Anpi sezione di Como

Monumento alla Resistenza Europea/ L’Anpi e le forze politiche di Como chiedono la riqualificazione

2 Monumento_res europea copiaL’Anpi sezione di Como e i circoli della città di Como di Partito Democratico, Paco-Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento Cinque Stelle, Partito Socialista Italiano e Partito dei Comunisti italiani, invitano, con un comunicato stampa, l’amministrazione comunale ad un concredo impegno per la riqualificazione del monumento alla Resistenza Europea.

«L’Anpi sezione di Como Perugino Perugini, unitamente ai circoli della città di Como di Partito Democratico, Paco-Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento Cinque Stelle, Partito Socialista Italiano e Partito dei Comunisti italiani, dopo un ampio e costruttivo confronto:
preso atto dello stato di degrado in cui versa il Monumento alla Resistenza europea
ricordano che questo Monumento pubblico, inaugurato il 28 maggio 1983 dal Capo dello Stato S. Pertini, fu pensato e creato come luogo della Memoria per tutti i popoli europei che lottarono contro il nazifascismo e ricorda il sacrificio dei Resistenti, per buona parte giovani, di tutte le classi sociali, di diverse ideologie politiche e fedi religiose, che si sono immolati per il riscatto dell’Europa;
sottolineano che questo Monumento è patrimonio non solo della cittadinanza comasca, ma di tutti i popoli europei e che il Comune di Como ha il compito di tutelare e conservare l’opera;
invitano quindi l’Amministrazione comunale della città di Como ad un maggiore e concreto impegno affinché questo Monumento di alto valore etico e simbolico venga totalmente riqualificato dal punto di vista urbano, architettonico e storico-culturale, restituendolo alla sua piena funzionalità e ponendolo al centro di percorsi didattici e turistici che incoraggino la visita da parte di cittadini, scuole e turisti;
condividono e sostengono, in vista delle celebrazioni per il Settantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, tutte le iniziative, anche quelle già in essere, che hanno come obbiettivo il risanamento della situazione del Monumento alla Resistenza europea;
si impegnano nel futuro a collaborare in un quadro unitario per organizzare e promuovere iniziative da tenersi nella città di Como e nelle sue periferie, dirette a valorizzare la Memoria antifascista, attualizzandone anche il significato ai giorni nostri, rivolgendosi in particolar modo alle giovani generazioni.»

4 ottobre/ La sezione Anpi di Como commemora Alfonso Lissi

Alfonso_LissiLa sezione Anpi di Como Perugino Perugini invita a partecipare sabato 4 ottobre alle 11 presso il cimitero di Como-Rebbio in via Lissi, alla commemorazione del compagno partigiano Alfonso Lissi. Venerdì 3 ottobre ricorre il settantesimo anniversario della cosidetta Battaglia di Lenno, evento della guerra di Liberazione che vide il tentativo da parte di distaccamenti partigiani della 52esima Brigata Garibaldi e squadre dei Gap e Sap di rapire il ministro degli interni della Rsi Guido Buffarini Guidi, a quel tempo residente a Lenno, sul lago di Como. Ne scaturì un pesante scontro a fuoco con i militi fascisti in cui perirono molti partigiani, tra loro Alfonso Lissi.

Anpi Como/ Restiamo Umani

L’Anpi sezione di Como Perugino Perugini esprime il proprio dolore e sdegno per il dramma che si sta consumando nei territori palestinesi. ANPI COMO LOGO«Ancora una volta i venti di guerra si sono levati ed a pagare il prezzo più caro in termini di vite umane è la popolazione civile e sono soprattutto i bambini.
La nostra sezione si unisce all’umanità ed ai movimenti che nel mondo intero chiedono a gran voce che tacciano le armi, che si fermino immediatamente le rappresaglie e le vendette da qualsiasi parte provengano. Chiediamo che la comunità internazionale ed il governo italiano in testa, compiano subito quanto necessario affinché a questo conflitto, ma soprattutto alla situazione di Gaza, si ponga una soluzione pacifica, nel rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. È davvero inammissibile che non si riesca a trovare la via per garantire il diritto alla pace e il diritto ad una propria terra a ciascuno dei popoli che vivono in quella regione. L’Anpi sezione di Como non può che auspicare che questi diritti vengano finalmente riconosciuti e realizzati in concreto, nella convinzione che non è con le armi che si troverà la strada della convivenza e della giustizia, ma solo con intese ed accordi che rendano giustizia ai diritti di tutti e non soltanto alle ragioni del più forte. In ogni caso, il dramma della morte dei civili, delle famiglie inermi e soprattutto dei bambini deve cessare immediatamente.» [Anpi sezione di Como -Perugino Perugini]

