Anno: 2017

28 gennaio/ Teatro Sociale/ La traviata delle camelie

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Il Teatro Sociale di Como, in collaborazione con L.A.L.T.R.O. e At Home Como propone sabato 28 gennaio alle 20.30 La Traviata delle Camelie di e con David Riondino e Dario Vergassola. Lo spettacolo è un viaggio attraverso musica e letteratura, da La traviata di Giuseppe Verdi a La dama delle camelie di Alexandre Dumas, quello che porta sulle scene l’ormai collaudata coppia di attori. Il tutto si snoda sull’interazione tra Riondino (il fine dicitore della storia), Vergassola (l’incredulo spettatore di tanta vicenda), la cantante (una Traviata che si racconta attraverso le famose arie) e la musica originale di Giuseppe Verdi arrangiata per ensemble da camera, attraverso una serie di situazioni drammatiche, ma anche dissacranti. Colpa, peccato, gelosia, redenzione, felicità, sono e ancor per molto, saranno, i motori dei principali comportamenti umani, ma sono anche sentimenti spesso eccessivi sui quali può scivolare certa satira leggera. La musica (originale dell’opera verdiana) è fortemente coinvolgente grazie anche all’ esecuzione ad altissimo livello dell’ensemble musicale.

Marguerite e Violetta: donne sull’orlo di una crisi respiratoria
con David Riondino e Dario Vergassola
Soprano Beibei Li
Clarinetto Fabio Battistelli
Violino Augusto Vismara
Violoncello Riviera Lazeri
Adattamento musiche Pietro Paolo Vismara
Collaborazione ai testi Dario Tiano, Marco Melloni

I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria del Teatro Sociale di Como. Speciale under 30 spettacolo e drink 15 euro.
Info http://www.teatrosocialecomo.it/events/event/la-traviata-delle-camelie/

Foto/ 10 anni di Gloria/ La nebbiosa e Potage

potagePer i Dieci anni del Gloria il 26 gennaio è andata in scena  l’anteprima  de La nebbiosa di Pasolini, regia Paolo Trotti. Adattamento Paolo Trotti e Stefano Annoni. Con Stefano Annoni e Diego Paul Galtieri. Poi il concerto dei Potage. Guarda la galleria delle foto di Claudio Fontana per ecoinformazioni (altro…)

Como non dimentica/ Con Ines Figini e la Cgil per la Giornata della memoria

guarracinoCon l’introduzione di Matteo Mandressi, segretario generale della Cgil- Funzione pubblica di Como si aperta  nella Sala consiliare di Palazzo Cernezzi,  gremita di studenti, lavoratori del Comune, cittadini e cittadine e alcuni consiglieri comunali, la prima parte di Una giornata per non dimenticare. Il sindaco di Como ha portato il saluto della città, poi Vincenzo Guarracino ha presentato il libro Tanto tu torni sempre. Ines Figini la vita oltre il Lager [2012, ed. Melampo, 150 pagg., 15 euro].  L’iniziativa è proseguita con l’intervento di Renzo Pigni e nella Sala stemmi con la seconda parte del programma. Già on line i video di Miriam Cimmino dell’iniziativa sul canale di ecoinformazioni.

 

Guarda tutti gli altri video  di Miriam Cimmino dell’iniziativa sul canale di ecoinformazioni.

Guarda le foto dell’iniziativa.

Enzo D’antuono e sua nonna: polpette e Gloria

enzodantuonononnaLa dieci giorni per il Gloria, il bene comune della cultura e dell’animazione sociale a Como, animato dell’Arci Xanadù, la sera del 25 gennaio ha proposto una singolare performance del suo presidente Enzo D’Antuono accompagnato, virtualmente negli affetti, dalla sua favolosa nonna che “spaccava le noci con i denti” e lo iniziò all’arte della cucina. (altro…)

26 gennaio/ Sala Stemmi comune di Como/ Una giornata per non dimenticare

memoriafioreI delegati della Rsu del comune di Como, promuovono giovedì 26 gennaio alle 14 alla sala Stemmi del comune di Como Una giornata per non dimenticare.

Di seguito il programma:

Presentazione a cura di Matteo Mandressi , segretario generale della Cgil- Funzione Pubblica di Como
Ore 14 –  Presentazione del libro Tanto tu torni sempre. Ines Figini la vita oltre il Lager [2012, ed. Melampo, 150p., 15 euro] a cura di Vincenzo Guarracino.  Testimonianza di Ines Figini, operaia della ex-tintoria Comense, ex deportata nel campo di sterminio di Auschwitz.
Ore 14.30 – Saluto del sindaco di Como Mario Lucini. Proiezione di un documentario sul campo di sterminio di Buchenwald presentato da Gabriele Fontana, ricercatore storico dell’Istituto Perretta di Como.
Ore 16 – Intervento  Renzo Pigni in rappresentanza dell’Anpi provinciale di Como. A seguire intervento di Giacomo Licata segretario generale della camera del lavoro di Como.
Ore 16.20 – Concerto di Musica Spiccia – Baule dei Suoni
Ore 17 – Rinfresco a cura degli allievi della scuola Cfp di Monte Olimpino
Nel cortile di Palazzo Cernezzi, a partire dalle 8.30 sarà allestita la mostra Scioperi sindacali del 1944 a Como a cura dell’Istituto Perretta.

L’iniziativa è aperta ai dipendenti comunali ed alla cittadinanza tutta.

 

26 gennaio/ Un poeta e un fotografo

un-cuore-allindiceGiovedì 26 gennaio alle 18,30 nel Foyer del Teatro Sociale di Como secondo appuntamento con Le metamorfosi, ciclo di incontri con autori capaci di raccontare le trasformazioni del mondo organizzato da Parolario, La Feltrinelli di Como e Teatro Sociale di Como. Il poeta Mauro Fogliaresi e il fotografo Gin Angri presentano il loro ultimo libro Un cuore all’indice: parole sospese del libraio annuvolato (Oltre il giardino libri, 2016). Durante l’incontro interverrà il cantautore Paolo Fan. (altro…)

27 gennaio/ Disarmo

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Venerdì 27 gennaio, alla Sala Recchi di via Lambertenghi 41 a Como alle 18, Giuseppe De Mola, presente fin dai primi giorni dell’”emergenza migranti”, quando Medici senza frontiere ha cominciato a operare nel nostro territorio e curatore del rapporto Fuori campo, sugli insediamenti informali di migranti in contesti urbani, rurali e di frontiera, presenta il suo libro, Disarmo [ed. Seb27, 2016, 152 pagg., 14 euro] , in cui più storie si intrecciano o si sfiorano in un’Africa sconvolta dalla violenza incontrollabile di tutti contro tutti. (altro…)

Migranti/ Il consiglio è aperto, la discussione meno

Per fare il punto della situazione dei migranti a Como lunedì 23 gennaio si è tenuto un nuovo consiglio comunale aperto, con la partecipazione di alcune realtà che a vario titolo si stanno occupando della questione. Hanno quindi portato la loro esperienza Roberto Bernasconi della Caritas diocesana, Andrea Anselmi di Medici senza frontiere, Antonio Lamarucciola dell’Osservatorio giuridico, Abramo Francescato della rete Como senza frontiere e don Giusto Della Valle della parrocchia di Rebbio. Assenti ingiustificati, invece, i rappresentanti della Prefettura e quelli della Croce Rossa Italiana, che pure gestiscono il campo governativo di via Regina Teodolinda; hanno preferito non confrontarsi con la città e la sua amministrazione.

In apertura di serata l’assessore alle politiche sociali, Bruno Magatti, riassume in estrema sintesi la situazione, che non è particolarmente cambiata nelle ultimissime settimane: a Como risiedono 850 richiedenti asilo e 120 sono le persone attualmente ospitate nel campo (di cui la metà minori); 119 sono i minori in carico al Comune; ricorda anche che l’amministrazione comunale sta lavorando, nell’ambito delle indicazioni dell’ANCI (l’associazione dei Comuni), per attivare un centro SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), cioè per dare consistenza all’accoglienza di secondo livello, così da uscire – almeno in parte – dall’emergenza (un incontro a livello governativo ci sarà il 26 gennaio); la stessa metodologia di intervento si sta cercando di mettere in campo per affrontare il problema dei minori non accompagnati, in accordo con Save the children e il Coordinamento comasco di assistenza ai minori; e ancora si lavora a una proposta di intervento per i senza fissa dimora, partecipando a un bando FSE, che scade il prossimo 15 febbraio, secondo la parola d’ordine “housing first” (prima la casa). Con questo ventaglio di iniziative, l’amministrazione comunale intende evidenziare che l’unico modo di uscire dall’emergenza è quella di lavorare sulla progettualità; ciò ha tempi non brevi, ma è – a parere dell’assessore Magatti – l’unica possibilità per non arrestarsi sulla soglia dei problemi.

Il primo intervento degli “invitati” è sferzante. Roberto Bernasconi della Caritas esordisce esprimendo un certo disinteresse alla serata, quasi si trattasse di un passaggio superfluo. Basta uscire per rendersi conto della situazione; bisogna farsi partecipi delle fatiche di questo dovere, ma l’accoglienza deve essere “ordinata” e priva di qualsiasi rivendicazione collegata. Sembra di capire che l’accoglienza deve essere questione solo di carità e non di diritti e di politica; d’altra parte la sua analisi sulla situazione generale è secca: le forze in azione sono bloccate sulle proprie posizioni, e ancora più bloccate sono alcune istituzioni, la parte politica è assente, il rischio è quello dell’illegalità diffusa. Non è disposto a stare su un ipotetico banco degli imputati, così come non ritiene che i migranti siano da considerare l’unica e più grave emergenza.

Più informativi i contributi di Andrea Anselmi di Medici senza frontiere e di Antonio Lamarucciola dell’Osservatorio giuridico. Il primo riferisce del progetto che Msf ha attivato tra Como e Ventimiglia per far fronte al disagio psicologico (che a volte sfocia in vero e proprio disagio mentale) di molti migranti (circa il 60% ne soffre); la loro opera è cominciata a metà dicembre, sia presso il campo di via Regina che presso la parrocchia di Rebbio e ha già interessato circa 230 persone in incontri di gruppo e altri 200 in sedute individuali. Il secondo ricorda che la cosiddetta emergenza migranti è alimentata anche dalla carenza di informazioni sui propri diritti e sulle reali possibilità di dar corso al “progetto migratorio”, ed è quindi prioritario attivarsi in questo settore; per questo l’Osservatorio ha promosso un vero e proprio corso di formazione, oltre che organizzare uno sportello per i migranti, ancora in fase di sperimentazione perché a una immediata disponibilità da parte dell’amministrazione comunale ha fatto riscontro una collaborazione piuttosto carente da parte della Prefettura; ciononostante, grazie anche alla stretta collaborazione con analoghe associazioni di avvocati elvetici, si è potuto risolvere la situazione di parecchie decine di persone, cosa che ha contribuito anche ad alleggerire la pressione sul campo di via Regina; in prospettiva, l’impegno per una corretta gestione delle questioni giuridiche collegate alla migrazione non può che approfondirsi anche in considerazione dell’esigenza di tutele provvisorie per i minori ipotizzata nella nuova legislazione al riguardo.

Il portavoce della rete Como senza frontiere, Abramo Francescato, dopo aver brevemente richiamato la storia e gli obiettivi della rete, affronta i problemi del momento, riassunti nell’“emergenza freddo”: sono 1300 le persone che le ronde solidale hanno raccolto in strada da ottobre a dicembre, in situazioni al limite della sopportabilità; dal punto di vista operativo, rivolge un appello al Comune di Como per l’apertura di un dormitorio nell’ex drop–in (in viale Innocenzo XI), aperto alle persone italiane senza fissa dimora e a quelle migranti, per accelerare il più possibile la riattivazione del centro Puzzle di Tavernola e per sondare la possibilità di utilizzare la caserma De Cristoforis, attualmente inutilmente vuota.

Da ultimo, don Giusto Della Valle riporta il discorso sulla dimensione generale del problema: le migrazioni sono da sempre connaturate alle dinamiche umane (negli ultimi mesi a fronte delle 150/180 mila persone arrivate in Italia, almeno 100 mila sono quelle che dall’Italia si sono spostate in altri Paesi); e questa situazione è anche frutto della dialettica tra invecchiamento della popolazione europea e giovinezza dei popoli del “terzo mondo”. In questo processo mondiale, Como non può chiamarsi fuori perché è città di frontiera, e dunque occorre un pensiero politico globale, visto che l’unica chance di non subire è quella di programmare. Certo, Como ha fatto dei grossi sforzi per affrontare il problema: ci sono molti tasselli ma manca ancora il progetto complessivo del mosaico. È indispensabile migliorare la qualità dell’accoglienza (e il Comune può avere un ruolo essenziale nel monitorare le varie situazioni); è indilazionabile affrontare il problema dell’orientamento delle persone migranti, proprio per non limitarsi a subire l’esistente; serve quindi un vero e proprio osservatorio sulle migrazioni, in grado comprendere e di gestire il fenomeno.

Ultimato il giro di interventi, tocca al Consiglio comunale: qualche minuto per porre domande di chiarimento e poi qualche altro per interventi più analitici.

Anche astraendo dalle domande inutilmente provocatorie, da quelle palesemente insensate e da quelle capziose, il panorama che emerge è – come già nei precedenti consigli – sinceramente sconfortante. Fatte le debite (poche) eccezioni, chi siede in Consiglio a palazzo Cernezzi sembra non sapere nulla o quasi della situazione, come se questi sette mesi – con i problemi globali e i non meno essenziali drammi personali – non fossero serviti a niente. E chi poco sa, ancora meno capisce, così che la “questione migranti” scivola spesso in sterili piccolezze partitiche. Non serve a molto rivendicare, da parte dell’assessore Magatti, l’importanza della progettualità; non serve neanche, da parte della consigliera di opposizione Anna Veronelli, chiedere ulteriori approfondimenti sulla questione dei minori (che, nella richiesta di convocazione di consiglio aperto, era per lei fondamentale). La maggior parte dei consiglieri continua a inveire, oppure si disinteressa.

A mezzanotte spaccata, tutti a casa. Per chi ha ascoltato, la serata – certo non risolutiva – non è stata del tutto inutile, ma le orecchie – a palazzo Cernezzi – sembrano a tratti un optional poco richiesto. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

 

27 gennaio/ Bulgarograsso/ In memoria

memoria-bulgaroIl comune di Bulgarograsso e l’Associazione culturale Teatro città murata, invitano venerdì 27 gennaio alle 21 alla sala consiliare di via Guffanti a Bulgarograsso per una serata di letture e musiche in ricordo delle vittime dell’olocausto, in occasione della Giornata della Memoria.

 

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