Arci

Al via la Carovana Internazionale Antimafia 2016

CarovanaAntimafie-COPCostruire comunità responsabili: cultura, legalità democratica, diritti, educazione popolare e giustizia sociale. La Carovana Internazionale Antimafia, promossa dall’Arci,  si rimette in viaggio. La partenza è prevista il 6 novembre da Roma.

Il giorno successivo sarà in Germania, a Lindau Am B., l’8 novembre a Munchen, il 9 e 10 a Berlino, l’11 e il 12 ad Amburgo, il 14 e 15 a Mulhouse. Da lì si sposterà in Francia, il 17 e 18 a Charleville, il 19 a Brux-Molenbeek, il 20 a Parigi, il 21 a Dreux, il 22 a Lione, il 23 a Privas, dal 24 al 26 a Perpignan. Si sposterà quindi in Spagna e  il 28 e 29 sarà a Barcellona. Da qui raggiungerà di nuovo la Francia:  il 30 a Nimes, il primo dicembre a Tolone, dal 2 al 4 dicembre a Bastia, poi a Marsiglia dal dal 5 al 7, a Digne l’8 e infine a Nizza dal 9 al 12 dicembre.

Contro il regime di Erdogan/ Dichiarazione di Francesca Chiavacci

Francesca ChiavacciNuovo giro di vite contro l’opposizione democratica in Turchia. Il regime di Erdogan arresta leaders e parlamentari del Partito Democratico del Popolo. Di seguito la dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci.

«Il leader del Partito Democratico del Popolo (HDP) Sehelattin Demirtas e altri 10 parlamentari dello stesso partito, fra cui la co-segretaria Figen Yukseldag, sono stati arrestati questa notte dalla polizia di Erdogan. L’HDP rappresenta la terza forza politica del paese e gli arresti sono stati possibili grazie all’entrata in vigore della legge che ha rimosso l’immunità parlamentare.
L’accusa è di associazione ad organizzazione terrorista e separatista,  e ora spetterà al giudice decidere se convalidare gli arresti. Mentre questi si svolgevano, l’accesso ai principali social media veniva bloccato e forti restrizioni, per la prima volta a livello nazionale dopo anni, veniva imposto ai servizi di messaggistica via web.
Erdogan è dunque sempre più proiettato verso una vera e propria dittatura, supportata da una feroce repressione che, come in questo caso, colpisce non solo la componente curda ma anche tutta l’opposizione democratica, laica, progressista, giovanile, ecologista di cui l’HDP è formata e di cui il presidente turco  vuole liberarsi con ogni mezzo.
Agli arrestati, all’HDP e a tutti i democratici turchi, ai Kurdi di Turchia, va la nostra piena solidarietà, così come alle migliaia di insegnanti, studenti, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni municipali e cittadini turchi licenziati, incarcerati e perseguitati negli ultimi mesi.

Chiediamo che finalmente l’Europa e il nostro governo intervengano per chiedere l’immediata liberazione di questi ultimi arrestati e di tutti i prigionieri politici e per reati di opinione, ponendo così fine al silenzio complice che finora ha caratterizzato la loro politica nei confronti del regime di Erdogan.
L’Europa ha affidato il controllo delle sue frontiere esterne a un dittatore, pagandolo profumatamente, perchè fermi i profughi prima che arrivino sul territorio europeo. E’ un accordo vergognoso che da sempre denunciamo. Oggi c’è un motivo in più per farlo, e lo chiediamo a gran voce.» [Francesca Chiavacci]

3 ottobre/ L’Arci per la Giornata della memoria per le vittime dell’immigrazione

3ottobre-copIl 3 ottobre di tre anni fa 368 persone morirono annegate al largo dell’isola di Lampedusa. Si trattava di uomini, donne e bambini provenienti dal corno d’Africa, in prevalenza dall’Eritrea, Paese da cui migliaia di persone fuggono dalla dittatura del presidente Afewerki, che dura dal 1993. 

Il 16 marzo 2016 il Senato ha approvato in via definitiva la legge che istituisce, in quella ricorrenza, la Giornata della Memoria delle vittime dell’Immigrazione.