Estrema destra ancora in piazza/ L’Anpi di Como richiama le istituzioni cittadine

ANPI COMO LOGOSabato 12 luglio, il gruppo di estrema destra Militia ha tenuto  un banchetto a Largo Miglio a Como. Dalle 15 il presidio ospitava Alberto Arrighi per una conferenza informativa sulla situazione tra Russia, Ucraina e Crimea. La sezione Anpi cittadina, con un comunicato, richiama ancora l’attenzione delle istituzioni sulla inopportunita’ della concessione di spazi pubblici a soggetti della destra estrema.  «A Como, per l’ennesima volta, è stata concessa una piazza della città ad un’organizzazione di estrema destra. Oggi è il turno dell’associazione Militia che, cercando di rendersi accettabile anche attraverso un volto animalista (vedi la recente raccolta di cibo e materiale per il canile di Erba), propaganda in realtà sul suo sito internet il culto di Mussolini e del fascismo, onora carnefici nazisti come Priebke,  disprezza il 25 aprile giorno della Liberazione e i valori democratici. Riteniamo sconcertante questa decisione dell’Amministrazione comunale, anche alla luce del fatto che le realtà di estrema destra sfruttano la scarsa attenzione che le Istituzioni pongono nei confronti del pericolo neofascista, ottenendo nei fatti una sorta di riconoscimento ad esistere nella sfera pubblica della società, per poi diffondere principi e valori contrari alla Costituzione e alle Istituzioni democratiche stesse. Crediamo che concedere spazi pubblici a questi soggetti, ponendo come argomentazione il principio della libertà di espressione, significa stravolgere il principio stesso, deformando lo spirito antifascista che pervade la Carta costituzionale, per cui lottarono donne e uomini della Resistenza. Sig. Sindaco, concedere o meno luoghi pubblici non è una mera e semplice questione burocratica. Le chiediamo una volta di più di dare concretezza all’antifascismo, facendo in modo che non rimanga solo un valore celebrato sul palco del 25 aprile e in poche altre occasioni. La città di Como, sede del Monumento alla Resistenza europea, non può più tollerare simili manifestazioni di nostalgici del fascismo. Facciamo appello alla sensibilità democratica di questa Amministrazione, affinché si faccia portatrice di una modifica al regolamento comunale, in modo che venga vietata la concessione di spazi pubblici a tutti quei soggetti che diffondono valori razzisti, omofobi, xenofobi, che inneggiano al nazifascismo e che non si riconoscono nei valori inscritti nella Costituzione.» [Anpi sezione di Como Perugino Perugini]

Neofascismo e giovani/ Raffaele Mantegazza per l’Anpi

fotoLa sezione Anpi di Como ha invitato nella serata di venerdì 13 giugno nella sala della Circoscrizione 3 di Como-Camerlata Raffaele Mantegazza, docente  di Pedagogia interculturale all’università Bicocca di Milano per affrontare il tema dell’influenza neofascista sulle nuove generazioni. La serata, patrocinata dal comune di Como, ha visto una platea attenta e partecipe di circa quaranta persone. Tra loro anche l’assessore alla Legalità Marcello Iantorno, il consigliere comunale di Paco-Sel Luigi Nessi e la dirigente scolastica Graziella Cotta. Dopo l’introduzione del presidente dell’Anpi Nicola Tirapelle, che ha denunciato come i fenomeni neofascisti e neonazisti siano troppo sottovalutati dalle forze democratiche e dalle istituzioni, ha preso la parola Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta [guarda il video dell’intervento di Calzati]. Mantegazza ha condotto la serata sviluppando in una bella e chiara lezione il tema dell’influenza e della diffusione del fenomeno neofascista sulle nuove generazion. Guarda i video dell’intervento di Mantegazza 1 234 5 6). [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

Guarda tutti gli altri video della serata sul canale di ecoinformazioni.

13 giugno/ Neofascismo: un problema politico, culturale, educativo.

