Al Teatro Sociale di Como, venerdì 27 gennaio alle 9, il TeatroGruppo popolare mette in scena per la Giornata della memoria, lo spettacolo La farfala sucullo. Testo e regia Giuseppe Adduci. Con Giuseppe Adduci e Sulutumana.
C’è uno spettacolo che racconta di uno zingaro. Oggi che gli zingari vengono più che mai dileggiati. E’ uno spettacolo che parla di campi di concentramento. Oggi che si vuole negare persino la memoria di quei momenti bui. C’è uno spettacolo che grida il suo stupore…
Lo spettacolo teatral-musicale descrive attraverso un linguaggio inventato, ricercato, struggente, la vita nei lager di un bambino rom torturato da Mengele; linguaggio che immette nell’azione teatrale toni di poesia per narrare delle umanità negate. Sempre sul filo di una incapacità a comprendere l’inaudita logica delle atrocità, così come ciechi erano gli occhi della sua amata giovane ebrea fissi su di un filo spinato. “La farfala sucullo” si presenta ricco di spunti sia sul tema della shoà che del teatro vissuti entrambi dal protagonista rom. Lo spettacolo ha vinto il premio drammaturgia Teatro e Shoà 2007.

In occasione della Giornata della Memoria, la Cooperativa Moltrasina, inviata venerdì 27 gennaio alle 19.30 alla trattoria di via Raschi 9 a Moltrasio per una serata
Il circolo Arci Trebisonda, in collaborazione con Teatro San Teodoro, con il patrocinio dell’ASST Lariana e l’adesione del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, presentano in occasione del quarantennale dall’approvazione della Legge Basaglia (L.180/78) , Follia e assenza d’opera, un progetto artistico-culturale di intervento sociale e di integrazione. Cinque workshop ideati e coordinati dal formatore e drammaturgo Giacomo Puzzo, che sarà affiancato nella conduzione da professionisti comaschi del settore teatrale. La partecipazione ai workshop è a numero chiuso (massimo 20 partecipanti per ogni workshop). Chi parteciperà a tutti e cinque i workshop avrà l’opportunità di essere inserito nel cast dello spettacolo Follia.


Lorenza Ceruti che ha coordinato l’incontro





Non è un buon segnale il fatto che neppure sul tema epocale dei diritti dei migranti la città di Como non solo non trovi unità, ma neppure capacità di costruzione di sedi democratiche nelle quali i diversi attori si confrontino alla luce del sole. La deleteria tendenza a costruire tavoli separati e riservati, nicchie spesso opache nelle quali alcune delle diverse opzioni si confrontano rifiutando la trasparenza che nelle tematiche dei diritti e della democrazia è vitale. 