Il prossimo 3 ottobre sarà quindi la prima giornata nella quale nel nostro Paese si ricorderanno  anche istituzionalmente  le migliaia di vittime dell’immigrazione.

Nell’ultimo anno queste vittime sono aumentate, come più volte abbiamo denunciato come ARCI, a causa di una progressiva chiusura delle frontiere: più di 3500 morti dall’inizio dell’anno. La politica dei muri ha comportato un aumento della cifra richiesta dai trafficanti ai profughi e soprattutto un aumento dei rischi per la ricerca di nuove rotte. In particolare il Mediterraneo continua  a rivelarsi la rotta più pericolosa ed è ormai diventato un enorme cimitero a cielo aperto. L’ultimo naufragio, avvenuto lo scorso 21 settembre davanti alle coste egiziane, sembra aver provocato più di 300 morti.

I governi europei, a partire da quello italiano, stanno lavorando per stringere  accordi con i governi dei paesi di origine e di transito, per chiudere ogni possibilità, anche illegale, di arrivare in Europa (di vie legali per chi chiede protezione o cerca lavoro, come è noto, la legislazione non ne prevede e obbliga i profughi a mettersi nelle mani dei trafficanti per raggiungere l’Europa).

L’ultimo accordo, firmato ad agosto dal capo della polizia italiana Gabrielli con il suo omologo sudanese, consente addirittura il rimpatrio di persone provenienti da una regione, il Darfur  (48 sono state già rimpatriate il 24 agosto), dove è noto che uomini e donne vengano perseguitate e uccise da bande paramilitari direttamente legate al governo.

A Roma, in collaborazione con il comitato della capitale, promuoveremo un evento/flash mob, davanti al Pantheon, che pensiamo possa rivelarsi efficace anche sul piano della comunicazione. [Francesca Chiavacci, presidente Arci nazionale, Filippo Miraglia, vice presidente Arci nazionale, Walter Massa, Commissione Diritti migranti e richiedenti asilo, Politiche antirazziste]

A Como l’Arci con la rete Como senza frontiere propone il 3 ottobre alle 21 all’Astra la proiezione di Terra di transito.

Il fantasma del razzismo in Canton Ticino

prima-i-nostriwebIl fantasma del razzismo si è materializzato ancora una volta ieri in Canton Ticino. Niente di nuovo si potrebbe dire.  Così come non meraviglia il sondaggio pubblicato oggi da Repubblica: gli italiani sono a favore della chiusura delle nostre frontiere. Esattamente come gli abitanti del Canton Ticino voglio impedire ai lavoratori italiani transfrontalieri di attraversare liberamente il confine italo svizzero.  (altro…)

Dio odia le donne a L’isola che c’è

celeste-giuliana-dioA L’isola che c’è un incontro su un tema tanto generale da essere decisivo per ogni persona. Si è parlato il 18 settembre con Giuliana Sgrena del rapporto tra religioni, monoteistiche e non solo, con i diritti delle donne, spesso in esse programmaticamente e concretamente, ostacolati, impediti, esclusi. La giornalista, autrice del libro Dio odia le donne, dialogando con Celeste Grossi e con il pubblico che affollato il tendone della Casa dei Popoli dell’Arci , ha citato numerosissimi casi nei quali non solo l’integralismo islamico ma anche quello cristiano determina esclude le donne dalla comunità, considerandole “impure”, secondarie, intrinsecamente colpevoli. Nella documentatissima analisi di Sgrena l’insieme delle vessazioni storiche imposte alle donne dal predominio delle religioni sui diritti si alimenta e ripropone oggi a causa della mancanza di laicità delle società anche di paesi democratici come l’Italia. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

Arci/ La grande muraglia di Calais

arci-logo-cop«La grande Muraglia di Calais, così i giornali inglesi hanno soprannominato il muro di cemento armato, lungo quasi due chilometri e alto 4 metri che il governo inglese, d’accordo con quello francese, erigerà attorno all’autostrada che porta all’imbarco dei traghetti per Dover e del tunnel per i treni che passano sotto la manica. Nelle intenzioni dei due governi, sarà la barriera che impedirà ai  migranti accampati nella Jungle di Calais di raggiungere l’Inghilterra, aggrappati ai camion che devono attraversare la manica o con altri mezzi di fortuna.

