variante tremezzinaBraga e Guerra presentano una nota al Tavolo per la competitività di Como perché la Regione l’inserisca fra le priorità. Il M5S ripropone il referendum

Lunedì 11 novembre i deputati del Partito democratico Chiara Braga e Mauro Guerra hanno chiesto con una lettera al Tavolo per la competitività comasco di: «Far pervenire a Regione Lombardia, anche per il tramite dei propri rappresentanti, un sollecito al perfezionamento dell’Intesa generale quadro e al contestuale inserimento della variante della Tremezzina tra le infrastrutture di preminente interesse regionale, così come già indicato nell’Accordo di programma quadro e nel Piano regionale di sviluppo».

«Lo scorso 5 abbiamo incontrato a Roma presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il sottosegretario con delega al Cipe Rocco Girlanda, per un aggiornamento relativo al progetto della variante Tremezzina alla strada statale 340 ‘Regina’, opera strategica per il territorio comasco e sulla quale più volte si è registrata la massima condivisione dei soggetti istituzionali ed economici che compongono il Tavolo ottobre – affermano i due parlamentari –. Data la priorità assoluta dell’opera il cui scoglio maggiore continua ad essere quello del reperimento delle risorse finanziarie per la sua realizzazione (330 milioni di euro), a fianco all’iniziativa volta a comprendere la variante nel prossimo piano di investimenti Anas, lo stesso Ministero ha auspicato l’inserimento della stessa nel Programma delle infrastrutture strategiche allegato al Def tra i progetti della Legge obiettivo. Dal punto di vista procedurale ciò comporta la stipula di una Intesa generale quadro avente validità pluriennale tra il Governo e ogni singola Regione interessata, nel nostro caso Regione Lombardia, la quale allo stato attuale si rivela essere l’unica Regione a non aver ancora sottoscritto tale Intesa. Circostanza questa che rappresenta di fatto un ostacolo all’inserimento della Variante della Tremezzina nell’elenco di opere della Legge obiettivo».

«Per il finanziamento dell’opera si possono tentare anche altre strade, sul modello di quanto fatto per la Statale 38 in Valtellina, dove il sistema territoriale ha attivato risorse proprie, oppure ricorrendo a possibilità di partenariato pubblico-privato previste dalla normativa vigente, ma che vanno verificate in relazione alla specificità della variante della Tremezzina – precisa Braga –. Certo è che le sparate propagandistiche che si sentono fare anche in queste ore non aggiungono nulla di concreto e realistico al reperimento delle risorse per finanziare l’opera». «Quello a cui tutti dobbiamo tendere è far diventare la variante della Tremezzina una priorità infrastrutturale per la Regione Lombardia, non solo per la provincia di Como, cosa peraltro fin qui non avvenuta – aggiunge Guerra –. Solo in questo modo potremo far pesare anche sul tavolo ministeriale la richiesta di reperire finalmente le risorse necessarie per la sua realizzazione».

Una posizione nettamente diversa è quella del Movimento 5 stelle che chiede a gran voce un referendum sull’opera.

«Pd e Pdl si sono scontrati sul reperimento di risorse per la variante Tremezzina, un progetto da almeno 330 milioni di euro che impatterebbe pesantemente sull’ambiente con una galleria di oltre sette chilometri – dichiarano in un comunicato i penta stellati –. Entrambi i partiti giudicano l’opera strategica e urgente, nonostante siano numerose le proposte alternative dei cittadini interessati dall’alleggerimento del traffico sulla statale».

«Siamo ormai alla farsa. L’Assessore regionale ai trasporti del Pdl Del Tenno chiede di reperire risorse per aprire la montagna con una galleria a Roma, mentre gli onorevoli comaschi del Pd, chiedono denaro all’Assessore e a Regione Lombardia – dichiara Stefano Buffagni, consigliere regionale M5S Lombardia –. Per fortuna a Roma Governano insieme. Le persone che vivono nella zona restano del tutto inascoltate. Noi siamo con i laghée».

«L’abbiamo ribadito più volte: i soldi non ci sono per quell’opera, il resto è solo propaganda – termina Buffagni –. Da subito si possono invece adottare provvedimenti concreti e leggeri, con il consenso dei cittadini, che risolvano la questione della strada Regina di cui si parla da oltre 20 anni. Quando si tratta di grandi opere, che sono ad alto impatto sul territorio, diventa doveroso che non si decida sulla pelle di chi poi le scelte le subisce sulla sua vita quotidiana». [md – ecoinformazioni]

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