La patrimoniale di Avs/ Restituire reddito ai poveri

Finalmente patrimoniale e finalmente la volontà di attuare la Costituzione con imposte proporzionali al reddito e non divise in scaglioni, ma secondo una giusta curva progressiva che risparmia i poveri togiendo qualcosa in più agli immensi e crescenti patrimoni dei ricchi. La proposta di Avs vuole cambiare il segno del fisco cambia segnao oggi sotrattore di risorse vitali per i meno abbienti, domani, se la riforma passerà, distributore di ricchezze contro le disuguaglianze. Così anche a livello locale l’Alleanza di Lucas Radice (Sinistra Italiana) e Elisabetta Patelli (Europa Verde) entra nel merito della formazione dei programmi elettorali con una concreta proposta per la giustizia sociale.

«Avs ha presentato Restituzione fiscale, un pacchetto di proposte, il cui cuore è la revisione dell’IRPEF in senso molto progressivo per tagliare le tasse a tutti quelli che lavorano e guadagnano fino a 90 mila euro l’anno. Rimettiamo nelle tasche degli italiani fino a 1.2000 euro l’anno, uno stipendio in più, ovviamente con particolare tutela per Il ceto medio e chi fino ad oggi ha pagato due volte: tutte le tasse diligentemente, mandando avanti il paese, e i morsi pesanti dell’inflazione.

La riforma non viene coperta con debito pubblico, ma con i proventi di una tassa sulle grandi ricchezze e una strenua lotta all’evasione. Il messaggio è chiaro: redistribuiamo ricchezza, dall’alto verso il basso.

Vogliamo la Restituzione di quel che è stato tolto a 41 milioni di italiani. Ogni euro tolto all’evasione, va nelle tasche dei cittadini lavoratori onesti.

Restituzione fiscale – Tasse + Stipendio: con AVS il fisco cambia segno “Restituzione fiscale” è il titolo del pacchetto di riforma del fisco di Alleanza Verdi e Sinistra composto da due proposte di legge: una rimodulazione strutturale in senso progressivo dell’IRPEF e l’introduzione di una tassa patrimoniale solo per le ricchezze superiori ai 5 milioni di euro.

L’obiettivo è alleggerire il carico fiscale su chi lavora facendo contribuire di più le grandi ricchezze e recuperando l’evasione, il tutto senza aumentare il debito pubblico e senza scaricare il peso sulle nuove generazioni.

La riforma cancella le aliquote IRPEF e le sostituisce con un’unica funzione continua molto progressiva, come già avviene oggi in Germania e Danimarca. Per il 98% dei contribuenti (41,5 milioni di persone) significa un considerevole taglio delle tasse.

Chiunque guadagni meno di 90.000 € lordi annui vedrà calare l’IRPEF.

Per il ceto medio (tra 20.000€ e 40.000€ annui) il taglio sarà in media del 29%, circa 1200€ all’anno: significa 100€ in più al mese nelle tasche di insegnanti, infermieri, commessi, camerieri, operai ecc.

Chi guadagna 20mila € all’anno avrà un taglio del 64%.

Per le fasce più deboli, comprese tra la no tax area e sotto ai 20mila €, il taglio sarà dell’85%.

Il costo della riforma è di 22 miliardi di euro l’anno (proiezioni su dati MEF).

Le coperture per finanziare tale proposta sono:

● L’introduzione di una tassa patrimoniale esclusivamente su chi ha una ricchezza netta complessiva superiore ai 5,4 milioni di euro (lo 0,1% più ricco d’Italia), che porterebbe 15 miliardi di euro;

● Lotta all’evasione fiscale, per i restanti 7 miliardi; Si tratta di una rivoluzione copernicana del sistema fiscale del nostro Paese perché 1. sposta il carico fiscale dal lavoro alla rendita; 2. si chiude con la stagione dei condoni e dei furbetti che campano sulle spalle di chi paga le tasse. Ogni euro recuperato da una serrata lotta all’evasione fiscale viene restituito ai lavoratori.

Per 40 anni la destra ha raccontato di tagliare le tasse, in realtà ha consentito ai ricchi di diventare sempre più ricchi e agli evasori di continuare ad evadere, lasciando tutto il peso fiscale sulle spalle di lavoratori e onesti. Adesso è il momento di cambiare le cose. È il momento di restituire quel che è giusto a chi ha sempre pagato tutto. La destra chiacchiera, AVS lo fa e mostra come farlo. È semplice: meno tasse, più stipendio.

Con AVS il fisco cambia segno. Patrimoniale su milionari e miliardari, una misura di giustizia e buonsenso per il 99,9% degli italiani La proposta di Alleanza Verdi e Sinistra è l’introduzione di un’imposta annuale progressiva sui patrimoni netti superiori a 5,4 milioni di €, pari allo 0,1% più ricco d’Italia, con aliquote crescenti.

La misura mira a rendere più progressivo il sistema fiscale e a contrastare la crescente concentrazione della ricchezza. Il fisco italiano tassa troppo i redditi da lavoro e non la vera ricchezza contemporanea, i redditi da capitale. Questo rende il sistema regressivo nella parte alta della distribuzione: il 7% più ricco paga un’aliquota effettiva media inferiore rispetto al resto della popolazione, il 32,6% contro circa il 45% per un lavoratore dipendente della classe media.

Per questo si propone una tassa in grado di tassare davvero queste enormi ricchezze.

Sebbene la letteratura scientifica dimostri chiaramente che non vi è fuga di capitali a seguito dell’introduzione di una tassa patrimoniale, soprattutto se di modesta portata come questa, abbiamo comunque previsto una exit tax sulle plusvalenze latenti pari al 26% in caso di trasferimento all’estero. La proposta non comporta costi significativi per la finanza pubblica.

Le stime attuali indicano un gettito di €15,9 miliardi annui, di cui 15 miliardi concentrati nell’ultimo scaglione (oltre i 10 milioni di €). Il 99,9% della popolazione italiana non sarà toccato dall’imposta, ma beneficerà della rafforzata equità sociale e dell’aumento del gettito. Imposte patrimoniali sono presenti, con caratteristiche diverse, in Spagna, Norvegia, e Svizzera.

La Spagna di Pedro Sánchez costituisce il principale riferimento per questa proposta: la sua imposta utilizza aliquote dell’1,7%, 2,1% e 3,5% ed è stata dichiarata costituzionale.

In sintesi, la patrimoniale sulle grandi ricchezze non mette le mani in tasca al ceto medio come piace raccontare alla destra. Restituisce semmai ricchezza al ceto medio. Perché riguarda solamente lo 0,1% più ricco d’Italia, ovvero chi possiede più di € 5,4 milioni di patrimonio. E come mostrano i dati, tra l’altro, oggi questi super ricchi pagano meno tasse della classe media. Chi ha meno di 5,4 milioni di patrimonio, cioè il 99,9% degli italiani, ne trarrà solo benefici. È semplice: meno tasse, più stipendio.

Con AVS il fisco cambia segno». [Alleanza Verdi e Sinistra Como]

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