Una scelta che non fermerà le migliaia di migranti disposti a tutto pur di raggiungere un paese in cui sperano di potersi costruire un futuro, ma che renderà i loro viaggi ancora più pericolosi e farà crescere le tariffe dei trafficanti.

L’ennesima barriera, dopo quella al confine tra Ungheria e Serbia, quella iniziata dalla Macedonia vicino a Idomeni e quella in costruzione tra Bulgaria e Turchia.

Ma questa tra Francia e Gran Bretagna assume una valenza simbolica particolare, perché divide due paesi di antica democrazia e che, fino al concretizzarsi della Brexit, fanno parte entrambi dell’Unione europea.

Un’Unione europea che avrebbe dovuto rilanciare le ragioni della sua esistenza nell’incontro tenuto a Ventotene nei giorni scorsi tra Italia, Germania e Francia e che rischia invece il suo disfacimento proprio sull’incapacità di gestire con una strategia di lungo respiro  il fenomeno storico delle migrazioni, provocate in gran parte proprio dalle politiche estere delle grandi potenze occidentali.

E mentre i governi inseguono le paure che loro stessi contribuiscono ad alimentare, a trarne vantaggio sono le destre estreme e nazionaliste, che non vogliono né i migranti né un’Europa unita.

A pochi mesi dall’anniversario dei 70 anni dei Trattati di Roma, c’è bisogno di un cambiamento politico forte, che rinnovi le ragioni dello stare insieme e si apra a quell’umanità dolente che bussa alle nostre frontiere.» [Arci Nazionale]

Bread and roses per Ri-amare la politica/ Welcome refugees

celestesenzafrontiere

Bread and roses il 26 agosto  al Convegno della Rosa Bianca Ri-amare la politica a Terzolas (Tn). L’intervento di Celeste Grossi (che  non ha potuto partecipare per la morte della mamma avvenuta al mattino del 26 e ha fatto pervenire lo scritto tramite Grazia Villa) e il video di Arci-ecoinformazioni (altro…)

Bella Como/ Lettera al viaggiatore che arriva a Como San Giovanni

locandina stazione viaggiatore printPer iniziativa di Como senza frontiere e di Arci-ecoinformazioni la lettera scritta da Claudio Fontana per mostrare a coloro che arrivano alla stazione San Giovanni quanto è importante restare umani e quanto nobile e generoso sia l’impegno della città di Como per i Diritti umani è stata impaginata, illustrata e stampata e ne è iniziata la distribuzione in stazione e nelle sedi della solidarietà lariana.Si tratta del primo passo per dar lustro alla città mettendo in bella mostra le azioni positive che i cittadini e le cittadine compiono per “restare umani”. C’è da augurarsi che, finalmente entrati nella realtà, anche quegli operatori economici e i gruppi politici che essi rappresentano, spesso prigionieri del loro stesso conservatorismo, comprendano che è possibile, essendo umani e finalmente terrestri,  anche dare un’immagine positiva moderna, culturalmente avanzata della città di Como non solo Messaggera ma anche azionista di Pace con profitto per il futuro di tutte e di tutti. Inutile invocare che il prato di San Giovanni sia un green vergine, sono le menti da pulire liberandole dai rifiuti tossici del razzismo e dalla xenofobia. E sarà un affare per tutte e tutti.  Scarica e diffondi il volantino. Nel seguito il nostro articolo che preannunciava l’iniziativa. (altro…)

Terremoto/ Raccolta generi prima necessità e fondi

mappa_opcm3519Tutti sanno che il territorio italiano è quasi interamente a rischio sismico. E quindi ci sarebbe bisogno di una grande opera di messa in sicurezza delle case dei cittadini, del “pavimento del Paese”. Ricerca, investimenti, occupazione, benessere. Invece abbiamo le miserabili polemiche, le riforme strampalate, le promesse con proroga, i piagnistei sui calcinacci del giorno dopo. La verità è orribile ma va detta: ai cittadini qui nessuno ci pensa veramente.
(altro…)

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza