Cgil Como

Cgil Como/ 2015: mai così tanti.

Tarpini-CongressoLa camera del lavoro di Como ha chiuso il tesseramento con 53 mila 173 iscritti. Mai così tanti. Nei 115 anni di storia della Cgil comasca, non si era mai raggiunto un numero di iscritti così alto. C’è, quindi, soddisfazione per il dato di chiusura del tesseramento 2015: «Il risultato – spiega Alessandro Tarpini, segretario generale della Cgil di Como – è importante e ci inorgogliosisce parecchio. Sta a significare che, in un periodo di grande crisi e difficoltà, abbiamo provato a interpretare i bisogni veri che la popolazione comasca ci sottopone tutti i giorni. Svolgiamo il nostro compito con grande umiltà e spirito di servizio, e questo si avverte». Rispetto al 2014, c’è un incremento di circa quattrocento iscritti e si registra una sostanziale tenuta nei comparti industriali e tra i pensionati e un incremento significativo nei settori del terziario e dei servizi, con trecentocinquanta iscritti in più tra i lavoratori attivi. «Un segnale – conclude Tarpini – a chi continua a dipingere il sindacato come una sorta di ferrovecchio. Siamo un punto di riferimento per un gran numero di persone che chiede di essere aiutata, protetta e difesa. Un ringraziamento a nome della Cgil di Como, a tutti i nostri funzionari, agli operatori delle strutture di servizio, ai delegati nei luoghi di lavoro, agli attivisti e volontari dello Spi per lo straordinario lavoro svolto.»

12 settembre/ i lavoratori del Comune di Como contro il festival neonazista

Volantino no nazi cantu«La Rsu del Comune di Como – scrive in un comunicato – è indignata per la scelta del sindaco Claudio Bizzozero di concedere per il terzo anno consecutivo, nel 70° anniversario della Liberazione, una struttura comunale per un raduno che coinvolge l’estrema destra europea »

 

«Pertanto – continua – aderisce all’appello unitario del Comitato contro il festival neonazista, costituito da forze politiche, sindacali e sociali, che condanna fermamente tale decisione. Negli ultimi anni abbiamo visto il moltiplicarsi di manifestazioni di stampo nazifascista che si pongono in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza: assistiamo al tacito assenso delle istituzioni che dovrebbero mettere in atto tutti gli strumenti in difesa di detti principi». [aq, ecoinformazioni]

La Cgil di Como contro l’utilizzo dell’emergenza profughi per fini elettorali

La Conferenza di Organizzazione di martedì 23 giugno a Lurago d’Erba ha approvato un l’ordine del 1035196-bandiere_20cgilgiorno “La Cgil rifiuta le polemiche innescate da quei partiti che utilizzano l’emergenza profughi per propaganda politica ed elettorale“. (altro…)

Salario minimo, vince il sì. Luca Fonsdituri: «Vedremo come il risultato sarà acquisito dai legislatori»

10389240_10203094952988432_4572616418100458649_nVittoria del sì alla proposta di modifica costituzionale ticinese sul salario minimo , che si propone di portare la retribuzione minima ad almeno 3.500 franchi al mese per 12 mensilità. Quale giudizio e quali conseguenze?

«Il giudizio è positivo – spiega Luca Fonsdituri, responsabile Cgil Frontalieri di Como – in Ticino, come in tutta la Svizzera, vi sono varie categorie di lavoratori che non risultano coperte dalla contrattazione collettiva. Ora però vedremo come tale risultato verrà acquisito dai legislatori».
In effetti il Consiglio di Stato, nel prendere atto del risultato della consultazione popolare, ha sottolineato subito come «l’attuazione dei nuovi dettami costituzionali non sarà semplice», in particolare «difficilmente potranno infatti essere fissati salari minimi differenziati per settore e l’ipotesi di un salario minimo unico contrasta con quanto espresso dalla nuova norma costituzionale. Il Consiglio di Stato si augura che le misure proposte dall’iniziativa accolta contribuiscano effettivamente a un miglioramento della situazione del mercato del lavoro indigeno».
Un percorso complicato e comunque non risolutivo. «Del resto – sottolinea Fonsdituri – ciò che rende effettiva una legge è la sua corretta applicazione. Nel tempo abbiamo assistito all’utilizzo di vari escamotage da parte degli imprenditori per mantenere basso il costo del lavoro: dall’orario fintamente ridotto (“lavori al 100% ma risulti assunto all’80%”) o, addirittura, alla discrepanza tra salario riportato in busta paga e somma effettivamente retribuita. Fondamentale non è solo che vi siano soglie di salario minimo sotto le quali non andare per legge, ma soprattutto che vi sia un controllo a tappeto delle irregolarità da parte degli uffici competenti».
Allo stato attuale si calcola che circa la metà dei 62mila frontalieri italiani – di cui circa 25mila comaschi – non sia coperta dalle tutele di un contratto collettivo: «Perciò concordiamo con il Sindacato svizzero Unia– continua Fonsdituri – che la soluzione non può essere lasciata ad una legge e che serve dunque rafforzare le tutele dei lavoratori attraverso l’allargamento della contrattazione a tutte le categorie». [aq, ecoinformazioni]

