Al via la Carovana Internazionale Antimafia 2016
Costruire comunità responsabili: cultura, legalità democratica, diritti, educazione popolare e giustizia sociale. La Carovana Internazionale Antimafia, promossa dall’Arci, si rimette in viaggio. La partenza è prevista il 6 novembre da Roma.
Il giorno successivo sarà in Germania, a Lindau Am B., l’8 novembre a Munchen, il 9 e 10 a Berlino, l’11 e il 12 ad Amburgo, il 14 e 15 a Mulhouse. Da lì si sposterà in Francia, il 17 e 18 a Charleville, il 19 a Brux-Molenbeek, il 20 a Parigi, il 21 a Dreux, il 22 a Lione, il 23 a Privas, dal 24 al 26 a Perpignan. Si sposterà quindi in Spagna e il 28 e 29 sarà a Barcellona. Da qui raggiungerà di nuovo la Francia: il 30 a Nimes, il primo dicembre a Tolone, dal 2 al 4 dicembre a Bastia, poi a Marsiglia dal dal 5 al 7, a Digne l’8 e infine a Nizza dal 9 al 12 dicembre.
Nuovo giro di vite contro l’opposizione democratica in Turchia. Il regime di Erdogan arresta leaders e parlamentari del Partito Democratico del Popolo. Di seguito la dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci.
Il 3 ottobre di tre anni fa 368 persone morirono annegate al largo dell’isola di Lampedusa. Si trattava di uomini, donne e bambini provenienti dal corno d’Africa, in prevalenza dall’Eritrea, Paese da cui migliaia di persone fuggono dalla dittatura del presidente Afewerki, che dura dal 1993.
Il fantasma del razzismo si è materializzato ancora una volta ieri in Canton Ticino. Niente di nuovo si potrebbe dire. Così come non meraviglia il sondaggio pubblicato oggi da Repubblica: gli italiani sono a favore della chiusura delle nostre frontiere. Esattamente come gli abitanti del Canton Ticino voglio impedire ai lavoratori italiani transfrontalieri di attraversare liberamente il confine italo svizzero.
A L’isola che c’è un incontro su un tema tanto generale da essere decisivo per ogni persona. Si è parlato il 18 settembre con Giuliana Sgrena del rapporto tra religioni, monoteistiche e non solo, con i diritti delle donne, spesso in esse programmaticamente e concretamente, ostacolati, impediti, esclusi. La giornalista, autrice del libro Dio odia le donne, dialogando con Celeste Grossi e con il pubblico che affollato il tendone della Casa dei Popoli dell’Arci , ha citato numerosissimi casi nei quali non solo l’integralismo islamico ma anche quello cristiano determina esclude le donne dalla comunità, considerandole “impure”, secondarie, intrinsecamente colpevoli. Nella documentatissima analisi di Sgrena l’insieme delle vessazioni storiche imposte alle donne dal predominio delle religioni sui diritti si alimenta e ripropone oggi a causa della mancanza di laicità delle società anche di paesi democratici come l’Italia. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.
«La grande Muraglia di Calais, così i giornali inglesi hanno soprannominato il muro di cemento armato, lungo quasi due chilometri e alto 4 metri che il governo inglese, d’accordo con quello francese, erigerà attorno all’autostrada che porta all’imbarco dei traghetti per Dover e del tunnel per i treni che passano sotto la manica. Nelle intenzioni dei due governi, sarà la barriera che impedirà ai migranti accampati nella Jungle di Calais di raggiungere l’Inghilterra, aggrappati ai camion che devono attraversare la manica o con altri mezzi di fortuna.

Per iniziativa di Como senza frontiere e di Arci-ecoinformazioni la lettera scritta da Claudio Fontana per mostrare a coloro che arrivano alla stazione San Giovanni quanto è importante restare umani e quanto nobile e generoso sia l’impegno della città di Como per i Diritti umani è stata impaginata, illustrata e stampata e ne è iniziata la distribuzione in stazione e nelle sedi della solidarietà lariana.Si tratta del primo passo per dar lustro alla città mettendo in bella mostra le azioni positive che i cittadini e le cittadine compiono per “restare umani”. C’è da augurarsi che, finalmente entrati nella realtà, anche quegli operatori economici e i gruppi politici che essi rappresentano, spesso prigionieri del loro stesso conservatorismo, comprendano che è possibile, essendo umani e finalmente terrestri, anche dare un’immagine positiva moderna, culturalmente avanzata della città di Como non solo Messaggera ma anche azionista di Pace con profitto per il futuro di tutte e di tutti. Inutile invocare che il prato di San Giovanni sia un green vergine, sono le menti da pulire liberandole dai rifiuti tossici del razzismo e dalla xenofobia. E sarà un affare per tutte e tutti.
Tutti sanno che il territorio italiano è quasi interamente a rischio sismico. E quindi ci sarebbe bisogno di una grande opera di messa in sicurezza delle case dei cittadini, del “pavimento del Paese”. Ricerca, investimenti, occupazione, benessere. Invece abbiamo le miserabili polemiche, le riforme strampalate, le promesse con proroga, i piagnistei sui calcinacci del giorno dopo. La verità è orribile ma va detta: ai cittadini qui nessuno ci pensa veramente.
