memoria

27 gennaio/ Giorno della memoria – Schiavi di Hitler

giornata della memoria«Martedì 27 gennaio il Teatro Sociale ospiterà alle 9 e alle 11 Come sorelle spettacolo teatrale della Compagnia Teatrale Mattioli, liberamente ispirato al racconto di Lia Levi Sorelle e dedicato alle scuole secondarie di primo grado. In scena, la storia di due famiglie italiane, una delle quali di origine ebrea, le leggi razziali fasciste e lo sterminio del popolo ebraico – annuncia il Comune di Como –. Sempre martedì 27 gennaio alle ore 11, a Villa Olmo, si svolgerà la cerimonia di commemorazione dei 70 anni dall’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore ai cittadini deportati o internati. Per l’occasione un riconoscimento sarà consegnato ad Ines Figini. Interverranno Giuseppe Calzati dell’Istituto Pier Amato Perretta, Valter Merazzi di Schiavi di Hitler, Paola Fargion autrice di Diciotto Passi».

27 gennaio/ Rosenstrasse Cafè e C.

1024px-Rosenstrasse_BerlinReading con sonorizzazioni di percussioni e sax, testo, regia e voce recitante, Jole Tramacere, ricerca sonora e percussioni, Paolo Benzoni, ricerca sonora e sax, Marco Franceschetti, martedì 27 gennaio alle 21 al Teatro San Teodoro, in via Corbetta 7 a Cantù per il Giorno della memoria. Ingresso 5 euro. Per informazioni tel. 031.717573.

A 100 anni dalla prima guerra mondiale

civico museo di erbaMostra al Museo civico di Erba a Villa Ceriani con «cimeli, reperti, documenti e fotografie d’epoca» a cura di Marco Rizzi fino al 25 gennaio, presso il Museo Civico di Erba, è aperta la mostra per ricordare i 100 anni della prima guerra mondiale. Aperta venerdì dalle 14 alle 18, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Per informazioni tel. 031.615524.

Giornata della Memoria 2015

giornata della memoria mariano 2015Il dovere di ricordare, doppio appuntamento a Mariano Comense, sabato 24 gennaio alle 16.30 all’Area feste, in via S. Caterina, Danze dei popoli oppressi, stage con Cristina Duci, alle 21, Parole e musica per non dimenticare, letture a cura di Stefano Andreoli e Marco Continanza, musche Orchestrina Katerinke; martedì 27 gennaio alle 21 alla Sala civica, in piazza Roma 52, proiezione di Ogni cosa è illuminata di Liev Schreiber (Usa 2005). Per informazioni Internet www.marianoeventi.it.

21 gennaio/ Commemorazione a Cima di Porlezza

210115 porlezzaMercoledì 21 gennaio alle 9.30 a Cima di Porlezza commemorazione dei 6 partigiani uccisi 70 anni fa dalle brigate nere davanti al cimitero, raduno sul lungolago e corteo, discorso delle autorità civili. Alle 17 inaugurazione della mostra Schiavi di Hitler, presentazione di Valter Merazzi, al Conventino di Tavordo di Porlezza, aperta fino al 20 febbraio, venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 18 (su prenotazione anche il mattino dalle 9 alle 12). Organizzano Cittadini insieme con il Comune di Porlezza. Per informazioni tel. 335.6044074, e-mail usavolini@teletu.it.

Calendario storico 2015

calendario storico 2015È in distribuzione il nuovo calendario del Comune di Como.

 

«Come di consueto, anche per il 2015, l’Ufficio comunicazione del Comune di Como ha realizzato il calendario storico – spiega Palazzo Cernezzi –. 14 immagini in bianco e nero ritraggono la Como di un tempo, tra vita quotidiana ed eventi speciali. Proprio ad uno di questi è dedicata la copertina: la Festa dei fiori, un gioioso ritratto di piazza Duomo in veste primaverile, con gli abitanti in posa, elegantemente agghindati in pieno stile anni Venti. Un’immagine che sottolinea come un tempo i ritmi della natura influissero sulla vita della città: un tributo a Expo2015, che riporta al centro del dibattito del prossimo anno proprio il rapporto con la natura».

«Interessante, poi è l’immagine di marzo, con la fontana di Biagio Catella, nella sua collocazione originaria in piazza Cavour – prosegue la nota –. Come noto, in seguito, nel 1892 la fontana fu venduta a William Rockfeller, che la donò alla città di New York. Ora si trova nel Bronx Park ed è annoverata tra i monumenti da visitare nei parchi della capitale statunitense. Particolare, poi, è anche la foto di maggio, che ritrae le lavandaie all’opera, sulla scalinata di Sant’Agostino. L’usanza di lavare i panni nel lago è proseguita per secoli in città. Degno di nota, infine, lo scatto per l’inaugurazione del Monumento ai Caduti, in occasione del 4 novembre 1933, quando lo schizzo dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia divenne realtà grazie a Giuseppe e Attilio Terragni, per celebrare i caduti delle due guerre».

