Como in Champions league, europea solo nel calcio agonistico milionario
«Como città di Champions League, ma con tante disuguaglianze. La più bella vittoria sarebbe vincere le disuguaglianze
Giovedì 10 settembre sera, tramite la sua squadra di calcio, la nostra città, entrerà nella lista delle città più importanti d’Europa per il calcio. La Coppa dei campioni, io la chiamo come una volta, darà a Como una maggior attrazione mediatica di quella che già ha. Ulteriore notorietà più persone, più turisti e aggiungo, inevitabilmente anche qualche problema. Da vecchio dirigente sportivo di una società oratoriana, non mi permetto di criticare il risultato sportivo raggiunto. A qualsiasi livello per arrivare servono impegno, sacrificio, fatica e sudore, insieme alle risorse economiche indispensabili per eccellere. Non posso però non collegare questo momento alla situazione della città. Como città europea? Personalmente non riesco ad immaginarla. Altri potranno parlare di rilevanti aspetti come scuole, traffico, bici, pontile. Io penso alla Como delle persone. Quanti anziani abbandonati Como ha chiuso in casa in questa infinita estate? Solitudini infinite. I giovani, ultimamente sono sempre più citati nelle cronache per situazioni violente, ma chiedo: sono state capite, discusse, le cause di questo loro malessere? È stato tentato un dialogo con loro? La situazione lavorativa di tante persone anche nel comparto turistico è grave. Contratti che non vengono rinnovati, riconoscimenti economici non conformi all’impegno dei lavoratori e delle lavoratrici, diritti negati.
Persone che chiamiamo senza fissa dimora da anni dormono sotto i portici delle chiese, in altri angoli bui della città e per l’essenziale devono rivolgersi alle organizzazioni ecclesiali. Tanti stranieri, molti parte importante dell’economia comasca, a causa le leggi nazionali, non trovano la possibilità di lavorare. Gente che dorme per strada, nonostante i tanti vani vuoti e gli spazi vuoti che la città detiene. Il sempre attuale problema del carcere… strapieno!!!. Ci sono state in luglio ancora visite di istituzioni e società civile, ma i problemi al Bassone permangono. Chi esce a fine pena non ha nessuno.
Como città europea grazie al calcio. Ogni 15 giorni presente sui media di tutta Europa. Pensate Como città Messaggera di Pace, gemellata con una città israeliana, palestinese, tedesca e giapponese. Quante relazioni di incontro e proposte positive potrebbe trasmettere? Como città di Champions League, ma con tante disuguaglianze appare inadeguata. Questa vicenda calcistica europea potrebbe servire per dare dignità a tutti i suoi cittadini/e, specie a tanti/e resi fragili dalle istituzioni. Sarebbe, per me la più bella vittoria in Coppa campioni». [Luigi Nessi, Sinitra italiana/ Avs Como]

