Video/ Scuola pubblica, non privata, né privatizzata

Si deve a Luca Michelini la ricomparsa nel dibattito politico comasco – a distanza di 30 anni dagli exploit da il Paguro con Maurizio Migliori, delle riviste Rossoscuola e école – dello sguardo ideologico alla scuola troppo spesso annebbiato da considerazioni subalterne al capitalismo dominante e non adottato da lotte centrate sui diritti violati di gruppi di cittadin3 personalmente colpiti da interventi autoritari e insensati del Comune, forse inevitabilmente generatori di proteste puntuali ma prive di orizzonte generale ideologicamente fondato. Così, mentre a Como i tagli scellerati determinati dal Comune vengono giustamente e talora con successo bloccati dalla protesta degli “utenti”, dalle famiglie, gravemente danneggiate da essi, non si afferma con uguale forza la lotta alle “razionalizzazioni” tutte e ovunque e non si coglie che tutti i tagli alla spesa pubbica sono parte ancora di quel processo teacheriano degenerativo che in Italia fu assunto persino ideologicamente da parte della sinistra condividendo le scelte di Blair, né si esprime la giusta difesa alla scuola pubblica sacrificata dall’enorme spreco, spesso clientelare e a vantaggio di percorsi formativi qualitativamente modesti, determinato da finanziamente sempre maggiori a quella privata in aperta violazione del “Senza oneri per lo Stato” prescritto esplicitamente dalla legge fondamentale dello Stato stesso.

Nell’incontro all’Aldo Moro del 28 ottobre invece il tema La scuola pubblica come organo costituzionale. Economia, società, istituzioni ha permesso, grazie agli interventi della dirigente della scuola Simona Convenga, del relatore, professore ordinario di Storia dell’economia all’Università di Pisa e autore di una proposta articolata di Reddito scolastico comunale (di cui non si è parlato nell’icontro) e al dibattito con interventi di genitrici e docenti, partiti, associazioni, un’analisi, fortemente fondata sul dettato della Costituzione, del processo di privatizzazione in atto, della degerazione del valore della formazione determinato dalla mancanza di risorse per la scuola pubblica e dalla scelta scellerata e anacorinistica di vederla come “azienda”, prona agli iteressi di un immaginario “mercato” che non è più quello di anni fa e cambia ogni istante rendendo insensata, oltre che costituzionalemnte eversiva, la volontà servile di prepare i giovan3 a esserne pedine necessarie e senza diritti.

Discorsi quindi di grande importanza ideale e spessore politico il 28 ottobre alla Moro che trovate nei video (presto on line altri, ci scusiamo della scarsa qualità audio determinata da un guasto alla scheda sd della telecamera). Non adeguata la presenza del pubblico nel quale incompresibilmente spiccavano l’assenza di alcune forze politiche pur schierate a difesa delle scuole pubbliche lariane (presenti solo M5s con il portavoce provinciale e la portavoce comasca e Si-Avs con la responsabile regionale Scuola) e soprattutto quella dei Comitati delle altre scuole in lotta contro Rapinese evidentemente meno interessati a apporfondire il contesto costituzionale senza il quale però le loro lotte, puntiformi, pur sacrosante, sono sostanzialemente politicamente e culturalmente ininflenti. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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