Anpi sezione di Como

Anpi Como/ No a parate nazifasciste

ANPI COMO LOGOCon un comunicato stampa, la sezione Anpi di Como, fa appello alle forze democratiche ed alle istituzioni della città affinchè vengano finalmente vietate manifestazioni in aperto contrasto con i principi antifascisti della nostra Costituzione.

«Lo scorso 24 aprile, il giorno prima della festa della Liberazione, un manipolo di nostalgici del fascismo ha manifestato a Dongo e a Mezzegra esaltando la figura del Duce, magnificando tutto il repertorio di simboli della dittatura e chiedendo la riconciliazione, ovvero in parole povere l’equiparazione tra chi ha liberato con il sangue l’Italia dall’oppressore e chi invece l’ha tenuta con ferocia sotto il giogo del carnefice nazifascista.

Apprendiamo dai social network e dai quotidiani locali, che oggi sabato 30 aprile si dovrebbe tenere a Como l’ennesima parata organizzata da “I camerati” dell’estrema destra.
Strumentalizzando tragici episodi, con tutta probabilità assisteremo all’ennesimo corteo a ritmo di tamburo, con l’utilizzo e l’esaltazione di simboli e slogan che si richiamano al neofascismo -saluti romani compresi- che abbiamo già purtroppo dovuto subire negli anni scorsi.

Siamo convinti che commemorare Sergio Ramelli, giovane ragazzo vittima di un omicidio, sia ovviamente umanamente legittimo. Tuttavia è necessario e doveroso opporsi con forza al bieco utilizzo di questo tragico evento attraverso manifestazioni che nulla hanno a che vedere con la pietà umana.

Non è più ammissibile che Como città sede del Monumento alla Resistenza europea e la sua provincia debbano subire questi oltraggi ad opera di una comunità di persone che celebrano personaggi fascisti e nazisti, che sostengono di avere tutto il diritto di esprimersi e manifestare, salvo poi non riconoscere i valori democratici della Repubblica, denigrare i principi e le libertà sancite nella Costituzione, predicare il culto della supremazia, dell’uomo forte e dell’intolleranza.

Ricordiamo che chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche deve essere perseguito per il reato di apologia di fascismo.
Non lo diciamo solo noi. Lo dice chiaramente e nettamente la Legge 645 del 1952 (cosiddetta Legge Scelba).

Facciamo appello a tutte le forze democratiche, agli organi istituzionali ed elettivi troppo spesso silenti o peggio indifferenti, richiamandoli al preciso ruolo che loro è assegnato da una Costituzione profondamente e nettamente antifascista: la democrazia deve essere difesa e garantita, prima di tutto e soprattutto da parte dei pubblici poteri, applicando le leggi che impediscono il riemergere di movimenti pericolosi e antidemocratici.
Siamo inoltre profondamente convinti che si debba assolutamente superare quel muro di indifferenza e disimpegno che caratterizza tanta parte degli italiani, impegnando le forze sane della società nella diffusione e promozione della Memoria, della cultura antifascista e del rispetto dei diritti e delle libertà.» [Anpi sezione di Como Perugino Perugini]

Senza perdere la tenerezza

cabrera foto 2Venerdì 22 aprile alle 21, alla sala consiliare di Bulgarograsso, si è tenuto un incontro, organizzato da Arci Guernica, Anpi sezione di Como e Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta con César Cabrera, profugo cileno espulso in Romania durante la dittatura di Pinochet, successivamente accolto in Svizzera come rifugiato. La serata, introdotta da Nicola Tirapelle dell’Anpi è stata coordinata da Fabio Cani dell’Istituto Perretta ed ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bulgarograsso (nonostante nessuno dell’amministrazione fosse presente).

La voce di Cabrera è quella di un ex rappresentante del governo di Salvadòr Allende nella zona carbonifera di Lota, ma prima ancora quella di un uomo, che non ha mai cabrera foto 1smesso di praticare la rivoluzione con la sua voglia di vivere. I posti sono quasi tutti occupati, l’atmosfera è dell’intimità adatta, quella che fa sembrare il tutto una conversazione con il proprio nonno partigiano. Non è un immagine viziata dalla mia prospettiva, quella di chi può cogliere ed emozionarsi con gli spagnolismi della narrazione di Cabrera, e spero vivamente non sia percepito come uno svilire una pagina di storia ispirante e al contempo drammatica. Quello che voglio passare è tutt’altro: è stato un tentativo di fondamentale importanza riuscito, unire persone e lotte, proprio dove queste tendono a sopirsi.

