Edit/ Prima le persone poi i muri

498Se davvero un piccolissimo gruppo di migranti, in fuga da guerre, violenze e povertà in buona parte determinate dai governi “democratici” dei paesi ricchi, arriverà per essere accolto nella ex caserma dei Carabinieri di via Borgovico, l’antica tradizione di ospitalità di Como avrà l’occasione di superare la vergogna di un’ancora sensibile presenza leghista e razzista, imbarazzante e indecente, dimostrando di essere un territorio civile di un continente civile. Ma non si tratta solo di tamponare i problemi di ordine pubblico posti da razzisti ancora purtroppo a piede libero e con ampie capacità di azione delinquenziale.

Il problema più grande è nostro, della cosiddetta società civile, delle forze politiche fondate sull’affermazione dei diritti umani, ancora (forse) capaci di un orientamento ideale.

Riusciremo a dedicare all’accoglienza un impegno almeno pari a quello che viene dedicato alle imbiancature dei muri della città o ai monumenti in mezzo al lago? A ridare smalto alla nostra civiltà locale troppo spesso messa in dubbio dal localismo e dall’egoismo più becero? Riusciremo a comprendere che sarà la qualità dell’accoglienza a farci scalare le classifiche che contano davvero, e non i nuovi stadi e le relative beneficenze a aziende “sportive” spesso contigue al malaffare e alla peggiore destra razzista? Riusciremo a dimostrare che l’accoglienza non è un business, ma un investimento in innovazione sociale le cui ricadute regalano immediati benefici a tutti? Ci sarà un adeguato confronto tra le forze politiche che opportunamente proprio in questo periodo approntano il bilancio con l’ambizione di cambiare passo, e ci auguriamo anche direzione? Speriamo. [Gianpaolo Rosso, econformazioni]

[Dal numero 498 di ecoinformazioni. Leggi on line il settimanale].

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: