Arci

Arci/ Mobilitazione per la Palestina

Blog-2014-PalestinaLa situazione in Palestina sembra precipitare di ora in ora e l’Arci crede sia importante comunque non abbandonarsi alla sensazione di impotenza e chiedere con forza al nostro Governo un impegno preciso. Per questo Francesca Chivacci, presidente nazionale dell’associazione, con una nota, inviia ad aderire all’appello della Rete della Pace, di cui l’Arci fa parte, ed organizzare momenti di mobilitazione per mercoledì 16 luglio. «In molte città sono già state organizzate fiaccolate e presidi, ma sarebbe importante, laddove non è stato fatto, organizzarne altri in maniera unitaria, invitando gli altri soggetti firmatari dell’appello a farlo.» [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

Arci/ Israele non può essere considerato al di sopra della legge

muro palestinaCon un comunicato stampa, l’Arci nazionale ricorda il decimo anniversario della sentenza sul Muro dell’Apartheid in Cisgiordania e denuncia i raid israeliani nei territori palestinesi.

«Il 9 luglio di dieci anni fa la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato il Muro dell’Apartheid in Cisgiordania illegale ai sensi del diritto internazionale. Il muro che Israele ha voluto e costruito su territorio palestinese è una delle tante violazioni causate da 66 anni di occupazione in Palestina. Una occupazione quotidiana che in questi giorni si sta facendo, se possibile, ancora più feroce. Le rappresaglie messe in atto dal governo israeliano contro la popolazione civile palestinese sono terribili: arresti (o meglio rapimenti) di massa, bombardamenti in zone densamente abitate, raid in scuole, abitazioni, università, ospedali. Sono centinaia i feriti e 10 i palestinesi uccisi dalla punizione collettiva che Israele ha decretato. E questo avviene nel silenzio assordante della comunità internazionale e degli Stati Uniti d’America.
Chiediamo all’Unione Europea, al nostro governo e a tutte le istituzioni internazionali di non considerare più Israele al di sopra della legge, di pretendere che cessi immediatamente il processo di colonizzazione a partire dalla demolizione del Muro con cui Israele ha realizzato una annessione di fatto di una parte rilevante di Territori palestinesi, di adoperarsi per la liberazione dei prigionieri politici. Insieme alla Rete della pace, di cui siamo parte, rilanciamo l’appello di palestinesi e israeliani che ritengono che la pace sia possibile e necessaria ai due popoli, ma noi come loro siamo consapevoli che non potrà esserci nessuna pace se la comunità internazionale non interverrà e opererà coerentemente, concretamente e urgentemente per la fine dell’occupazione e della colonizzazione della terra di Palestina.» [Arci Nazionale]

 

Arci/ Solidarietà a Patrizia Moretti

patrizia morettiCon una lettera, Francesca Chiavacci, neo presidente nazionale Arci, esprime la solidarietà dell’associazione a Patrizia Moretti, in occasione dell’ultimo grave atto del segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Franco Maccari, che l’ha querelata per diffamazione.

«Cara Patrizia,
volevo esprimerti a nome di tutta l’Arci, di cui sono diventata presidente nazionale, tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà, in occasione dell’ultimo grave atto del segretario del sindacato di polizia Coisp Franco Maccari, che diventerà, abbiamo appreso, anche una vicenda legale.
Penso che quello che hai fatto, insieme ai tuoi familiari, in questi anni non solo per Federico, ma per tutti coloro che hanno subito ingiustizie da parte di chi avrebbe dovuto tutelarli dalle ingiustizie stesse, sia un bene prezioso per tutti noi, e approfitto per ringraziarti personalmente.

Vorrei che tu potessi sentire che ti siamo tutti vicini e vicine, come abbiamo provato a farti sentire durante il nostro Congresso a Bologna, in cui hai usato per noi quelle belle  parole (siete una sensibilità organizzata) che sono riuscite a richiamarci , in questi mesi, al nostro compito vero e principale, quello di difendere chi è più debole e di chiedere con forza a questo nostro Stato la garanzia della libertà personale, un bene tutelato dalla nostra Costituzione.
Grazie per quello che hai fatto e per quello che fai, noi siamo con te, puoi contare su di noi.

