Erba/ 21 tigli sacrificati per mettere in sicurezza le aree pedonali
Patelli e Radice (Avs): “Le alternative ci sono, l’abbattimento e la ripiantumazione causerebbero danni irreversibili a scapito della fruibilità dell’area”.
“Mettere in sicurezza i marciapiedi è necessario, ma abbattere 21 alberi non può essere considerata l’unica soluzione possibile.
È questa la posizione di Alleanza Verdi e Sinistra sul progetto di riqualificazione delle aree pedonali tra via San Rocco, via Turati e via Licinio.
Il progetto, come emerge dagli atti comunali, prevede la sistemazione delle superfici e l’eliminazione delle situazioni di pericolo, ma anche il taglio di 21 tigli che saranno sostituiti con alberi diversi che impiegheranno anni per crescere e non raggiungeranno mai le misure di quelli attuali. Un intervento che, pur motivato da esigenze di sicurezza, comporta un impatto significativo sul patrimonio arboreo urbano.
“Garantire marciapiedi sicuri e accessibili è un obiettivo che condividiamo pienamente” dichiara Lucas Radice, segretario provinciale di Sinistra Italiana.
“Ma proprio per questo riteniamo che si debbano esplorare fino in fondo tutte le soluzioni alternative all’abbattimento. Interventi sulle pavimentazioni, tecniche di gestione delle radici, riprogettazione degli spazi: le opzioni esistono e vanno valutate seriamente prima di arrivare a una scelta irreversibile e dannosa come il taglio degli alberi”.
La sicurezza pedonale, infatti, non può essere contrapposta alla tutela ambientale. Gli alberi svolgono una funzione fondamentale nei contesti urbani: ombreggiamento, mitigazione delle temperature, qualità dell’aria e vivibilità complessiva degli spazi pubblici.
Per Elisabetta Patelli, Co-portavoce regionale di Europa Verde “Ogni cantiere di rifacimento dei marciapiedi dovrebbe essere visto come un’opportunità per ripensare lo spazio pubblico: meno asfalto e cemento dove non servono, tondelli più ampi per garantire la sopravvivenza degli alberi, maggiore capacità drenante del terreno e un ambiente urbano più sano e vivibile. Continuare a ricostruire marciapiedi impermeabili, soffocando gli apparati radicali, significa perdere un’occasione preziosa per adattare le città alle sfide climatiche del presente e del futuro.”
Il progetto, inoltre, si inserisce nella gestione più ampia dell’urbanistica erbese che vede un costante consumo di suolo, a conferma della necessità di una visione complessiva e coerente delle trasformazioni urbane .
Per questo AVS chiede all’amministrazione comunale:
– di valutare soluzioni progettuali alternative che consentano di preservare il più possibile le alberature esistenti
– di coinvolgere tecnici agronomi e competenze specialistiche nella gestione del verde urbano
– di mettere al centro la qualità dello spazio pubblico, non solo la sua messa in sicurezza
Non si tratta di essere contrari agli interventi, ma di farli meglio, la transizione ecologica passa anche da scelte come queste: proteggere il verde urbano deve essere una priorità, non un elemento sacrificabile.” [Lucas Radice, segretario provinciale di Sinistra Italiana Como, Elisabetta Patelli, co-portavoce regionale di Europa Verde Lombardia]

