Arci/ Senza presidente fino a giugno

votazione congressoNon si è concluso nel pomeriggio di domenica 16 marzo, nello storico palazzo Re Enzo a Bologna, il XVI congresso nazionale dell’Arci. Dopo quattro giorni intensi, di dibattito e confronto, i 579 delegati e delegate presenti pari al 98 per cento della platea prevista, [tra loro Jlenia Luraschi, Celeste Grossi e Enzo D’Antuono ndr] non hanno trovato l’unanimità necessaria a procedere subito all’elezione dei nuovi organismi dirigenti che per la prima volta nella storia dell’associazione vedevano in corsa per la carica di presidente due candidature, Francesca Chiavacci (presidente uscente del comitato fiorentino) e Filippo Miraglia (responsabile nazionale immigrazione). L’assemblea congressuale sarà riconvocata entro il 30 giugno 2014 per assolvere questi obblighi e l’associazione sarà retta fino ad allora da un comitato reggente, composto dal presidente uscente Paolo Beni e da tutti i presidenti regionali.

dallapartebuonaDalla parte buona della vita è la frase che capeggiava sullo striscione all’entrata di Palazzo Re Enzo, affacciato sulla splendida piazza Nettuno, frase  pronunciata da Tom Benettollo storico presidente Arci mancato prematuramente dieci anni fa e ricordato continuamente negli interventi durante il congresso. Giovedì 13 marzo con i saluti del presidente di Arci Bologna Stefano Brugnara, l’omaggio al maestro Abbado a cura dell’orchestra Senza spine e la relazione di Paolo Beni,  si è aperto il congresso. Beni durante la lettura del contributo, ha espresso anche il suo pensiero sulla doppia candidatura di Miraglia e Chiavacci al ruolo di presidente dell’associazione «Dalla consultazione sono emerse anche le proposte di Francesca Chiavacci e Filippo Miraglia per la candidatura a presidente. Francesca e Filippo hanno arricchito coi loro contributi il dibattito di questi mesi e sono qui a confrontarsi con il congresso.  Io penso che siano due ottime proposte, due risorse importanti per l’Arci del futuro, e li ringrazio di essersi messi in gioco al servizio dell’associazione. Io sono convinto che chiunque sarà eletto saprà farsi carico di tutta l’associazione e che tutti si sentiranno rappresentati e garantiti dal nuovo presidente. Del resto la figura del presidente è importante, certo, ma non lo è di meno il gioco di squadra con cui si dovrà garantire il governo unitario all’associazione. A mio parere, nella prossima fase Francesca e Filippo dovrebbero essere protagonisti, insieme, di una gestione unitaria dell’Arci». Per i primi due giorni, il congresso ha visto poi susseguirsi interventi di ospiti prestigiosi a interventi di delegati e delegate dei comitati e dei circoli di tutta Italia. Nichi Vendola, Patrizia Moretti, Maurizio Landini, don Ciotti, il presidente di banca Etica Ugo Biggeri sono solo alcuni dei nomi che hanno portato personalmente i saluti alla platea congressuale, intervallandosi ad esponenti delle istituzioni, delle associazioni e della politica dell’area di centro sinistra. Molti anche i contributi video, di ospiti che non hanno potuto presenziare ai lavori: Laura Boldrini, Stefano Rodotà, i candidati alle europee Alexis Tsipras, Martin Schulz, Josè Bovè e Ska Keller. Molto apprezzati i video ricordo su Arrigo Diodati, partigiano, fondatore dell’Arci e presidente onorario dell’associazione scomparso nel dicembre 2013 e di Freak Antoni, voce degli Skiantos, che ci ha lasciato nel febbraio scorso. L’ultima parte dei lavori congressuali riservata ai delegati e alle delgate ha visto approvati all’unanimità sessanta ordini del giorno che serviranno a tracciare la linea politica dell’associazione nei prossimi quattro anni e le modifiche allo statuto nazionale. Questo non è però servito a portare ad una scelta unanime dei criteri di elezione del nuovo consiglio, che a sua volta avrebbe dovuto eleggere la o il presidente, operazione rimandata al prossimo giugno. La galleria fotografica del congresso a cura di Giulio Di Meo è visionalbile cliccando qui. [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

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