Un abbraccio.
Francesca Chiavacci» [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

Abbraccio Mediterraneo. Dal 9 al 12 luglio il Meeting Internazionale Antirazzista

pixartprinting-mia-70x100aDal 9 al 12 luglio a Cecina Mare, si terrà la ventesima edizione del Meeting Internazionale Antirazzista. Mediterraneo, spazio eternamente in divenire. Mai unità etnica, né linguistica, religiosa, politica, o storica. Ma luogo di intreccio di culture, emozioni, conflitti e sfide. Oggi come ieri.  Oggi, però, quella natura di spazio aperto e plurale rischia di svanire. Dal 1988, ha rappresentato il sepolcro per 19.720 persone. Le immagini del naufragio del 3 ottobre scorso a largo di Lampedusa generano ancora rabbia e orrore. Dal gennaio 2014, sono oltre 170 le persone morte in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa, a largo di Grecia, Libia, Italia e in acque internazionali. Nonostante tutto questo, nonostante Frontex e i respingimenti, le persone che decidono di lasciare le sponde Sud del Mediterraneo continuano ad aumentare, consapevoli di rischiare la loro vita. (altro…)

Arci/ No ad una nuova escalation di violenze in Medio Oriente

free palestineCon un comunicato stampa, l’Arci nazionale alza la voce contro la nuova ondata di violenza in Medio Oriente: «In queste ore i pensieri corrono veloci verso quella terra che alcuni chiamano santa. Corrono i pensieri e vanno verso le persone che per quella terra soffrono, che su quella terra vivono e muoiono. E nei nostri pensieri temiamo che la sofferenza quotidiana inflitta da un’ingiusta occupazione diventi morte e distruzione di massa, diventi colata di piombo fuso sopra i civili inermi.

Non lo sopporteremmo ancora una volta, non sopporteremo una prova di forza assoluta come vendetta e non sopporteremo la nostra incapacità di reagire di fronte al dolore e all’ingiustizia. E questo senza pensare ai molti amici che abbiamo in quel pezzo di terra. A tutte quelle persone con cui abbiamo condiviso esperienze e che ci hanno insegnato cosa significa portare avanti una Resistenza nel 2014, cosa significa mantenere la propria dignità nell’assenza di libertà, non avere il coraggio di raccontare che il proprio figlio è stato arrestato mentre faceva un giro con gli amici, né riuscire a parlare della delusione causata dalla debolezza di una classe politica in cui un giorno si era pure creduto.
Sopportare ogni giorno le umiliazioni inflitte dai soldati, curarsi le ferite, ricostruire le case distrutte, aspettare che aprano un cancello per andare a scuola o a coltivare i propri campi, accogliere lo straniero di turno, solidale e compagno, che prima o poi potrà sempre andar via.

Questo fanno ogni giorno i palestinesi, senza impazzire. I bambini, gli anziani, donne e uomini, vivono, sopravvivono e convivono con un’occupazione illegale che porta via loro sempre più terra e più speranze. Questa è la realtà e non è una giustificazione per quello che è successo. Perché non possiamo giustificare mai la violenza e la morte.

Non possiamo giustificare chi uccide né chi vuol far scontare la colpa per questa terribile uccisione a un intero popolo. Non si giustificano mai le vittime che diventano carnefici né chi ogni volta annienta, con azioni terribili, il lavoro dei molti che ogni giorno costruiscono ponti e relazioni per sconfiggere l’isolamento e l’odio. Infine, non possiamo giustificare chi crea e diffonde la cultura del più forte, della verità assoluta che si trasforma in fanatismo. E quindi in queste ore il pensiero va soprattutto alle vittime. Quelle che hanno spazio mediatico e quelle avvolte nel silenzio. Quelle che hanno libertà di movimento e quelle che chiuse in una striscia di terra aspettano che un giorno tutto questo abbia fine.

Chiediamo quindi che tacciano subito le armi, che l’esercito israeliano interrompa le rappresaglie e ogni intervento militare verso la popolazione palestinese e che gli assassini siano ricercati e catturati dall’autorità palestinese, unica entità che ha legittimità di operare nei Territori Palestinesi.» [Arci Nazionale]

Dieci anni dopo Tom ma insieme a lui/ L’Arci ricorda Benettollo

tom pdoc prove.inddL’Arci  ricorda lo storico presidente nazionale Tom Benettollo, nel decimo anniversario dalla sua prematura scomparsa. «All’alba del 20 giugno del 2004 moriva improvvisamente Tom Benetollo, a soli 53 anni, colto da un malore mentre interveniva a un dibattito pubblico.Sono passati dieci anni da allora e la sua assenza non ha smesso di farsi sentire. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile. In primo luogo per noi dell’Arci, di cui Tom era presidente nazionale, ma anche per la sinistra e la democrazia del nostro paese. Tom é stato una grande personalità politica e, per tutti noi, una persona speciale – dichiara Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci – Ha segnato irreversibilmente l’identità dell’associazione e il suo cammino verso il futuro ed é stato per la sinistra e la società civile italiane, spesso con discrezione, una mente lucida e visionaria, capace di tessere reti e alleanze, mobilitare, farci vedere lontano. Giornalista, dirigente della Fgci, e’ stato uno grandi animatori della protesta contro l’installazione dei missili a Comiso, che segnò la nascita del movimento pacifista in Europa e in Italia. Arrivato all’Arci nel 1987, contribuisce a fondare l‘Associazione per la Pace, diventa poi presidente di Arci Nova e dal 1997 presidente nazionale dell’Arci. La sua presidenza ha segnato un periodo di grande rinnovamento e  sviluppo dell’associazione, che si è caratterizzata in quegli anni come uno dei soggetti più attivi del movimento pacifista, antiliberista e altermondialista. Ne ha promosso la partecipazione alle grandi manifestazioni di Genova contro il G8 nel 2001, ai Forum sociali mondiale ed europeo, a Porto Alegre, a Mumbay, a Firenze, a Parigi. L’Arci, oltre ad essere una delle più grandi organizzazioni sociali che difende e pratica un’idea di democrazia attiva e partecipata, assume un ruolo sempre più rilevante nella lotta per i diritti (da quelli culturali a quelli dei migranti) e la giustizia sociale, diventa punto di riferimento per lo sviluppo dell’associazionismo, formulando proposte per una nuova legislazione nel settore. La breve vita di Tom ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutte e tutti coloro che lo hanno conosciuto, che hanno avuto la fortuna di lavorare e di percorrere un tratto di strada al suo fianco. L’intera sua opera è stata un argine contro il declino e la degenerazione della politica, rigenerata nell’impegno sociale diretto. La sua grande intuizione politica sul ruolo propulsivo dei movimenti sociali per rinnovare la politica e la democrazia sostanziale è stata confermata dalla realtà, anche di questi ultimi anni che abbiamo dovuto vivere senza di lui. Immaginiamo con quanto interesse Tom avrebbe accolto esperienze come quella per l’acqua pubblica, per la riforma della cittadinanza, per la salvaguardia della nostra Costituzione, o movimenti come OccupyWallStreet o quello degli Indignados spagnoli, per citarne solo alcuni. Caro Tom, sono passati dieci anni, ma la tua voce e il tuo pensiero non ci hanno mai lasciato. [Arci Nazionale]

Arci/ Per la prima volta una donna alla guida dell’associazione: Francesca Chiavacci nuova presidente

congressoarci14062014L’Arci ritrova la sua unità nella seconda parte del congresso nazionale che si è svolto sabato 14 giugno al circolo San Lazzaro di Bologna. Dopo la votazione unanime di un nuovo ordine del giorno, generato dal comitato di reggenza, i 521 degati e delegate presenti (su 589 previsti), hanno eletto a stragrande maggioranza il Consiglio nazionale formato da 185 consilgliere e consiglieri. La Lombardia è rappresentata al suo interno da 26 compagne e compagni, tra loro anche la comasca Celeste Grossi.

Francesca Chiavacci
Francesca Chiavacci

Il nuovo Consiglio nazionale, si è poi riunito per votare la presidente, ruolo per il quale, rimaneva in corsa solo Francesca Chivacci. Filippo Miraglia, intervenuto prima della votazione del Consiglio, ha comunicato ai presenti l’intenzione di ritirare la sua condidatura a sostegno della canditura unica della Chiavacci. «La decisione – ha spiegato Miraglia –  è stata presa  dopo un lungo lavoro svolto dalla reggenza nei tre mesi intercorsi dalla sospensione del congresso a marzo.» Francesca Chiavacci interventua subito dopo, ha ringraziato tutti e tutte le reggenti per l’impegno dimostrato ed in particolare ha rivolto un ringraziamento a Filippo Miraglia per la fiducia dimostratogli, annunciando che, se eletta, avrebbe proposto la sua figura per il ruolo di vicepresidente.

Abbiamo di fronte la sfida del cambiamento che vive il nostro Paese e intendiamo viverla da protagonisti, cominciando dal nostro interno – See more at: http://www.arci.it/news/comunicati/arci-francesca-chiavacci-e-la-nuova-presidente1/#sthash.76mdAD5c.dpuf

Il Consiglio ha quindi eletto nel pomerggio la fiorentina Francesca Chiavacci presidente nazionale dell’Arci e Filippo Miraglia vicepresidente vicario.

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Luciana Castellina

Di particolare importanza politica l’elezione per acclamazione di Luciana Castellina -definita da Paolo Beni «Una mamma dell’Arci» – a presidente onoraria della più grande associazione della sinistra italiana. La Castellina ha ringraziato commossa, ricordando sopratutto la figura di Tom Benettollo, storico presidente dell’Arci del quale tra pochi giorni ricorrerà il decimo anno dalla prematura scomparsa. [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

14 giugno/ L’Arci torna a Bologna per chiudere il congresso nazionale

arciSabato 14 giugno, i 592 delegati al congresso nazionale Arci, si ritroveranno a Bologna, presso il circolo Arci San Lazzaro, per portare a termine il congresso nazionale ed eleggere consiglio e presidente. A marzo infatti, l’assemblea congressuale era stata sospesa, in quanto non si era trovata unanimità nella scelta dei critieri che avrebbero portato alla composizione del consiglio nazionale che a sua volta avrebbe eletto il o la presidente, ruolo per il quale per la prima volta nella storia dell’associazione vi erano due candidature. Per Como a Bologna ci saranno Enzo D’Antuono, Jlenia Luraschi e Raffaele Pozzi.

17-18 maggio/ Mauthausen: il viaggio per la memoria

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Nel settantesimo anniversario dagli scioperi del marzo 1944, la cui brutale repressione portò nel nostro territorio all’arresto e alla deportazione di molti comaschi, lavoratori della Ticosa e della Castagna, Italia Cuba, Anpi Como, Arci Como, Cgil, Cisl, Uil, Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Comitato soci Coop, Emergency e Libera organizzano, nel weekend del 17 e 18 maggio, un viaggio al Campo di Concentramento di Mauthausen, per onorare la memoria dei tanti caduti in quel luogo di orrore.

Il viaggio, che vedrà la partecipazione di una classe quinta del liceo Carlo Porta di Erba, è stato reso possibile, insieme agli sforzi di Antonio Russolillo e degli altri promotori, grazie anche ai contributi di numerosi soggetti, come Cgil, Cisl e Uil, che hanno messo a disposizione uno dei due pullman, il Comune di Como e la Coop Lombardia, donatori di 500 euro a testa per finanziare l’esperienza e abbattere i costi del viaggio.Partenza quindi, per gli oltre 100 partecipanti, da Rebbio sabato 17 nella mattinata, con pernottamento nella città austriaca di Linz e visita al campo il giorno dopo, con il rientro previsto per la mezzanotte. Presto on line su ecoinformazioni il resoconto del viaggio del nostro inviato Luca Frosini.

Alluvione nelle Marche, l’Arci lancia una raccolta fondi

arcimarcheAncora una volta il nostro territorio è stato sconvolto dall’acqua. A farne le spese stavolta sono le Marche e più precisamente le zone di Senigallia. L’esondazione del fiume Misa che attraversa Senigallia, infatti, ha colpito una grossa parte della città con enormi danni: sommerse case, scuole, capannoni e colture. Tra gli altri, ancora più duramente, i quartieri di Borgo Bicchia e Borgo Molino, dove ci sono state anche delle vittime. Nella fase più acuta, mentre il fiume stava esondando oltre alla prevenzione, si è colta la mancanza di coordinamento per gli interventi immediati, l’evacuazione delle scuole e la messa in sicurezza delle persone in stato di pericolo. La macchina della solidarietà si è comunque subito messa in moto e i soccorritori hanno dato il massimo che potevano per portare soccorso e aiuto alla popolazione colpita. Anche il volontariato da subito si è messo all’opera e non si contano i tantissimi studenti, cittadini, volontari e addetti che si è mobilitato. E’ indispensabile mettere in moto la macchina della solidarietà dell’Arci che ha dato spesso prova di generosità e di efficacia. Da una prima analisi fatta è stato rilevato che tra i Circoli Arci quelli che si trovano nei due quartieri più colpiti, il Circolo Arci Casa del Popolo di Borgo Bicchia e il Circolo Arci Borgo Molino sono quelli che hanno subito il colpo più duro. A loro sono rimasti semplicemente i muri della sede e hanno perso tutte le attrezzature ed arredi. Questi Circoli, sono strettamente legati ai loro quartieri e a chi vi risiede.  Occorre tenere  anche conto che la quasi totalità dei loro soci si trovano o sfollati da casa, o con le abitazioni parzialmente inagibili, in più senza una automobile. E’ stato quindi attivato  un conto corrente bancario dedicato dove far confluire le donazioni che saranno dedicate al  Circolo Arci, Casa del Popolo di Borgo Bicchia e al Circolo Arci Borgo Molino: IT  51 D   05018 03200 000000174490 – Banca Popolare Etica, intestato Associazione Arci Alluvione Senigallia. Invitiamo a promuovere iniziative, raccolte fondi e quant’altro per provare a dare un sostegno immediato e concreto all’Arci di Senigallia.

 

 

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