César Cabrera era un professore di educazione fisica, membro del partito socialista cileno. In un periodo in cui un embargo più feroce di quello inflitto a Cuba cercava di minare la rivoluzione, il primo presidente marxista democraticamente eletto della storia poteva contare su veri compagni, che rispondevano sì alle necessità del partito (e quindi della gente). «Porquè la politica era amore, non come oggi, un mestiere». L’errore del presidente Allende fu quello di aver confidato nell’esercito come forza democratica, mentre è sempre stato il braccio armato della borghesia. Lo sconcerto del palazzo della Moneda bombardato, il golpe del generale Pinochet appoggiato dagli Stati Uniti, l’undici settembre settantatré, svegliarono la nazione da un sogno complesso e meraviglioso. Il presidente era morto, ma l’orrore era appena iniziato. Fu detto ai socialisti che il governo rovesciato era quello dei comunisti, e che loro potevano tranquillamente recarsi ai posti di lavoro.
Cabrera si presentò in aula come ogni giorno, ma la sua lezione fu interrotta dai militari: lo costrinsero a togliersi i vestiti e lo spinsero in strada minacciandolo con le armi, mentre cercava di tranquillizzare gli studenti terrorizzati. Non capivano cosa stava succedendo al loro docente preferito: «Non me ne vogliano i professori di inglese, ma gli studenti si affezionano sempre di più a noi!». Mentre racconta scherza, ed è incredibile come subito dopo giustapponga la narrazione delle torture, subite nel successivo anno e mezzo di prigionia. Il sottomarino (l’essere legati per i piedi ad una gru e calati a tesa in giù nel mare); uomini incappucciati con targhette con nomi di animali, che mentre ti pestavano ti obbligavano a partecipare ad un perverso gioco di ruoli; l’elettroshock. Poi ti facevano passare l’ammoniaca sotto il naso quando il tuo corpo diceva basta, quando svenivi, per chiederti ancora del “plan Z” (un piano inventato che comporterebbe il genocidio della borghesia), o dove sono nascosti i dirigenti. Ammette che tutto questo è continuato ancora a lungo nei suoi incubi; solo il matrimonio ha diradato le nubi, Cesar Cabrera- espulisionementre il suo corpo ne porta i segni indelebili.
Liberato su condizione (avrebbe dovuto organizzare uno spettacolo sportivo per Pinochet, e firmare quotidianamente in questura), la sua storia si colora di straordinario. Tre anni nascosto in un seminario, la prospettiva di una fuga attraverso le Ande, disseminate delle croci di chi non ce l’aveva fatta, e poi (fisicamente) il salto più importante della sua vita, quello del muro dell’ambasciata italiana, eludendo le pallottole. Tutto questo per restare umani, perché ritornino i giorni liberi, per «voler vedere l’uomo nuovo, senza volto, l’uomo socialista». Non smetterà mai di ringraziare l’ambasciata italiana, che in Cile come in Argentina ha saputo dare lezioni di solidarietà internazionale durante la dittatura, oggi dimenticate.
Viene inviato in Romania, dove critica fortemente il falso socialismo di Nicolae Ceaușescu, a costo dei richiami del partito e di soffrire la fame, vero e proprio topos di buona parte della sua giovinezza. Ma «quando uno è giovane non gli importa di rischiare la vita», o forse gli importa troppo una vita degna, per ottenere la quale non si debba perdere la tenerezza. In questo momento dell’incontro infatti entrano in sala due vigili, e interrompono il tutto per un qui pro quo sull’inserimento dell’antifurto della sala: «Ovunque vada, la polizia non smette mai di accompagnarmi!». Altre risate, che si amalgamano con gli spagnolismi, ed un racconto incredibile che afferra il piccolo comune di una piccola provincia, per gettarlo nel mondo, nel centro della sua storia.
Gli studi su Marx e Lenin, sulla psicologia del movimento operaio. Un periodo in Russia, a Cuba per prepararsi a lottare in Nicaragua, e poi ancora Romania, Germania, e infine Svizzera. Qui il lavoro duro riporta a galla i colpi delle torture, ma sarà tra le corsie dell’ospedale che conoscerà Daniela, una radiologa appassionata di Inti Illimani. Il primo appuntamento è davanti ad un rene esploso. I successivi saranno con la famiglia ticinese, che non si capacita di come si possa arrivare scapoli a quarant’anni, e paleseranno le differenze culturali: «Dopo quattro mesi mi chiese di sposarla, io, che avevo sempre creduto nell’amore libero!».

