Persone

La Menega ci ha lasciato

Domenica Gobba, La Menega, figura importante nella storia politica e sindacale dell’Alto Lago, è stata molto attiva anche nel mondo del volontariato: ha fondato Auser “Insieme senza età” di Dongo il 29 dicembre 1991 e l’ha fatta crescere di giorno ii giorno, da presidente. A lei si deve l’acquisto della prima auto per il trasporto delle persone più fragili. La ricordiamo con affetto, gratitudine e commozione.
[Massimo Patrignani, presidente dell’Auser territoriale di Como, Daniela Vezzolo – Presidente Auser Insieme senza età Dongo].

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San Giovanni a lutto per Diakite

Dopo il ricordo svolto il 27 febbraio a Balerna, l’inziativa “Folgorati dall’Europa” di Como senza frontiere in memoria di Josouf Diakite ha organizzato il 28 febbraio la presenza sulla scalinata della Stazione San Giovanni di Como il ricordo delle vittime delle leggi europee che uccidono e confermato la determinazione della rete nella lotta contro tale sanguinosa ingiustizia.

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Folgorati dall’Europa/ Sono persone!

Questa mattina assieme a Como senza frontiere, alle Acli e al Tavolo interfedi abbiamo ricordato il quinto anniversario della morte di Diakite Youssouf, vittima delle migrazioni e delle frontiere criminali. La commemorazione è avvenuta con la recitazione di preghiere islamiche e cristiane, un ricordo politico, laico e religioso.

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Video/ Ricordare le vittime della Fortezza Europa

Sono persone non numeri. E per le persone che come Diakite Youssouf e Mohamed Qouyt assassinati dalla Fortezza Europa domenica 27 febbraio mattina al cimitero di Balerna (CH) Csf con le Acli e il Tavolo interfedi hanno organizzato un ricordo politico, laico, musulmano e cristiano. Presto on line l’articolo di Somia El Hariry.

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27 e 28 febbraio/ Ricordando Diakite Youssouf

Ricordiamo Diakite Youssouf domenica 27 febbraio mattina recandoci al cimitero di Balerna, dove resta anche la tomba di Mohamed Qouyt, un altro migrante travolto da un treno sulla stessa linea nel gennaio 2018. Partiremo dalla stazione di Como San Giovanni alle 10,10, salendo su un treno, come Diakite non ha potuto fare “legalmente”. Lo ricordiamo anche lunedì 28 febbraio pomeriggio dalle 17,30 alle 18,30, sulla scalinata dei giardini della stazione di Como San Giovanni, dove nel 2016 per molte settimane dovettero accamparsi centinaia di persone migranti impedite – come Diakite – nel completamento del loro viaggio.

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Como è con Diakite Youssouf

Da questa sera, 25 febbraio, Como ricorda il quinto anniversario della morte di Diakite Youssouf, vittima delle migrazioni e delle frontiere criminali che nel 2017 ha perso la vita folgorato dalla rete elettrica ferroviaria mentre sul tetto di in treno provava a raggiungere la Svizzera alla volta del nord Europa.Nonostante l’ostruzionismo burocratico siamo riuscite/i, come Como senza frontiere, ad ottenere i permessi per le affissioni. Domenica 27 e lunedì 28 ci saranno altre due iniziative, una al cimitero di Balerna dove è sepolto ed una alla stazione di Como San Giovanni, luogo simbolo della privazione dei diritti delle persone migranti. [Fabrizio Baggi, Prc]

27 e 28 febbraio/ A Balerna e a Como ricordando Diakite Youssouf

Cinque anni fa, il 27 febbraio 2017, sul tetto di un treno locale si consumava l’ennesima tragedia delle migrazioni. Un giovane proveniente dal Mali, Diakite Youssouf, veniva folgorato dalla rete elettrica ferroviaria a poca distanza dalla stazione di Balerna, appena superato il confine italo-elvetico. Ci vollero alcuni giorni per ricostruire la sua identità, ma tuttora non sappiamo quale è stata la sua storia, il suo percorso, il suo progetto di vita.

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27 e 28 febbraio/ Ricordando Diakite Youssouf

Lettera aperta al Comune di Como, al Consiglio Comunale e alla cittadinanza tutta. «La rete Como senza frontiere, con altre realtà del territorio, intende ricordare il 27 e il 28 febbraio il quinto anniversario della morte di Diakite Youssouf, giovane migrante proveniente dal Mali folgorato sopra il tetto di un treno dalla rete elettrica ferroviaria presso la stazione di Balerna, in Canton Ticino, mentre cercava di proseguire il suo viaggio verso l’Europa del nord, ostacolato dalle norme e dai regolamenti che non riconoscono il diritto inalienabile di migrazione (sancito anche dalle Nazioni Unite).

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O sei umano o sei razzista

Capita a chi predica e vive per l’amore e la giustizia di essere attaccato per aver difeso i propri valori e l’umanità stessa. Capita anche ai preti, e non raramente soccombono colpiti dai potenti a cui si sono contrapposti, schierandosi sempre dalla parte degli ultimi. L’attacco ingiusto del potente di turno lo ha dovuto subire anche don Alberto Vigorelli, il prete missionario che nel 2016 osservò che «o si è cristiani o si è con Salvini». Parole sante per le quali fu querelato dal capitano della Lega e dovette comparire dal giudice  mentre Salvini dichiarava, spaventato dalla sua forza mite, «mi odia». Non è certo questa l’unica onorificenza, né la più rilevante di un sacerdote che in Africa e in Sud America come nella sua Cantù e a Mariano è sempre stato dalla parte delle persone, non del potere. Naturale quindi che la sua morte sia un dolore grande per i tanti che ne hanno conosciuto l’opera. Abbiamo chiesto a due suoi amici di scrivere per noi un ricordo.

Conoscevo don Alberto di fama; tanti amici della zona di Cantù mi dicevano che da lui, tutti, specie le persone più fragili, trovavano sempre una grande disponibilità; mi dicevano del suo impegno quotidiano, ma anche del suo sapere e di come trasmetteva speranza a tanti. Me lo avevano fatto vedere in foto… Fisicamente mi ricordava don Andrea Gallo. Don Alberto era uno dei tanti preti, e ce ne sono, che “vivono” il Vangelo compiutamente; parola e opere. Poi l’ho conosciuto personalmente a Como, durante il processo a suo carico, causa il suo intervento in una predica che è salita agli onori della cronaca a causa di una semplice frase pronunciata all’assemblea in quella Santa Messa: o sei con Dio o sei con Salvini….Semplice la domanda ma, decisiva: segui il Vangelo o…? Erano i giorni in cui chi gestiva la nostra politica invitava a non accogliere i disperati che arrivano da paesi lontani? Pensiamoci; quella domanda ci interpellava come uomini e come cristiani. Occorreva, e occorre, scegliere davvero o sei con Dio o… [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

Don Alberto, un uomo che ha seminato incessantemente la Parola di Dio e ha aiutato tantissime persone a trovare un senso alla propria vita al servizio della storia, privilegiando i poveri. Ieri il suo percorso terreno è terminato, ma quello che ha seminato continuerà a produrre frutti in tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Viviamo momenti in cui sembra che tutto abbia perso di significato, in un mondo in cui sembra che le parole dominanti siano divisione, contrapposizione e anche guerra. Grazie al contributo di don Alberto noi sapremo resistere e faremo di tutto per portare nel mondo la speranza e gesti di fratellanza, accoglienza e condivisione. [Alberto Pagani della Comunità Il Pellegrino di Cantù]

[Foto Luigi Nessi, ecoinformazioni]

Cooperante comasco morto in Senegal

Improvvisamente, nella serata di martedì 2 novembre, è scomparso a seguito di un tragico malore Gianpietro Frigerio, detto Gianni, conosciutissimo presidente de I bambini di Ornella, storica associazione comasca attiva in Senegal da oltre 15 anni, nella realtà di Kelle, con diverse iniziative nell’educazione e sostegno di bambini e fanciulli abbandonati o privi di mezzi di sostentamento. Gianni era presente da pochi giorni nel Paese africano presso il Centro Giovanni Quadroni perché insieme con Severino Proserpio, fondatore della Onlus comasca e Angelo Agnisola della associazione Formazione Solidale di Caserta, nostra partener nella cooperazione, avrebbe dovuto inaugurare la nuova scuola materna nel villaggio di Daga Dialaw, sorto grazie al lascito della famiglia di Denise Latini di Colle Val d’Elsa, appasionata sostenitrice della nostra Associazione, venuta recentemente a mancare. Gianni, ex sindacalista della Cgil ed ex sindaco di Montorfano, sempre attivo nel campo del sociale, lascia un grosso dolore e vuoto ai soci, volontari ed innumerevoli amici del territorio comasco. [I bambini di Ornella]

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