19 e 20 settembre/ L’Isola che c’è/ Vivere in connessione
La rete dell’economia solidale torna a incontrarsi: appuntamento con la 22sima edizione de L’isola che c’è sabato 19 e domenica 20 settembre nel parco comunale di Villa Guardia.
Organizzata dalla Cooperativa sociale Ecofficine, da L’isola che c’è – Rete Comasca di Economia Solidale, dal Centro di Servizio per il Volontariato dell’Insubria e da Luminanda, L’isola che c’è dal 2004 racconta la sostenibilità e la solidarietà, promuovendo stili di produzione, di consumo e di relazione più consapevoli.
«L’isola che c’è si conferma come una rete di realtà diverse che si incontrano a partire da valori comuni:
sostenibilità, solidarietà, partecipazione e attenzione alle persone e all’ambiente. È una rete che va ben oltre il territorio comasco e che negli anni è diventata un riferimento anche a livello nazionale. Il nostro obiettivo come organizzatori è mantenerla viva, attiva e continuare a farla crescere, portando sul territorio la testimonianza concreta che un modo diverso di vivere, partecipare, consumare e produrre è possibile. Per noi, per le generazioni future, per il nostro pianeta». Queste le parole di Micol Dell’Oro, presidente di
Ecofficine.
Si chiama Fiera ma non è mai (solo) una fiera: è area espositori, incontri, conferenze, laboratori per adulti e
famiglie, spettacoli e concerti. Quest’anno ogni area della manifestazione sarà attraversata da una domanda: che tipo di connessione vogliamo coltivare?
Ritroveremo il fil rouge nelle proposte degli espositori, nei laboratori, negli spettacoli, negli incontri.
Saranno oltre 100 le realtà presenti nel parco, tra cibo, artigianato, solidarietà, ambiente, cultura, benessere.
Progetti accuratamente selezionati portati avanti da cooperative, associazioni, organizzazioni
senza scopo di lucro, imprese locali, produttori di filiera corta e operatori olistici. Gli espositori racconteranno i propri prodotti, idee e servizi, proporranno laboratori e attività per tutte le età: dal tai chi, al rammendo creativo, dal canto corale alla falegnameria e molto altro.
L’isola che c’è diventa spazio in cui le connessioni, con persone, luoghi, ambiente, con i propri sensi, si trasformano in esperienze reali, in cui le relazioni si costruiscono nel fare, nello sperimentare, nel partecipare, nel condividere.
Non mancherà l’ottimo cibo, gustoso e consapevole. L’area ristoro sarà diffusa su tutto il parco: i visitatori
potranno assaggiare prodotti genuini e biologici, frutto di filiere corte e di pratiche rispettose dell’ambiente sia nello spazio ristorante coperto, gestito grazie al supporto dei tanti volontari, sia in un’area bar gestita da Arci e grazie ad alcuni food truck che metteranno a disposizione birra artigianale, piatti sani e sfiziosi, dolci e gelati. Grande attenzione per tutte le esigenze alimentari, con un ampio ventaglio di piatti vegani, vegetariani e senza glutine.
L’isola che c’è sarà anche un’occasione per riflettere sul rapporto con la vita online e con la natura
ambivalente della rete in cui siamo costantemente immersi: luogo di incontro e sinergia, ma anche di
possibile divisione e isolamento.
Un confronto che, grazie all’arte, si nutre, cresce e diviene un’opera partecipata: Opera in rete.
Spiega Anna Buttarelli, Referente Arte e Cultura di Luminanda: «Opera in rete si svilupperà nel parco di
Villa Guardia come un vero e proprio itinerario creativo che collega aree diverse della Fiera, creando rimandi e relazioni tra i suoi spazi. Un’opera diffusa da attraversare e scoprire, seguendone le diverse tappe e lasciandosi coinvolgere in un’esperienza di arte che invita a tracciare nuove connessioni».
Opera in rete è frutto di un lavoro a tante mani avviato nell’aprile di quest’anno, grazie alla sinergia tra
Luminanda, Punto Caldo, network di associazioni giovanili, la comunità educativa Potenzia-menti e altre
realtà della rete comasca di economia solidale.
Prosegue Buttarelli: «Anche a L’isola che c’è, di cui siamo felici di essere anche quest’anno co-organizzatrici, Luminanda propone l’arte e la cultura come uno spazio di relazione. Una possibilità per incontrarsi, partecipare, creare insieme, contribuendo così a costruire comunità».
A partire da sabato il tema Vivere in connessione sarà anche al centro degli incontri.
Alle 14 si terrà un talk dedicato alle diverse forme della connessione: quella con le persone e le comunità, con la natura e i territori, ma anche con e attraverso la tecnologia. Un confronto tra diverse prospettive che attraversano il nostro modo di vivere e interagire. A confrontarsi: Giacomo Bocale, avvocato e attivista di Nina Watch, collettivo nato a Milano per promuovere una riflessione critica sul rapporto tra intelligenza artificiale, tecnologia, società; Daniel Tarozzi, founder de L’Italia che cambia, che racconta progetti e persone impegnati a trasformare in meglio il Paese; Matteo Spini, docente all’Università di Milano-Bicocca, che si occupa di ecologia, giustizia climatica e movimenti sociali.
Con loro Stefania Balzarotti ed Elena Cadelli, ecotuner e green coach formate alla Scuola di Ecopsicologia, facilitatrici di percorsi di connessione con la Natura.
Modera Martina Radicchio, giornalista de La Provincia.
Alle 17 Bruno Arpaia presenterà l’ultimo libro Il mondo senza inverno (Guanda, 2026), intervistato da
Rachele Marchegiani, scrittrice e ghostwriter. A nove anni di distanza da Qualcosa, là fuori, Arpaia torna ad
affrontare temi come il cambiamento climatico, l’avanzare dell’intelligenza artificiale e il rapporto tra uomo e scienza.
Domenica 20 settembre si prosegue alle 11 con un incontro organizzato insieme ad Altreconomia, Internet mon Amour. Dialogo su educazione e alfabetizzazione digitale, con isi, esperta di privacy e di educazione
digitale, e seb, Gruppo Studio l’Attrezzeria. I due relatori preferiscono non esplicitare per intero i propri nomi per questioni di privacy. Ampio spazio sarà lasciato alle domande e riflessioni dal pubblico.
Dalle 14 il rapporto tra persone e tecnologia sarà al centro dell’incontro Sentirsi. Un’antropologia dello
smartphone.
Gabriele Balbi, co-autore del saggio omonimo insieme a Massimo Cerulo, dialogherà con Stefano Naro, presidente dell’associazione Origami, sul ruolo che lo smartphone ha assunto nelle nostre vite. Balbi racconterà non solo ciò che gli esseri umani fanno con gli smartphone, ma anche ciò che gli smartphone fanno agli esseri umani.
Dopo le 19 ingresso libero, la festa continua. Il tema della connessione proseguirà anche attraverso la
musica.
Sabato 19 settembre, dalle 20 alle 23, il palco ospiterà TvDust, K^B°B° Orchestra e Roberto Casti
per una serata che attraverserà linguaggi e forme musicali differenti.
Domenica 20 settembre, dalle 20 alle 23, il Palco sarà invece aperto al cantautorato, con Naeev, Canta fino a dieci e Fitza.
Due serate diverse per linguaggi e protagonisti, ma unite dalla stessa idea: la musica come spazio di incontro, partecipazione e condivisione. La sera l’area ristoro resterà attiva, insieme a un mercatino serale.
Per maggiori informazioni sul programma: www.fieralisolachece.org». [L’Isola che c’è]