Ora César Cabrera vive con sua moglie in Svizzera. Rimise piede in Cile per la prima volta nell’89’, durante l’ultimo anno di una dittatura agonizzante. Ritornava in un paese dove c’era il coprifuoco, dove non si poteva passeggiare per strada in gruppo. Non era più del tutto la sua terra, anche se non è un giudizio viziato dalla paura; quella dice di non sapere più cosa sia, da quando il regime ammazzò suo padre. È la rabbia verso un sogno tradito, verso l’influenza mantenuta ancora oggi dai fantocci di regime. La forza di svolgere per l’ennesima volta la matassa della sua storia ne è testimone: non ha mai smesso di lottare. Ogni due anni circa ripete questo viaggio, con le speranze volte ai movimenti studenteschi, testimonianza preziosa che «in America Latina la politica si vive, non si analizza solo, come qui».
A pochi minuti da Como, nel tranquillo cantone confinante con l’Italia c’è un uomo, che aspetta di essere nel suo paese per intrufolarsi in fondo ad un corteo, a gridare «el pueblo unido jamàs serà vencido!».

Senza perdere la tenerezza. Come nel fotomontaggio fatto da suo figlio mostrato a fine incontro, dopo le conclusioni di Fabio Cani, in cui appaiono tre personaggi barbuti: lui, Fidèl Castro (realmente conosciuto) e Che Guevara. Come il titolo di una grande biografia di Ignacio Paco Taibo II sul rivoluzionario argentino. Quella tenerezza dei versi scritti da Pablo Milanés in Io calpesterò le strade nuovamente, che cantati con il trasporto di un latino, probabilmente, desterebbero l’indignazione di qualche vicino svizzero: «Più presto che tardi senza riposo, torneranno i libri e le canzoni, che bruciarono le mani assassine, rinascerà il mio popolo dalle sue rovine, e pagheranno la loro colpa i traditori (…), io calpesterò le strade nuovamente, di quella che fu Santiago insanguinata, e in una meravigliosa piazza liberata, mi fermerò a piangere per gli assenti». Buona festa della liberazione. [Stefano Zanella, ecoinformazioni]

Con l’Anpi il ricordo dei partigiani a Villa Guardia e Albate

L’Anpi sezione di Como, in occasione del 71° anniversario della Liberazione ha commemorato nella mattinata di domenica 24 aprile le figure dei partigiani Giovanni Negrini e Giuseppe Frangi “Lino” a Villa Guardia e Perugino Perugino (a cui è dedicata la sezione) e la moglie Giordana Meregalli al cimitero del quartiere di Albate a Como.

A Villa Guardia presente il sindaco Valerio Perrone, interventuto dopo il presidente dell’Anpi Nicola Tirapelle, alcuni membri della giunta comunale oltre a rappresentanze di associzioni cittadine.

Ad Albate, per la sezione cittadina dell’Anpi è intervenuto Marco Biraghi (l’intervento è scaricabile qui), seguito dal ricordo di Laura Perugini, figlia di Giordana e Perugino e da un saluto di Antonio Proietto per l’Anpi provinciale. Presente il consigliere comunale Luigi Nessi e le rappresentanze di alcune associazioni cittadine tra cui l’Arci, Italia Cuba, l’Istituto di storia P.A. Perretta e l’associzione Alfonso Lissi.

