Pd e Prc contro i ristorni bloccati
Il Pd e il Prc denuncano i danni determinati dalla decsione ticinese e invitano a rivederela.
«Ristorni bloccati, Governo e Regione Lombardia rinuncino per sempre all’incostituzionale tassa sulla salute. Il Consiglio di Stato ticinese (ossia il governo del Canton Ticino) ha deciso di sospendere, in via cautelativa, circa 50 milioni di franchi di ristorni per i Comuni di frontiera della Lombardia. Il motivo: l’incostituzionale tassa sulla salute, a carico dei vecchi frontalieri, che violerebbe l’accordo italo-svizzero del 2020, che non prevedeva ulteriori tasse a carico dei vecchi frontalieri. La misura non riguarda i Comuni confinanti del Piemonte, poiché la Regione ha già affermato di non voler attuare il provvedimento.
Chiariamoci, alla maggior parte del Consiglio di Stato ticinese non importa nulla dei frontalieri; diversi esponenti dei partiti di maggioranza non perdono occasione per attaccarli e la tassa sulla salute è stata una magnifica scusa, servita su un piatto d’argento da Giorgetti e Fontana, per bloccare una parte dei ristorni.
Fa però specie che il Ministro Giorgetti abbia stigmatizzato l’accaduto, richiamando il rispetto del trattato internazionale; lo stesso trattato che lui ha violato introducendo la tassa sulla salute. Il bue che dà del cornuto all’asino. Silenzio tombale invece dai rappresentanti della nostra Regione.
Inutile dire quale danno enorme sarebbe questo blocco per i nostri Comuni di frontiera, che vedrebbero decurtate le entrate in maniera importante; il tutto per un capriccio di Governo e Regione Lombardia, per una tassa senza senso, ingiusta, incostituzionale e che viola palesemente un accordo internazionale.
Chiediamo ancora una volta al Ministro Giorgetti di ritirare il provvedimento e al Presidente Fontana di non applicarlo; diversamente i danni per i nostri Comuni di frontiera potrebbero essere devastanti». [Prc Como]
ORSENIGO E ASTUTI (PD): “PERSI UNA PARTE DI RISTORNI. IL GOVERNO E LA REGIONE CI RIPENSINO”
“Alla fine, la decisione che temevamo è stata presa: il Consiglio di Stato del Canton Ticino tratterà una parte dei ristorni dell’imposta alla fonte destinati all’Italia, annunciando che questa è la risposta alla tassa salute sui vecchi frontalieri. Lo abbiamo detto in tutte le lingue, sia al Governo che alla Regione, presentando interrogazioni, mozioni, chiedendo impegni a ripensarci, portando la questione nell’Aula del consiglio regionale: quell’imposta non aveva ragione d’essere, era incostituzionale, contraria all’accordo fiscale e, fondamentalmente, un errore perché avrebbe messo in dubbio i ristorni. Ma niente: la destra è andata avanti dritta per la sua strada e i risultati sono quelli di stamani, cioè la decisione di non versare l’interezza della cifra dovuta ai nostri comuni di frontiera. I quali ora dovranno rifare completamente i conti, ricalcolare alcune voci di bilancio, magari sospendere dei servizi”, lo dicono Angelo Orsenigo e Samuele Astuti, consiglieri regionali del Pd, che da tempo seguono la questione e denunciano l’illiceità del provvedimento.
“Le nostre comunità devono ringraziare di questa situazione coloro che governano in Lombardia e in Italia. La dimostrazione che un’altra via era possibile sta nel fatto che non subirà il medesimo trattamento il Piemonte, che ha deciso di non applicare la tassa. Chissà se ora Fontana, Giorgetti, la Lega e il centrodestra si rendono conto di aver sbagliato e delle conseguenze delle loro azioni?”, si chiedono i dem.
“Non ci resta che un ultimo appello al presidente della Regione e al Ministro dell’Economia: ripensateci, siete ancora in tempo, ritirate quella tassa, rimettete le cose in pari con la Svizzera e forse eviterete di mettere in ginocchio i comuni di frontiera”, concludono Orsenigo e Astuti.