«Il calendario storico è in distribuzione gratuita presso tutte le librerie del centro città, l’Ufficio relazioni con il pubblico di Palazzo Cernezzi, la Biblioteca comunale, i Musei civici, gli info-point comunali, il punto informazioni della Città dei Balocchi e sarà distribuito durante il consueto scambio di auguri accanto al Broletto, al termine del Te Deum del 31 dicembre – termina il comunicato –. L’edizione 2015 è stata possibile grazie alla collaborazione con l’Università della Terza Età, che ha concesso l’utilizzo delle immagini del volume Como: le immagini e l’anima Edizioni Color&more». [md, ecoinformazioni]

Convenzione fra i Comuni di Como e Brunate per il Faro Voltiano

170px-Faro_VoltianoLa Giunta comasca ha dato il via libera a una convenzione che sarà stipulata con il Comune di Brunate per la gestione del Faro Voltiano.

 

«Questo accordo è per il monumento un’occasione di rilancio e riqualificazione – spiega l’assessore al Patrimonio del Comune di Como Marcello Iantorno – Como e Brunate collaboreranno nella futura gestione del Faro e ne cureranno il rilancio anche turistico e culturale in collegamento con gli altri siti voltiani. La convenzione prevede una custodia giornaliera con possibilità di visite guidate con personale esperto e appositamente destinato a tale compito. A breve, inoltre, è prevista la sostituzione di tutto l’apparato illuminante grazie all’intervento di uno sponsor». [md, ecoinformazioni]

Como e la grande guerra

forte sasso cavallascaMostra per il centenario della Prima guerra mondiale al Museo Storico Giuseppe Garibaldi in piazza Medaglie d’oro 1 a Como, promossa dai Musei civici di Como, Liceo statale “Giovio”, Centro dtudi Filippo Buonarroti, comitato scientifico Salvo Bordonaro, Benedetta Cappi, Antonio Larocca, Isabella Nobile, Rachele Viscido, Ornella Zagami, inaugurazione mercoledì 26 novembre alle 14.30, aperto fino al 14 giugno da martedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17, mercoledì dalle 9.30 alle 17, domenica dalle 10 alle 13, lunedì chiuso.

 

«Sono passati quasi cento anni da quando il nostro paese decise di intervenire in una guerra che si rivelò una tragedia immane. Nulla può cancellare i 650.000 soldati italiani caduti, i 600.000 prigionieri o dispersi ed i 947.000 feriti – ricorda una nota del Comune di Como –. Molti giovani lasciarono la scuola per arruolarsi volontari, i fanciulli e le donne furono occupati per la mobilitazione industriale bellica e si aprirono fronti interni di pedagogia propagandistica.
Alcuni giovani del terzo millennio hanno deciso di riflettere su queste eventi per cercare di capire come la loro città, Como, abbia vissuto gli anni tremendi della guerra. Sono gli studenti di alcune classi del Liceo linguistico scientifico “Giovio” di Como; hanno analizzato documenti d’archivio, letto libri e rappresentato i ricordi di piccoli eventi perché non siano dimenticati e creino una trama su cui costruire un tessuto di pensieri».

Al progetto, coordinato da Ornella Zagami e Antonio Larocca, hanno partecipato: «Gli studenti della classe VD (anno scolastico 2013-2014) e delle classi VD, VSB, IVLD e IVC (anno scolastico 2014-2015)».

Tre le sezioni della mostra che verranno inaugurate in tempi differenti:

«I giovani nella bufera bellica
Inaugurazione mercoledì 26 novembre 2014 ore 14.30
Si approfondiscono tematiche relative alle condizioni che favorirono lo scoppio della guerra, ai giovani studenti del Real Ginnasio Liceo “Volta” di Como, alla mobilitazione industriale comasca e alla pedagogia propagandistica;

Il contributo delle donne – Patologie nella Grande Guerra
Inaugurazione sabato 28 febbraio 2015 ore 14.30
La memoria della guerra ha un tono diverso nelle testimonianze femminili: le donne sono ritratte in mansioni riservate agli uomini e, per l’epoca, di impensabile autonomia; il ruolo ed i riconoscimenti sociali rivelano significativi cambiamenti. La guerra provoca una notevole mobilitazione in campo sanitario; si studiano le patologie relative alla situazione bellica e si affermano nuove tecniche di intervento medico-infermieristico;

Comunicazione e propaganda
Inaugurazione martedì 21 aprile 2015 ore 14.30
Si può considerare la Grande Guerra il primo evento pubblicitario internazionale dell’età contemporanea: i media, pervasi dal nefasto spettacolo bellico, diventano uno strumento eccellente di propaganda e pubblicità commerciale».

Per informazioni tel.
031.252550, e-mail
musei.civici@comune.como.it. [md, ecoinformazioni]

4 novembre/ Croci vicine terre lontane

croci vicine terre lontanePresentazione della ricerca di Giorgio Cavalleri, con l’autore e Giovanni Bianchi, presidente dei Partigiani Cristiani, martedì il 4 novembre alle 21 in un Consiglio provinciale delle Acli di Como aperto a tutti nel salone di Confcooperative in via Martino Anzi 8 a Como.

