Precari ancora più precari: una scelta sbagliata

Presa di posizione delle Acli di Como contro la norma anti-precari in un comunicato stampa dal titolo inequivocabile Precari ancora più precari: una scelta sbagliata.

«Non è ancora chiaro chi abbia voluto la norma inserita nel maxi emendamento della Finanziaria approvato alla Camera che prevede che il datore di lavoro non può essere costretto, nemmeno da una sentenza della magistratura, a regolarizzare un lavoratore precario.
Anche nel caso di dimostrata irregolarità del contratto, in presenza di continua ripetizione di contratti a termine, è prevista solo una sanzione economica.
Il governo se ne lava le mani dicendo che è un’iniziativa del Parlamento (ma di chi, nel Parlamento?), i bene informati affermano che si tratta solo di una soluzione tecnica per sanare situazioni aperte (sarebbe una specie di condono?), Confindustria esulta: “Giusta direzione; semplificazione e minor rigidità è quello che serve al mercato del lavoro”.
Siamo di fronte ad una scelta, magari limitata, magari confusa, ma di evidente significato: invece di operare contro il precariato si agisce contro i precari.
Le Acli vogliono sottolineare soprattutto i risvolti umani della vicenda. Pensano a quale può essere in questi giorni lo stato d’animo di una lavoratrice, di un lavoratore che vedono una sia pur remota e difficilmente praticabile possibilità di difesa e di affermazione dei propri diritti spazzata via da questa finanziaria; che vedono ancora più concretamente il proprio futuro come un susseguirsi di contratti a termine, con le ovvie conseguenze per quanto riguarda la possibilità di formulare un progetto di vita, di creare una famiglia, di fare un figlio.
Dal punto di vista politico le Acli credono che sia il momento dell’unità tra le organizzazioni sindacali e del mondo del lavoro sui temi dei nuovi lavori e del precariato per affrontare insieme le sfide sociali e culturali che sono in atto.
Si augurano che il Parlamento si renda conto dell’errore commesso e provveda a modificare in Senato questa norma per ridare ai lavoratori precari almeno la speranza che, lassù, qualcuno li considera un poco».

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