Liberazione/ Autodenuncia di un’azione di disobbedienza civile

piantinaLa Liberazione può essere anche una piantina grassa ricevuta da un uomo dalla pelle ambrata. Di seguito l’autodenuncia dell’azione di disobbedienza civile di Celeste Grossi.

«Questa mattina nei pressi del mercato coperto di Como ho acquistato da un uomo, “ambulante abusivo”, una piccolissima pianta grassa. La coltiverò con cura, pensando al viso bello e dolente di chi me l’ha proposta. Mi sembrerà di coltivare, insieme alla piantina, il presente e il futuro di un giovane che per età potrebbe essere il figlio che non ho. La travaserò per darle un po’ di terra-nutrimento in più e le darò un po’ d’acqua, quando ne avrà bisogno. Crescerà lentamente, ma inesorabilmente, come fanno le piante grasse.

Spero che i miseri 5 euro che gli ho dato siano sufficienti all’acquisto di un dolcetto per la famiglia di quel mio concittadino che questa società e questa città non accoglie, anzi che qualcuno considera “straniero” e qualcun altro “clandestino”. Sì per un dolcetto, un genere “superfluo”, perché proprio come me per miei cari pure lui possa desiderare il pane e anche le rose, in questo grigio sabato di primavera che sembra autunno.

Ho provato per quell’uomo dagli occhi dolci e la pelle ambrata tenerezza e simpatia (compassione).

Ho provato sentimenti di dolore e indignazione per “noi”, per come siamo diventati.

Come abbiamo potuto educare ragazze e ragazzi suoi coetanei a non considerarlo fratello, portatore dei nostri stessi diritti e desideri. Come abbiamo potuto diventare noi indifferenti e seminare indifferenza e razzismo.

Ogni giorno di più guardiamo con fastidio, non alla povertà, ma ai poveri.

Tra pochi giorni sarà la Festa della Liberazione. Liberiamoci dei nostri sentimenti razzisti e dalle pretese di privilegi per nascita.

Facciamo in modo che la Resistenza non sia celebrazione del passato passato, ma memoria fertile che ci indica la strada per il presente e il futuro. Resistere oggi significa opporci alle guerre, alle spese militari, alle discriminazioni e alle violenze, al razzismo, a chi nega diritti e democrazia.

Restiamo umani. Restiamo umane». [Celeste Grossi, da fb]

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