Roberto Malgesini/ Nessuno tocchi Caino
Io vedo don Roberto Malgesini mentre si sta preparando: il suo sorriso dolce, il Tao al collo, il suo passo deciso, i suoi soliti vestiti. Lo vedo suonare il campanello del carcere, chiedere di poter andare a trovare quello che tutti voi chiamate assassino e che lui chiamava fratello. Lo vedo seduto accanto a lui, con la testa china, mentre gli offre un fazzoletto per asciugare le sue lacrime. Voi, che oggi dite “giustizia è fatta, don Roberto ha avuto giustizia” non avete conosciuto il suo sguardo non giudicante.
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