputata socialista ticinese e esponente di Firdaus [Paradiso in arabo], l’associazione che da giorni assicura un pasto al giorno ai circa 100 accampati nel parco antistante la stazione, che denuncia l’inadeguatezza della situazione e i pericoli sanitari dovuti alla mancanza di servizi e di docce. L’organizzazione, estremamente efficiente, fornisce pasti della tradizione eritrea preparati da volontarie dello stesso paese. Sorprendete oltre che la disponibilità e la capacità di creare un rapporto positivo con i profughi anche l’economicità del servizio che costa ogni giorno meno di duecento franchi e assicura una parte essenziale dell’accoglienza umanitaria.  Guarda la galleria delle foto.

Pizza solidale per il Programma Italia

emergency-COPLa sera di sabato 25 giugno, all’ Arci di Mirabello di Cantù, si è svolta una cena solidale a sostegno del Programma Italia di Emergency. Il gruppo di volontari di Como, grazie all’aiuto e la collaborazione delle splendide persone dell’Arci, al contributo del Comitato soci Coop di Cantù ed al patrocinio del Comune di Cantù, ha organizzato un evento che è stato in grado di unire solidarietà e sapori della nostra terra, per una serata all’insegna dell’allegria, della giovialità, ma soprattutto della riflessione e della solidarietà. Non tutti sono a conoscenza del fatto che Emergency lavora attivamente anche sul territorio italiano offrendo cure gratuite e di alta qualità a tutti coloro che ne necessitano ma, per svariate ragioni, non hanno facile accesso ai servizi sanitari locali.

La copertura di Emergency passa per tutta la penisola, da Nord a Sud, attraverso ambulatori stabili e ambulatori itineranti che si occupano della fascia piu vulnerabile della popolazione. Una pizzata che fin dal menù, pensato dai volontari e realizzato dai ragazzi di Arci Mirabello, ha voluto puntare l’attenzione sulle regioni in cui Emergency presta il suo soccorso. Infatti, ogni pizza ha richiamato sapori e i colori tipici della nostra terra e delle nostre regioni di origine. Per rendere l’attesa un momento di riflessione e conoscenza, ogni tavolo è stato guarnito con un centrotavola che descriveva il lavoro dei vari ambulatori cosi da poter approfondire l’argomento proprio della serata e prendere consapevolezza della realtà che medici e figure sanitarie si trovano ad affrontare giorno dopo giorno. Un modo allegro e colorato per parlare di un problema che affligge una fascia sempre più ampia della nostra popolazione.

Partendo dai coraggiosi migranti che arrivano sulle nostre coste del sud in cerca del proprio futuro, passando per le periferie italiane dove, troppo spesso ormai, anche accedere all’assistenza di base diventa pressoché impossibile per alcune fasce sociali, Emergency anche in questo caso ha voluto fare la differenza nella vita di numerosissime persone, restituendo loro il diritto primario alle cure mediche. I volontari si sono adoperati per servire la cena, stendere la pizza, cucinare le crepes, preparare le crostate, accogliere gli invitati e rendere così l’ambiente il più ospitale e solidale possibile, filo conduttore di ogni attività di Emergency.

Parte del ricavato della serata sarà devoluto proprio al Programma Italia, per far in modo che la solidarietà non debba mai fermarsi ma al contrario, che possa diventare un baluardo che coinvolge sempre più persone e raggiunge tutti coloro che versano in condizioni di disparità sociale. [Deborah Alessandra Valente, per i volontari di Emergency Como]

25 giugno/ A Cantù per Emergency

emergency cantuIl circolo Arci Mirabello e Emergency Como, con il patrocinio del comune di Cantù e il contributo di Coop Lombardia organizzano una cena solidale alla scoperta del Programma Italia di Emergency sabato 25 giugno alle 20 al circolo di via Tiziano 5 a Cantù. Quota di iscrizione 15 euro. Prenotazione consigliata scrivendo a como@volontari.emegency.it. Il ricavato sarà devoluto al lovoro che Emergency svolge in Italia in campo socio-assistenziale.

