Persone

Ciao Peppe

È morto il 23 marzo Peppe Tarallo. Se ne è andato un amico fraterno che è stato un punto di riferimento importante per me e Celeste, fin dall’inizio della nostra vita a Como. Peppe è stato fondamentale per la mia formazione politica. La sua azione è stata decisiva, a Como e a Erba, nei movimenti  per la centralità della scuola, contro il precariato, perché fosse palestra di politica, di umanità,  di sogno e non luogo della selezione di classe. Peppe, ritornato nella sua Agnone Cilento, è stato essenziale anche per il Sud. Primo sindaco italiano Verde (rosso-verde), minacciato dalla camorra per il suo impegno ambientalista contro la cementificazione della costa, direttore del Parco del Cilento, paladino dei diritti umani, della giustizia sociale. E il Peppe politico ed ecologista era così anche nella vita privata, stracolma di affetti familiari e capace di essere amico – amico vero – da lontano, come da vicino.

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Per don Roberto/ Fatti, non targhe

Fabrizio Baggi, segretario del Prc della Lombardia e impegnato in Como senza frontiere, la rete che da mesi chiede un dormitorio e centro diurno aperto e dedicato al sacerdote ucciso, contesta la scelta che giudica strumentale della Giunta Landriscina che dopo aver ostacolato in ogni modo l’attivismo solidale e in particolare l’azione di don Roberto Malgesini intende ora azzerare le gravissime responsabilità avute nella sua storia con l’intitolazione di qualche metro quadrato nei pressi della sua parrocchia.

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Ciao Nino

Se n’è andato il 14 marzo Nino Taiana, indimenticabile compagno di mille battaglie in Democrazia Proletaria e in Rifondazione, coordinatore della lotta (vinta) nei referendun per l’acqua pubblica, simpatico, allegro, acuto, disordinato, sempre in dissenso, sempre a porsi domande scomode. Sempre in ritardo quando ti aspettavo per la cena mentre il minestrone si raffreddava. Ciao Nino, riposa in pace. [M.P. ecoinformazioni]

Per ricordarlo più attenzione ai poveri

Sono sei mesi che don Roberto Malgesini è stato ucciso. Nell’ora in cui scrivo, eravamo già in tanti nella piazzetta della sua casa, la Chiesa di San Rocco. C’era già il suo corpo coperto da quel telo di cellophane giallo luccicante, quasi un mantello che lo copriva completamente.

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Lucia Cassina/ Parole per un’amica

Sono 5 anni che Lucia Cassina ci ha lasciati dopo una vita, troppo breve, vissuta intensamente. Chi ha svolto attività sociali, politiche e istituzionali a Como ha, prima o poi, incrociato il suo percorso. Così è stato anche per me che di Lucia ero coetanea. Me la ricordo in tutte le manifestazioni del 25 aprile, del 2 giugno, contro le guerre (a partire da quella del 1991 la prima di tante a cui l’Italia partecipò, in disprezzo della Costituzione), da segretaria della Camera del Lavoro di Como con delega alle politiche sociali, nel Comitato Cittadella della salute, nelle campagne referendarie del 2011 per l’acqua pubblica e contro la costruzione di nuove centrali per la produzione di energia nucleare, in tutte le mobilitazioni delle donne, anche quelle realizzate dal Coordinamento comasco della Marcia delle donne contro le violenze e la povertà (2000) e quelle del 13 febbraio e 8 marzo 2011, indette a Como dal Comitato riunitosi sull’onda dell’indignazione femminile per i comportamenti e le parole sessiste dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

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5 anni senza Lucia

Fabrizio Baggi, legato a Lucia Cassina non solo da comune appartenenza politica ma anche da un forte legame di amicizia la ricorda: «28 febbraio 2016 – 28 febbraio 2021. Sono passati cinque anni da quel giorno maledetto e la tua mancanza si accusa oggi più che mai. Sono successe moltissime cose da allora, alcune bellissime ed altre bruttissime e 5 anni sembrano una vita. Non è trascorso un solo giorno in cui non abbia pensato “che avrebbe detto Lucia”, “chissà cosa avrebbe fatto Lucia”, “se fosse stata qua avrei chiesto a Lucia”.Con la tua scomparsa è mancato un punto fermo, un enorme punto di riferimento per tutte e tutti coloro le/i quali hanno avuto la fortuna di conoscerti. Ciao Lucia, un abbraccio… Spero che tu stia bene, ovunque tu sia». [Fabrizio Baggi, segretario regionale Prc Lombardia]

L’egoismo europeo uccide

Mentre l’Europa e in particolare il presidente del Consiglio Mario Draghi propone un’Europa meschina e egoista che si propone persino di non dare sostegno adeguato al piano per la vaccinazione globale, anche a Como c’è chi propone di lottare contro la violenta esclusione dalla Fortezza Europa di chi ha pieno diritto di tentare di realizzare nel nostro continente progetti di vita più degna.

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26 febbraio/ In memoria di Youssouf Diakite

Presidio presso la Stazione ferroviaria di Como San Giovanni nella giornata di venerdì 26 febbraio, alle ore 18 alle ore 19.30.  
Il 27 febbraio 2017 Youssouf Diakite, giovane migrante maliano, moriva nei pressi della stazione di Balerna, folgorato dalla linea elettrica ferroviaria, mentre nascosto sul tetto di un treno locale cercava di continuare il suo viaggio verso Nord.

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Ciao Wilma

il 14 febbraio ci ha lasciato Wilma Tamborini, una persona che ha vissuto gli ultimi anni della sua vita in modo impegnativo: era malata di un morbo raro e gravissimo che l’aveva ridotta sulla sedia a rotelle dopo tante sofferenze e limitazioni nel nutrirsi, nei movimenti, negli spostamenti. Sono sicuro che la sua sofferenza l’avrà portata diritta in Paradiso.

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Ricordare Perugino Perugini

Si è svolta nel pomeriggio del 13 febbraio, al Cimitero di Albate, nell’anniversario della sua scomparsa, nel febbraio del 2009, una breve cerimonia in ricordo di Perugino Perugini a cui è dedicata la sezione cittadina dell’Anpi. Presenti i dirigenti dell’Anpi di Como, la figlia, alcuni amici. Purtroppo, quest’anno poche persone, rispettando le normative covid. Perugino Perugini, una figura storica della nostra città.

Lo ricorderete sempre in giro in bicicletta a ricordare e a far memoria. Memoria della sua vita sempre impegnata nel lavoro, nella socialità. Una persona sobria e austera, un esempio di solidarietà e di attivismo.Il suo impegno contro il razzismo, i nazionalismi, contro quelle idee di vilrnza e sopraffazione sempre e anche oggi presenti. Perugino Perugini fu anche uno dei fondatori di associazioni come ItaliaUrss e poi di ItaliaCuba che hanno favorito conoscenze, scambi culturali e iniziative di solidarietà. Grazie all’idea sua e di Donato Supino di mandare tanti anni fa a Cuba i bus dell’Azienda di trasporto comasca ha creato riconoscenza e il nome di Como se lo ricordano ancora. Perugino Perugini deve essere ricordato: la memoria di persone come lui, il ricordo delle loro idee, sono di insegnamento e stimolo per l’oggi e per il futuro. [Luigi Nessi, ecoinformazioni, foto Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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