Il Pd contro la Ztl di Rapinese

Non si governa una città come Como cancellando la bicicletta o costringendo i negozianti a corse contro il tempo per ricevere le merci. Como merita una mobilità che garantisca la sicurezza dei pedoni senza punire i residenti, chi lavora e chi sceglie la mobilità sostenibile.

La recente delibera di riorganizzazione della ZTL e delle Aree Pedonali Urbane (APU) approvata dalla Giunta comunale conferma purtroppo una tendenza che denunciamo da tempo: l’assenza di una visione d’insieme e l’incapacità di governare le trasformazioni di Como se non attraverso la scorciatoia del divieto e del balzello burocratico. 

Alcuni aspetti su tutti emergono da questa ennesima decisione senza senso.

Innanzitutto, il tema dell’accesso e dei flussi in ZTL non appare improvvisamente oggi, è noto e andava pianificato da tempo da questa amministrazione, tramite il Piano di Governo del Territorio e tramite analisi, ricerca e progettazione. Invece, non avendone competenza e volontà, si decide così, giusto per poter urlare che si ha il potere di decidere, calpestando il buon senso e la qualità di vita dei residenti. Non si può continuare a amministrare Como per slogan, a colpi di ticket e divieti calati dall’alto. Questa non è pianificazione, è improvvisazione.

C’è poi il problema delle consegne. Non si può pensare di concentrare tutto in poche ore con l’ingresso simultaneo di furgoni e camion di grandi dimensioni, si rischia di intasare ancora di più la ztl, già sotto pressione per la presenza degli NCC.

Non si ascoltano le associazioni (le parole di Confcommercio sono state molto chiare in merito), non ci si interessa delle esigenze di chi lavora.  Nelle città moderne il carico e scarico è sempre più garantito su due fasce orarie (mattina e pomeriggio) per far respirare e lavorare i negozianti. 

Pongo una domanda a questa amministrazione: Ci sono aree di sosta e stalli dedicati al carico e scarico merci adeguatamente individuati, o volete costringere i mezzi commerciali a soste di fortuna o a ingolfare il traffico della Città Murata, con tempistiche sempre più ridotte?

Una proposta progettuale seria sarebbe quella di pensare a stalli per le consegne subito fuori dalla ZTL, con consegne ai cittadini e ai negozi con servizio pubblico privato e con mezzi elettrici. E, come ogni proposta, dovrebbe passare dal confronto e dall’ascolto delle categorie interessate. Implementare un sistema di consegne e logistica di “ultimo miglio” (per residenti e commercianti) gestito in sinergia pubblico-privata mediante hub esterni e l’utilizzo esclusivo di mezzi elettrici o cargo bike, aiuterebbe concretamente.

Sempre nelle città moderne e ben governate, le biciclette sono le benvenute, considerate una risorsa per snellire il traffico e non un fastidio da bandire.

Interdire alle bici mezzo centro storico e’ l’ennesima azione contro i residenti, decisa da chi dimentica quanto la viabilità leggera sia punto centrale della qualità di vita urbana.

Il piano di questa amministrazione di espellere sempre più la popolazione residente continua.

La bici per definizione è un mezzo agile ed è un mezzo povero, da premiare e agevolare.

No parcheggi, no bici… I comaschi come si devono muovere, per questa maggioranza? Volando?

Se togliamo la possibilità di usare la bicicletta nel centro storico, togliamo uno dei vantaggi di usare la bicicletta in città per i residenti, non risolviamo un problema di sicurezza ma ne creiamo un altro ai residenti. Continuiamo a rendere la città meno “a misura d’uomo” e più “a misura di turista”.

Servirebbe un controllo capillare delle bici truccate, in particolare quelle dei rider, ed invece arriva l’ennesimo divieto che colpisce tutti i cittadini. 

Non si potrà circolare in bici anche in strade larghe e non affollate di turisti: Largo Miglio, Via Bellini, Piazza Verdi, Via Pretorio, Piazza Cavour. Aggiungiamo la soppressione del servizio bike sharing, in piena stagione turistica.

Tutto questo è in controtendenza rispetto a tutte le azioni delle città italiane e europee per favorire la mobilità sostenibile. 

Mi rivolgo anche ai componenti della maggioranza: come potete anche questa volta essere silenziosamente d’accordo? Tra di voi ci sono persone che usano abitualmente la bicicletta per spostarsi; persone che gestiscono o hanno gestito attività commerciali nella ZTL, e che ne usufruiscono come clienti; persone che ben conoscono la difficoltà del muoversi per le persone fragili. Come potete non cogliere gli errori di questa decisione? 

Se l’attuale maggioranza continuerà a seguire questa linea, la prossima amministrazione dovrà mettere mano anche a questo provvedimento, sbagliato nella sostanza e nelle modalità.

Vogliamo un’amministrazione comunale che sappia governare la complessità con intelligenza e visione, non a colpi di balzelli burocratici e diktat calati dall’alto”. [Dabiele Valsecchi, segretario cittadino PD Como] 

niele Valsecchi

gretario Cittadino – Partito Democratico di Como

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