20 giugno/ Giornata mondiale del rifugiato

«Lunsito_x_giornata_rifugiatoedì 20 giugno è la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – Unhcr; un’iniziativa che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta ai più, di questa particolare categoria di migranti.
Ci accingiamo a celebrare questa giornata in una situazione particolarmente negativa sul fronte dell’accoglienza, In Europa e in Italia. Questo è stato l’anno del pessimo accordo Ue con la Turchia e della sua possibile replica nei paesi africani attraverso il Migration compact proposto dal nostro governo.
Secondo l’Unhcr sono 60 milioni le persone costrette a fuggire dalle loro case e dai loro paesi e bisognose di protezione. 60 milioni a fronte di una popolazione del pianeta di 7 miliardi;  nell’Ue gli abitanti sono 500 milioni e in Italia 60 milioni. Questo significa che se volessimo distribuire equamente nel mondo i 60 milioni di potenziali rifugiati, all’Europa ne spetterebbero 4 milioni e all’Italia 450mila. Siamo invece di fronte a numeri enormemente  inferiori (si calcola che in Europa siano ospitati un milione di rifugiati), e l’Italia, secondo dati del Ministero dell’Interno,  nel 2015 ha avuto in tutto 83.970 richieste d’asilo.
I primi mesi del 2016 sono stati caratterizzati dall’inaccettabile numero di morti in mare: sono, a fine giugno, almeno 2868 i morti e i dispersi lungo le rotte del Mediterraneo. Prosegue dunque il business degli scafisti e la tratta di esseri umani lungo le nuove rotte terrestri. Permane l’incapacità dell’Unione Europea di fornire risposte adeguate, al di là del cinismo degli accordi con i Paesi di origine e di transito ed i soliti balletti su quote e accoglienza. Intanto si diffondono indisturbati i peggiori sentimenti di razzismo e xenofobia, che avanzano assieme alla costruzione dei muri nello spazio Schengen e si nutrono di un’informazione volta più a creare un clima emergenziale che a stimolare una riflessione di merito.
Quello dell’Arci è un impegno volto a garantire un’accoglienza dignitosa, come stiamo cercando di fare per esempio a Ventimiglia dove i nostri operatori e volontari sono quotidianamente impegnati  a fornire assistenza e beni di prima necessità ai profughi ammassati lì da mesi, nell’indifferenza delle istituzioni nazionali.
Chiediamo che siano finalmente aperti canali di ingresso legali in Italia e in Europa, unica scelta ragionevole per fermare le morti di frontiera.
Per tutti questi motivi, quest’anno la Giornata Mondiale del Rifugiato assume una valenza particolare.» [Arci Nazionale]

Emarginazione e persone senza dimora: firmato accordo di alleanza

La mattina di giovedì 15 giugno è stato firmato a palazzo Cernezzi l’Accordo territoriale di alleanza per il funzionamento del Coordinamento per la grave emarginazione sociale e per le persone senza dimora. Bruno Magatti, rappresentante dell’assessorato alle politiche sociali del comune di Como, valuta molto positivamente questa collaborazione tra vari enti: << Le strutture amministrative non ce la possono fare da sole ad essere accanto alle persone con grave emarginazione sociale e ai senza dimora e le associazioni di volontariato danno un grandissimo aiuto. L’accordo di oggi è un momento importante perché segna il concretizzarsi di un’alleanza volta a promuovere la tutela dei diritti di cittadinanza>>. A firmare, oltre allo stesso assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Como, la Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio, l’associazione Piccola Casa Federico Ozanam, l’associazione Incroci, l’associazione Solidarietà Cooperazione Internazionale onlus, l’associazione City Angels Italia onlus, la Fondazione Somaschi onlus, il Comitato provinciale di Como della Croce Rossa Italiana.
<<Grazie ai volontari, grazie alle associazioni e al loro lavoro silenzioso dirigente del settore Politiche Sociali del Comune di Como – Senza di loro non saremmo in grado di far fronte a tutte le richieste di aiuto che ci arrivano dal territorio. E un grazie doppio per la loro collaborazione che ci permette di non sovrapporre le azioni e di investire meglio le risorse a disposizione>>, questo il ringraziamento di Franca Gualdoni, dirigente del settore Politiche Sociali del Comune di Como. Sempre la Gualdoni ha poi spiegato come la firma sia il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2011 per rendere Como una città il più accogliente possibile.
Verrà effettuato un censimento a luglio e dal precedente, datato 2010, risulta che siano centonovantasette le persone senza un’abitazione.
Le necessità di chi non ha una casa sono competenza nell’aiutarli, ma soprattutto un alloggio e una possibilità di lavoro, ed è su questi ultimi due punti che anche la cittadinanza può contribuire alla reintegrazione sociale insieme con le associazioni di volontariato come il Lions club, il gruppo San Vincenzo, il gruppo Legami, il Don Guanella, la parrocchia di Rebbio e la cooperativa sociale Csls.
[PC, per ecoinformazioni]

8 maggio/ Ambiente, cultura e migrazioni a Now

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Domenica 8 maggio il programma culturale di Now a Villa Erba a Cernobbio prevede numerosi incontri, che partiranno come il giorno precedente alle 10; fra i temi più forti per questa giornata ambiente, migrazioni e cultura; si parlerà di scuola, istruzione, formazione continua, cittadinanza attiva e proposte di crescita personale e collettiva con Simona Flavia Malpezzi, Alex Corlazzoli e Pippo Civati dalle 14 nell’arena centrale per l’incontro Senza conoscenza ed educazione non esiste società giusta. Le strade della politica e della società civile di intrecciano per riflettere sul futuro. 

Sempre dalle 14, però nella sala blu l’incontro Migrazioni e politiche di accoglienza. Quando si pensa al futuro è impossibile farlo astraendosi dal fenomeno migratorio. Interverranno: Elly Schlein, parlamentare europea, Situazione nel Mediterraneo e approccio dell’Ue; Mario Morcone, prefetto capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, Situazione e politiche di accoglienza in Italia; Angelo Rusconi, Medici senza frontiere, La “corsa ad ostacoli” dei migranti verso l’Europa; Luciano Gualzetti, direttore Caritas ambrosiana, Quale accoglienza sui nostri territori?; Paolo Cattaneo, presidente Cnca Lombardia, La buona accoglienza, oltre l’emergenza. Modera Efrem Tresoldi, direttore Nigrizia. L’incontro è stato realizzato in collaborazione con il Coordinamento comasco per la Pace, la Caritas diocesana di Como e le Acli Como.

Dalle 16, invece, nell’arena centrale Chiara Braga, Deputata delegata alla Cop21, Commissione Ambiente e Territorio e Mario Agostinelli Portavoce, Contratto Mondiale per l’energia e il clima parleranno di Ambiente e clima, la “casa” del nostro futuro. Le prospettive di azione per fermare lo sfruttamento selvaggio della Terra. Senza una casa non esiste una qualsiasi idea di futuro. La nostra casa comune si chiama Terra, e da troppi decenni è ormai esausta e sull’orlo di una crisi irreversibile. Negli ultimi tempi ci si è accorti di questa strada suicida, ma non è ancora ben chiaro come popoli e governi vorranno davvero realizzare una conversione ecologica di tutta la società. Una scelta che appare però inevitabile, se si vuole un futuro realmente sostenibile.

Il programma completo della giornata sul sito di Now.

 

Mapathon umanitario per aiutare Giappone e Ecuador

Mapathon_Giappone e Ecuador_20-04-2016Il Polo territoriale di Como del Politecnico di Milano con GEOlab vuole «accelerare la creazione di mappe per supportare l’attività di Humanitarian OpenStreetMap Team (HOT) e delle organizzazioni umanitarie che lavorano nelle fasi post-disastro» nei territori colpiti da terremoti.

 

«Humanitarian OpenStreetMap svolge attività di volontariato volte a fornire nel più breve tempo possibile le cartografie delle zone colpite da calamità – ricorda un comunicato stampa –, soprattutto in luoghi dove i dati di mappatura di base sono spesso scarsi, non aggiornati, o in rapida evoluzione. OpenStreetMap (http://www.openstreetmap.org) è un progetto che mira a creare e rendere disponibili i dati cartografici a chiunque ne abbia bisogno, per una mappatura digitale del mondo, libera, collaborativa e basata su una comunità di mappatori volontari sempre più grande e diffusa».

La mappatura si sta indirizzando su «#1804 – Earthquake in Otsu Town, Kumamoto Prefecture, Japan, 2016 http://tasks.hotosm.org/project/1804; #1795 – M7,8 Earthquake in Ecuador – 16/04/2016: Manta, Montecristi, Jaramijo Cantons http://tasks.hotosm.org/project/1795; #1796 – M7,8 Earthquake in Ecuador – 16/04/2016: Portoviejo Canton http://tasks.hotosm.org/project/1796».

Un lavoro che si prefigge di: «Riconoscere in remoto dalle immagini satellitari strade, città, villaggi e aggiornare, migliorare e validare i dati cartografici utili al coordinamento degli aiuti messi in campo dalle istituzioni governative e alle iniziative di soccorso promosse della società civile laddove le infrastrutture esistenti sono state danneggiate e le arterie di comunicazione stradale rischiano di essere interrotte». [md, ecoinformazioni]

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