 

«In occasione del 4 novembre e del centenario del primo conflitto mondiale, l’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta” ha pubblicato, in collaborazione con le Acli di Como, la ricerca di Giorgio Cavalleri dedicata all’Ossario del Cimitero di Camerlata, dove sono tumulati i resti mortali di tutte le persone morte negli ospedali militari di Como durante la guerra, compresi – caso piuttosto raro – anche i soldati “nemici”, cioè i prigionieri dell’esercito austro ungarico – spiega la presentazione –. La ricerca ricostruisce questa interessante vicenda mettendo l’accento soprattutto sulle tracce delle storie personali di questi soldati provenienti dalle più diverse regioni dell’impero asburgico».

L’opuscolo è disponibile gratuitamente sul sito Internet NodoLibri http://www.nodolibrieditore.it/scheda-ebook/autori-vari/croci-vicine-terre-lontane-9788871850000-237723.html. [md, ecoinformazioni]

Un mare di morti in piazza Duomo

2014ottobre3-003Vogliamo nomi, non più tombe.
Guarda tutti i video dell’iniziativa, leggi gli organizzatori dell’iniziativa comasca

 

 

 

 

Amadou scappava dalla guerra in cui ha perso il padre e la madre e oggi non sa se i suoi fratelli sono vivi o morti. Racconta a una piazza Duomo silenziosa e attenta di aver lasciato il Mali per raggiungere la Libia. Purtroppo, la situazione politica l’ha costretto a partire ancora – il 17 luglio -, questa volta per Lampedusa. Insieme a 230 persone, in gran parte donne e bambini, ha affrontato la traversata infernale senza cibo e acqua. «Ho avuto molta paura – racconta al microfono – a un certo punto, il carburante era finito e la nave, a causa del mare mosso, imbarcava acqua. Ci ha salvato un aereo militare italiano: avvistandoci da lontano, ha chiamato i soccorsi».
Ola è nigeriana e viveva in Libia. Lo scoppio della guerra l’ha obbligata a lasciare lo stato insieme a suo marito e un figlio di otto mesi. «Sul barcone eravamo in 482 – spiega – un’esperienza terribile». Una volta arrivata sana e salva in Italia, insieme alla sua famiglia è stata spostata a Genova e da lì a rebbio, presso la parrocchia di don Giusto Della Valle. Suo marito ha trovato lavoro come meccanico e lei sta studiando italiano.
John è partito nel 2011 dalle coste libiche verso l’Italia. Del viaggio, ricorda solo d’essere rimasto tre giorni chiuso in una stiva. Ora frequenta una scuola d’italiano e sbarca il lunario facendo il sarto.
Tre storie, simili a quelle ascoltate in altre parti d’Italia e, probabilmente, a ciò che avrebbero raccontato i 368 migranti che, proprio un anno fa, morirono nel tentativo di arrivare a Lampedusa. Venerdì pomeriggio,durante la prima giornata della Memoria e dell’Accoglienza, una corda teneva unite tutte le vicende. Una fune lunga 35 pannelli, rappresentanti la gran parte dei naufragi avvenuti negli ultimi dodici mesi, posizionata su sfondo blu, a raffigurare il mare. L’idea – nata a Como – è stata ripresa anche dalla manifestazione nazionale a Lampedusa. «All’estremità, sono collocate Europa e Africa – spiega la creatrice dell’installazione, Giulia Caponetto – i confini non sono tracciati perché la questione non riguarda un singolo continente o una nazione, ma è globale. Sui cartelloni sono segnate le date e il numero dei morti, a fianco sono appesi alcuni vestiti, raffigurazione di quello che arriva dalle spiagge dell’isola. Ogni oggetto è legato alla corda attraverso un nastro rosso, simbolo di tragicità e denuncia sociale».
Una parte  dei 200 presenti, a fine presidio, si sono avvicinati alla fune l’hanno sollevata e, in fila indiana, portata lungo piazza Duomo recitando, per ogni cartello, la data e il numero di morti.
Il 2014 deve ancora terminare e già rischia di segnare un record per i migranti. Secondo stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, i morti nel Mediterraneo sono già più di tremila. La giornata di ieri è dedicata al ricordo, ma non può essere solo questo. «Hanno perso i propri congiunti durante le traversate – ha spiegato Marica Livio, che ha partecipato all’accoglienza nel 2011 – alcuni eritrei sono state costrette a rilasciare le impronte digitali con la forza e hanno subito violenza. Dobbiamo riflettere sul significato dell’accoglienza».
A conclusione del presidio, è stata letta una poesia scritta da una persona sopravvissuta e arrivata a Lampedusa: «Un pezzo di terra/ dal mare/ volti scavati e stanchi/ la raggiungono/ Alcuni no/ Dal barcone uomini e donne/ e bambini/ scendono dalla terra/ sognata come speranza/ Dei volti l’attendono/ quei pochi/ che nei loro occhi/ colgono/ il nostro essere uomini/ Poi la fatica/ e la durezza dei giorni/dove non sai…/ un lembo d’umanità/ non è/ oltre alle mani/ o dal cuore di chi li ha accolti/ è per questo che un altro mondo deve farsi possibile. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

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