ANPI COMO LOGOLa sezione Anpi di Como con il patrocinio del comune, promuove venerdì 13 giugno alle 20.45 presso la sala della circoscrizione 3 di via Varesina a Camerlata, un incontro con il professor Raffaele Mantegazza, docente di pedagogia interculturale all’università Bicocca di Milano su come il neofascimo oggi sia un problema politico, culturale ed educativo e su come questa ideologia abbia facile presa sulle giovani generazioni. Interviene e coordina la serata Giuseppe Calzati, presidente dell’istituto di storia contemporanea P.A. Perretta.  Info www.anpisezionecomo.net

La sezione Anpi di Como denuncia: ancora manifestazioni neofasciste a Como

ANPI COMO LOGOCon un comunicato stampa, la sezione Anpi Perugino Perugini di Como, denuncia l’ennesima manifestazine neofascista permessa in città. «Apprendiamo che il 30 aprile prossimo forze neofasciste manifesteranno pubblicamente a Como e, con il pretesto di commemorare la persona di Sergio Ramelli, insceneranno la solita fiaccolata a ritmo di tamburo, con l’utilizzo e l’esaltazione di simboli, slogan neofascisti e saluti romani, a cui abbiamo già purtroppo assistito negli anni scorsi. Il volantino che promuove la manifestazione è un aberrante corollario della simbologia neofascista e, già di per sé, prefigurerebbe la violazione sia della legge 645/1952 (cosiddetta Legge Scelba), che punisce “chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche, ovvero idee o metodi razzisti”, sia della legge 205/1993 (cosiddetta Legge Macino) che punisce chi propaganda e incita all’odio e alla discriminazione razziale, etnica o religiosa. Crediamo che commemorare un giovane ragazzo vittima di un omicidio sia ovviamente umanamente legittimo, tuttavia è altrettanto necessario e doveroso opporsi alla bieca strumentalizzazione di questo tragico evento attraverso parate neofasciste che da alcuni anni deturpano la nostra città sede del Monumento alla Resistenza europea. Monumento che ricordiamo essere unico al mondo per il suo alto significato ideale di riscatto dei popoli contro la barbarie nazifascista. Riteniamo inoltre che la città di Como non possa più tollerare simili manifestazioni organizzate da soggetti che non si riconoscono in alcun modo nei valori costituzionali antifascisti e democratici. Chiediamo quindi con forza alle Autorità competenti e alle Istituzioni democratiche che facciano tutto quanto è possibile al fine di evitare che simili offese alla Repubblica italiana e alla nostra Costituzione possano essere continuamente reiterate. Soprattutto, chiediamo  che finalmente si applichino e vengano fatte rispettare le Leggi Macino e Scelba. Chiediamo inoltre al Sindaco di intervenire in prima persona -così come ha fatto il suo collega Pisapia di Milano- presso le Istituzioni preposte, affinchè questa situazione venga affrontata e definitivamente risolta.»

Kersevan / Una grande lezione di storia

Nel salone Bertolio della Cooperativa di via Lissi a Rebbio la storica Alessandra Kersevan ha ricostruito in un’approfondita conferenza nel pomeriggio di sabato 1 febbraio le vicende connesse all’occupazione fascista delle regioni della ex Yugoslavia, legate soprattutto all’internamento di un numero grandissimo di civili, uomini e donne, vecchi e bambini, in campi di concentramento italiani tra 1941 e 1943.

L’incontro, organizzato dalla Sezione di Como dell’Anpi e dall’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta, avrebbe dovuto tenersi – com’è noto – alla Circoscrizione n. 1 di Albate se il Comune non avesse ritirato all’ultimo momento la concessione della sala. Il trasferimento non ha nuociuto alla partecipazione, anzi: oltre cento persone hanno affollato il salone Bertolio. Un pubblico attento e partecipe, intenzionato a capire.

E se alle persone presenti si fosse aggiunto anche qualcuno di quelli che in questi giorni hanno accusato la studiosa di “negazionismo” riguardo alla vicenda delle foibe, avrebbe avuto la misura di quanto si è sbagliato.