La tomba di Frangi e Negrini a Villa Guardia
La tomba di Frangi e Negrini a Villa Guardia
La commemorazione a Villa Guardia
La commemorazione a Villa Guardia
La commemorazione ad Albate
La commemorazione ad Albate
Il ricordo alla lapide di Perugino e Giordana
Il ricordo alla lapide di Perugino e Giordana

[foto Jlenia Luraschi, Fabio Cani, Giorgio Dallamura]

 

22 aprile/ César Cabrera a Bulgarograsso con Arci, Anpi e Istituto Perretta

CABRERA_lightVenerdì 22 aprile alle 21, la sala consiliare del comune di Bulgarograsso in via Guffanti 2, ospiterà la serata Ostinata memoria che avrà come ospite César Cabrera, dirigente politico della regione carbonifera di Lota nel Cile di Allende, espulso in Romania dopo un perido di prigionia e tortura durante il periodo della dittatura golpista del militare Pinochet e successivamente accolto in Svizzera come rifugiato politico dove vive tutt’ora. La serata, patrocinata dal comune di Bulgarograsso, sarà coordinata da Fabio Cani dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta ed è ogranizzata dall’ Arci Guernica e dall’Anpi sezione di Como, con la collaborazione dell’Istiuto Perretta.

25 Aprile/ I Lunedì del cinema/ Il nemico. Un breviario partigiano

il nemicoSarà una serata speciale quella de I Lunedì del cinema del 25 aprile alle 21 allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como.

La festa della Liberazione vedrà la proiezione del docu-film Il nemico. Un breviario partigiano di Federico Spinetti con la partecipazione dell’Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta e della sezione Anpi di Como.

Quanto è stereotipata, quanto è viva la parola “partigiano”? Massimo Zamboni, chitarrista e co-fondatore dei CSI, a quindici anni dallo scioglimento della storica band post-punk italiana vorrebbe riunire i membri attorno a un nuovo progetto sul tema partigiano, condividendo pensieri e canzoni. Non una “reunion”, forse un nuovo inizio. Su proposta del regista Federico Spinetti i componenti del gruppo, Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli con la cantante Angela Baraldi e il batterista Simone Filippi si incontrano nella splendida cornice del teatro di Gualtieri. Massimo propone un testo da mettere in musica: Il nemico. Il film intreccia l’elaborazione musicale con la storia personale di Massimo Zamboni, tragicamente segnata da uno sparo. Un film musicale sulla Resistenza e le sue rappresentazioni.

La proiezione sarà preceduta dall’intervent di Alberto Cano (I Lunedì del cinema) e fabio Cani (Istituto Perretta-Arci ecoinformazioni). L’Anpi sezione di Como sarà presente con uno stand.

Anpi sezione di Como/ Concluso il III congresso

Anpi-Bandiera-2 (2)Si è tenuto sabato 27 febbraio, il III Congresso dell’Anpi sezione di Como Perugino Perugini. Circa una quarantina i partecipanti che dalle 14.30 hanno gremito la Sala del comitato Soci Coop in via Lissi nel quartiere di Rebbio a Como, concludendo i lavori con un ricco aperitivo.

Dato significativo delle collaborazioni e dei buoni rapporti instaurati dalla sezione è la presenza di membri di istituzioni, partiti, sindacati e associazioni: Marcello Iantorno (assessore al Comune di Como), Mario Forlano (Coordinamento comasco per la Pace e Vicepresidente Consiglio comunale di Como),Fabio Cani (Arci e Istituto di storia contemporanea P. Perretta), Guido Castelli (Comitato soci Coop di Como), Andrea Paredi (Spi-Cgil), Stefano Rognoni (Circolo cittadino PRC-Giovani Comuniste/i), Roberto Borin (Associazione Italia-Cuba Circolo di Como), Andrea Cazzato (PCdI), Luigi Nessi (Consigliere comunale Paco-Sel).

Hanno fatto pervenire i loro saluti, in quanto impossibilitati a partecipare: Silvia Magni (vice-sindaca di Como), Alessandro Tarpini (Cgil Camera del Lavoro), Celeste Grossi (Consigliera comunale lista Paco-Sel), Marco Lorenzini (coordinatore provinciale di Sel),Patrizia Lissi (Consigliera comunale Pd), Ines Figini (testimone sopravvissuta al lager di Auschwitz), Mario De Rosa e Giuseppe Gelsomino (iscritti alla sezione).

