Contrastare l’impotenza

Sulle pendici del Monte Goj si intravede ancora del fumo. Qualche focolaio persiste, tenace, e riacquisisce forza con il calare della sera. Nonostante l’intervento massiccio di vigili del fuoco, elicotteri regionali e Canadair della flotta dello Stato, l’incendio divampato il 13 agosto ha divorato gran parte dell’area boschiva tra Spina Verde e Val Basca. È bastato poco perché il fuoco si facesse spazio avidamente tra gli alberi e si avvicinasse pericolosamente alle abitazioni, costringendo 50 persone a evacuare le proprie case. Oggi le pendici del monte si mostrano spoglie, la vegetazione incenerita, una ferita aperta che emana ancora calore, pericoloso, dal sottosuolo tra il verde diradato della foresta.

Ho osservato a lungo le fiamme, con un forte senso di impotenza che si aggiungeva a una mente già affollata di pensieri. Perché il copione sembra il medesimo di anno in anno. Ogni estate restiamo come inermi spettatori a guardare bruciare intere foreste sul nostro territorio, ecosistemi preziosi e la fauna che li abita distrutti in poche ore.

È vero: gli incendi derivano quasi sempre da causa umana. Sulla logica di profitto che talvolta si cela dietro i roghi, con mandanti ben precisi finalizzati a trarre beneficio economico persino dal fuoco, si potrebbe discutere a lungo – è un tema complesso e delicato da sviscerare. Ma che si tratti di un atto scellerato o di semplice incuria, resta una necessità urgente: prendere coscienza di quanto il cambiamento climatico abbia aggravato un problema già esistente, e di quanto continuerà a peggiorarlo se non si interviene. Il caldo, la siccità prolungata e le crescenti emissioni di CO2 hanno un ruolo scientificamente riconosciuto nella propagazione e nella persistenza degli incendi.

Il caldo di questi giorni rende stanchi, intorpidisce mente e corpo. E nel tempo passato a cercare riparo tra le mura di casa, torna un quesito preciso, pungente, assillante: cosa sto facendo io per rallentare questo tracollo climatico e ambientale? Le risposte me le do puntualmente, e cerco margini di miglioramento. Eppure non è mai abbastanza. Eppure, nel frattempo, le fiamme si innalzano anche nel territorio che da 25 anni definisco casa.

Tra qualche mese l’inverno arriverà, le temperature si abbasseranno, e la crisi climatica sparirà puntualmente dal già debole dibattito pubblico. Questo è anche il frutto della disinformazione e del negazionismo portati avanti da parte della classe politica, della noncuranza di una società spesso disinteressata, della mancata manutenzione dei boschi e degli spazi verdi che restano tra i pochi polmoni rimasti alla Terra.

Pensare alla crisi climatica come un problema concreto solo quando le catastrofi ambientali arrivano a pochi metri da casa, invece che nell’ennesima foto di cronaca sui social, è quantomeno miope: le stesse catastrofi si ripetono quotidianamente, in luoghi più o meno lontani da noi.

Forse è semplicemente conseguenza di una collettività anestetizzata e disillusa. Ed è chiaro che, nonostante la solidità del consenso scientifico sul riscaldamento globale di origine antropica, la politica e l’amministrazione dei luoghi in cui viviamo spesso non ragionano con lo stesso rigore della scienza.

Il senso di impotenza si scontra così con un sistema che non cambia alla stessa velocità dell’impegno individuale di chi ha già scelto di vivere secondo principi di sostenibilità; impegno che non sembra interessare a chi detiene il potere e la ricchezza per cambiare un futuro che appare già scritto.

Per cambiare le cose abbiamo bisogno di figure competenti che manifestino almeno la volontà di contrastare la crisi climatica con politiche mirate e urgenti, che tutelino concretamente l’ambiente con capillari piani di gestione forestale, fondi di prevenzione dedicati e una vera svolta verso forme di energia pulita.

Il Monte Goj, per ora, smette lentamente di fumare. Ma quanti altri monti dovranno bruciare, quante altre estati passare, prima che la politica e il dibattito pubblico si occupino con tempestività del nostro pianeta?” [Anna Giulia Guarisco, Ugs Como]

About The Author

Rispondi

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza

Scopri di più da [Arci - Giornalismo partecipato]

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere