Arci

Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti

arci-logo-copL’analisi di Franco Uda, coordinatore nazionale Arci Pace, solidarietà e cooperazione internazionale: «Quello che manca – ed è mancato – è la politica, la responsabilità di questa rispetto alle conseguenze che produce, la coerenza tra gli obbiettivi dichiarati e le azioni concrete. Sarebbe sin troppo facile – qui ed ora – richiamare un celebre verso di Fabrizio De Andrè sull’impossibilità di sentirci assolti, perché siamo tutti coinvolti». (altro…)

21 marzo/ Arci: No all’odio. No all’intolleranza sul web

post quadrato2La Campagna Arci Prism (Preventing, redressing and inhibiting hate speech in new media) sarà presentata in una conferenza stampa alle 14,30 del 21 marzo, nella Sala stampa della Camera dei Deputati, via della Missione 4 a Roma da Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, Francesco Spano, direttore Unar, Giovanni Maria Bellu, presidente Carta di Roma, Matteo Biffoni, delegato Anci per l’immigrazione e le politiche per l’integrazione, Laura Bononcini, Facebook Italia, Paolo Beni, deputato e relatore del ddl sul Cyberbullismo. Coordina Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci. Al termine dell’incontro i relatori saranno ricevuti dalla Presidente della Camera Laura Boldrini. Presto on line (alle 14,30 del 21 marzo) tutte le informazioni sulla campagna sul sito Arci Lombardiawww.arcilombardia.it.

Referendum Trivelle/ L’Arci per il Sì

notrivelleCon la firma del Presidente della Repubblica Mattarella, è confermato che il 17 aprile si andrà alle urne per rispondere ad un quesito piuttosto tecnico sulla questione delle trivelle in mare. Le cittadine e i cittadini sono chiamati a pronunciarsi sull’abrogazione della legge sulle trivellazioni limitatamente alle parole «per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale». Di seguito il comunicato unitario che annuncia la nascita del Comitato Nazionale Vota Sì per fermare le trivelle di cui l’Arci è parte.

«Il Governo scommette sul silenzio del popolo italiano! Noi scommettiamo su tutti i cittadini che si mobiliteranno per il voto

E’ nato il comitato nazionale delle associazioni Vota Sì per fermare le trivelle. Lavorerà per invitare i cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare SI per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze.

La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare.

Far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale, è la vera posta in gioco di questo referendum. Il comitato nazionale si pone l’obiettivo di diffondere capillarmente informazioni sul referendum in tutti i territori e far crescere la mobilitazione, spiegando che il vero quesitoè: “vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione?”.

Il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. Dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale?Noi vogliamo- dice l’appello del Comitato – che il nostro Paese  prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’electionday (l’accorpamento in un’unica data del voto per il referendum e per le amministrative) ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto e puntare sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum. Il Governo scommette sul silenzio del popolo italiano! Noi scommettiamo su tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto.»

Primi firmatari del Comitato nazionale Vota Sì per fermare le trivelle:
Adusbef, Aiab, Alleanza Cooperative della Pesca, Arci, ASud, Associazione Borghi Autentici d’Italia, Associazione Comuni Virtuosi, Coordinamento nazionale NO TRIV, Confederazione Italiana Agricoltori, Federazione Italiana Media Ambientali, Fiom-Cgil, Focsiv – Volontari nel mondo, Fondazione UniVerde, Giornalisti Nell’Erba, Greenpeace, Kyoto Club,  La Nuova Ecologia, Lav, Legambiente, Libera, Liberacittadinanza, Link Coordinamento Universitario, Lipu, Innovatori Europei, Marevivo, MEPI–Movimento Civico, Movimento Difesa del Cittadino, Pro-Natura, QualEnergia, Rete degli studenti medi, Rete della Conoscenza, Salviamo il Paesaggio, Sì Rinnovabili No nucleare, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, Unione degli Studenti, WWF

Arci/ Libia: al primo posto la diplomazia, non le armi

armi libia«Quanti passi ci separano dall’entrata in guerra? A giudicare dagli ultimi avvenimenti sembra sempre più chiaro che l’intenzione politica è quella di supportare un’eventuale attacco armato in Libia con truppe italiane. I segnali sono tutti sotto i nostri occhi e costituiscono un grave attacco alle prerogative del Parlamento e una distorsione del dettato costituzionale. E’ noto come forze speciali dell’esercito francese siano già in azione in Libia e come gli Stati Uniti stiano pressando il nostro Governo per un appoggio incondizionato e un supporto armato per un prossimo attacco. Sbagliata quindi la decisione di concedere la base di Sigonella come punto di partenza di spedizioni di droni che, fuori da ogni finzione, sono a tutti gli effetti degli strumenti di attacco. Sbagliata la prospettiva, ormai accarezzata da più parti, di uno smembramento della Libia in tre protettorati occidentali, di cui uno spetterebbe al nostro Paese. Sbagliata l’idea di arrivare alla decisione ineluttabile di utilizzare militari italiani scavalcando di fatto il Parlamento e le sue prerogative costituzionali. L’Arci chiede al Governo di non concedere l’uso di nessuna base sul territorio nazionale per nessuna missione che non sia autorizzata dalle Nazioni Unite. Chiediamo di aprire un’ampia discussione parlamentare sul coinvolgimento dell’Italia nelle prossime campagne neocolonialiste in Libia e, più in generale, in tutta l’area mediterranea e mediorientale. Chiediamo che il Governo italiano operi in maniera responsabile verso l’apertura di una fase di confronto tra le parti coinvolte nella vicenda libica, svolgendo di fatto un ruolo di mediazione attiva che rimetta al primo posto la diplomazia e non le armi.» [Arci Nazionale]

Arci/ Sostegno alla lotta del popolo Curdo

arci-logo-cop«Il Consiglio Nazionale dell’Arci riunito a Roma il 13 e 14 febbraioesprime indignazione per le gravissime violazioni dei diritti umani perpetrate dal governo turco contro la popolazione civile del sud est anatolico e ribadisce la sua ferma condanna dello stato di guerra scatenato dal presidente Erdogan contro il popolo curdo che ha provocato negli ultimi mesi centinaia di morti, bombardamenti di villaggi, assedi di città e più di 300.000 profughi.

L’Arci, dando voce alle comunità curde, denuncia il coprifuoco implementato illegalmente nelle città curde, che ha portato la popolazione interessata a essere privata delle forniture necessarie come acqua, cibo, elettricità e delle dotazioni mediche essenziali. Le attività economiche e la vita sociale delle città e dei paesi dove il coprifuoco è stato imposto senza sosta sono giunte al collasso. I sindaci e i funzionari eletti di queste città sono stati incarcerati o spodestati con la forza. Queste misure brutalmente repressive, messe in atto dopo la unilaterale uscita del governo turco dai tavoli di trattativa, dimostrano una completa indifferenza per i diritti civili e per la volontà democratica della popolazione. Per questo l’Arci invita i propri circoli e comitati a promuovere sul loro territorio patti di amicizia e gemellaggio con le comunità curde del sud est anatolico e del Rojava impegnate, quest’ultime, in una aspra lotta di resistenza contro le aggressioni delle forze islamiste con la complicità della Turchia e di altri paesi. Arci invita inoltre il proprio corpo sociale a mobilitarsi in azioni solidali per la ricostruzione della città martire di Kobane liberata dalla resistenza curda.

L’Arci chiede inoltre:

1. che il Governo italiano e l’Unione Europea condannino l’aggressione del Governo turco contro la popolazione civile curda del sud est anatolico, fugando così ogni dubbio sulla loro complicità con Erdogan, e che si cancelli ogni sospetto che l’inerzia europea sia merce di scambio sul tema dei rifugiati siriani chiedendo l’istituzione di un corridoio umanitario al confine fra Turchia e Siria.

2. In particolare l’Arci chiede al Governo italiano di sospendere la collaborazione militare con la Turchia e la vendita di armi fino a che non viene messo fine alle aggressioni.

3. Chiede inoltre l’immediata istituzione di una commissione internazionale indipendente finalizzata alla individuazione delle violazioni dei diritti umani commesse durante questo periodo e che istruisca le condizioni per  il perseguimento di coloro che se ne sono resi responsabili.

4. E’ convinta che il confinamento solitario di Abdullah Ocalan debba immediatamente terminare. La salute e la sicurezza di Ocalan devono essere garantite e gli deve essere consentito di prendere parte attivamente alla auspicata ripresa di un processo negoziale.

L’Arci è consapevole della sofferenza della popolazione curda del Rojava e del sud est anatolico e della loro difficoltà a fare appelli pubblici per festeggiare il Newroz che nei villaggi e nelle città sotto il fuoco degli aggressori rischia di essere ancora una festa identitaria negata.

Per tutti questi motivi, dando seguito ai diffusi sentimenti di simpatia per la resistenza del popolo curdo presenti nel proprio corpo sociale, l’Arci aderisce alle iniziative promosse in diverse città dall’Associazione dei Curdi in Italia per sabato 19 marzo, la giornata scelta per festeggiare il Newroz 2016, il Capodanno curdo divenuto simbolo della loro resistenza al genocidio perpetrato dal regime turco, ed invita tutte le proprie socie e soci a partecipare con le nostre bandiere.» [Arci Nazionale]

14 febbraio/ One Billion Rising

one billionAnche l’Arci aderisce e sostiene One Billion Rising , la campagna del movimento globale contro la violenza sulle donne che il 14 febbraio porterà nelle piazze di tutto il mondo migliaia di persone. Insieme all’Italia, infatti,  207 paesi nel mondo hanno raccolto l’invito a manifestare con la danza la volontà di cambiamento, scegliendo l’arte, la musica e la poesia come segno di sfida e di celebrazione.  Il 14 febbraio, giorno di San Valentino tradizionalmente dedicato agli innamorati, diventa l’occasione per testimoniare l’impegno e la volontà di fermare con ogni mezzo culturale, legale e civile la violenza sulle donne e sulle bambine. Vogliamo che questa giornata diventi una testimonianza d’amore verso tutte quelle donne maltrattate, abusate, sempre più spesso costrette a subire violenze in silenzio. Il tema scelto per questa edizione è la Rivoluzione: in Italia l’attenzione si concentrerà sulle donne che vivono una condizione di paura ed emarginazione come le donne migranti, che costrette ad abbandonare il loro paese per sfuggire a guerre e condizioni di vita inaccettabili, subiscono violenza fisica e psicologica durante i loro lunghi e dolorosi spostamenti. La danza sarà il mezzo per affermare che ogni donna ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo e del proprio destino. Balleremo in tutto il mondo, per le donne in fuga dalle guerre e dalla violenza, per i diritti, dalla parte di tutte!

A Como l’appuntamento è alle 15.30 in Piazza Verdi, davanti al Teatro Sociale. La Scuola di danza contemporanea del Teatro Sociale di Como, con l’insegnante e coreografa Arianna Bracciali, scenderà in piazza e chiede a tutte le altre scuole comasche, a tutte le ragazze e donne di ballare insieme. Chiunque voglia partecipare è invitato ad indossare vestiti coi colori della manifestazione (bianco, rosso, rosa) e ad imparare la coreografia “Break the Chain” (link https://www.youtube.com/watch?v=mRU1xmBwUeAi ) che verrà ballata in tutte le città aderenti all’iniziativa. La referente dell’iniziativa Arianna Bracciali è a disposizione di chiunque voglia informazioni o delucidazioni sulla coreografia e sarà presente in piazza già dalle ore 15 per un “ripasso”.

Arci/ Piena verità sulla morte di Giulio Regeni

sito_x_Giulio«Proviamo orrore e profonda indignazione per l’assassinio di Giulio Regeni. Orrore per il modo atroce in cui è stato ucciso. L’autopsia porterà ulteriori chiarimenti. Ma è già chiaro fin d’ora che la morte di Giulio è dovuta a lunghe e terribili torture. Indignazione per il comportamento delle autorità egiziane di fronte a questo assassinio. La contradditorietà delle versioni fornite, gli arresti improvvisati e poi i rilasci, il cupo silenzio che avvolge tutta la vicenda, dimostrano che la richiesta di verità e giustizia verrà ostacolata in ogni modo. Purtroppo quanto è successo a Giulio è già accaduto a molti altri, colpevoli di opporsi alla dittatura militare di Al Sisi. Sparizione di persone, arresti arbitrari, uso sistematico della tortura e dell’assassinio sono la prassi di un regime violento che non sopporta la minima opposizione. Eppure il governo italiano è stato tra i primi a dare credito al regime di Al Sisi. Sappiamo bene che il nostro paese ha forti interessi in Egitto. Ma per ottenere verità non basta chiederla, bisogna mettere in atto comportamenti coerenti.

Non è più accettabile che   per interessi economici o strategici  si stringano accordi e alleanze con regimi che non rispettano diritti umani, praticano persecuzioni, torture e assassinii.

L’Italia si muova in tutte le sedi internazionali, dalla Ue all’Onu, affinché venga imposto al regime egiziano la fine delle violenze, degli assassini, delle sparizioni degli oppositori e vengano ristabiliti i principi essenziali di uno stato di diritto. Lo dobbiamo a Giulio, al suo coraggio, alla sua passione civile. Lo dobbiamo ai tanti come lui.» [Arci nazionale]

L’Arci ha inoltre aderito all’iniziativa promossa da Articolo 21 di listare a lutto sito e profili Fb e Twitter per chiedere a voce alta alle autorità egiziane verità e giustizia per Giulio Regeni.

27 gennaio/ Arci/ Non è passato. E’ memoria

memoria arciNon è passato. E’ memoria. Questa la frase scelta dall’Arci per la Giornata della Memoria 2016, che sarà di ispirazione alle tante manifestazioni culturali e non solo che la nostra Associazione organizzerà in tutta Italia (l’elenco sul sito www.arci.it).

Non parliamo di passato perché nuove discriminazioni colpiscono ancora oggi le categorie più deboli della nostra società, perché la rabbia sociale spesso si sfoga  trovando negli ultimi facili bersagli, perché l’insicurezza e la paura vengono strumentalizzate per alimentare razzismo e intolleranza.  E’ la memoria, la lettura degli orrori che hanno segnato il secolo scorso, che può aiutarci  nella comprensione di un presente caratterizzato ancora da guerre e violenza, e fornirci strumenti per progettare un futuro diverso.

La Giornata della Memoria fu istituita dalle Nazioni Unite per ricordare la tragedia dell’Olocausto. La data scelta, il 27 gennaio, è quella della liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche. Le iniziative organizzate in questa giornata si ispirano innanzitutto a quella tragedia che causò milioni di morti.

Ma per noi è Memoria  tutto l’anno, perché è anche ricordare le vittime di mafia, il dramma dei profughi in fuga che in migliaia perdono la vita, le vittime delle stragi che ancora aspettano giustizia, ma di cui conserviamo la verità storica.

Ricordare è un dovere di tutti,  ma trasmettere la memoria ai giovani ha forse un valore ancora maggiore, indispensabile per formare alla cittadinanza attiva e consapevole e per costruire futuro.   Perché, come diceva Cicerone nel De Oratore, “La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera della verità”. [Arci Nazionale]

Arci/ Adesione all’appello per una mobilitazione per i diritti delle persone LGBTI

svegliatiArcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit hanno diffuso il testo di un appello relativo ad una mobilitazione nazionale che si terrà il 23 gennaio in tante città del paese per sottolineare l’intollerabile mancanza di diritti delle persone Lgbti in Italia e ad un presidio permanente, nei giorni della discussione al Senato, in piazza delle Cinque Lune a Roma. Anche l’Arci aderisce a questo appello, rendendosi disponibile a supportare, partecipare ed organizzare iniziative diffuse sul territorio.

Tutte le piazze del 23 gennaio.

Leggi di seguito il testo dell’appello.

«L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati. Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.

Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti».

Leggi anche su ecoinformazioni l’intervento di Celeste Grossi del direttivo dell’Arci di Como, regionale e nazionale e consigliera comunale di Paco-Sel.

Arci e Anpi/ Un accordo nazionale per diffondere la Memoria e ricordare la Resistenza

anpiUn patto per diffondere la Memoria e ricordare la Resistenza attraverso la promozione di iniziative teatrali, musicali, artistiche, convegnistiche e attività nelle scuole rivolte agli studenti passando dai Viaggi della Memoria, in Italia e all’estero, fino ad arrivare alle  tante manifestazioni che ogni anno si organizzano durante la giornata della Memoria il 27 gennaio, la giornata del Ricordo il 10 febbraio e la giornata della Liberazione il 25 aprile. Questo il fondamento dell’accordo nazionale stipulato in questi giorni da Arci e Anpi per rafforzare quello che è già un legame solido tra due organizzazioni che da sempre si impegnano per la difesa dei valori della Resistenza e per la arci-logo-coppreservazione della Memoria. Un risultato importante che darà voce a un bisogno indispensabile, quello di conoscere la Storia per capire meglio il mondo di oggi, per sviluppare cittadinanza attiva e consapevole e per riconoscere i meccanismi sociali e culturali che hanno portato in passato a terribili tragedie. Scarica qui il testo integrale dell’accordo.

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