In rappresentanza dell’Anpi provinciale, hanno preso parte al congresso Guglielmo Invernizzi, presidente, a cui sono state affidate le conclusioni dell’assemblea congressuale e Antonio Proietto della segreteria.

La presidenza dell’assemblea è stata affidata a Guglielmo Invernizzi, Nicola Tirapelle (presidente uscente della Sezione di Como), Renzo Pigni (vice presidente uscente) e Donato Supino (membro del Comitato di sezione uscente).

All’apertura dei lavori, dopo l’insediamento della presidenza e la votazione delle commissioni congressuali, la sezione ha inaugurato la bandiera ufficiale.

La lettura della relazione del presidente uscente (scaricabile qui) ha preceduto l’illustrazione degli aspetti economici riguardanti il lavoro della sezione di Giorgio Dalla Mura, responsabile amministrativo uscente;  i numerosi interventi degli ospiti hanno poi dato il via ad un frizzante dibattito che ha toccato sia temi interni alla politica dell’Anpi che temi di rilevanza cittadina, nazionale ed internazionale, quali la situazione ancora precaria dei lavori al Monumento della Resistenza europea, il referendum sulla riforma della Costituzione, la questione Palestinese e molti altri. Significativa l’illustrazione della progressione del tesseramento: dal 2011 che contava 125 iscritti su Como città, la nascita della sezione ha visto un incremento sempre maggiore del tesseramento, 205 iscritti nel 2012, 234 nel 2013, 254 nel 2014 e 271 nell’anno appena trascorso. Questo ha portato però ad un’altra riflessione: sebbene il numero delle tessere è aumentato, grazie anche alle numerose iniziative pubbliche realizzate, il numero di militanti che si spendono per l’Anpi a Como resta ancora troppo basso.

Infine il momento della votazione dei documenti e dei membri del nuovo comitato di sezione, che si conferma essere un gruppo “giovane” (Marco Biraghi, Ilaria Belloni, Giorgio Dalla Mura, Francesco Dalla Mura, Eleonora Figini, Walter Gatti, Jlenia Luraschi, Walter Nedo Neci, Renzo Pigni, Nicola Tirapelle e Donato Supino),  seguiti dai delegati al congresso provinciale del prossimo 19 marzo e dai dirigenti indicati per rappresentare la sezione all’interno del nuovo comitato provinciale (Renzo Pigni, Nicola Tirapelle, Giorgio Dalla Mura, Marco Biraghi e Jlenia Luraschi).

[Jlenia Luraschi, ecoinformazioni – Foto Fabio Cani]

23 febbraio/ Anpi, Arci, Istituto di Storia Contemporanea/ Il labirinto del silenzio

locandina-labirinto2
La sezione Anpi di Como, Arci Xanadù e l’Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta, invitano martedì 23 febbraio alle 21 allo Spazio gloria di via Varesina 72 a Como, alla proiezione del film Il labirinto del silenzio di Giulio Ricciarelli, la storia del processo che svelò gli orrori di Auschwitz
. Il film è stato presentato al Toronto Film Festival ed è stato selezionato per rappresentare la Germania ai premi Oscar 2016 per il miglior film straniero. 1958. Nessuno ha voglia di ricordare i tempi del regime nazionalsocialista. Il giovane procuratore Johann Radmann si imbatte in alcuni documenti che aiutano a dare il via al processo contro alcuni importanti personaggi pubblici che avevano prestato servizio ad Auschwitz. Ma gli orrori del passato e l’ostilità che avverte nei confronti del suo lavoro portano Johann vicino all’esaurimento. E’ quasi impossibile per lui trovare l’uscita da questo labirinto: tutti sembrano essere stati coinvolti o colpevoli. La proiezione sarà preceduta da un’introduzione a cura di Fabio Cani, storico e presidente di Arci ecoinformazioni. Ingresso 7 euro, ridotto (under 18 e over 65) 5 euro. Soci Arci e Iscritti Anpi 6 euro. Info http://www.anpisezionecomo.net, http://www.spaziogloria.it