Cgil In-forma Como febbraio – marzo 2015

CGILinForma-news-2015-02-p7È in distribuzione il nuovo numero  della newsletter mensile della Cgil di Como. L’editoriale di Giacomo Licata e Matteo Mandressi è dedicato alle elezioni delle Rsu.   Nel numero: Poste Lombardia + Dipendenti Provincia, Casinò di Campione + Appalti, Exte, Elezioni Rsu nel pubblico impiego, Tazebao: Siamo un’altra storia. .  Per ricevere Cgil in-forma via mail: cgilinformacomo@gmail.com. Sfoglia on line Cgil informa[Si consiglia di scegliere la modalità schermo intero per evitare la pubblicità di Calameo].

La solidarietà della Cgil ai lavoratori della Exten Sa.

xl_87sbScrive il sindacato di via Italia Libera: «Vicinanza alle lavoratrici ed ai lavoratori della Exten SA di Mendrisio e a UNIA Ticino e Moesa, in lotta contro la prepotenza e i ricatti nei confronti dei lavoratori»

Giovedì 19 febbraio i lavoratori hanno incrociato le braccia stamattina per contestare i tagli salariali decisi dalla direzione. La Cgil di Como è vicina ai lavoratori in lotta: «Da quando la Banca Centrale Svizzeraha deciso di non intervenire più sul rapporto di cambio franco/euro, assistiamo ormai quotidianamente ad atti di prevaricazione nei confronti dei salariati che lavorano nel Canton Ticino, con particolare accanimento nei confronti dei frontalieri. Riteniamo tutto ciò inaccettabile. E’ inaccettabile scaricare su chi non ha alcuna colpa gli effetti di scelte decise da istituzioni finanziarie che hanno per anni guadagnato sui cambi e sulle speculazioni finanziarie. Inoltre, da settimane registriamo il fenomeno di tagli indiscriminati ai salari, in particolare dei frontalieri, senza alcun criterio né negoziato. Ciò avviene quasi sempre senza alcun coinvolgimento dei sindacati ma attraverso la richiesta di firme individuali sotto il ricatto del licenziamento. Tutto ciò rischia di fare da volano al fenomeno del dumping salariale, che a parole si afferma di voler combattere e di far precipitare una situazione già compromessa da campagne politiche strumentali contro i lavoratori frontalieri. La Camera del Lavoro di Como è a fianco delle lotte in corso in queste settimane e chiede alle istituzioni e alle forze politiche italiane e svizzere di intervenire per porre fine a fenomeni che rischiano di far arretrare di cinquant’ anni le condizioni di migliaia di lavoratrici e lavoratori italiani e svizzeri». [aq, ecoinformazioni]

Cgil contraria alla chiusura degli uffici postali

poste«Consideriamo tale decisione sbagliata dal punto di vista sociale e totalmente ingiustificata sotto il profilo economico»

Nei giorni scorsi, la direzione regionale di Poste Italiane, ha deciso la chiusura di 4 uffici postali nel Comasco e l’apertura a giorni alterni di altri 18.
«I tagli e le chiusure – scrive la Cgil – interesseranno prevalentemente aree montane, di confine e del medio e alto lago, zone già disagiate dal punto di vista viabilistico e con residenti in buona misura anziani; zone dove spesso l’ufficio postale costituiva l’unico punto di riferimento per poter interloquire o svolgere pratiche con la Pubblica amministrazione.
Chiediamo un tempestivo intervento delle autorità politiche, delle IstituzionI e di Regione Lombardia, per costringere Poste Italiane a recedere da tale progetto che rischia di peggiorare la qualità della vita di una parte significativa della popolazione comasca». [aq, ecoinformazioni]