Dopo le parole di premessa di Nicola Tirapelle della Sezione di Como dell’Anpi e l’attenta introduzione di Elisabetta Lombi, dell’Istituto di Storia Contemporanea, che ha fornito i dati essenziali del volume Lager italiani – recentemente pubblicato appunto dalla studiosa -, Alessandra Kersevan ha ricostruito la storia dell’area intorno al “confine orientale” dalla prima guerra mondiale fino a tutta la vera e propria occupazione fascista. Una regione estremamente complessa, in cui era evidente una realtà plurinazionale (italiana, slovena, croata, ma anche tedesca e rumena) e che l’annessione all’Italia cercò subito di omologare a una pretesa italianità. Su queste vicende ha operato una profonda rimozione, quando non una vera e propria censura: Alessandra Kersevan ha ricordato solo due esempi, ma estremamente significativi: il documentario della Bbc Fascist legacy, realizzato alla fine degli anni Ottanta, acquistato e tradotto dalla Rai ma mai trasmesso, e poi soprattutto il documento finale della commissione storica italo-slovena istituita dai governi dei due Paesi e che avrebbe dovuto essere ratificato dai rispettivi governi, cosa che è avvenuta per la Slovenia ma non per l’Italia.

La data cardine per le specifiche vicende legate ai campi di internamento italiani è il 6 aprile 1941, con l’inizio della aggressione al regno di Yugoslavia e la seguente occupazione, che fu gestita con ossessiva attenzione alla repressione delle vere e presunte forme di resistenza da parte degli abitanti. L’intera città di Lubiana, per esempio, venne trasformata nella notta tra 22 e 23 febbraio 1942 in un immenso campo di concentramento con la costruzione di un reticolato tutt’intorno all’abitato, lungo ben 32 kilometri, e la suddivisione del territorio urbano in zone divise da filo spinato. Si procedette quindi all’internamento dei maschi adulti che vennero “selezionati” per categorie, a cominciare dagli studenti, evidentemente ritenuti i più pericolosi. A seguito di questa vera e propria pulizia etnico-politica i luoghi di detenzione sul posto si dimostrarono rapidamente insufficienti e vennero quindi allestiti veri e propri campi di concentramento in Italia (in Friuli – in primo luogo a Gonars -, in Veneto, ma poi anche in Liguria, in Umbria, in Toscana, in Lazio) e sulle isole dalmate. Alla fine, in condizioni disumane, furono circa 120 mila le persone slovene, croate, montenegrine deportate e internate, di queste non meno di 4500 (secondo le stime più prudenti), ma forse almeno 7000, morirono.

Alessandra Kersevan ha raccontato questi accadimenti in una narrazione pacata, ma implacabile: ha citato cifre, mostrato immagini provenienti dagli archivi militari italiani, smontato false attribuzioni e interpretazioni, letto messaggi inviati dall’interno dei campi e documentati dalle commissioni provinciali della censura fascista, ricostruito un contesto storico che dovrebbe essere noto e che invece è stato artatamente occultato dall’ufficialità.

Ha poi risposto alle domande del pubblico, attento e partecipe, come si è detto. Non si è sottratta nemmeno al pretesto delle polemiche che purtroppo l’accompagnano da tempo e che l’hanno accolta anche a Como: il tema delle foibe. A proposito del quale, ha allargato il contesto di spiegazione, sottolineando che in quella regione la guerra è stata particolarmente dura, fin dal primo conflitto mondiale, e che la guerra non può lasciare che strascichi di guerra e violenza (come è stato sottolineato anche dall’intervento di Celeste Grossi). Lungi dal ridimensionare la drammaticità delle vicende legate alle foibe, ha chiesto uno sforzo di approfondimento, di studio, un impegno anche da parte delle istituzioni per chiarire le reali dimensioni del fenomeno, tuttora oggetto di forzature polemiche, per riuscire a sottrarlo definitivamente a istanze nazionalistiche (e di nuovo ha richiamato la paradossale vicenda della commissione di storici italo-slovena istituita e poi “abbandonata” dal governo italiano) e soprattutto per riuscire a inquadrarlo in una prospettiva storica che non può essere chiusa sul solo periodo seguente alla seconda guerra mondiale e alla fine del fascismo.

Alla fine, tra tutte le persone presenti, è stata forte la consapevolezza di aver imparato molte cose. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Lager italiani/ incontro con Alessandra Kersevan

Kersevan-2014La sezione di Como dell’Anpi, in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea P. A. Perretta, invita sabato 1 febbraio alle 15.30 presso la sala della circoscrizione 1 di Como-Albate all’incontro pubblico con la storica Alessandra Kersevan. (altro…)

L’Antifascismo non è un dettaglio!

ANPI_PROVVCon lo slogan “L’Antifascismo non è un dettaglio”, la sezione Anpi di Como Perugino Perugini organizza sabato 14 dicembre la giornata di apertura del tesseramento per l’anno 2014 alle 14.30 presso il bar trattoria I Romeo di via Lissi 8 a Como. (altro…)

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