Una nuova franchigia per i frontalieri

frontalieriApprovato un emendamento alla legge stabilità per un’esenzione fino ai 6.700 euro.

Martedì 17 dicembre la Commissione Bilancio della Camera ha approvato il seguente emendamento: «A decorrere dal 1 gennaio 2014, il reddito da lavoro dipendente prestato all’estero in zona di frontiera o in altri paesi limitrofi al territorio nazionale, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, da soggetti residenti nel territorio dello Stato italiano, concorre a formare il reddito complessivo per l’importo eccedente 6.700 euro».

«Dopo aver superato un iter difficile in Commissione Bilancio siamo riusciti per la prima volta a inserire l’emendamento che stabilizza la franchigia di esenzione di 6.700 euro per chi lavora oltreconfine nella legge di stabilità- dichiarano i deputati comaschi del Pd Chiara Braga e Mauro Guerra –. Pur ridotto rispetto al passato, quando l’esenzione per i lavoratori frontalieri era di 8mila euro, la conferma nella legge di stabilità del bonus fiscale di 6.700 euro sui redditi di lavoro dipendente prodotti all’estero in zone di frontiera rappresenta un significativo successo riferito soprattutto a quei frontalieri che lavorano in Svizzera e che risiedono in Comuni a più di 20 chilometri dal confine».

«Si è dunque scelto di contenere e stabilizzare la tassazione su dei redditi da lavoro guadagnati all’estero e spesi in Italia. Per il futuro quindi i frontalieri non dovranno più attendere il rinnovo del bonus – proseguono Braga e Guerra –. A questo risultato ha certamente contribuito l’approvazione a larga maggioranza alla Camera della mozione bipartisan presentata dai deputati Pd alla Camera che impegnava il Governo, tra le altre cose, proprio a confermare la franchigia di esenzione per i redditi dei frontalieri».

«Ora però occorre andare avanti su questa strada – chiudono i due deputati comaschi – e dare seguito operativo anche all’impegno preso dall’Esecutivo di definire l’impianto di uno statuto dei lavoratori frontalieri utile alla ripresa dei negoziati internazionali e in grado di produrre accordi bilaterali con i Paesi di confine che prevedano una specifica e più appropriata disciplina del lavoro frontaliero e la regolazione definitiva del relativo trattamento fiscale». [md – ecoinformazioni]

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