Anpi Como/ No a parate nazifasciste
Con un comunicato stampa, la sezione Anpi di Como, fa appello alle forze democratiche ed alle istituzioni della città affinchè vengano finalmente vietate manifestazioni in aperto contrasto con i principi antifascisti della nostra Costituzione.
«Lo scorso 24 aprile, il giorno prima della festa della Liberazione, un manipolo di nostalgici del fascismo ha manifestato a Dongo e a Mezzegra esaltando la figura del Duce, magnificando tutto il repertorio di simboli della dittatura e chiedendo la riconciliazione, ovvero in parole povere l’equiparazione tra chi ha liberato con il sangue l’Italia dall’oppressore e chi invece l’ha tenuta con ferocia sotto il giogo del carnefice nazifascista.
Apprendiamo dai social network e dai quotidiani locali, che oggi sabato 30 aprile si dovrebbe tenere a Como l’ennesima parata organizzata da “I camerati” dell’estrema destra.
Strumentalizzando tragici episodi, con tutta probabilità assisteremo all’ennesimo corteo a ritmo di tamburo, con l’utilizzo e l’esaltazione di simboli e slogan che si richiamano al neofascismo -saluti romani compresi- che abbiamo già purtroppo dovuto subire negli anni scorsi.
Siamo convinti che commemorare Sergio Ramelli, giovane ragazzo vittima di un omicidio, sia ovviamente umanamente legittimo. Tuttavia è necessario e doveroso opporsi con forza al bieco utilizzo di questo tragico evento attraverso manifestazioni che nulla hanno a che vedere con la pietà umana.
Non è più ammissibile che Como città sede del Monumento alla Resistenza europea e la sua provincia debbano subire questi oltraggi ad opera di una comunità di persone che celebrano personaggi fascisti e nazisti, che sostengono di avere tutto il diritto di esprimersi e manifestare, salvo poi non riconoscere i valori democratici della Repubblica, denigrare i principi e le libertà sancite nella Costituzione, predicare il culto della supremazia, dell’uomo forte e dell’intolleranza.
Ricordiamo che chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche deve essere perseguito per il reato di apologia di fascismo.
Non lo diciamo solo noi. Lo dice chiaramente e nettamente la Legge 645 del 1952 (cosiddetta Legge Scelba).
Facciamo appello a tutte le forze democratiche, agli organi istituzionali ed elettivi troppo spesso silenti o peggio indifferenti, richiamandoli al preciso ruolo che loro è assegnato da una Costituzione profondamente e nettamente antifascista: la democrazia deve essere difesa e garantita, prima di tutto e soprattutto da parte dei pubblici poteri, applicando le leggi che impediscono il riemergere di movimenti pericolosi e antidemocratici.
Siamo inoltre profondamente convinti che si debba assolutamente superare quel muro di indifferenza e disimpegno che caratterizza tanta parte degli italiani, impegnando le forze sane della società nella diffusione e promozione della Memoria, della cultura antifascista e del rispetto dei diritti e delle libertà.» [Anpi sezione di Como Perugino Perugini]
Venerdì 22 aprile alle 21, alla sala consiliare di Bulgarograsso, si è tenuto un incontro, organizzato da Arci Guernica, Anpi sezione di Como e Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta con César Cabrera, profugo cileno espulso in Romania durante la dittatura di Pinochet, successivamente accolto in Svizzera come rifugiato. La serata, introdotta da Nicola Tirapelle dell’Anpi è stata coordinata da Fabio Cani dell’Istituto Perretta ed ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bulgarograsso (nonostante nessuno dell’amministrazione fosse presente).
smesso di praticare la rivoluzione con la sua voglia di vivere. I posti sono quasi tutti occupati, l’atmosfera è dell’intimità adatta, quella che fa sembrare il tutto una conversazione con il proprio nonno partigiano. Non è un immagine viziata dalla mia prospettiva, quella di chi può cogliere ed emozionarsi con gli spagnolismi della narrazione di Cabrera, e spero vivamente non sia percepito come uno svilire una pagina di storia ispirante e al contempo drammatica. Quello che voglio passare è tutt’altro: è stato un tentativo di fondamentale importanza riuscito, unire persone e lotte, proprio dove queste tendono a sopirsi.
mentre il suo corpo ne porta i segni indelebili.












