Arci

L’Arci si stringe in un abbraccio affettuoso a Patrizia Moretti

aldroVergognosi gli applausi degli esponenti del Sap agli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi. L’Arci nazionale con un comunicato stampa, esprime la sua indignazione per l’ovazione che ha accolto, al loro ingresso al congresso del Sap,  i tre poliziotti condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi. «Episodi simili, oltreché oltraggiosi verso la memoria del giovane ragazzo ucciso, devono indurre ad aprire un’ampia riflessione sul ruolo delle forze dell’ordine, che deve essere, sempre,  quello di garanti della sicurezza di tutti. Sono tanti gli episodi che stanno venendo alla luce, grazie alla determinazione e al coraggio dei familiari delle vittime, in cui questo ruolo viene sostituito da comportamenti ingiustificatamente violenti, dall’ accanimento contro persone ormai inermi, fino a provocarne la morte. Abbiamo ancora sotto gli occhi le immagini dei corpi martoriati di Cucchi, Aldovrandi, Uva, solo per citarne alcuni. Ultimo, l’episodio che riguarda la morte di Magherini a Firenze, su cui è stata aperta un’indagine. Ma non possiamo non ricordare anche i comportamenti tenuti dalle forze dell’ordine in occasione di manifestazioni di piazza. Quanto successo a Genova nel 2001 ha aperto una ferita, che si rinnova ogniqualvolta gli agenti infieriscono contro i manifestanti, come documentato anche in occasione dell’ultimo corteo per la casa che si è tenuto a Roma. L’immagine dello stivale del poliziotto che calpesta il corpo della giovane ragazza stesa a terra suscita indignazione e getta discredito anche su chi, tra le forze dell’ordine, rifiuta simili comportamenti. Anche per questo chiediamo che tutti gli agenti in servizio siano dotati di un codice identificativo, così come è finalmente giunto il tempo che nel nostro codice penale venga inserito il reato di tortura. Ma non basta. Accanto a queste misure urgenti appare sempre più necessaria una vera e propria azione di ‘rieducazione’ delle forze dell’ordine, che ne riporti i comportamenti entro le finalità assegnate loro dalla Costituzione e dalla nostra legislazione. A Patrizia Moretti va la nostra affettuosa solidarietà, e a tutti i familiari delle vittime che si battono per ottenere verità e giustizia vogliamo far sapere che l’Arci sarà al loro fianco.»

Arci/ Campi della legalità 2014

campi2014Per l’ottavo anno consecutivo, Arci con Spi, Flai, Cgil e Libera propone i campi nelle terre confiscate alle mafie. Formazione, educazione alla legalità democratica e alla responsabilità, azione concrete sui terreni, laboratori culturali, memoria e condivisione di esperienze: tutto questo nei tanti campi organizzati in Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, Marche, Liguria, Veneto, Lombardia e Toscana. Luoghi che, un tempo simbolo del potere mafioso, vengono restituiti alla collettività. Attraverso la ricostruzione di spazi sociali ed economici, diventano liberi e produttivi.  Da aprile ad ottobre viene promossa attraverso i campi una pacifica “occupazione”, abitata dalla presenza di centinaia di persone che si spendono con impegno e dedizione per costruire una comunità alternative alle mafie. Le iscrizioni sono aperte per i singoli, anche minorenni, e per i gruppi e si raccolgono fino ad esaurimento dei posti disponibili. Info www.arcicomo.it, como@arci.it

Arci/ Senza presidente fino a giugno

votazione congressoNon si è concluso nel pomeriggio di domenica 16 marzo, nello storico palazzo Re Enzo a Bologna, il XVI congresso nazionale dell’Arci. Dopo quattro giorni intensi, di dibattito e confronto, i 579 delegati e delegate presenti pari al 98 per cento della platea prevista, [tra loro Jlenia Luraschi, Celeste Grossi e Enzo D’Antuono ndr] non hanno trovato l’unanimità necessaria a procedere subito all’elezione dei nuovi organismi dirigenti che per la prima volta nella storia dell’associazione vedevano in corsa per la carica di presidente due candidature, Francesca Chiavacci (presidente uscente del comitato fiorentino) e Filippo Miraglia (responsabile nazionale immigrazione). L’assemblea congressuale sarà riconvocata entro il 30 giugno 2014 per assolvere questi obblighi e l’associazione sarà retta fino ad allora da un comitato reggente, composto dal presidente uscente Paolo Beni e da tutti i presidenti regionali.

dallapartebuonaDalla parte buona della vita è la frase che capeggiava sullo striscione all’entrata di Palazzo Re Enzo, affacciato sulla splendida piazza Nettuno, frase  pronunciata da Tom Benettollo storico presidente Arci mancato prematuramente dieci anni fa e ricordato continuamente negli interventi durante il congresso. Giovedì 13 marzo con i saluti del presidente di Arci Bologna Stefano Brugnara, l’omaggio al maestro Abbado a cura dell’orchestra Senza spine e la relazione di Paolo Beni,  si è aperto il congresso. Beni durante la lettura del contributo, ha espresso anche il suo pensiero sulla doppia candidatura di Miraglia e Chiavacci al ruolo di presidente dell’associazione «Dalla consultazione sono emerse anche le proposte di Francesca Chiavacci e Filippo Miraglia per la candidatura a presidente. Francesca e Filippo hanno arricchito coi loro contributi il dibattito di questi mesi e sono qui a confrontarsi con il congresso.  Io penso che siano due ottime proposte, due risorse importanti per l’Arci del futuro, e li ringrazio di essersi messi in gioco al servizio dell’associazione. Io sono convinto che chiunque sarà eletto saprà farsi carico di tutta l’associazione e che tutti si sentiranno rappresentati e garantiti dal nuovo presidente. Del resto la figura del presidente è importante, certo, ma non lo è di meno il gioco di squadra con cui si dovrà garantire il governo unitario all’associazione. A mio parere, nella prossima fase Francesca e Filippo dovrebbero essere protagonisti, insieme, di una gestione unitaria dell’Arci». Per i primi due giorni, il congresso ha visto poi susseguirsi interventi di ospiti prestigiosi a interventi di delegati e delegate dei comitati e dei circoli di tutta Italia. Nichi Vendola, Patrizia Moretti, Maurizio Landini, don Ciotti, il presidente di banca Etica Ugo Biggeri sono solo alcuni dei nomi che hanno portato personalmente i saluti alla platea congressuale, intervallandosi ad esponenti delle istituzioni, delle associazioni e della politica dell’area di centro sinistra. Molti anche i contributi video, di ospiti che non hanno potuto presenziare ai lavori: Laura Boldrini, Stefano Rodotà, i candidati alle europee Alexis Tsipras, Martin Schulz, Josè Bovè e Ska Keller. Molto apprezzati i video ricordo su Arrigo Diodati, partigiano, fondatore dell’Arci e presidente onorario dell’associazione scomparso nel dicembre 2013 e di Freak Antoni, voce degli Skiantos, che ci ha lasciato nel febbraio scorso. L’ultima parte dei lavori congressuali riservata ai delegati e alle delgate ha visto approvati all’unanimità sessanta ordini del giorno che serviranno a tracciare la linea politica dell’associazione nei prossimi quattro anni e le modifiche allo statuto nazionale. Questo non è però servito a portare ad una scelta unanime dei criteri di elezione del nuovo consiglio, che a sua volta avrebbe dovuto eleggere la o il presidente, operazione rimandata al prossimo giugno. La galleria fotografica del congresso a cura di Giulio Di Meo è visionalbile cliccando qui. [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

13 marzo/ Dalla parte buona della vita/ Congresso Arci

congresso arciPrenderà il via nel pomeriggio di giovedì 13 marzo per concludersi domenica 16 marzo a palazzo Re Enzo nel centro di Bologna il XVI congresso nazionale Arci. Lo slogan Dalla parte buona della vita. Il valore dell’associazionismo al tempo della crisi accompagnerà quattro giorni intensi di lavoro e confronto che porteranno anche all’elezione della nuova o del nuovo presidente nazionale dell’associazione. I candidati alla guida dell’Arci sono Francesca Chiavacci, presidente uscente del comitato di Firenze e Filippo Miraglia, responsabile nazionale immigrazione. I delegati comaschi al congresso di Bologna sono Celeste Grossi, Jlenia Luraschi ed Enzo D’Antuono.

Arci/ Ucraina solidarietà contro autoritarismo e nazionalismo

image001La solidarietà dell’Arci alle forze democratiche ucraine, strette fra autoritarismo e nazionalismo. Insieme, anche nei momenti difficili, per l’Europa della democrazia e dei diritti. Leggi nel seguito il testo del documento Arci.

«Frequentiamo le organizzazioni democratiche della società civile ucraina sin dai primi anni di vita dei Forum Sociali Europei. Abbiamo cercato nell’ultimo decennio di favorire in tutte le occasioni lo sviluppo delle loro relazioni con le altre organizzazioni sociali europee. Seguiamo il loro impegno costante per i diritti sociali, e contro il riemergere del nazionalismo e della destra estrema.

Siamo a loro legati non solo da vincoli di solidarietà, ma da forti interessi comuni, convinti che solo da una omogeneizzazione verso l’alto di diritti e democrazia in tutto il continente possa venire garantito un futuro di pace, diritti e dignità per tutti gli europei.

Troppi, nelle istituzioni e non solo, hanno agito in questi anni considerando i paesi dell’Europa orientale unicamente come territori da controllare per interessi geo-politici e da colonizzare con le delocalizzazioni.

Unione Europea e Russia si sono purtroppo confrontate sullo stesso terreno e con analogo spirito, contendendosi pezzi di territorio europeo senza considerare le vocazioni e le esigenze dei loro popoli e delle loro comunità – costrette in tutta l’Europa dell’est a fare i conti con un presente sempre più lontano, in termini di democrazia e di diritti reali, dalle aspettative seguite al crollo del Muro di Berlino.

Oggi, di fronte ai morti e alle violenze che tornano ad incendiare Piazza Maiden a Kiev, facciamo nostre prima di tutto le quattro richieste dell’appello promosso dalla “Rete Europea contro l’estrema destra”:

“condanniamo la violenza e la repressione del governo Yanukovich; rinnoviamo l’impegno a sostenere le forze democratiche e progressiste della società civile ucraina; chiediamo a tutte le parti in conflitto di astenersi dall’uso della forza perché essa aiuta la destra e i militaristi; invochiamo l’apertura di un dialogo aperto, trasparente e democratico fra le forze della società civile civilizzata sulle riforme necessarie.”

Alla Unione Europea e alla Russia, che portano ciascuna grandi responsabilità, ora spetta l’onore urgente di una forte iniziativa politica, di concerto con le Nazioni Unite, per fermare la guerra civile in Ucraina.

È il tempo della politica, che è la capacità di costruire un progetto di uscita dalla crisi e i passi per realizzarlo. Sappiamo che non è facile che ciò sia messo in campo da istituzioni e governi per i quali l’interesse ha preso da tempo il sopravvento sul bene comune. Ma questa è la sola via per evitare che, ancora una volta, la guerra incendi la nostra terra comune.

Alle forze democratiche ucraine, strette fra autoritarismo e nazionalismo, tutta la solidarietà e la vicinanza della nostra associazione. Insieme, anche nei momenti difficili, per l’Europa della democrazia e dei diritti». [Arci, presidenza nazionale]]

Arci plurale/ Sedi aperte per Tsipras

logoarciCon una nota di Paolo Beni per l’Ufficio di presidenza nazionale, l’Arci invita  «i circoli ad aprirsi, compatibilmente con le loro possibilità, all’ospitalità di iniziative di raccolta delle firme per la presentazione della lista Tsipras». Naturalmente il documento chiarisce che «questo invito non rappresenta in alcun modo un posizionamento politico dell’associazione per una singola forza politica, ma piuttosto la conferma del nostro impegno in nome del diritto/ .
dovere di facilitare la partecipazione democratica, come abbiamo fatto ospitando le primarie, le raccolte di firme per i referendum e in tante altre occasioni». «L’Arci è indipendente, autonoma e plurale. Siamo sempre stati e vogliamo continuare ad essere una “casa comune della sinistra”. Nei nostri circoli lavorano fianco a fianco persone con differenti appartenenze e collocazioni partitiche, unite però da forti valori e principi comuni che le diverse scelte al momento del voto non hanno mai messo in crisi. E’ la nostra ricchezza e il nostro valore aggiunto, che insieme difendiamo e rivendichiamo».

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Ci ha lasciato Arrigo Diodati, tra i fondatori e presidente onorario dell’Arci

Arrigo Diodati-2Si è spento, lunedì 23 dicembre, all’età di 87 anni, Arrigo Diodati, partigiano, tra i fondatori e presidente onorario dell’Arci. Figlio di antifascisti, con i genitori riparò in Francia nel 1937.Rientrato in Italia nel 1943, iniziò giovanissimo la lotta partigiana a La Spezia, dove era nato, e in seguito a Genova, diventando vice commissario politico delle SAP. (altro…)

In nome del popolo sovrano/ L’incontro in Circoscrizione

costituzione7dicUn vivace dibattito ha accompagnato la seconda parte della mobilitazione in difesa della Costituzione organizzata da Anpi, Annpia, Arci, Attac, Cgil, Comitato comasco difesa Costituzione e Isc Perretta, sabato 7 dicembre alla Circoscrizione 6 di Como. Modesta la partecipazione se confrontata all’importanza e la varietà di soggetti organizzatori. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video degli interventi di Valentina Rosso.  (altro…)

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