Cgil Como

Lutto nella Cgil comasca, è morto Franco Santambrogio

francoQuesta notte, all’età di sessant’anni, ci ha lasciati Franco Santambrogio. I funerali si svolgeranno martedì 25 marzo, alle ore 14.30, presso Villa Rosnati (via Baradello, 2) ad Appiano Gentile, in forma civile. La commemorazione, a nome della Confederazione, verrà svolta da Nino Baseotto, segretario generale della Cgil Lombardia. La camera ardente è presso l’ospedale Sant’Anna di San Fermo dalle ore 14.30 di oggi. «Franco è stato per oltre 30 anni stimato dirigente della Cgil comasca e regionale – commenta Alessandro Tarpini – di lui ricordiamo le qualità politiche, umane e professionali che ne hanno fatto un punto di riferimento riconosciuto per tutto il territorio comasco sui temi del mercato del lavoro e della formazione professionale»

Alessandro Tarpini segretario della Cgil di Como

Tarpini-CongressoIl direttivo provinciale della Camera del Lavoro lo ha rieletto per il secondo mandato: «Dobbiamo uscire dalla trincea, ce lo impone la nostra storia»

«Troppo spesso siamo stati in trincea – ha detto Tarpini – e questa non può essere la nostra prospettiva, stare troppo a lungo in trincea fa perdere di senso, impigrisce, allontana dalla realtà. Una realtà che cambia, lo fa velocemente e spesso a prescindere da noi. La nostra prospettiva deve diventare la frontiera dell’innovazione e del cambiamento, ce lo impone la nostra funzione, il nostro ruolo e anche la nostra storia di cui giustamente andiamo orgogliosi».
«Ringrazio – ha concluso Tarpini – chi lavora nelle categorie per il difficilissimo lavoro di questi anni difficili, nelle strutture a tutela individuale messe ogni giorno a dura prova da carichi di lavoro crescenti, nel Clas, un approdo riconosciuto per i migranti del nostro territorio, in Sunia e Federconsumatori, le volontarie ed i volontari di Auser Como che hanno da poco festeggiati i 20 anni di attività e che inaugureranno in aprile la nuova sede provinciale. Ringrazio le persone che in Camera del Lavoro ogni giorno svolgono attività tecniche preziose e fondamentali, i nostri giovani che danno ogni giorno prova di competenza, e grazie alle centinaia di delegate e di delegati, per il prezioso e difficile lavoro che svolgono ogni giorno, spesso in condizioni difficilissime. Grazie a tutte e tutti voi, che permettete ogni giorno il funzionamento di una macchina tanto complessa quanto indispensabile per le persone che rappresentiamo». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

Tarpini: Il lavoro torni a essere la priorità. Prima dell’estate, presenteremo il nostro piano del lavoro per Como

1622856_10202336313641637_55795167_nÈ cominciato il 6 mattina il congresso della Camera del Lavoro di Como. Nel suo discorso iniziale, Alessandro Tarpini ha deciso di partire dalla Sisme, raccontando cosa significasse, per un operaio metalmeccanico, lavorare alla catena di montaggio. Nella relazione il segretario uscente ha toccato alcuni argomenti cruciali per il territorio, annunciando la presentazione di un piano del Lavoro per la provincia di Como, previsto entro l’estate. Leggi il discorso

«Como, dal 2001 al 2011, ha perso nel settore manifatturiero circa 20.000 addetti, a cui se ne sommano altri 3.000 circa fino al 2013, mentre la perdita complessiva è stata di circa 11.500 su 166.000. Questi dati hanno portato il peso del settore manifatturiero, per quanto riguarda gli occupati, a passare dal 53,3% del 2001 al 45,5% del 2011, contro una media nazionale del 23,7%».
Il capitolo più doloroso è quello relativo all’occupazione: «dal 2008 il tasso di disoccupazione è sostanzialmente raddoppiato, viaggia oggi intorno all’8%, ma a ciò si aggiungono circa 10.000 persone, pari al 5,5% degli occupati, posti in cassa integrazione, per la maggior parte dei casi con poche possibilità di rientro. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali ha continuato, anche nel 2013, a far registrare numeri record». Cosa fare? «È anzitutto necessario intervenire per garantire la coesione sociale della comunità comasca – commenta Tarpini – A Como opera dal 2008 il Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo, che svolge un ruolo centrale per un progetto condiviso di sviluppo; bisogna prendere in considerazione l’idea di mutare la definizione di questo luogo di confronto, facendolo diventare” il tavolo per la competizione, lo sviluppo e la coesione sociale”». Poi, suggerisce il sindacalista, sarà fondamentale preservare le eccellenze e i distretti, come quello tessile e dell’arredo, semplificare la burocrazia e creare percorsi culturali, storici, artistici in grado di valorizzare il paesaggio.
In una fase come quella che stiamo vivendo, le fortune di un territorio vengono inevitabilmente segnate, in positivo come in negativo, dalla capacità di attrarre investimenti. Tale capacità di attrazione è ovviamente determinata dal contesto di riferimento, ed il fattore che è da considerarsi vincente nel futuro sarà quello della qualità del capitale umano: «A Como ci sono le condizioni potenziali perché si costruisca un sistema formativo che possa rispondere alle esigenze del territorio: esistono già scuole, enti, istituti, che si caratterizzano per la qualità dell’offerta formativa».
Secondo uno studio di Fondazione Cariplo del 2013, a Como vengono immessi in atmosfera 1000 tonnellate di Co2 al giorno: «Una situazione, come emerge, davvero problematica, ma su cui si potrebbe agire nell’immediato. Occorrerebbe innanzitutto dare corso all’attuazione del piano energetico provinciale, già realizzato da Punto Energia e mai realizzato».
Tarpini ha parlato anche della “questione frontalieri”: «La nostra principale fabbrica occupa 20.000 persone che, ogni giorno, varcano il confine per vivere e per portare in Svizzera professionalità e benessere. La vicenda ultima del referendum danno la cifra di una situazione che va definitivamente risolta. Ciò non è più accettabile, si trovi subito una soluzione, che partendo dallo statuto del lavoratore frontaliero, come abbiamo da tempo richiesto, normi la materia definitivamente, ridando a questi lavoratori la serenità che meritano».
Riguardo alla politica comasca, il segretario ricorda che la Camera del Lavoro ha espresso un giudizio favorevole sulla Ztl: «La vicenda sta provocando reazioni e proteste anche al di là di quanto ci si potesse aspettare; fa emergere in tutta la sua problematicità una vocazione diffusa alla conservazione dell’esistente, ad un’idea che rischia di portare all’immobilismo, al tirare a campare, si è più popolari, alla fine, se si lascia tutto così com’è, se non si mettono in discussione i vecchi equilibri consolidati e le rendite di posizione».
La crisi che stiamo vivendo, una crisi dai caratteri inediti, ha prodotto e sta producendo anche bisogni di tipo nuovo. «La nostra organizzazione questi bisogni inediti li ha conosciuti, li ha incontrati soprattutto attraverso le strutture a tutela individuale. E a suffragio di ciò che ho cercato di trasmettere i dati, l’Inca di Como ha elaborato nel corso del 2013, 32.961 pratiche, nel 2012 erano state 22.313, incrementando le attività in un solo anno del 30 %, il CAAF di Como ha elaborato nel 2013 ben 66.118 pratiche fiscali, inoltre, sempre nel 2013, circa 1.000 lavoratrici e lavoratori si sono rivolte al nostro ufficio vertenze legali per contenziosi o recuperi del credito che hanno permesso di recuperare somme di poco sotto i 5 milioni di euro per i nostri assistiti. Sono dati che impressionano, che ci dicono che realisticamente ben oltre 100.000 comaschi nel corso del 2013 hanno dalle nostre strutture, ricevuto un aiuto, una risposta concreta ai loro bisogni».
«70 anni fa, nelle stesse giornate si svolgevano a Como come nel resto del Paese gli scioperi del 44, un momento che segnò la vita democratica nel Paese, la coscienza civile di quelle lavoratrici e di quei lavoratori. Ricade su tutti noi un’eredità importante, che è quella della nostra memoria e della nostra storia – conclude Tarpini – ricordiamocelo, ricordiamocelo sempre mentre pensiamo e progettiamo il futuro». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

La Cgil: «La cittadella sanitaria non si “perda nella nebbia”»

santannaLa funzione pubblica comasca e la Camera del lavoro di Como intervengono nel dibattito circa il riutilizzo dell’area ex- Trevitex e la riqualificazione del quartiere di Camerlata; torna, perciò, centrale, la proposta per una cittadella sanitaria nell’area dell’ex Ospedale S. Anna di Via Napoleona

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A febbraio 240 lavoratori licenziati nel Comasco

LavorosospesoLa sottocommisione ammortizzatori sociali della Provincia di Como ha approvato la lista di mobilità del mese di febbraio 2014. Sono 240 (per il 61, 7 % uomini e 38,3% donne) i lavoratori licenziati da aziende che occupano + di 15 dipendenti ed inseriti nella lista ex legge 223/1991. Il 160,8% in più rispetto a gennaio

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Generazione stabilmente precaria/ 25 febbraio al Gloria

precari-stancaNidil Cgil e la Camera del Lavoro lariana organizzano una giornata di approfondimento sul precariato in provincia di Como. Appuntamento fissato per martedì 25 febbraio alle allo spazio Gloria/ Arci Xanadù (via Varesina 72, Como.)

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Razzismo elvetico/ la Cgil: intervengano regione e governo

20140207_svizzeraLe Camere del Lavoro di Como, Varese, Sondrio la Cgil regionale esprimono tutta la loro preoccupazione per l’esito del referendum svizzero: «Chiediamo al Governo, e alla Regione Lombardia per quanto di sua competenza, un incontro per affrontare e risolvere questi problemi, compresi i temi della competitività e dell’ attrattività del territorio lombardo»

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Sisme: ora basta

presidio sismeAnticipiamo l’editoriale di Cgil Informa – Como, a firma Fiom e segreteria della Camera del Lavoro di Como. Al centro dell’articolo la vicenda Sisme: «La sensazione, sempre più evidente – scrive il sindacato lariano  – è che si stia cercando, da parte dell’azienda, ogni pretesto per addebitare ad altri l’eventuale naufragio di una trattativa che, al punto in cui siamo, avrebbe come unica responsabile l’azienda stessa»

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No alla chiusura di Menaggio e Mariano Comense

sanitaGli ospedali di Menaggio e Mariano Comense rischiano di chiudere. Le strutture sono stati infatti inserite dal Ministro Lorenzin nella lista dei 175 presidi sanitari che contano meno di 120 posti letto e considerati “inefficienti e fonte di sprechi”. La Cgil di Como è contraria alla proposta

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Ecoinformazioni è un circolo Arci

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