Niente Bilancio: delibere, mozioni, interrogazioni

COMO COMUNE 3Palazzo Cernezzi approva le linee guida per il Sistema bibliotecario, approva una mozione per raccogliere dati sull’immigrazione per combattere il razzismo, discute della amovibilità o meno del monumento di Libeskind e fa scalpore il reintegro delle farmaciste di Muggiò.

Farmacie

La vendita, nel 2013 delle farmacie comunali è tornata alla ribalta, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 27 aprile, dopo la vincita della causa intentata contro il Comune di due farmaciste della struttura di Muggiò. Le due lavoratrici dovranno essere reintegrate nel personale del Comune, che potrebbe fare ricorso, con ruolo dirigenziale, avendo vinto a suo tempo un concorso pubblico per tale qualifica, sono poi state trasferite in capo a Csu, che gestiva le farmacie comunali, e poi “cedute” alla nuova proprietà della struttura di Muggiò venduta dall’Amministrazione. Per prima Ada Mantovani, Adesso Como, ha chiesto di «affrontare le questioni con maggiore attenzione dal piano giuridico», ricordando l’affaire concessioni dei cimiteri, «in primis l’applicabilità retroattiva della delibera del 1972», pasando di qui alla questione farmacie. «Vendere è stata una scelta sbagliata, sono state svendute e incassavano 280mila euro all’anno – ha aggiunto Laura Bordoli, Ncd –. Avevamo chiesto garanzie per il personale e il Comune è andato avanti con arroganza. Di fatto il personale è stato trattato malissimo. Due signore a cui mancavano due anni per andare in pensione». «Dite sempre che non ci sono mai soldi, mai fondi, che siete pieni di buone intenzioni – ha rincarato Alessandro Rapinese, Adesso Como –, siete degli incapaci, ora si vedrà anche per la Ztl. Fate degli errori da dilettanti, voglio che qualcuno qui paghi – ha proseguito –, avete fatto uno sconto di 150mila euro per una clausola di salvaguardia dei posti di lavoro, quando ora viene imposto il reintegro, andrò alla Corte dei conti!»

Biblioteca

Dopo un minuto di silenzio per la tragedia del Nepal e la morte di Giovanni Lo Porto, si è insediata l’Assemblea che ha affrontato, saltate le sedute programmate per affrontare il Bilancio consuntivo 2014, non ancora pronto, il Piano triennale del Sistema bibliotecario intercomunale di Como. Tutti d’accordo sulle linee guida con qualche timore per il futuro del prestito interbibliotecario «siamo in un limbo legislativo in Provincia e la Regione ha tolto il finanziamento» ha ricordato Guido Rovi, Pd, «bisogna spingere perché non ci siano riduzioni di fondi» ha sottolineato Luigi Nessi, Paco-Sel, mentre Sergio Gaddi, Fi, ha posto il problema della gestione dei siti riguardanti la cultura di Palazzo Cernezzi «erano vivi e attivi attualmente sono inermi cadaveri» e Rapinese ha chiesto con forza la nomina della Commissione biblioteca «sono tre anni che non c’è più». «La Consulta andava a superare le funzioni della Commissione biblioteca – ha replicato l’assessore alla Cultura Luigi Cavadini – e da quando sono arrivato la Regione deve emanare una legge su quest’ambito, che stiamo aspettando». Tutti d’accordo, salvo qualche sparuta astensione, sulla proposta, un ordine del giorno presentato da Nessi, di valutare la possibilità di qualche apertura serale nel periodo estivo, lo stesso, tranne qualche voto contrario in maggioranza, per la proposta di Rapinese, di arrivare il prima possibile alla costituzione della Commissione biblioteca. La delibera è quindi passata con il voto della maggioranza, astenuta l’opposizione.

Immigrazione e razzismo

Luca Ceruti, M5s, ha quindi presentato una mozione «contro la deriva razzista, per dare chiara, esplicita, documentata informazione, che sia inconfutabile» sul fenomeno migratorio nel Comune di Como e l’utilizzo dei servizi sociali da parte dei nuovi cittadini comaschi «per porre termine alla montante ondata di razzismo strisciante». Una proposta che ha trovato il consenso della maggioranza «siamo in sintonia con lo spirito della mozione – ha dichiarato Andrea Luppi, Pd –, la conoscenza è l’arma migliore per combattere il pregiudizio e le troppo frequenti speculazioni politiche». Perplessa Stefania Soldarini, Como civica, che si è poi astenuta: «Penso sia ingenuo pensare che su un tema de genere le informazioni possano ridurre il razzismo strisciante». Anche Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha espresso delle riserve e chiesto di votare per punti perché in uno si chiedeva «di togliere eventuali disparità. Ma non è possibile che gli uffici facciano disparità e atti illegittimi!» L’assessore alla partita Bruno Magatti ha ricordato quali sono i beneficiari dell’assistenza pubblica comasca, cittadini italiani, dell’Unione europea, e profughi, rifugiati, richiedenti asilo, detentori di permessi umanitari, «ma il fatto di avere diritti non necessariamente implica la capacità di poterli esigere», e l’impegno del Comune «spendiamo 212 euro all’anno per cittadino per la spesa sociale. Al voto la proposta, salvo il punto contestato da Sapere, bocciato, è passata con il voto trasversale di maggioranza e opposizione.

Monumento a Volta

Il dibattito si è così spostato su una interrogazione e una mozione, sempre di Ceruti, sul monumento a Volta di Daniel Libeskind posizionato sul tondello della diga foranea.

Il consigliere pentastellato ha chiesto una inversione dell’ordine dei lavori per illustrare per prima all’aula una interrogazione con cui aveva chiesto i costi della eventuale rimozione del monumento, ora la concessone prevede una esposizione per 5 anni, «è astrattamente possibile rimuoverlo, ma non sono stati quantificati» gli ha risposto l’assessore competente Lorenzo Spallino. Ceruti ha quindi presentato la mozione in cui chiede che il «fissaggio dell’opera non sia di tipo permanente» per «potere ospitare in futuro altre opere d’arte che si riterranno meritevoli di questa così pregiata collocazione».

Una proposta che non è piaciuta a Rapinese, «quello non è uno spazio espositivo» e, ha aggiunto, dopo la nuova palificazione «non abbiamo già più quello che era il tondello originario, è un’isola di fatto due dinamiche diverse dalla diga». Data l’ora la seduta è stata poi aggiornata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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