Anpi Como/ Solidarietà alla Cgil. Le Istituzioni facciano il loro dovere

ANPI COMO LOGOLa sezione Anpi di Como Perugino Perugini appresa la notizia del grave e vile attacco neofascista nei confronti della sede della Camera del lavoro di Como, esprime la piena e totale solidarietà verso tutta la Cgil comasca.
«Crediamo che quanto accaduto non debba essere valutato come un episodio isolato, ma purtroppo come una lunga serie di eventi che da alcuni anni vedono protagonisti i gruppi neofascisti e neonazisti presenti sul territorio della città e che evidentemente si inquadra in una precisa strategia. Ecco percui, al di fuori da ogni polemica, ci sentiamo di affermare che quanto accaduto la notte scorsa in via Italia Libera a Como  purtroppo non ci sorprende, in quanto riteniamo che per anni da parte delle Istituzioni preposte si sia sottovalutato largamente il fenomeno, relegandolo erroneamente a semplici ed isolati vandalismi. Chiediamo quindi per l’ennesima volta con forza alle Autorità competenti che si faccia tutto quanto è possibile al fine di evitare che simili fatti accadano nuovamente in futuro, applicando finalmente le Leggi dello Stato in materia di razzismo e neofascismo. Nella fattispecie le Leggi cosiddette Macino e Scelba. Chiediamo inoltre al Sindaco della città di Como di intervenire in prima persona presso le Istituzioni preposte, affinchè questa situazione venga affrontata e definitivamente risolta. In ultimo, siamo convinti che il dilagare di razzismo e neofascismo impongano una risposta unitaria e coesa da parte di tutte le forze antifasciste e democratiche della città. Chiediamo quindi ai partiti, sindacati, alle associazioni comasche e alle/ai cittadine/i che si riconoscono nei valori antifascisti e democratici, di unire le energie per costruire una grande battaglia culturale e politica, di informazione e controinformazione, che abbia come faro guida l’antifascismo e i valori della Costituzione, per sconfiggere  ogni  ideologia autoritaia, xenofoba e omofoba.» [Anpi sezione di Como Perugino Perugini]

 

Prc/ Contro la provocazione fascista alla Cgil di Como

prcCon un comunicato stampa, la segreteria provinciale del Prc comasco, esprime solidarietà alla Camera del lavoro comasca vittima dell’ennesimo affronto fascista.
«Apprendiamo con rabbia ed indignazione che durante la notte tra il 17 e il 18 dicembre,  gruppi di stampo neofascista  hanno imbrattato la sede della Camera del lavoro di Como con volantini carichi di insulti e provocazioni xenofobe a sfondo fascio razzista ed uno striscione a firma  Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads. La Segreteria e tutta la Federazione provinciale di Como del Partito della Rifondazione Comunista esprimono massima solidarietà nei confronti della Cgil. Ancora una volta nostro malgrado ci troviamo di fronte ad un fatto gravissimo, dove le istituzioni democratiche vengono  rese un  bersaglio da parte di fantomatiche associazioni culturali che in realtà sono solo dei nostalgici dell’oscuro ventennio. Da tempo segnaliamo insieme alle altre forze democratiche ed antifasciste cittadine  la pericolosità del proliferare di questi individui, che reclutano giovani fuori dalle scuole e negli stadi. Chiediamo formalmente, ancora una volta  che le forze dell’ordine facciano luce sui gravissimi fatti che periodicamente colpiscono la nostra città.» [Segreteria provinciale, Prc Como]

Fascisti in azione contro la Camera del Lavoro di Como

Antifascismo-COpNella notte di fra mercoledì e giovedì 18 dicembre, sono stati affissi sulle vetrine della sede di Via Italia Libera e sulla recinzione di fronte «volantini deliranti e uno striscione a firma Associazione culturale “Veneto fronte skinheads” pieni di insulti e provocazioni a sfondo razzista»

«Chiediamo a tutte le forze democratiche della città – scrive la Cgil lariana – di reagire all’ennesima provocazione dei gruppi neofascisti presenti sul territorio e alle forze dell’ordine di svolgere le necessarie indagini. La Cgil e tutto il sindacalismo confederale, dall’inizio della crisi, cercano di svolgere, spesso in condizioni difficilissime, un ruolo di tenuta della coesione sociale sul territorio comasco. Anche per questo, sono da respingere con decisione tutte le iniziative che cercano di minarne il ruolo a la funzione». [aq, ecoinformazioni]

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