partito democratico
Interrogazione sul Tilo,
Gaffuri: «Vagoni chiusi per mancanza di personale, pendolari stretti come sardine e continui malori. La Giunta intervenga»
«Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte dei pendolari della linea Milano-Como San Giovanni che lamentano la chiusura di diversi vagoni del treno. In molti ci hanno raccontato di treni stracolmi con gente stipata e di alcuni casi di malori dovuti alle cattive condizioni di viaggio – afferma il consigliere regionale lombardo del Pd Luca Gaffuri in una nota del 3 marzo –. Il problema era stato già segnalato a Trenord dal comitato pendolari per l’azienda era tutto rientrato, per i pendolari no visto che i treni continuano a viaggiare con carrozze inaccessibili all’utenza. Vorremmo conoscere dall’assessore regionale Del Tenno nel dettaglio i motivi di questo disservizio e in che modo la Regione intende risolverlo. A breve presenterò un’interrogazione ad hoc». [md, ecoinformazioni]
Allargamento della Ztl a Como
Per il Pd è la realizzazione di una promessa elettorale e si dice «disponibile a incontrare gruppi di cittadini, associazioni e portatori vari di interessi, per discutere insieme e raccogliere suggerimenti su questo primo passaggio e sui successivi che verranno».
Per il Partito democratico di Como già nel programma elettorale del sindaco Mario Lucini: «Si indicava tra gli obiettivi da conseguire una vera “mobilità sostenibile” e la “riduzione progressiva delle auto circolanti in città” da realizzare attraverso la “disincentivazione della sosta inoperosa in convalle”, e si parlava esplicitamente di “estensione delle zone a traffico limitato”».
«Oggi, con la novità dell’ampliamento della Ztl alle zone circostanti piazza Roma e piazza Duomo, l’Amministrazione di centrosinistra prosegue con decisione nella realizzazione degli obiettivi promessi in campagna elettorale – dichiarano Stefano Fanetti, segretario cittadino del Pd, e Patrizia Signorotto, responsabile viabilità e mobilità –. Il Partito democratico della città di Como appoggia con convinzione l’operato dell’assessore Daniela Gerosa e del sindaco Mario Lucini, nella certezza che stiano lavorando per un futuro migliore per la nostra città».
«Il centro storico e il lungolago, importanti fattori di attrazione per i turisti, per i concittadini e per gli abitanti della provincia, non possono che trarre benefici da una revisione della circolazione e dei parcheggi che li valorizzi al massimo – proseguono i due esponenti democratici –. Provvedimenti simili in altre città hanno avuto ovunque apprezzamenti e ricadute positive: è ormai assodata infatti l’idea che queste scelte vadano, nel medio e lungo termine, a vantaggio di tutta la comunità, pur potendo arrecare, inizialmente, alcuni minimi disagi».
«L’ampliamento della Ztl e il nuovo piano parcheggi sono solo i primi passi che l’Amministrazione e il Pd vogliono percorrere nella direzione di una Como meno trafficata e meno inquinata – concludono –, rilanciata e valorizzata come città ricca di storia e di cultura, a vocazione turistica. Come già avvenuto nei mesi scorsi, il Partito democratico è disponibile a incontrare gruppi di cittadini, associazioni e portatori vari di interessi, per discutere insieme e raccogliere suggerimenti su questo primo passaggio e sui successivi che verranno». [md, ecoinformazioni]
In mille per le primarie regionali del Pd a Como
Alfieri è il più votato nel Comasco. «È la prima volta che le primarie regionali sono separate da quelle nazionali – giustifica la bassa affluenza la segretaria del Pd Marelli, che precisa – Sulla limitata partecipazione, hanno influito anche le recenti vicende nazionali».
Le primarie regionali del Pd di domenica 16 febbraio hanno visto a Como l’affermazione dell’esponente renziano Alessandro Alfieri che ha raccolto 604 preferenze (57,09 per cento), contro le 454 voti (42,91 per cento) della civatiana Diana De Marchi (4 le schede bianche, 1 nulla), fra i 1.063 votanti.
Il dato comasco non si discosta da quello regionale lombardo dove Alfieri ha raccolto 13.660 voti (57,19 per cento) e De Marchi 10.225 (42,81 per cento) su 24.172 (bianche 224, nulle 63).
Molto bassa l’affluenza, nel Comasco si parla di 16 volte meno rispetto alle primarie del dicembre scorso per la segreteria nazionale del partito, che hanno visto l’affermazione di Matteo Renzi, a cui hanno partecipato più di 16mila votanti.
«La bassa affluenza anche nel comasco è spiegata dal fatto che sia la prima volta che le primarie regionali sono separate da quelle nazionali – afferma la segretaria provinciale del Pd comasco Savina Marelli –. La scelta del segretario regionale è sicuramente meno sentita di altre e suggerisce la necessità di apportare delle modifiche in futuro».
«Inutile dire che, sulla limitata partecipazione, hanno influito anche le recenti vicende nazionali – conclude Marelli –. Nella nostra provincia ha vinto Alessandro Alfieri, ma è di tutto rispetto il dato raccolto da Diana De Marchi. Ringrazio ancora sentitamente tutti i volontari che hanno permesso lo svolgimento delle Primarie regionali» (il voto Comune per Comune). [md, ecoinformazioni]
Primarie regionali del Pd
Per l’elezione della nuova assemblea regionale lombarda e il segretario regionale lombardo domenica 16 febbraio dalle 8 alle 20. Per il video che spiega le modalità di voto clicca qui, per i seggi in provincia di Como e alcune delucidazioni clicca qui. Per informazioni Internet www.blogdem.it/como.
Fusioni Comuni: polemiche fra M5S e Pd
Dopo i referendum il Consiglio regionale ha votato le fusioni che porteranno alla nascita dei Comuni di Bellagio, Colverde e Tremezzina.
«La maggioranza in Regione si è spaccata oggi sulle incentivazioni economiche alle fusioni dei piccoli Comuni. L’ordine del giorno presentato dal Pd, firmato anche dal consigliere Luca Gaffuri, è infatti stato approvato con i voti dell’opposizione e del Nuovo centro destra, nonostante l’opposizione dell’assessore leghista al bilancio Massimo Garavaglia, della Lega, della Lista Maroni e di Forza Italia – annuncia un comunicato del Pd –. Fino alla scorsa legislatura la Regione, proprio per sostenere le aggregazioni, dava contributi consistenti sia alle unioni (i Comuni restano separati ma gestiscono insieme i servizi e hanno un consiglio comunale “congiunto”) che alle fusioni, mentre nel 2012 le fusioni sono state espunte. Garavaglia stesso, e poi il capogruppo leghista Massimiliano Romeo, sono intervenuti in Aula per dire no alle incentivazioni. Il voto del Consiglio li ha sconfessati».
«Senza colpi di scena, invece, le votazioni sulle singole fusioni, compreso l’atteso voto della maggioranza e del Movimento 5 Stelle contro la fusione di Uggiate Trevano, Faloppio e Ronago – prosegue la nota –. Sono quindi state approvate 9 fusioni di 22 piccoli comuni, mentre sono state bocciate 10 fusioni che coinvolgevano 36 centri minori. In provincia di Como si uniscono Bellagio e Civenna, per i quali rimarrà il nome Bellagio; Gironico, Parè e Drezzo, che prenderanno il nome di Colverde e Lenno, Tremezzo, Mezzegra e Ossuccio che prederanno il nome di Tremezzina. Scontato il voto negativo sulle fusioni bocciate nettamente dai referendum (Porlezza, Valsolda, Claino con Osteno e Val Rezzo; Menaggio, Grandola ed Uniti, Plesio e Bene Lario; Pianello del Lario e Musso). I nuovi comuni esordiranno il 25 maggio con l’elezione del sindaco e del consiglio comunale».
«Il Movimento 5 stelle ha un atteggiamento imbarazzante – si scaglia il consigliere regionale democratico Luca Gaffuri –. Mentre Grillo continua a dire che i Partiti non vogliono le fusioni dei Comuni sotto i 5mila abitanti i suoi seguaci in Regione non si fanno problemi a votare con la Lega contro la fusione di Uggiate Trevano, Faloppio e Ronago, quando anche l’esito del referendum avrebbe permesso un voto favorevole. Alla prova dei fatti il famoso programma dei cittadini sembra dunque diventare molto flessibile».
Nei tre paesi il voto contrario ha vinto solo nel più piccolo, Ronago, con il 54 per cento dei voti, i favorevoli all’unione hanno vinto con poco più del 50 per cento a Faloppio e con il 64 per cento a Uggiate Trevano.
«Le fusioni dei comuni vanno incentivate perché generano maggior efficienza e maggior qualità nei servizi ai cittadini – aggiunge Gaffuri –. Negare risorse alle fusioni significa osteggiarle materialmente e il Consiglio in merito ha espresso un voto molto chiaro, contrario alla posizione della Lega e dell’assessore. Non solo, occorre anche rivedere la normativa per chiarire le modalità di interpretazione dei referendum consultivi. Tutto questo andrà fatto in tempi ragionevoli».
«Abbiamo sostenuto i progetti di fusione ma abbiamo dichiarato sin dall’inizio che avremmo sempre rispettato l’esito referendario e le scelte dei cittadini – è la replica del Movimento 5 stelle regionale –. Sulle fusioni abbiamo assistito a scontri politici tra partiti tradizionali che avevano come unico obiettivo quello di mantenere il controllo su questo o quel Comune in spregio alla volontà popolare. Proprio per questo, e per rispetto per il metodo del referendum che reputiamo strumento principe della democrazia diretta, il nostro voto è stato contrario alle fusioni nelle quali non è prevalso il sì al referendum, nel pieno rispetto della volontà dei cittadini coinvolti».
«Le fusioni sono utili perché diminuiscono la spesa pubblica, migliorano la qualità dei servizi ed efficientano il sistema delle autonomie locali – dichiara il consigliere regionale Dario Violi –. Il Partito democratico non ha perso l’occasione per attaccarci sostenendo che il nostro voto sui Comuni non fosse da “seguaci di grillo”. Questo la dice lunga sulla visione che hanno di noi. Sulla fusione dei Comuni ci siamo limitati a ascoltare la voce del territorio a differenza di un partito che vota le fusioni interpretando la volontà popolare a proprio piacimento, anteponendo la convenienza di partito alla libera espressione dei cittadini». [md – ecoinformazioni]
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