L’Anpi ricorda Perugino Perugini

Perugino2016-02A pochi giorni dalla ricorrenza esatta del settimo annivarsario dalla sua scomparsa, avvenuta il 15 febbraio 2009, la sezione Anpi di Como ricorda la figura di Perugino Perugini (a cui la sezione è dedicata) con una commemorazione laica al cimitero di Como-Albate, dove il Partigiano giace con la moglie Giordana che ci ha lasciato qualche Perugino2016-01mese fa. Alla presenza di una trentina di partecipanti, tra cui l’assessore Marcello Iantorno, il vicepresidente del Consiglio comunale e presidente del Coordinamento comasco per la Pace Mario Forlano, i consiglieri Luigi Nessi e Patrizia Lissi, oltre a rappresentanze di partiti e associazioni, il presidente della sezione Nicola Tirapelle ha aperto il ricordo con un breve intervento che riportava alla luce l’attivismo e la dedizione nei valori dell’antifascimo e della democrazia che hanno riempito la vita di Perugino e di sua moglie Giordana (leggi qui l’intervento). A seguire, l’on. Renzo Pigni, fraterno amico dei Perugini ha omaggiato la coppia con un’orazione a ricordo del loro importante impegno sociale e politico per la città di Como. Marcello Iantorno ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, ricordando quanto la salvaguardia dei diritti e della Costituzione debbano essere una priorità, lasciando poi concludere Laura Perugini, la quale ha ringraziato affettuosamente tutti gli intervenuti e la sezione Anpi di Como, che come già detto, porta il nome di suo padre. [jl, ecoinformazioni – foto Fabio Cani]

13 febbraio/ Commemoriazione di Perugino Perugini

peruginoLa sezione Anpi di Como, invita sabato 13 febbraio alle 14.30, al cimitero del quartiere di Albate a Como, per la commemorazione del partigiano Perugino Perugini a cui la sezione è dedicata. Sarà l’occasione per ricordare lui ed il suo instancabile impegno nell’attività politica e associativa di Como.

19 dicembre/ L’Anpi di Como apre il tesseramento

ANPI COMO LOGO«Non c’è futuro senza memoria. Senza antifascismo non c’è democrazia. Per questo mi iscrivo all’Anpi!». Con questo slogan, la sezione Anpi di Como Perugino Perugini apre il tesseramento 2016 all’Associazione nazionale Partigiani d’Italia. Sabato 19 dicembre  dalle 14.30 alle 18 al salone Bertolio di  via Lissi 8 a Como-Rebbio, sarà possibile rinnovare la tessera, iscriversi alla sezione e trovare un momento di contatto e discussione tra iscritte, iscritti e cittadine e cittadini anche su temi importanti quali l’attuale ruolo dell’Anpi, la sua utilità sociale e politica per la difesa dei valori costituzionali concretamente minacciati da riforme e controriforme, sul significato delle crescenti e pericolose manifestazioni neofasciste e razziste e sulla necessità tangibile di rendere più antifascista e democratico questo nostro Paese e Stato, troppo “distratto” ed indifferente anche a tematiche di grande rilievo politico e sociale. Sarà inoltre allestito un gustoso rinfresco, sarà presente uno spazio informativo con materiale tematico, libri, gadget e magliette e saranno proiettate le immagini delle attività e iniziative messe in campo nel 2015.

Il tesseramento 2015 della sezione di Como si conclude con 271 iscritte e iscritti, confermando così l’aumento positivo già riscontrato negli anni precedenti e con ben 54  nuove tessere. Al raggiungimento di questo importante risultato ha contribuito sia l’essenziale impegno dimostrato dai tanti militanti che si sono adoperati per avvicinare le cittadine e i cittadini all’Anpi, sia le iniziative organizzate durante tutto l’arco dell’anno.

«Siamo convinti che il tesseramento non sia l’unico obbiettivo e che vada di pari passo con la costruzione di qualificate iniziative politiche, storiche e culturali. La nostra Sezione cercherà anche nel corso del prossimo anno di perseguire la piena collaborazione con tutti i soggetti democratici e antifascisti presenti sul territorio cittadino, ricercando la condivisione di valori comuni, nella direzione della difesa della Costituzione repubblicana, della piena valorizzazione della Memoria e della Resistenza e nella diffusione della cultura antifascista, soprattutto tra le giovani generazioni.» si legge nel comunicato stampa che lancia la giornata del 19 dicembre.

Info http://www.anpisezionecomo.net

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza